Il Gioppino maschera tradizionale bergamasca

Il Gioppino maschera tradizionale bergamasca

si avvicina il Carnevale e non vi è nulla di più tradizionale delle maschere .

Nella provincia anticamente nei giorni di festa i burattinai rappresentavano le scene di vita contadina e il Gioppino era una delle maschere più amate , anche oltre confine  .

 La storia del Gioppino :

il suo nome è Giuseppino e veniva da Zanica (Sànga in dialetto bergamasco) ma per tutti è Giupì de Sànga contadino e facchino dai modi rozzi e grossolani , poco istruito ma di mente arguta , bonario ma nel contempo sempre pronto a prender a bastonate chi non la pensava come lui. Disponibile ad aiutare i deboli ma pronto a mille furberie per non lavorare  . Sempre affamato ed amante del buon cibo ,del buon vino e da sempre innamorato della Margì  dalla quale dopo un lunghissimo fidanzamento e relativo matrimonio, ebbe un figlio : il Bortolì .

Fisicamente è tozzo e sul collo ha tre gozzi che lui enfatizza ,non sono difetti ma pregi da esibire . Indossa un abito verde di panno con decori rossi , un enorme cappellaccio nero , pantaloni alla zuava , calzettoni a righe bianchi e rossi  e scarponi enormi .

Nella valli additare una persona con l’appellativo Giupì ( o fà mia il Giupì ) vuol far intendere di non fare troppo lo spavaldo , il furbastro, e si da anche una connotazione sgradevole in alcuni casi .

Insomma  non fare come il Gioppino scarpe grosse e cervello fino

« E me so Giopì de Sanga
con trei patate en banda
e töc i me domanda
de che paes so me
E me ghe do risposta
con voce sopraffina
se g’o la patatina
l’è töta roba mè
 »(Elbaginelli, Ghidoli, Bergamo e il suo territorio, 1977) fonte Wikipedia

 

Tra i più famosi burattinai ci fù il compianto Benedetto Ravasio (Nato a Bonate nel 1915 e morto nel 1990). Ha dato al Gioppino la capacità di parlare e di coinvolgere il pubblico giovanile portando i suoi spettacoli per oltre quarant’anni, in tutta la provincia e in Lombardia. Figlio di panettiere decise, insieme alla moglie Giuseppina Cazzaniga, di intraprendere professionalmente l’arte del burattinaio alla fine degli anni ’40. Sapeva cantare, suonare violino e mandolino, fu scultore pittore e drammaturgo di se stesso. Fu in poche parole il burattinaio completo. Dopo la morte di Benedetto, avvenuta nel 1990, la famiglia Ravasio decise di raccogliere tutta la collezione e gli attrezzi di lavoro, burattini, baracche, copioni e fondali dipinti dell’artista bonatese perché nulla andasse perduto o disperso e nacque così, in sua memoria, nel 1993 la “Fondazione Benedetto Ravasio“. Le finalità sono la conservazione dell’attività svolta, promozione della conoscenza, diffusione e studio del teatro d’animazione. Dal 1996 la fondazione organizza ogni anno la rassegna “Borghi e Burattini” che propone spettacoli di teatro di animazione sempre nelle piazze. (articolo estrapolato dal blog FAC Blog cliccate sulla scritta per leggere tutto l’articolo) 

Souse : Gioppino Wikipedia ; La storia di Gippino  ; Associazione culturale OL Giupì de Sànga

Foto Gioppino e Margì, esposti nel negozio Alimentari Ronzoni G. di Olmo al Brembo (BG).

giupì

 

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