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Frutta nelle scuole? Ma anche no!

Da Settembre la mia seienne frequenta la prima elementare. Durante la prima riunione le maestre ci informano che proprio quest’anno partirà un progetto finanziato dall’unione europea atto a promuovere il consumo di frutta in tenera età.

Iniziativa lodevole, per carità, ma sarebbe stata ancor più bella se invece di spendere come al solito i soldi dei contribuenti per far arrivare (esempio della scuola di mia figlia) frutta e verdura tagliata e sbucciata dentro a degli orribili sacchetti di plastica, proveniente dalla Lombardia, e quindi in mezzo ci sta anche un bel viaggetto in camion, fosse stato istituito un giorno alla settimana da concordare con tutti i genitori, in cui i bambini si portavano invece della merenda un frutto a scelta. Tale frutto avrebbe potuto andare a far parte di un bel cesto da dividersi tra compagni. I bambini di 6 anni meglio che non usino il coltello? perfetto, ci sono le maestre che tagliano la frutta invece della mamma. Non sarebbe stato tempo perso, da una mangiata di frutta poteva venire fuori un momento educativo non indifferente.

Invece no. Ci è stato imposto senza prima chiedere il nostro parere. Frutta che ha viaggiato dopo essere stata tagliata e imbustata….ma mi dite che beneficio possono trarre i bambini da un’iniziativa del genere? Io ancora non me lo so spiegare.

Per fortuna che lo zelo iniziale con cui le maestre ci hanno informato di tale iniziativa è stato quasi messo a tacere dopo la prima volta che le mamme hanno visto cosa i bambini hanno infilato nello zaino a confezione integra….(poverini…nessuno ha mangiato i finocchi)

Insomma, siamo onesti, voi dei finocchi così, senza condimento, li mangereste alle 10 della mattina, quando magari avete ancora nella bocca il ricordo della colazione fatta con brioche  e latte caldo?

 

Io sinceramente no…e amo tanto sia la frutta che la verdura! La prossima volta spero che se ci sono dei soldi da spendere per la scuola vengano assegnati al rinnovo delle biblioteche scolastiche. Mia figlia di sei anni sta riportando libri stampati prima degli anni ottanta, per lei non sono comprensibili dato che il modo di scrivere e di parlare sono molto cambiati.

Insomma…rivediamo le priorità. Dato che abbiamo il pediatra che segue il bambino fino a 14 anni anche nell’alimentazione, questa mi sembra un’iniziativa abbastanza inutile.

36 Risposte a “Frutta nelle scuole? Ma anche no!”

  1. Io invece non amo particolarmente frutta e verdura (e purtroppo si vede!)… se mi avessero presentato un sacchetto del genere, credo che i conati di vomito non sarebbero mancati! E’ orribile! Un incubo… ma sono pazzi?
    Comunque ero passata per vedere i cupcakes…. 😉 Un bacio Lori

  2. Mio figlio fa l’ultimo anno della materna e la frutta li viena preparata dalle maestre.Viene sbucciata e tagliata a pezzi in base a quello che mangiano.Ma avevo visto anche io alle scuole primarie che erano arivati questi scatolono pieni di sacchettini di frutta.Mi e stato detto che li viene mandata tre volte al mese la quantita per tutto il mese in corso.La prima domanda che mi sono posta anche io era quanto bene può fare la frutta tagliata a pezzi che sta per un pò di giorni a contato con il sacchetto di plastica?Boh……..
    I finocchi no dai,chi riesce a mangiarli…..non conditi e anche come merenda?Ma neanche noi adulti…….

  3. cara marty, ci potrei scrivere un libro su questo argomento! mio figlio ha avto per tutti i 5 anni delle elementari una coppia di maestre che oltre all’educazione scolastica parallelamente facevano anche educazione al gusto….mai progetto fu più infelice! quanti bimbi in quella fascia di età sono disposti a mangiare frutta e verdura e poi descriverne e decantarne gusto e qualità???? mio figlio è sempre stato particolare nei gusti sul cibo, per carità, ma imporre l’assaggio non è mai un tipo di politica che paga….

