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La piadina a modo mio con uova e pepe: l’incontro perfetto tra Marche e Romagna

Fano è una vera e propria terra di confine, dove tradizioni culinarie diverse si incontrano e si fondono a tavola in modo naturale e gustoso.

Se la vicina Romagna ci ha regalato il magico rito della piadina, noi marchigiani ci abbiamo messo la ricchezza rustica e sincera delle nostre campagne.

Questa ricetta nasce proprio da un antico segreto di famiglia. È una di quelle preparazioni tramandate nel tempo, o per meglio dire “rubate” tra nuore e suocere, in cui le dosi si misuravano a occhio e con il cuore.

Piadina a modo mio

Il mio impasto viene arricchito con 3 uova grandi e tanto, tantissimo pepe nero. Il risultato è una piadina dorata, incredibilmente soffice e profumata, che al palato si colloca esattamente a metà strada tra la piadina classica e la nostra ricca crescia sfogliata.

La chiamo piadina a modo mio perché l’impasto non contiene lievito né bicarbonato. Tuttavia, grazie all’uso sapiente dello strutto e all’aggiunta del latte caldo, rimane sempre elastica e morbidissima, senza mai diventare rigida come cartone.

Ingredienti per l’impasto

Per preparare questa piadina marchigiana ricca e saporita, vi serviranno pochi ingredienti, essenziali e di buona qualità:

  • 600 g di farina tipo 0 (tenetene da parte un po’ per la spianatoia)
  • 150 g di strutto di ottima qualità, a temperatura ambiente
  • 3 uova grandi
  • 300 ml di latte intero leggermente tiepido
  • Un pizzico di sale fino
  • Abbondante pepe nero macinato fresco (il vero tocco rustico di questa ricetta!)

Procedimento passo-passo

Mettere le mani in pasta è il primo passo per portare in tavola il calore della tradizione. Seguite queste indicazioni per un risultato impeccabile:

  1. Sulla spianatoia, disponete la farina a fontana. Al centro aggiungete lo strutto morbido a pezzetti, le uova intere, il sale e una spolverata generosa di pepe nero.
  2. Iniziate a impastare con le mani per mescolare gli ingredienti centrali. Versate poi il latte tiepido poco alla volta, raccogliendo man mano la farina dai bordi.
  3. Lavorate l’impasto energicamente per circa 10 minuti. Dovrete ottenere un panetto liscio, estremamente morbido ed elastico.
  4. Avvolgete il panetto nella pellicola trasparente o copritelo con un canovaccio pulito. Lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. Questo passaggio è fondamentale per distendere il glutine e renderlo facile da stendere!
  5. Trascorso il tempo di riposo, dividete l’impasto in 6-8 palline di uguale dimensione.
  6. Con l’aiuto di un mattarello e di un velo di farina, stendete ogni pallina sulla spianatoia fino a ottenere un disco sottile, spesso circa 2-3 millimetri.
  7. Scaldate benissimo un testo di terracotta, una padella in ghisa o una buona piastra antiaderente dal fondo spesso.
  8. Cuocete la piadina per circa 2 minuti per lato a fuoco medio-alto. Ricordate di bucherellare subito la superficie con i rebbi di una forchetta: questo eviterà che si gonfino troppe bolle in cottura.
  9. Quando si formeranno le classiche e deliziose macchioline marroni, la piadina sarà cotta alla perfezione. Servitela immediatamente!

Consigli di farcitura e “La Chicca Fanese”

Una piadina così saporita e profumata chiama a gran voce abbinamenti genuini e decisi. Ecco due modi in cui amo portarla in tavola:

  • La classica: Non si sbaglia mai accompagnandola con i salumi della nostra tradizione. Provatela con del prosciutto crudo dolce, fette di salame rustico o, per un’esperienza goduriosa, una fetta spessa di ciauscolo marchigiano morbido che si scioglierà al calore della piadina.
  • La Chicca Fanese (Il segreto d’estate): Questo è il vero rito delle calde giornate estive sulle nostre zone costiere. Consiste nel farcire la piadina bollente e pepata, appena tolta dalla piastra, con i pomodori gratinati al forno preparati il giorno prima.

Preparare i pomodori in anticipo e lasciarli raffreddare è il vero segreto per un ripieno perfetto. Il contrasto termico tra la sfoglia caldissima e il ripieno succoso, freddo e profumato d’aglio dei pomodori è un’esperienza sensoriale indimenticabile.

Conservazione e piccoli trucchi

Se vi avanzano delle piadine, potete conservarle in frigorifero per 2-3 giorni. Abbiate cura di chiuderle in un sacchetto per alimenti ben sigillato per non farle seccare.

Al momento di consumarle, scaldatele nuovamente per pochi secondi sulla piastra rovente. Grazie allo strutto e al latte, torneranno subito morbide e fragranti, pronte per essere piegate senza spezzarsi.

È possibile anche congelare le piadine già cotte. Vi suggerisco di separarle l’una dall’altra con dei fogli di carta forno prima di riporle in freezer. In questo modo potrete estrarre e scaldare solo quelle che vi servono al momento del bisogno!

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Pubblicato da martina

Blog manager per la piattaforma blog Giallozafferano ( Gialloblog) e blogger per hobby. Nel mio blog racconto di me attraverso le ricette che mi piace cucinare... per tutto il resto c'è facebook!

2 Risposte a “La piadina a modo mio con uova e pepe: l’incontro perfetto tra Marche e Romagna”

  1. che aspetto stuzzicante questa piadina . Complimentos!!!Ma Martina sei una fonte inesauribile di energia!!!!!!Ora anche il sito di cucina ! Dal pennello alla brace!!! (nel vero senso della parola!!) eh eh eh….Ciao Piaps: ho esaurito i punti esclamativi…..

  2. Ciao! Volevo dirti che qui a Rimini c’è una famosa piadineria dove so per certo, perchè ci ho lavorato, che usano anche l’uovo.Se non sbaglio (è passato molto tempo) questa famiglia che propone queste deliziose piade, ha origini marchigiane, in una zona ai confini con la Romagna.Quindi è probabile che si tratti di una variante di quella terra.Ad ogni modo è buonissima!

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