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Una giornata a Runway: Il Ritorno de “Il Diavolo veste Prada 2” e i Sapori del Cinema

Finalmente l’attesa è finita!
Sono corsa al cinema per la prima de Il Diavolo veste Prada 2.
Appena arrivata al The Space Cinema, non ho resistito: ho dovuto immortalare la borsetta iconica dedicata al film!
Un pezzo da collezione dal rosso vibrante, perfetto per sentirsi parte della redazione di Runway anche solo per un giorno.
Seconda sorpresa acquistando on-line il biglietto ho ricevuto un set di stickers con le frasi più iconiche di Miranda Priestly.
Sono stati i soggetti perfetti per le foto di rito prima di immergermi nella sala buia.

Dal Cinema alla Tavola: Il “Toast-Factor” e il Formaggio Norvegese
Il “Grilled Cheese Sandwich” che Nate prepara a Andy
​Non è un banale toast da bar, ma un rito. Nel film rappresenta il momento in cui Andy cerca conforto e “normalità” in contrasto con le pretese impossibili di Miranda.
​Se vuoi dare un tocco di classe all’articolo, ecco le caratteristiche che lo rendono tale:
• ​Il pane: Non si usa il pancarré sottile, ma fette di pane artigianale, magari leggermente imburrate all’esterno prima di essere tostate in padella.
• ​Il formaggio: Il segreto è usare un formaggio che “fili” perfettamente. Ed è qui che entra in gioco il formaggio norvegese di cui parlavamo: il Jarlsberg è l’ideale perché fonde creando quella consistenza morbida e burrosa che si vede nel film.
• ​Perché il formaggio norvegese? Parliamo di Jarlsberg, noto per quel sapore dolce che ricorda la nocciola. È il formaggio ideale per chi cerca lo “spessore” nel gusto: fila alla perfezione senza coprire gli altri ingredienti.
• Si dice spesso che questo tipo di formaggio piaccia molto a chi ha un animo artistico e letterario; ha quella complessità e quella storia che lo rendono molto più di un semplice ingrediente da cucina.
• ​Dove trovarlo: Potete cercarlo nelle migliori gastronomie o nei reparti gourmet dei grandi supermercati. È l’alleato perfetto per dare un tocco internazionale e raffinato ai vostri spuntini post-cinema.

Il richiamo del mais: Le abitudini che non cambiano
​La cosa che più mi ha colpita nel sequel è stato un dettaglio che ci riporta immediatamente indietro nel tempo.
Se ricordate il film del 2006, c’è una scena iconica in cui Nigel, incontrando Andy nella caffetteria di Runway, commenta con il suo solito sarcasmo la sua scelta della zuppa di mais, definendola ironicamente un “piano per la cellulite”.
​Ebbene, a distanza di vent’anni, ritroviamo Andy con quella stessa zuppa, ma senza maglioncino ceruleo infiltrato.
È un momento poetico: nonostante tutto il tempo passato tra traguardi raggiunti e delusioni, lei è rimasta fedele a se stessa e a quell’abitudine “poco fashion” che tanto faceva inorridire Nigel.
Un piccolo tocco di coerenza che scalda il cuore.

Conclusioni
​Il film è un’occasione per riflettere su come, nonostante il mondo cambi, le nostre passioni (e le nostre ricette preferite) restino un punto fermo.
​E voi, avete notato il riferimento alla zuppa nella scena della caffetteria? Fatemi sapere se anche voi, come Andy, siete rimaste fedeli alle vostre abitudini di vent’anni fa!
È tutto.

Pubblicato da Rosso Rubinian

Benvenuti nel mio blog! Sono Barbara, Sommelier del Vino e dell’Olio. Assaggiatore certificato di Olio Extra Vergine d’Oliva, iscritta alla CCIAA di Roma. ​Assaggiatrice di Formaggi. ​Studi in Arte della Grafica Pubblicitaria e della Fotografia, competenze che applico nella creazione dei contenuti. ​La mia passione è nata dal forte legame con la cucina tradizionale del territorio del Lago di Bolsena, luogo d’origine e ispirazione, e la curiosità per l’Oriente, con una particolare predilezione per la cucina Coreana, per la quale ho seguito numerosi corsi di approfondimento. ​Adoro sperimentare, in viaggio mi dedico alla scoperta dei mercati locali e delle ricette del posto.

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