  4. ma che orrore questa busta!!! come al solito nella nostra Italietta si deve sempre scegliere la via più tortuosa, ma evidentemente conveniente per qualcuno, per fare una cosa che, come hai ben spiegato tu era quanto di più semplice possa esistere perchè oltretutto, credo che con questi orribili prodotti abbiano anche ottenuto il risultato opposto a quello che il progetto si prefiggeva! sempre di più senza parole!!! la scuola…sempre più ‘diseducatrice’ che educatrice…che tristezza!
    ti abbraccio
    dida

  5. Secondo me già mangiare della frutta imbustata…è già un controsenso.. e poi.. I FINOCCHI!!!!! Davvero poveri bimbi, capisco che riportino a casa il sacchetto integro..

  6. permettetemi da maestra di dissentire da tutti i commenti precedenti. Ma scusate pensate che sia tanto più educativo fornire ai bambini ogni giorno tranci di pizza unta e grassa, patatine, merendine e quant’altro di ipercalorico è presente sul mercato? forse è meglio la frutta anche se imbustata. Non si può mica dare ai bambini la frutta sbucciata senza imbustarla e non tutti mangiano anche la tanto vitaminica buccia. da noi i finocchi non sono mai arrivati (a questo dico per fortuna) però l’idea di fornire arance, mandarini, fragole (ottime)mele non mi sembra tanto malvagia. la scuola ha problemi ben più gravi. fatemelo dire da chi ci lavora ogni giorno. anche noi avevamo già istituito il giorno della frutta già da tempo ma ben vengano queste iniziative.

    1. Chiara, ovviamente sei la benvenuta a dire la tua. A casa mia non si mangiano schifezze, primo perchè non le compro e secondo perchè Camilla non le mangia, nemmeno alle feste di compleanno. Non sono proprio di suo gusto. Se do retta a Camilla per merenda a scuola porterebbe una tazza di latte! Figurati! Invece le do la pizza, spesso fatta in casa da me, e quello è forse l’unico momento della giornata in cui mangia carboidrati, dato che camperebbe di carne e pesce 🙁
      Frutta e verdura non ne ha mai mangiata in quasi sette anni di vita, è seguita dalla pediatra che ci ha consigliato di non stressarla da questo punto di vista, prima o poi la mangerà, anche perchè rapporto peso/altezza sono ottimali e gode di una salute di ferro, di solito se la cava con 2 o 3 giorni di assenza per anno scolastico.
      Appunto perchè io ho interesse che la bambina mi mangi questi alimenti che dico che l’iniziativa, seppur lodevole è stata fatta veramente male. Penso che gli unici che ci abbiano guadagnato sono quelli della dimmidisì!
      Anche tu dice che la scuola ha ben altri problemi…è la stessa cosa che dico io: basta spendere soldi per queste iniziative che non fanno bene a nessuno! Mia figlia ha categoricamente detto “a me i finocchi non piacciono, sono brutti” quindi se avevo una minima speranza di farglieli assaggiare, almeno per sbagli, ora non ho più nemmeno quella.

  7. Io penso anzi sono sicura che un frutto fresco faccia senz’altro meglio che pezzi, chissà di quanti giorni. Quando lavorava mia figlia come maestra di scuola materna, avevano le cuoche e le cucine funzionavano, era senz’altro meglio e più salutare . Con questi cambiamenti di risparmio il mangiare è peggiorato e viene da fuori, ogni tanto c’è qualche scandalo su quello che forniscono .

  8. Rispondo anch’io al commento di Chiara, come dice Martina, quella della frutta a scuola è un’ottima iniziativa, ma è davvero il modo in cui è stata proposta che non invoglia per niente i bambini.. effettivamente l’idea di Martina, di portare i frutti da casa e poi mangiarli insieme a scuola sarebbe stata di sicuro meno dispendiosa e poteva unire ancora di più i bambini in questo progetto!

