C’è una frustrazione che solo chi viaggia con un cane può capire fino in fondo. È quella sensazione di trovare un posto pazzesco, un mare da cartolina, e poi scontrarsi con il solito cartello di divieto all’inizio del sentiero.
Per questo, quando ho scoperto la Bandita di Scarlino, una meravigliosa area protetta nel cuore della Maremma Toscana, ho tirato un sospiro di sollievo. Volevo una domenica diversa dal solito: niente salite spacca-gambe in montagna, ma un trekking lento, immerso nella macchia mediterranea, costantemente accompagnato dal profumo dei pini d’Aleppo e, soprattutto, dal rumore delle onde.
Se anche tu cerchi un angolo di Toscana selvaggio da esplorare a sei zampe ( ma anche se vuoi farlo con la tua amica o la tua dolce metà a due zampe), ti racconto com’è andata la nostra avventura tra sentieri nascosti e calette da sogno.

Il punto di partenza: il porto del Puntone di Scarlino
La nostra giornata è iniziata al porto turistico di Scarlino, in località Il Puntone. Questa è la scelta strategica perfetta per chi fa il percorso con il cane: qui si trova un ampio parcheggio (comodissimo e vicino al ristorante Il Cantuccio) dove poter lasciare l’auto prima di incamminarsi.

Zaino in spalla, guinzaglio salgo in mano e via. Superata la sbarra metallica che chiude l’accesso ai mezzi a motore, ci siamo ritrovati sull’Itinerario 1 (il Sentiero delle Costiere). La prima cosa che ho apprezzato? L’ombra rigenerante. Il sentiero è un’ampia strada sterrata protetta da una fitta volta di pini e lecci: un dettaglio fondamentale per noi proprietari di pet, perché significa che il terreno in terra battuta non scotta sotto i polpastrelli del cane, permettendogli di camminare felice, fresco e senza stress. Unica cosa, verso maggio abbiamo trovato ancora alcune processionarie che scendevano dagli alberi pericolose per noi e per i nostri amici a 4 zampe ‼️
Il percorso scorre via facile, quasi tutto in pianura o con dolcissimi saliscendi. Ogni tanto, tra le fronde dei pini, l’orizzonte si apre e ti regala uno scorcio di quel blu turchese che di solito associ solo ai paradisi della Sardegna.
Cala Martina: la nostra oasi di vera libertà

Dopo circa 45 minuti di cammino a passo rilassato (fermandoci ad annusare ogni cespuglio di mirto ed erica), siamo arrivati al bivio per Cala Martina. Si scende attraverso una breve scalinata tra la vegetazione e, all’improvviso, si apre una caletta di ciottoli chiari, intima e meravigliosamente selvaggia.
Qui è dove è avvenuta la magia. Mentre le spiagge più blasonate della zona impongono forti restrizioni, Cala Martina ci ha accolti a braccia aperte. È stato bellissimo vederlo correre sul bagnasciuga, rinfrescarsi le zampe nell’acqua trasparente e godersi la brezza marina in totale relax, senza l’ansia di disturbare o di infrangere qualche regola. C’è anche un pizzico di storia che rende il posto mistico: una statua ricorda che proprio da questa caletta si imbarcò Giuseppe Garibaldi nel 1849 per sfuggire alle guardie pontificie. Un rifugio di libertà in tutti i sensi.
Il mito di Cala Violina e la gestione degli ingressi in estate
Continuando a camminare per altri 20 minuti circa lungo il sentiero principale, si raggiunge la perla più famosa della Bandita: Cala Violina, celebre in tutto il mondo per la sua sabbia quarzifera finissima che “suona” come un violino quando viene calpestata.
Qui, però, è necessaria una parentesi importante per chi viaggia con i pelosi. Per proteggere questo ecosistema unico, il Comune di Scarlino ha introdotto regole rigide: dal 1° giugno al 30 settembre l’accesso alla spiaggia è a numero chiuso (massimo 700 persone al giorno) e va prenotato obbligatoriamente online sul sito ufficiale al costo simbolico di 1€.
E per i cani? Durante i mesi estivi (giugno-settembre), purtroppo, i nostri amici a quattro zampe non possono scendere sull’arenile di Cala Violina (sono ammessi solo i cani guida e da salvataggio). Il sentiero nella foresta resta comunque accessibile per passeggiare, ma se l’obiettivo è farsi un bagno insieme, il mio consiglio assoluto è di godervi la meravigliosa e libera Cala Martina, oppure proseguire ancora per un chilometro fino alla selvaggia Cala Civette, dominata dalla sua torre cinquecentesca.





Appunti da zaino (I miei consigli pratici)
Se decidi di ripercorrere i nostri passi, ecco cosa ho imparato da questa giornata e che ti consiglio di segnare:
- L’acqua è sacra: Lungo tutto il percorso forestale e sulle spiagge non ci sono fontanelle, bar o punti di ristoro. Porta molta più acqua del previsto, soprattutto una ciotola pieghevole e una bella scorta idrica dedicata solo al tuo cane.
- Scarpe da ginnastica o trekking leggero: Anche se il percorso è facile e pianeggiante, si tratta pur sempre di una sterrata nel bosco e di spiagge di ciottoli. Lascia le infradito nello zaino per quando sarai fermo.
- Organizzazione: Se ti muovi in estate e vuoi comunque dare un’occhiata a Cala Violina (magari tenendo il cane all’ombra della pineta subito dietro la spiaggia), ricordati di fare il biglietto online con largo anticipo!
Alla fine siamo tornati alla macchina stanchi, con le scarpe impolverate e il profumo di salsedine addosso. Ma vedere quegli occhi felici e la coda che scodinzolava felice di fronte al mare ha reso ogni singolo passo indimenticabile.
Ecco il testo aggiornato per il tuo ultimo paragrafo, integrato con una mappa escursionistica reale e affidabile prelevata online:
Info Utili e Dettagli sul Percorso
Per pianificare al meglio la tua escursione, ecco un riepilogo dei dati tecnici e alcune alternative per personalizzare l’itinerario in base alla tua preparazione.
- Distanza totale: Circa 12 km (itinerario ad anello standard).
- Durata stimata: 4 ore e mezza / 5 ore di cammino effettivo (escluse le soste).
- Dislivello: +450 metri circa.
- Difficoltà: E (Escursionistico). Il percorso non presenta tratti esposti o tecnicamente complessi, ma richiede un buon allenamento alla camminata e calzature da trekking adeguate.
- Alternative di percorso:
- Versione Short: È possibile accorciare l’itinerario a circa 6 km scegliendo il rientro anticipato dal primo punto panoramico, dimezzando così anche il dislivello.
- Variante Impegnativa: Per i più esperti, è possibile deviare lungo il sentiero alta via (segnavia rosso-bianco) che aggiunge 3 km e un fondo più roccioso e stimolante.
📌 Nota di viaggio: Si consiglia di portare una buona scorta d’acqua (almeno 1,5 litri a persona) poiché i punti di rifornimento lungo il tracciato sono limitati, specialmente nella stagione estiva.
Mappa del Percorso
Di seguito trovi la mappa escursionistica per orientarti lungo i sentieri del tracciato:


