Il Biancomangiare non è un semplice dolce al cucchiaio: è un’icona della pasticceria siciliana, un tuffo nell’eleganza aristocratica della Palermo dell’Ottocento. Se cercate un dessert fresco, delicato e dal profumo inebriante di mandorla e cannella, siete nel posto giusto.
Oggi vi svelo la ricetta “candida” custodita dai Monsù (i grandi chef delle famiglie nobiliari), la stessa che incantò il Principe di Salina nelle pagine del celebre romanzo Il Gattopardo
Nel capolavoro di Tomasi di Lampedusa, durante il gran ballo a Palazzo Ponteleone, il protagonista degusta proprio una “raffinata mescolanza di bianco mangiare, pistacchio e cannella”. Per i nobili siciliani, il colore bianco era simbolo di purezza e prestigio. Preparato originariamente dalle monache nei conventi, divenne il banco di prova dei Monsù, che ne perfezionarono la consistenza “tremolante” e setosa che lo contraddistingue ancora oggi nel 2026.
- DifficoltàFacile
- CostoEconomico
- CucinaItaliana
Ingredienti
Ingredienti:
Latte di mandorla (già zuccherato o naturale): 1 Litro
Amido di frumento (o amido di mais): 100 g
Zucchero: 150 g (riducete a 80g se il latte di mandorla è già molto dolce)Scorza di limone: 1 (biologica)Cannella: 1 stecca (per l’infusione)Guarnizione: Cannella in polvere, granella di pistacchi di Bronte, mandorle tostate.IngredientiLatte di mandorla (già zuccherato o naturale): 1 LitroAmido di frumento (o amido di mais): 100 gZucchero: 150 g (riducete a 80g se il latte di mandorla è già molto dolce)Scorza di limone: 1 (biologica)Cannella: 1 stecca (per l’infusione)Guarnizione: Cannella in polvere, granella di pistacchi di Bronte, mandorle tostate.
Biancomangiare Siciliano: La Ricetta Originale dei Monsù (dal “Gattopardo”)Il Biancomangiare non è un semplice dolce al cucchiaio: è un’icona della pasticceria siciliana, un tuffo nell’eleganza aristocratica della Palermo dell’Ottocento. Se cercate un dessert fresco, delicato e dal profumo inebriante di mandorla e cannella, siete nel posto giusto.Oggi vi svelo la ricetta “candida” custodita dai Monsù (i grandi chef delle famiglie nobiliari), la stessa che incantò il Principe di Salina nelle pagine del celebre romanzo Il GattopardoNel capolavoro di Tomasi di Lampedusa, durante il gran ballo a Palazzo Ponteleone, il protagonista degusta proprio una “raffinata mescolanza di bianco mangiare, pistacchio e cannella”. Per i nobili siciliani, il colore bianco era simbolo di purezza e prestigio. Preparato originariamente dalle monache nei conventi, divenne il banco di prova dei Monsù, che ne perfezionarono la consistenza “tremolante” e setosa che lo contraddistingue ancora oggi nel 2026.IngredientiLatte di mandorla (già zuccherato o naturale): 1 LitroAmido di frumento (o amido di mais): 100 gZucchero: 150 g (riducete a 80g se il latte di mandorla è già molto dolce)Scorza di limone: 1 (biologica)Cannella: 1 stecca (per l’infusione)Guarnizione: Cannella in polvere, granella di pistacchi di Bronte, mandorle tostate.Preparazione1. L’infusione aromaticaIn un pentolino capiente, versate 800 ml di latte di mandorla. Aggiungete la stecca di cannella e la scorza di limone (avendo cura di non prelevare la parte bianca amara). Scaldate a fuoco dolce per circa 10 minuti, portando quasi a bollore per far sprigionare tutti gli aromi.2. Sciogliete l’amidoMentre il latte si scalda, prendete i restanti 200 ml di latte freddo e versateli in una ciotola con l’amido setacciato. Mescolate energicamente con una frusta a mano finché non avrete eliminato ogni grumo. Questo passaggio è il segreto per una consistenza liscia come seta.3. La cottura della cremaRimuovete la scorza di limone e la cannella dal latte caldo. Aggiungete lo zucchero e mescolate. Versate ora il composto di latte e amido nel pentolino. Continuate a cuocere a fuoco bassissimo, mescolando sempre, finché la crema non si addensa (dovrà velare il cucchiaio, come una besciamella).4. Il riposoInumidite leggermente degli stampini singoli (o uno stampo grande da budino) con un po’ d’acqua o di liquore dolce. Versate il composto e lasciate intiepidire a temperatura ambiente. Trasferite poi in frigorifero per almeno 6-8 ore (l’ideale è prepararlo la sera prima).5. Decorazione e servizioAl momento di servire, sformate delicatamente il Biancomangiare sul piatto. Decorate con una generosa spolverata di cannella, la granella di pistacchio e qualche mandorla tostata per richiamare la versione dei Monsù descritta nel Gattopardo.Il Consiglio Per un risultato davvero eccellente, cercate un latte di mandorla siciliano ad alta percentuale di mandorla (minimo 8-10%). Se volete osare, potete servire il Biancomangiare con una coulisse di frutti di bosco o dei fichi d’India freschi per un contrasto cromatico moderno.Tag: #Biancomangiare #DolciSiciliani #IlGattopardo #RicetteStoriche #GialloZafferano #PasticceriaSiciliana
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