  9. cara signora ma che cavolo dice il progetto frutte nelle scuole è un ottimo progetto e,se proprio le fa così schifo suo figlio/a non se lo mangia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. in risposta al commento di ‘chiara’ e ultimo di ‘ritin99’ posso solo dire di rimanere esterreffatta, care insegnanti dovreste tenere in debito conto che, fortunatamente, non tutti i bambini mangiano solo “…tranci di pizza unta e grassa, patatine, merendine e quant’altro di ipercalorico è presente sul mercato…” e se nella vostra scuola è cosi…bhè mi spiace dirvi che vivete in una realtà alquanto triste e poi scusate ma è tanto difficile per voi maestre impedire alle mamme di introdurre nell’aula queste schifezze??? io lotto tutti i giorni con le maestre della scuola materna di mio figlio e posso dire che ho ottenuto discreti risultati, loro hanno capito che devono imporsi un pò di più perchè, lasciatemelo dire, a volte c’è anche un certo lassismo da parte delle maestre, in classe niente giocattoli portati da casa e niente alimenti come patatine, pizzette, gomme, lecca-lecca ecc. ecc. ma è tanto difficile? la scuola materna dovrebbe gettare le basi dell’educazione civica dei ns bambini e non credete che di questo faccia parte anche una buona educazione alimentare visto il dilagare dei disturbi collegati all’alimentazione soprattutto nei giovanissimi? il progetto frutta a scuola va benissimo ma, per carità, con la regola più semplice che esista e che per fortuna è adottata da tantissime scuole, perfino qui da noi in Terronia!!! Portate un frutto a vostra scelta da casa!!! Questo progetto Marty mi ricorda tanto quel bambino che credeva che il pollo nascesse nel frigo!!! di questo passo i nostri figli crederanno che la frutta nasca nelle fabbriche già imbustata!!! è ovvio che è servito per arricchire la ditta che si occupa della distribuzione e … vogliamo dirlo? magari anche maestre e dirigenti compiacenti!!!
    cara Marty meno male che i tuoi figli hanno la fortuna di viverla a diretto contatto la natura, credimi è una cosa importantissima!!!
    ti abbraccio
    dida

  11. ah scusa dimenticavo di dire che sempre qui da me, in Terronia, a scuola di mio figlio, nel menù quotidiano è compreso un frutto fresco! tanto complicato???

  12. Incredibile…frutta confezionata, finocchi in busta…ma chi li mangia?
    Non è più semplice e salutare un frutto fresco?
    E poi tagliano i fondi alle scuole per risparmiare…risparmiare su buste in plastica e verdura che verrà buttata no?

    Ciao Martina, ho ricevuto un premio e vorrei condividerlo con Te, se ti va passa a ritirarlo.
    Mariapiera

  13. devo dire che anch’io trovo tanti raggioni contro questo programma perchè mi sono trovata anche con la maestra polizziotta che ha fatto diventare la legge di questo programma e che bambini non possono manggiare niente altro per merenda solo la frutta distribuita e gia successo anche un mela taglita ma inpachettata in bustine di plastica con un accido per tenere colore della mela . una schifezza

  14. Io penso che questa iniziativa sia buona e vi spiego anche il perchè… non tutte le mamme purtroppo sono così intelligenti da far portare a scuola ai propri figli la frutta, per cui anche istituendo “la giornata della frutta” sono convinta che alcuni bambini si troverebbero in cartella le solite merendine o snack e i bambini che dovrebbero mangiare il frutto portato da casa non lo mangerebbero volentieri. Per ovviare a queste “diversità” si è aderito a questa iniziativa promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimetari e Forestali. So bene che la bustina contenente i finocchi non sia gradevole (io odio i finocchi) però è anche vero che porteranno mele (frutta intera), arance, mandarini ecc. potete trovare il calendario di distribuzione sul sito http://www.fruttanellescuole.gov.it.
    Penso che non sia nemmeno giusto, come qualcuno ha consigliato, che siano le maestre armate di coltello a sbucciare, tagliare e distribuire la frutta ai bambini in quanto con le nuove riforme le maestre hanno sempre meno tempo didattico da dedicare alle proprie materie (sono la sola ad accorgermi che i quaderni per l’80% sono costituiti da fotocopie incollate??), per cui non siamo sempre le solite mamme che si lamentano per qualsiasi cosa, i bambini sono sempre cresciuti sani anche quando giocavao per le strade e mangiavano senza lavarsi prima le mani, smettiamo di crescere i nostri bambini sotto campane di vetro che non esistono e ch a lungo andare non faranno altro che danneggiarli…
    Grazie per lo spazio e per la cronaca NON sono un’insegnante ma solo una mamma..

