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Non chiamatelo pane cafone

Il pane cafone è chiamato così perché è di origine contadina, farina, acqua, sale e lievito per un pane che di cafone secondo me non ha nulla.
L’ho realizzato con la pasta madre seguendo la ricetta di Antonella Scialdone, tratta dal libro “La pasta madre. 64 ricette illustrate di pane dolci e stuzzichini salati”, ma con delle piccole variazioni sul tema.
Ho ripreso da poco a panificare con a pasta madre, mi ci dedico nel week end, in quanto i tempi con essa i tempi son più lunghi, ma il risultato devo dire che è solo fantastico.
Un pane leggero che si mantiene più a lungo e non rimane per nulla pesante.

Ecco gli ingredienti per realizzare un filone
200 g di pasta madre rinfrescata
180 g di farina manitoba
420 g di farina 0 (per me  farina macinata a pietra tipo 1)
14 g di sale
7 g di malto d’orzo o miele

pane cafone

Pane cafone a lievitazione naturale

Sciogliete nella ciotola della planetaria il lievito madre con 2/3 dell’acqua tiepida, poi aggiungete il malto, la farina e il sale e mentre la planetaria è in azione aggiungete l’acqua rimanente, facendo attenzione che l’impasto non venga troppo liquido. Lavorate per una decina di minuti.
Terminata la lavorazione, ponete l’impasto in una ciotola ricoperta con pellicola da cucina e lasciamolo lievitare per un paio di ore.
Riprendiamo l’impasto lo sgonfiamo leggermente e diamo in una e procediamo con una serie di pieghe, ripetuta ogni 15 minuti per 4 volte come da fotopieghe pasta madre

Trascorsi gli ultimi 15 minuti riprendete l’impasto e gli date una forma rotonda con le mani.
Ora potete decidere se farlo lievitare ponendo il vostro pane cafone sulla placca del forno rivestita da carta forno e, in questo caso, ricoprite con pellicola trasparente, oppure come ho fatto io, ponendolo in un cestino di vimini apposito per la lievitazione.
In questo ultimo caso, rivestite il cestino con un canovaccio infarinato e inserite l’impasto nel cestino con la chiusura verso l’alto, coprite e mettete a lievitare per altre 2/3 ore sempre in luogo caldo e privo di spifferi.
30 minuti prima del termine della lievitazione accendete il forno a 240 °C con all’interno un pentolino adatto al forno con acqua per creare un ambiente umido per la cottura.
Riprendete il vostro pane cafone che avrà quasi raddoppiato e se volete, prima di infornarlo potete divertirvi a inciderlo in superficie, con una lama molto affilata per 1 cm di profondità, io ho fatto così (scusate la qualità dello scatto, fatto da cellulare)

pan cafone intaglio

Infornate, dopo una decina di minuti riducete la temperatura a 200 °C continuate la cottura per altri 30 minuti.
Io gli ultimi 10 minuti ho tolto il pentolino, messo il forno in funzione ventilato e lasciato il forno aperto giusto una fessura per rendere croccante la crosta e togliere l’umidità inter
Terminata la cottura ho lasciato il pane cafone a raffreddare su una gratella.
Bene, ora non vi rimane che gustarlo nel pieno della sua fragranza.

pane cafone v3

pane cafone v2

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