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Ramen

Salve a tutti, oggi voglio presentarvi questa ricetta di un piatto tipico giapponese, può essere considerato un piatto unico dal momento che contiene pasta, verdure e carne (o pesce, a seconda dei gusti). Ammetto che per chi non lo conosce potrebbe essere un piatto un po’ insolito e potrebbe guardarlo con sospetto oltre ad essere restio ad assaggiarlo, ma vi assicuro che è veramente ottimo. La mia ricetta ovviamente non può essere come quella che troverete in un ristorante specializzato o addirittura come lo mangereste in madrepatria, ma non contiene ingredienti difficili da reperire e devo dire che ha parecchio successo tra le mie conoscenze (una volta mi sono ritrovata a prepararlo 3 volte nel giro di 10 giorni perché lo volevano tutti!). Come tipo di pasta si usano i caratteristici noodles che hanno IG 45, quindi è una buona alternativa alla classica pasta, e in più in un piatto così ricco se ne mangia poca. Come ricetta è un po’ complessa ma ne vale davvero la pena, quindi buon lavoro!

  • DifficoltàAlta
  • CostoCostoso
  • Tempo di cottura2 Ore
  • Porzioni4
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaGiapponese

Ingredienti:

Per 4 porzioni
  • 300 gNoodles
  • 2Porri
  • 4Uova
  • 2 lBrodo
  • 100 gBacon (circa 3/4 fette a testa)
  • 100 mlMirin
  • 1 bicchierinoSake
  • 2 cucchiaiMiso
  • 400 gFiletto di maiale
  • q.b.Latte
  • Alga kombu
  • Salsa di soia
  • Sale
  • Pepe nero

Preparazione:

  1. Come prima cosa vi consiglio di mettere a cuocere il filetto di maiale: riscaldate il latte e lessate il filetto già tagliato a pezzetti, vi consiglio di cuocerlo già tagliato perché risulterà più morbido e più saporito. Lasciate cuocere a fiamma bassa per 1 ora/1 ora e mezza almeno, la carne deve essere davvero morbida, quindi controllate la cottura. Ricordatevi di mescolare ogni tanto per non far fare al latte quella fastidiosa schiuma in superficie. Una volta in un ristorante giapponese mi hanno servito un ramen che conteneva la carne con cui avevano fatto il brodo, sinceramente non aveva alcun sapore, preferisco cucinare della carne a parte e usare quella del brodo in un altro piatto.

  2. Mentre il nostro filetto cuoce, iniziamo a preparare il brodo. Se siete soliti prepararlo in casa partendo da zero, vi consiglio di mettere sul fuoco prima la carne per il brodo e poi il filetto per il ramen, altrimenti, se usate dadi/gelatine/cartoni di brodo già pronto, o avete il vostro surgelato, lo prepariamo, come in questo caso, come secondo step. Aspettate ancora un momento prima di accendere la fiamma sotto la pentola, e per il momento limitiamoci ad unire tutti gli ingredienti insieme: brodo, mirin, sakè, miso e alghe. Tagliamo i porri a rondelle e uniamoli al resto. In un pentolino a parte, prepariamo le uova sode, una a persona.

  3. A cottura del filetto ultimata, accendiamo il fuoco sotto la pentola del brodo e portiamolo ad ebollizione. Una volta a regime, aggiungiamo i nidi di noodles e facciamoli cuocere per il tempo indicato sulla confezione (in genere tra i 3 e i 5 minuti). Nel frattempo cominciamo a friggere il bacon, come sempre in questi casi, non aggiungo olio perché basta già il grasso del salume stesso che sciogliendosi unge la padella. Una volta pronto e bello croccante, prepariamo un piattino per ogni commensale, dove metteremo l’uovo sodo sbucciato e tagliato a metà, e le fette di bacon che gli spettano (io ne metto 3 o 4 a persona).

  4. Occupiamoci adesso della carne: scolate il latte utilizzato per la cottura e nella stessa padella dove avete fritto il bacon (che quindi sarà unta con il grasso saporito) fatte rosolare i pezzi di filetto per qualche minuto per lato bagnandoli di salsa di soia, giusto il tempo che ogni pezzetto faccia una crosticina scura, poi aggiungete un po’ di acqua, un goccio di mirin e altra salsa di soia se quella precedente è stata completamente assorbita. Ricoprite la carne con la carta stagnola e aspettate che si asciughi il tutto, in questo modo il filetto verrà “caramellato”.

  5. Una volta che la carne è pronta componete le vostre ciotole di ramen versando prima il brodo con verdure e noodles, poi sistemando sopra i pezzi di filetto di maiale e servite il tutto ben caldo, accompagnato dal piattino di uova e bacon che abbiamo preparato a parte, che ognuno gestirà liberamente. Lasciate a disposizione di chi mangia sale, pepe e altra salsa di soia in modo che possa ulteriormente condire il suo piatto come preferisce.

    Buon appetito!

Suggerimenti e varianti:

– In Giappone esistono molti tipi di ramen, si può dire che ogni regione lo prepara a modo suo, potete trovare quello con solo verdure, come quello con solo pesce (in genere crostacei), o sia carne che pesce, con più brodo o solo leggermente umido, quindi sentitevi liberi di condirlo come preferite;

– La ricetta originale prevede di mettere anche lo zucchero nel brodo, ma per ovvi motivi non l’ho mai messo;

– In teoria un altro ingrediente del brodo sarebbe il dashi (brodo di pesce e alga kombu), ma l’alga la metto comunque, quindi aggiungo anche un misurino di brodo di pesce granulare, ma è assolutamente opzionale;

– Non è raro trovare un ramen con un brodo particolarmente piccante, anche io lo faccio aggiungendo della polvere di peperoncino, ma capisco che non è per tutti;

– In questa ricetta (la mia classica) metto solo i porri come verdura, ma a volte utilizzo anche i funghi o gli asparagi, come mi sento più ispirata.

– Preparano il ramen nei ristoranti all you can eat? Certo, questo e altre cose che noi diabetici possiamo mangiare tranquillamente!

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Pubblicato da Vik_sugarfree

Laureata in architettura nel 2018, soffre di diabete tipo 1 da quando era piccola e ha imparato a cucinare piatti che fossero adatti a lei fin da subito. Negli anni ha sperimentato ed inventato delle ricette che fossero adatte alla sua dieta senza dover rinunciare al gusto. Oltre all'arte culinaria, grazie alla consulenza continua con medici specializzati, ha collezionato una lunga serie di precetti e notizie sul vivere bene e in modo sano nonostante la patologia. Questo blog serve proprio a diffondere questi consigli a tutti coloro che non sanno bene come affrontare il diabete nella vita di tutti i giorni.

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