    1. @cinzia, infatti le mie figlie vivono in campagna, non si lavano mai le mani prima di mangiare, anche perchè prendono da sole ciò che vogliono e spesso giocando nel prato si riempiono la bocca di semi, terra e altre cose che sono naturalmente presenti nel terreno. Inoltre abbiamo animali, polli, conigli, gatto cani e pony con i quali hanno un contatto quotidiano, quindi non lo devi fare a me il discorso della campana di vetro, non è certo il mio caso 🙂
      Vogliamo invece parlare di quelle mamme che per fare bella figura danno la frutta al figlio, per far vedere agli altri che lei è una buona mamma, salvo poi avere la dispensa ed il frigo pieni di porcherie di ogni genere…mia figlia non mi da nemmeno la soddisfazione di mangiare le patatine fritte! In effetti il mio frigo e la mia dispensa non contengono questi elementi nocivi e quindi lei non ha mai avuto l’abitudine di mangiare queste cose…..secondo me l’intelligenza di una mamma non si vede da cosa mette in cartella al figlio, ma da cosa tiene in casa a disposizione di tutta la famiglia 🙂

  15. Scusa, ma trovo la tua risposta un po’ fuori luogo, non voglio sembrare polemica, ma la discussione verteva sulla distribuzione della frutta nelle scuole non sull’intelligenza o meno delle mamme. Io ho espresso il mio parere favorevole a questa iniziativa e ho dato la mia spiegazione, non ho aperto nessun processo alla tua vita o a quella di nessun altro o a ciò che mangiano le tue figlie; l’espressione della “campana di vetro” non era personalmente diretta a te visto che altre persone hanno lasciato un commento…
    grazie

  16. @Cinzia, scusami, ho tenuto i toni troppo altri, ma ogni volta che intavolo il discorso mi si mette davanti il fatto che sono io a non essere sensibile all’alimentazione di mia figlia…a lungo andare …mordo!

  17. Carissima Martina,
    sto scrivendo un’interrogazione al Sindaco della mia città proprio per questo.
    Il punto non è solo il fatto che la frutta tagliata non è educativa. Il punto è anche igenico/sanitario: per non far “arrugginire” [ossidare] le mele o i finocchi si aggiunge l’acido ascorbico.

    Mio figlio ha riportato uno di questi pacchetti una decina di giorni fa [dopodiché guai a lui se ne morsica uno, che tanto gli fanno schifo]. Ebbene: la mela è ancora bella bianca.

    Per non parlare della Listeria monocytogenes, un batterio è in grado di invadere l’epitelio gastrointestinale e di penetrare e stabilirsi poi nei monociti (da cui il nome specifico, monocytogenes), nei macrofagi e nei leucociti polimorfonucleati ed è quindi trasportato dal sangue. La sua presenza intracellulare nei fagociti ne permette l’accesso anche al cervello e probabilmente il passaggio attraverso la membrana placentare. La patogenicità è quindi data proprio dalla capacità di moltiplicarsi nei fagociti dell’ospite.

    Perché ne parlo? Perché questo batterio lo si riscontra soprattutto negli alimenti da consumarsi crudi, come ortaggi, verdure, frutta cosiddetti di IV gamma, come le insalate in busta e – ahimè – i nostri amici “Dimmidisì”.

    Ma avete letto sul retro? “Prodotto e confezionato da ‘La linea verde’ (BS)”, però, a sinistra, trovo: “Mandataria: AOP Veneto Ortofrutta scarl (TV)”.

    Domanda: la frutta è sicuramente confezionata a Brescia, ma il frutteto [Mandatario] mi risulta altrove.

    Ciao,
    Giacomo Alessandroni.

  18. ecco ho proposto anch’io fare discussione all’assemblea dei comitato dei genitori e parlare con la direzione. Questo programma sta prendendo brutta piega e sicuramente non aiuterà ne alle aziende di produzione per promuovere frutta e verdura ne ai bambini a imparare a mangiargli. Sarebbe meglio che finaziamento andasse a fare uscite e gitte direttamente alle aziende di produzione e far mangiare direttamente racolti perchè un profumo di freschezza attirrerebbe di più i nostri figli e vedere come cresce frutta e verdura e quanto lavoro ci vuole sarebbe più educativo. Vero?

