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Caponata siciliana, curiosità e varianti

La caponata siciliana è un piatto che non ha bisogno di molte presentazioni: diffuso dappertutto in Sicilia, è conosciuto e apprezzato anche nel resto d’Italia e un po’ in tutto il mondo. Il termine caponata ha un’etimologia, come spesso accade, controversa: alcuni la fanno risalire al nome del pesce capone (in italiano lampuga), presente in certe versioni del piatto insieme a polpetti e crostacei. La presenza del pesce nella caponata siciliana è però quasi esclusivamente una tradizione palermitana, che troviamo specialmente nella cucina dei Monzù ed è presente raramente in altre zone della Sicilia; oggi è caduta praticamente in disuso. 

Come racconta il noto gastronomo Pino Correnti in un suo libro sulla cucina siciliana, il primo documento scritto che fa riferimento alla caponata è l’Etimologicum Siculum di S.Vinci, che nel 1709 la definisce molto genericamente “acetarium et variis rebus minutium conficis”, cioè “insalata e varie piccole cose preparate”. In seguito, nel 1853, lo storico palermitano Vincenzo Mortillaro ne parla come un “manicaretto appetitoso” e nel suo Dizionario Siciliano-Italiano la descrive così:  “pesce, petronciane (antico nome delle melanzane) o carciofi ed altri condimenti, si mangia per lo per lo più fredda, o tra un piatto e l’altro per tornagusto, o dopo i primi piatti caldi” .

Si potrebbe senz’altro dire “paese che vai, caponata che trovi”: esistono infatti innumerevoli varianti della caponata siciliana, con sostanziali differenze determinate sia dall’area geografica di provenienza della ricetta sia dalle singole tradizioni familiari, che rispecchiano a volte lo spostamento di qualche membro di una famiglia, per matrimonio o altre ragioni, in una zona diversa. C’è la variante palermitana, la più semplice e probabilmente più antica, con melanzane, olive verdi, sedano e salsa di pomodoro, quella catanese che prevede l’aggiunta dei peperoni, l’agrigentina anch’essa con i peperoni ma con le olive nere e non verdi…quella che presento oggi è la messinese, molto simile alla palermitana, con i pomodori a pezzi invece della salsa. Le patate, i pinoli, l’uvetta possono essere presenti o meno nelle varie ricette. 

Ci sono poi versioni particolari di caponata siciliana, magari meno conosciute ma ugualmente ottime: la peculiare caponata di verdure, piatto freddo della cena di Natale nei paesi delle Madonie e in particolare a Polizzi Generosa, la squisita caponata di carciofi o ancora la caponatina, nella quale melanzane, pomodori, peperoni e cipolle non vengono fritti ma cotti in forno, con l’aggiunta di pezzetti di caciocavallo piccante ragusano…parlerò un’altra volta nel dettaglio di qualcuna di queste preparazioni.

Come considerare la caponata siciliana a tavola? È certamente perfetta come antipasto o contorno, ma accompagnata da una forma di pane fresco può anche costituire un gustosissimo piatto unico. Quando ho ospiti amo prepararla tagliata in pezzetti molto piccoli e riempire con essa minuscoli cestini di pasta brisè da offrire insieme all’aperitivo…un’altra idea simpatica sono queste focaccine ripiene. Insomma, un piatto davvero versatile 🙂

caponata siciliana

Caponata siciliana, curiosità e varianti

Ingredienti

  • melanzane, quattro medie
  • una cipolla grande
  • sedano, due o tre gambi
  • olive verdi in salamoia e poi snocciolate, 150 grammi circa
  • capperi sotto sale, una buona manciata
  • aceto di vino rosso, mezzo bicchiere
  • zucchero, due cucchiai
  • pomodori, 300 grammi
  • sale e pepe q.b.
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • basilico, una manciata di foglie

Preparazione 

 

Lavare le melanzane e tagliarle a cubetti, lasciando la buccia ad eccezione delle parti più coriacee. Metterle in uno scolapasta cosparse di sale e lasciarle spurgare per un’oretta. 

Pulire il sedano, tagliarlo a tocchetti e buttarlo in acqua salata a bollore per meno di dieci minuti, quindi scolarlo e passarlo sotto l’acqua fredda. Conservare un poco dell’acqua di cottura.

Sciacquare e asciugare bene le melanzane, poi friggerle in olio bollente in una capiente padella. Dopo averle ben scolate, friggere nello stesso olio anche i tocchetti di sedano. Unirli alle melanzane e mettere da parte.

Affettare sottilmente la cipolla e soffriggerla in un tegame con un paio di cucchiai d’olio. Aggiungere i pomodori liberati dalla pelle, privati dai semi e tagliati a pezzi.  Mescolare e far cuocere una decina di minuti, fino a quando i pomodori saranno cotti aggiungendo eventualmente un po’ dell’acqua di cottura del sedano.

Aggiungere le olive e i capperi ben sciacquati e proseguire ancora un po’ la cottura prima di unire lo zucchero sciolto nell’aceto. Fare sfumare per qualche secondo. Unire anche le melanzane e il sedano, mescolare e far cuocere tutto insieme a fiamma bassa ancora per qualche minuto.

Aggiungere sale (poco) e pepe. Spegnere il fuoco, aggiungere il basilico e lasciare riposare la nostra caponata siciliana almeno un paio d’ore prima di consumarla.

Qui sotto aggiungo una mia vecchia foto con un vassoio di tartellette di pasta brisè ripiene di caponata. 🙂

caponata siciliana tarteleltte

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4 Risposte a “Caponata siciliana, curiosità e varianti”

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