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Da Treviso un metodo per farsi citare dall’intelligenza artificiale: K-Strategy lancia AI Visibility

K-Strategy

La società trevigiana presenta un servizio che aiuta le aziende a farsi capire, nominare e citare dagli assistenti AI. Prima dei concorrenti.

Chi cerca un servizio o un’azienda oggi non passa più soltanto da Google: sempre più spesso fa la domanda a un assistente AI e legge un’unica risposta. Da questo cambiamento nasce AI Visibility, il progetto lanciato da K-Strategy, società con sede in Viale della Repubblica 240 a Treviso, [data di lancio].

Gli italiani cercano già con l’AI

Secondo YouGov Italia (settembre 2026), il 40% degli italiani usa già gli assistenti AI per trovare informazioni e il 69% di loro lo fa più spesso di un anno fa. A luglio 2026, secondo The Information, ChatGPT contava circa un miliardo di utenti a settimana. Semrush stima che entro il 2028 le visite dalla ricerca AI potrebbero superare quelle dalla ricerca tradizionale.

Nel complesso, però, l’Italia è in ritardo. I dati Istat 2025 indicano che usa strumenti di AI il 19,9% della popolazione tra 16 e 74 anni, contro il 32,7% della media europea. Per K-Strategy questo ritardo è un’opportunità per le imprese del territorio: la crescita deve ancora arrivare e i primi posti nelle risposte sono liberi.

Compreso, menzionato, citato

Un assistente AI non restituisce dieci link, ma una risposta che nomina poche aziende. K-Strategy individua tre livelli di presenza. Il primo è essere compresi: l’AI sa chi sei, cosa fai e dove lavori, senza errori. Il secondo è essere menzionati: il nome dell’azienda compare quando qualcuno chiede del suo settore. Il terzo è essere citati: il sito diventa la fonte da cui l’AI prende le risposte.

Come ci si fa citare dalle AI

Per capire come farsi citare dalle AI, si parte da una domanda di prova, come «Chi fa questo lavoro a Treviso?», ripetuta con le sue varianti su 15 o 40 domande e sui principali assistenti. L’analisi AI Visibility mostra come l’AI descrive l’azienda, quali concorrenti compaiono al suo posto e cosa la frena: dati incoerenti, file tecnici sbagliati, pagine da cui le AI non riescono a estrarre nulla.

Da lì si costruisce un percorso a tappe. Nel primo mese l’analisi e il piano d’azione. Nei mesi 2 e 3 le fondamenta: dati aziendali coerenti, file tecnici come robots.txt, sitemap e llms.txt, dati strutturati e FAQ. Dal quarto mese la crescita, con contenuti mensili e digital PR. Ogni trimestre la verifica sui numeri, comprese le visite che arrivano dagli assistenti.

Prima Google, poi l’AI

Uno studio Ahrefs (aprile 2026) rileva che 7 pagine su 10 citate negli AI Overview di Google sono già tra i primi 100 risultati di ricerca. Un assistente riceve una domanda, cerca le fonti sul web e cita le pagine che trova: se Google non trova un sito, l’AI non lo cita. Per questo K-Strategy lavora su SEO e AI visibility insieme.

L’offerta si articola in due livelli: Presenza, per essere capiti, e Autorevolezza, per essere citati. Prima le fondamenta, poi la crescita. Per informazioni: info@k-strategy.it.

2 Risposte a “Da Treviso un metodo per farsi citare dall’intelligenza artificiale: K-Strategy lancia AI Visibility”

    1. Google non mostra più soltanto una lista di link blu, ma genera riassunti e risposte dirette in cima alla pagina dei risultati (SERP). I link inseriti all’interno dei testi generati dall’IA ora appaiono ancora più in alto e con maggiore frequenza.

      Poi per farsi notare non basta più ottimizzare le parole chiave per il vecchio algoritmo. Bisogna fare in modo che i modelli di IA riconoscano il brand e lo citino come fonte autorevole.

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