  19. @Penelope: può anche darsi che tu abbia ragione ma il tuo intervento non migliora la situazione, un commento come il tuo lascia il tempo che trova, che significa? Se potessi dare una spiegazione a ciò che asserisci allora potremmo avere anche la possibilità di ribattere, ma contestare i nostri discorsi senza nessun chiarimento da parte tua, fa risultare il tuo commento inutile.
    Sbaglio?

  20. Devo dire ke cm genitore sn alquanto preoccupata x qnt riguarda il progetto “frutta nella scuola”. Ieri mio figlio ha riportato la frutta ,frutta ke ho assaggiato e ke nn era proprio freschissima,quindi è stata buttata.L’altra bambina l’ha buttata direttamente a scuola.Inoltre molte volte in bocca si sente il sapore di medicinali!Nn potremmo far si ke i nostri figli mangino frutta un po piu di qualita? Come genitore sn disposta a fare tutto cio ke è possibile x migliorare la situazione!

    (vivo in prov di bari)

  21. Buongiorno a tutti,
    mi chiamo Marco e collaboro al Programma Frutta nelle Scuole (anche se non mi occupo personalmente della vostra zona).
    Ero alla ricerca di alcuni feedback riguardanti il Programma su tutto il territorio nazionale e mi sono casualmente imbattuto in questo blog – a proposito, ci terrei a fare i complimenti a Martina in quanto è ben strutturato – e desidererei chiarire diversi punti:
    1) i finocchi sono stati somministrati solo UNA volta in questo anno; in effetti non hanno riscontrato un gran successo ma in quasi tutti i commenti non si è parlato di mele, pere, susine, arance (intere e da spremuta), e tanti altri frutti; tenete conto che le somministrazioni alla fine dell’anno scolastico saranno 29;
    2) la provenienza della frutta e verdura è interamente ITALIANA (al contrario della frutta o verdura che i bambini potrebbero portare da casa, visto che nel migliore dei casi questa viene acquistata alla Coop. o al mercato dove frutta e verdura spesso e volentieri hanno fatto molti più chilometri di quelli che pensiamo); i tempi di lavorazione, stoccaggio (garantendo la catena del freddo) e trasporto sono stati ridotti al minimo (proprio per evitare, come asseriva preoccupato nel suo commento il signor. Alessandroni, che si sviluppassero agenti patogeni); inoltre vi ricordo che le aziende incaricate di fornire questa frutta e verdura sono aziende abituate a lavorare su TUTTO il territorio nazionale, e quindi attente a controllare che i propri prodotti siano sicuri dal punto di vista igienico-sanitario;
    3)il packaging, nonostante sia ingombrante – lo riconosco – è bio-degradabile ed essenziale per poter garantire quella sicurezza di cui si è parlato in tanti commenti.

    Ma lasciando da parte questi commenti da addetti ai lavori, vorrei tranqullizzare tutti quelli che pensano che i fondi stanziati siano stati buttati ancora una volta: non è così. Sono stato presente in diverse occasioni e in diverse zone d’Italia al momento del consumo di frutta collettivo: i bambini erano curiosi, e proprio il fatto che la frutta venisse data a tutti ha stimolato i bimbi a provare almeno ad assaggiare quello che gli veniva dato.

    Inoltre il Programma prevede diverse misure di accompagnamento, come spettacoli, visite a fattorie didattiche, orti in classe, ecc. tutti volti a far capire ai bimbi come il legame con la terra ci sia ancora ed è tuttora forte, nonchè a farli ragionare su come una corretta alimentazione sia necessaria per vivere meglio e risparmiarsi tanti problemi di salute.

    Non è mia intenzione generalizzare – non sono abituato a farlo – ma finchè i genitori vanno a prendere i loro figli con il pacchetto di patatine in mano (sono stato testimone oculare) tutti gli sforzi sono solo un sasso nello stagno… speriamo che la coscienza collettiva e l’educazione alimentare possano avere più risalto nel nostro bellissimo Paese, ricco di tanti alimenti salutari da riscoprire.

