Marmellata di prugne fatta in casa: ricetta facile

Preparare la marmellata di prugne fatta in casa non è solo una ricetta, ma un vero e proprio viaggio nei ricordi. Mentre tagliavo le prugne e mescolavo piano piano la pentola sul fuoco, mi è tornata in mente la mia nonna: ogni estate raccoglieva le prugne dal suo giardino e il profumo della marmellata invadeva tutta la casa. Ricordo ancora quei pomeriggi semplici ma pieni d’amore, quando mi preparava una fetta di pane morbido con la sua marmellata di prugne appena fatta.

Oggi ripropongo la stessa ricetta, con qualche piccolo accorgimento in più, per avere lo stesso sapore autentico di allora e poterlo condividere con chi amo.

  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di cottura2 Ore
  • Porzioni10 barattoli
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàEstate, Autunno

Ingredienti

3 kg Prugne
1.5 kg Zucchero
Succo di 3 limoni

Strumenti

Minipimer

Passaggi

Per prima cosa iniziamo a lavare accuratamente le prugne con acqua e un po’ di bicarbonato, poi le lasciamo scolare bene. Una volta asciutte, le tagliamo a pezzetti e togliamo i noccioli.

A questo punto prendiamo una pentola molto capiente e alta, mettiamo dentro le prugne, lo zucchero e il succo dei limoni. Mescoliamo bene, accendiamo il fuoco basso e lasciamo cuocere lentamente per circa due ore, girando di tanto in tanto.


Durante la cottura possiamo passare il frullatore a immersione per rendere la marmellata più liscia e omogenea. Quando inizia ad addensarsi facciamo la prova del piattino: versiamo una goccia di marmellata su un piatto, la lasciamo intiepidire e incliniamo. Se cola ancora, continuiamo a cuocere; se resta ferma, è pronta.


Intanto sterilizziamo i barattoli. Li laviamo bene, mettiamo i tappi in acqua bollente per qualche minuto, mentre i vasetti li riempiamo per metà di acqua e li passiamo in microonde a potenza massima per 3-4 minuti. Attenzione quando li togliamo, perché saranno bollenti! Eliminiamo l’acqua poi li capovolgiamo su un panno pulito e li lasciamo scolare.


Quando la marmellata è pronta, la versiamo bollente nei barattoli sterilizzati, chiudiamo con forza e li capovolgiamo subito. Li sistemiamo in una scatola o in una cassetta avvolti in una coperta, in modo da mantenere il calore e favorire la formazione del sottovuoto. Li lasciamo così per un giorno prima di controllarli.

Conservazione, consigli e varianti

Un piccolo segreto è quello di scegliere sempre prugne ben mature: più sono dolci, meno zucchero servirà.

Se preferite una marmellata più densa, basta prolungare la cottura di 15-20 minuti, continuando a fare la prova del piattino.

Quando riempite i vasetti ricordate di lasciare sempre un centimetro dal bordo, così non rischiano di scoppiare con il calore.

Un’altra cosa importante è sostituire sempre i coperchi dei barattoli: anche se vi sembrano integri, per sicurezza è meglio usarne di nuovi, così il sottovuoto sarà perfetto e la marmellata si conserverà più a lungo.

Infine, riponete i vasetti in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta: dureranno molti mesi senza problemi.

Se vi piace un tocco speziato, potete aggiungere un bastoncino di cannella o un baccello di vaniglia durante la cottura: il profumo sarà irresistibile.

Un’altra idea è ridurre lo zucchero e aggiungere una mela tagliata a cubetti, che rilascia pectina naturale e aiuta ad addensare.

FAQ (Domande e Risposte)

Quanto dura la marmellata di prugne fatta in casa?

Se ben sterilizzata e conservata in un luogo fresco e asciutto, dura anche 10-12 mesi.

Posso fare la marmellata senza zucchero?

Sì, ma va consumata in tempi brevi o conservata in frigorifero, perché lo zucchero è un conservante naturale.
Possiamo sostituire completamente lo zucchero con le mele (meglio quelle ricche di pectina, come le renette o le Granny Smith), ricordati che la proporzione è 1 mela ogni 500 g di prugne.

Come capisco se il sottovuoto è avvenuto correttamente?

Il tappo del barattolo non deve fare “click-clack” se premuto. In caso contrario, consumalo entro pochi giorni.

Posso usare lo stesso procedimento con altri frutti?

Certo! Lo stesso metodo va bene per albicocche, pesche, ciliegie e molto altro.

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