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Strangulaprievete gnocchi al ragu napoletano

Strangulaprievete gnocchi al ragu napoletano

Gnocchi al ragu napoletano, gnocchi di semola fatti in casa con il ragu di carne spazzolato come non mai a casa con voto 10+ !

Oggi gnocchi al ragu! ovvero strangulaprievete al ragu napoletano per quanti modi di fare e rifare,  di Babà che bontà, inutile dire che se è ragu napoletano con la “R” maiuscola tutti si leccheranno i baffi! e si perchè il ragù è salsa di pomodoro con pezzi di carne.. braciole, carne di maiale, non è “carn ca’ pummarola” come diceva Edoardo De Filippo nella poesia O Raù” !

Il ragu napoletano è un rito, è fatto di ore e ore di sobbollitura alla ricetta di Babà ho apportato qualche modifica, i miei gnocchi sono con farina di semola, alcuni tagli di carne sostituiti.

Si fa rosolare la carne con olio e cipolla e un cucchiaio di concentrato di pomodoro..per circa 3 ore e poi si aggiunge la salsa di pomodoro e si continua a cuocere per altre 3 ore!..il sugo deve “pippiare” sobbollire.. fare le bollicine per tutte quelle ore, si cuoce nella pentola di terracotta e si gira solo con “la cucchiarella”, il cucchiaio di legno.

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gnocchi al ragu napoletano strangulaprievt

Ricetta: Strangulaprievete gnocchi al ragu napoletano

Ingredienti

  • Ingredienti per il ragù
  • 5 costine di maiale (omesse) sostituite con fette di pancetta
  • 5 ossa carnose di bovino (omesse) sostituite con fette di prosciutto dal gambetto
  • 5 fette di bovino di spessore medio
  • 2 litri di passato di pomodoro
  • 1-2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 3 cipolle
  • sale
  • pepe (omesso)
  • aglio
  • prezzemolo q.b
  • parmigiano q.b (omesso)
  • basilico q.b.
  • 6 cucchiai di olio extravergine Dante
  • 350 gr di semola
  • 50 gr di farina 00
  • acqua circa 210 grammi

Procedimento

  1. Per gli gnocchi:
  2. Impastate le farine con l’acqua finchè nn avete un panetto sodo non appiccicoso.
  3. Prelevate poi l’impasto, formate ei filoncini e tagliateli a pezzetti con il coltello, poi con il dito o con la forchetta date la forma agli gnocchi.
  4. Preparate gli involtini di carne con aglio e prezzemolo. Spolverizzate con sale arrotolare e chiudetele con uno stuzzicadenti.
  5. Tagliare le cipolle e sistematele in un tegame con olio e fate soffriggere a fuoco medio. Quando le cipolle si saranno imbiondite toglietele, aggiungete i pezzi di carne, fateli rosolare  con il concentrato di pomodoro per 3 ore, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
  6. Trascorse queste ore, aggiungere il passato di pomodoro, salare e aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero.
  7. Quando il sugo inizierà a sobollire, abbassare la fiamma al minimo e lasciar andare per altre 3 ore, girando di tanto in tanto, in modo che il pomodoro non si attacchi sul fondo del tegame.
  8. Quando sarà tutto pronto potete mettere su l’acqua per gli gnocchi cuocerli e condirli con il ragù.
  9. Bon appétit..

Preparation time: 30 minute(s)

Cooking time: 1 minute(s)

Number of servings (yield): 3

Culinary tradition: Italiana

Voto 5 Stelle:  ★★★★★ 1 review(s)

Copyright © Vickyart.

Il ragu napoletano e altre ricette campane qui

Ritorna l’appuntamento mensile  Quanti modi di fare e rifare di Anna e Ornella 

ricetta-mensile

Notizie sul ragu napoletano QUI..