  22. Come insegnante e mamma stavo valutando l’opportunità di aderire come scuola a questa iniziativa finanziata a livello europeo e sulla quale nè insegnanti nè dirigenti hanno potere decisionale o interessi sulla modalità di distribuzione della frutta, che probabilmente viene decisa a livello governativo.
    Vista la modalità di distribuzione non certo allettante penso che cercherò altre iniziative analoghe a livello locale ove esistenti.
    Mi spiace però leggere commenti a mio avviso ingrati nei confronti della scuola che avrà certo aderito all’iniziativa per finalità educative e lodevoli non immaginando a priori quale sarebbe stata la modalità di distribuzione e confezionamento della frutta.
    Inoltre secondo me parlando di educazione alimentare bisogna considerare da mamme non solo la situazione del proprio figlio, che probabilmente è già ben educato dal punto di vista alimentare, ma capire che la scuola ha a che fare con tutte le varie situazioni e davvero molti bambini portano a scuola merendine improbabili nonostante indicazioni e consigli; è estremamente opportuno perciò in questi casi un percorso di educazione alimentare

  23. Mah, a me sembra un buon progetto e le intenzioni sicuramente sono le migliori, anche se in effetti il pacchetto di finocchi presentato così è sicuramente poco appetibile…
    Inoltre da quello che ho potuto leggere su internet e sul sito ufficiale il Ministero richiede frutta e verdura di coltivata su suolo Italiano e con lotta integrata, quindi mi sembra che si possa stare tranquilli dal punto di vista della provenienza.
    Per finire, credo che aziende del calibro di Orogel Apofruit ecc. che sono abituate a distribuire prodotti in tutta Italia siano in grado di poter garantire la sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario di ciò che mangiano i bimbi (diversamente da ciò che è stato detto in alcuni commenti).
    Questo programma a mio avviso fa ben sperare, e indica che l’educazione alimentare ai bambini potrebbe essere fatta bene e avere dei buoni risultati: serve l’impegno di tutti.

    1. Ciao Marco, intanto mi scuso per non aver approvato prima i tuoi interventi, non so per quale motivo ma il mio blog non me li ha notificati, nessuno dei due! Li ho trovati solo ora perchè dopo il cambio di piattaforma ho deciso di fare un po’ di pulizia …chiedo perdono! Apprezzo le buone intenzioni, ma dopo la fine di questo anno scolastico posso dirti che secondo me il progetto è tutt’ora inutile e superfluo. Dopo gli orribili finocchio sono arrivati in busta anche le mele, il melone, il sedano (alle dieci della mattina tu lo mangeresti? Io no ed io sono una divoratrice di frutta e verdura). Al naturale abbiamo avuto le carote con la punta annerita (che mia figlia ha riportato per i nostri pony arance raggrinzite e acide (assaggiate personalmente) mandarini con i semi (terribile) e dolcis in fundo, proprio a maggio periodo in cui nel mio orto maturano delle belle fragole buone succose e varamente bio mi scende velocemente dal pulmino con in mano una vaschetta di fragole stramature e grondanti. All’urlo di “mammaaaaaaa dai che fanno il sugo!” abbiamo anche dovuto buttare un paio di pantaloni irrimediabilmente macchiati! Pensa che le fragole che ho io nell’orto si lavano benissimo,…queste perchè no? cosa ci hanno dato su?
      Caro Marco mi dispiace ma non è così che si educano i bambini, so per certo che tutti i compagni di mia figlia vanno a scuola con una merenda in più da mangiare invece della frutta, alcuni si chiudono in bagno per non farsi vedere e nascondono il sacchetto di frutta nello zaino. Inoltre andavano selezionate le zone, le marche sono una realtà felice, produciamo frutta e verdura ottima, non mi dite che non c’era un ortolano che avrebbe contribuito! Invece sono state privilegiate le grandi marche di cui io non mi fido. Io ho deciso che quest’anno lo metto per iscritto che mia figlia NON deve partecipare a questa roba, anche perchè ho potuto vedere con i miei occhi che la frutta non è di buona qualità. E dopo quello che è successo in germania se permettete ciò che mangia mia figlia lo decido io! Ultima cosa mia figlia non mangerà frutta e verdura ma rapporto peso ed altezza sono ottimali per la sua età (insomma ha proprio un bel fisichino ) non sta MAI male, e se proprio si becca l’influenza la passa solitamente senza medicinali e in metà del tempo in cui la passa un suo coetaneo. L’altra mia figlia mangia frutta e verdura e la situazione è la stessa della sorella…allora? come la mettiamo? Pensate piuttosto a ridarci le ore di studio che ci avete tolto! Quest’anno possiamo avere solo 27 ore di scuola, di cui 2 sono di religione (quindi 25 dato che la religione non serve a nulla) curate la loro fame intellettuale e come chiedete a noi di NON sostituirci alle maestre, anche voi non vi dovete permettere di sostituirvi alle famiglie per altre cose che non vi competono.
      Io parlo per la realtà in cui vivo ovviamente, paese di mare in mezzo a campagne e colline! e ci mandate la frutta dalla lombardia! ma fatemi il piacere!!!!

  24. Sono del mestiere e non dovrei entrare in merito, faccio il gestore di distributori automatici e posso dirvi che il prodotto non e’ cosi’ come si vuol fare credere, si buttano enormi quantita’ di frutta perche’ ai ragazzi non piace, pero’ a scuola la frutta che viene dalla Lombardia ci deve essere se vuoi lavorare altrimenti lasci.Ho fatto delle considerazioni ma non sono stato ascoltato tanto della salute dei ragazzi non interessa a nessuno, ma e’ interessante essere in bella vista in maniera particolare quando ci sono novita’ ASSURDE.

  25. Mi sono imbattuta casualmente nel blog e come insegnante mi sono sentita profondamente delusa dai commenti dei genitori ,coi quali, mi sia consentito, francamente non si sa più come rapportarsi.
    Io ho aderito su scelta del gruppo di lavoro, a questa iniziativa.Dopo i commenti chiederò la sospensione. Non vorrei mai intossicare i miei alunni.
    Non pensavo però che un’iniziativa scelta come obiettivo per far conoscere ai bambini varie tipologie di frutta e verdura potesse incontratre dei commenti così negativi. Spesso i bambini portano a scuola merende la cui integrità e freschezza è ben lungi dall’essere accettabile. Considerato poi che la nostra scuola ha una percentuale altissima di alunni stranieri poteva esssere un modo per far conoscer il nostro territorio , le nostre tipicità.
    Non siamo così sprovvedute da non aver mai pensato di far portare a scuola i frutti ai bambini ma sulla loro provenienza e freschezza a volte abbiamo dubbi e così il più delle volte li compra la sottoscritta con tanto di data di confezionamento visibile dai genitori. Vorrà dire che nonostante i tagli continuerò in questo modo dato che i genitori non sembrano molto concordi nel contribuire.

  26. Mi sono venuti i brividi a leggere certe cose… anche mio figlio torna a casa con questa famigerata frutta, a volte già tagliata e a volte intera nel sacchettino.
    Quando arriva la mela a fettine, con la buccia, resta bella bianca anche una settimana mentre normalmente si dovrebbe ossidare. Mio figlio mangia la mela che gli taglio io e quella di scuola la butta…
    Quando arriva la frutta intera (le ultime volte solo pere) è cruda e non matura nemmeno vicino alle mele, marcisce diretamente…
    Il problema è che questa educazione alimentare la dovrebbero fare i genitori, non la scuola! Noi mamme e papà dovremmo insegnare ai nostri figli a mangiare di tutto e sano e questo non è certo il modo giusto! Io porto spesso mio figlio a fare gite in bici e c’è l’azienda vicino a casa che produce fruta e verdura che ci lascia volentieri raccogliere quello che resta sugli alberi, ben per loro che si fanno pure pubblicità!
    La frutta in sacchetto sembra finta e insegna solo a mangiare un’ulteriore prodotto confezionato.
    Portassero dei bei cesti pieni di frutta di stagione e non cose crude e insipide che non fanno altro che allontanare di più la voglia di frutta…

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