“La poesia di de Filippo  ‘o rrau’

‘O ‘rraù
‘O rraù ca me piace a me
m’ ‘o ffaceva sulo mammà.
A che m’aggio spusato a te,
ne parlammo pè ne parlà.
io nun songo difficultuso;
ma luvàmmel’ ‘a miezo st’uso

Sì,va buono:cumme vuò tu.
Mò ce avéssem’ appiccecà?
Tu che dice?Chest’ ‘è rraù?
E io m’ ‘o  mmagno pè m’ ‘o mangià…
M’ ‘ a faja dicere na parola?…
Chesta è carne c’ ‘ a pummarola

Il ragù

Il ragù che piace a me

me lo faceva solo mamma.

Da quando ho sposato te

ne parliamo tanto per parlarne.

io non sono difficoltoso;

ma togli di mezzo quest’usanza.

Si va bene, come vuoi tu.

Dobbiamo litigare?

Tu che dici? questo è ragù?

E io me lo mangio tanto per mangiare..

Me la fai dire una parola?..

Questa è carne con “la pummarola”  pomodoro..

A Napoli alla fine del 1300 c’era la Compagnia dei Bianchi di giustizia che percorreva la citta’ a piedi invocando “misericordia e pace”.
La compagnia giunse al “Palazzo dell’Imperatore” ancora oggi in via Tribunali,dimora di Carlo, imperatore di Costantinopoli e di Maria di Valois figlia di re Carlo d’Angio’.

All’epoca il palazzo era abitato da un signore scortese e crudele che tutti cercavano di evitare. La “Compagnia” convinse la popolazione a rappacificarsi con i propri nemici, solo il nobile che risiedeva nel “Palazzo dell’Imperatore” non accettò l’invito dei bianchi con cui nutriva da sempre antichi rancori, neanche quando il figlio di appena 3 mesi, in braccio alla balia alzò le manine dalle fasce ed incrociandole grido’ tre volte: “Misericordia e pace”.
Il nobile era accecato dall’ira, un giorno la sua donna, per intenerirlo preparo’ un piatto di maccheroni. La provvidenza riempi’ il piatto di una salsa piena di sangue. Commosso dal prodigio,il signore, si rappacifico’ con i suoi nemici e indossò il saio bianco della Compagnia.
La moglie dopo l’inaspettata conversione preparo’ di nuovo i maccheroni, che diventarono di nuovo rossi come per magia solo che quel misterioso intingolo aveva un profumo buono ed invitante tanto che il signore decise di chiamarlo  “raù” come suo figlio”.

A Napoli la tradizione vuole che ogni domenica si prepari il ragù.

Gli strangulaprievt sono gli gnocchi, fatti in casa, l’origine del nome è incerta, ovvero esistono due versioni, pare siano da attribuire al fatto che l’abate Galiani si stesse strozzando nel mangiarli, strangola-preti, l’altra invece afferma che derivi dai termini greci “strangulos e preptos” che significano un corpo rotondo e sferico.

Notizie sugli gnocchi al ragu QUI

18 Risposte a “Strangulaprievete gnocchi al ragu napoletano”

  1. Grazie carissima Vicky per essere venuta a fare con noi gli strangula prievet a casa di Spery.
    Oggi ci siamo dilettati e divertiti a preparare questo squisito piatto napoletano, invece il 6 maggio voleremo nella bellissima Grecia, nella grande cucina di Marina per la sua Bughàtsa dolce da Salonicco. Al prossimo mese!
    Un abbraccio

    Cuochina

  2. Buono tutto io usualmente già il ragù con carne macinata lo faccia pippare per 3 ore….voglio provare il napoletano ciaooo e buona fine settimana.

  3. Molto interessante la storia degli strangulaprievet, anche la poesia di De Filippo è meravigliosa.
    Bellissimi anche i tuoi gnocchi.
    Baci

  4. Bellissimo e ricco di informazioni questo post …davvero un inchino a te ed alla tua precisione e bravura! ti adoro!

  5. Troppo bella la poesia…. e ottima ricostruzione storica! Bravissima Vicky…
    Ah, ovviamente anche la tua versione è perfetta e invitantissima! 🙂

  6. Scusa il ritardo, ma sono senza internet! Ho rattoppato con il cellulare in modalità hotspot..
    La pancetta da sempre quel gusto in più! Sono sicura che alche la tua versione non è rimasta nel piatto! 🙂
    Un abbraccio!

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