Tag: Viaggio in Brasile

Blog versione “Brasiliana 3.0.”

Blog versione “Brasiliana 3.0.”

Il blog torna ad essere brasiliano, questa volta con le ricette del viaggio fatto nella zona di Porto Seguro, con suggerimenti dei ristoranti.

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Ultimi giorni a Porto Seguro e preparazione per il rientro in Italia è seguendo tutte le normative necessarie e in sicurezza

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

È iniziato il conto alla rovescia per il rientro a casa…ecco i nostri ultimi giorni di Brasile:

  • Mercoledì siamo tornati a Coroa Vermelha per fare un po’ di acquisti tra le tante bancarelle e negozietti di artigianato dei Nativi. C’è una galleria circolare, chiamata Mercado dos Nativos che è il luogo migliore dove acquistare souvenir di legno intagliato.

Per evitare di tornare in Italia con più chili rispetto a quelli delle sole valige 😅😅… Abbiamo deciso di fare una pausa per un digiuno disintossicante. Così abbiamo solo cenato, in appartamento, dove ho cucinato un piatto che potrei definire fusion: rosti di patate e bacon con Linguiça calabresa arrostita, pesto di noci brasiliane, chips di zucchine e crumble di fichi. Non cucinavo da settimane… Avevo bisogno di un sfogare un po di creatività !!

Ecco lo screenshoot del post che trovate sulla pagina Instagram del blog: @viaggiandomangiando80

  • giovedì con una passeggiata di quasi un’ora, siamo partiti da Prai Itapirapuā e, attraversando Praia Toa Toa, abbiamo raggiunto Praia Mundì, una delle due spiagge più centrali rispetto a Porto Seguro paese. In controtendenza rispetto ad altri posti dove siamo stati, le spiagge del centro sono meno affollate di quelle decentrate, ci sono poche baracche e solo lunghi chilometri di spiaggia incontaminata e dorata.

In questi ultimi giorni di Brasile, dopo che siamo stati in quasi tutte le spiagge di Porto Seguro (sicuramente in quelle principali), possiamo eleggere quella di Coroa Vermelha, almeno per la zona nativa, come la spiaggia più trafficata. Coroa Vermelha centro è una paese a sè, mentre tutte le altre zone sono una estensione di Porto Seguro.

Le spiagge sono tutte molto belle, ma a mio parere quella di Mudá é il perfetto mix tra tranquillità, bellezza e cibo, perché sebbene le baracche siano poche, ci sono e sono ben equipaggiate.

Per il pranzo vi lascio al video….

Bacalhau a la portoguesa (una ricetta simile la trovate già sul blog con il nome Bacalhao ao prefeito, assaggiata durante il viaggio ad Arrail do Cabo) , ovvero baccalá – in realtà il piatto è fatto con lo stoccafisso, ma solo noi in Italia chiamiamo lo stesso pesce con due nomi diversi a seconda della lavorazione – con pomodoro, patate, cipolle, palmito, olive verdi, peperoni e uova, al ristorante Colher de Pau, quello di Mundì. Si tratta di una grossa catena di ristoranti della zona collocati quasi su ogni spiaggia, e uno anche sulla passerella di alcool, tutti con arredamento il legno e un menù molto ampio e di alta qualità.

Cena ancora in appartamento.

Per una gara in un simpatico gruppo di Facebook, ho voluto provare un piatto brasiliano mangiato soprattutto dei locali : panelinha de miudos de frango, ovvero le interiora di pollo fatte saltare con cipollotti e coriandolo, ma non è stata una grande idea… Nonostante abbia seguito le indicazioni, i pezzi di carne sono rimasti troppo duri.

Cucinare all’estero non è sempre facile !!
La foto è la testimonianza del mio impegno …😥

Il mio tentativo di cucinare i miudos
  • Ieri, venerdì, una giornata di sole bellissima, le poche nuvole, in cielo, sembravano dipinte… Qui il clima è sempre piacevole, tutto l’anno, perché ventilato. Ora che siamo in autunno la temperatura diurna ha una media di 30 gradi e quella notturna di 27. Si sta molto bene…
  • Uno stop a pranzo al “Sabor Caseiro” sulla strada accanto a noi, per una sempre meravigliosa açai con fragole e granola. Non siamo ancora ripartiti, eppure ne sto già la mancanza….
Acai con moranga e granola

Stefano questa settimana ha deciso di andare in palestra, vicino a noi alla Academia Rythmo (ovviamente qui sono aperte!) : settimana di ingesso libero per soli 50 Reias, ambiente molto giovanile, musica a tutto volume, le ragazze sono particolarmente fissate con gli esercizi per le gambe, non c’è una grande professionalità, ma sicuramente si tratta di un ambiente piacevole e allegro.

Dopo una caiphi-fruta con zenzero, menta e ananas, abbiamo mangiato per la terza volta al Cohler de Pau, questa volta in centro, con terrazza direttamente sulla Passerella do Alcool:

Peccato che nel riso con aragosta e polpo ci fosse anche il formaggio !!!

Era molto più buono quello assaggiato a Santo André, i primi giorni di vacanza .

  • oggi, sabato 17 aprile, nel collegamento mattutino in diretta Facebook di ViaggiandoMangiando in Tour dal Boa Beach, altra struttura molto bella sulla spiaggia di con ha la particolarità di avere delle tende in stile indiano dove poter pranzare e trascorrere la giornata, ho fatto un riassunto di questi giorni trascorsi a Porto Seguro (potete recuperare il video QUI).

E dopo un coco gelado che io adoro….il Brasile è il quarto al mondo per produzione cocco maturo (quello marrone) ma leader per il cocco verde che viene raccolto dopo 6 mesi di maturazione e prima di diventare marrone, come lo conosciamo noi, la sua acuta ricca di proprietà viene abitualmente bevuta direttamente dalla noce verde, gelata, venduta sulla spiaggia e un po’ ovunque…
Abbiamo pranzato con: ceviche, insalata di salmone cotto e affumicato, verdure grigliate. Il menù offre molto sua locale che più di taglio internazionale. Prezzi nella media (bassa per noi europei) benché la struttura sia molto elegante.
Eleggiamo il Malibù e il Boa Beach le due strutture più belle tra quelle testate qui a Porto Seguro. Ottimo rapporto qualità – bellezza – prezzo – posizione.

Pranzo al Boa Beach

Non vi ho ancora parlato di bevande.

Ovviamente qui in Brasile é la birra la bevanda che accompagna ogni pasto (e ogni fuori pasto!) e se quelle locali come Brahma e Skoll, che una volta facevano da padrona, stanno a poco a poco scomparendo, il trend del momento, e di questa zona, è quello della birra Eisenbahn, tedesca di origine, ma commercializzata in Brasile da una società giapponese che l’ha in parte acquistata. Un mix incredibile…a dire di Stefano è buona soprattutto perché ghiacciata, ma nulla di particolarmente memorabile: una birra leggera come tutte quelle che si bevono in Brasile.

Vi racconto cosa abbiamo mangiato per cena in portoghese…più o meno..

Bife a cavalo, che non c’entra niente con il cavallo, ma è una bistecca di manzo con un uovo fritto, e strogonoff, questa volta di pollo di cui trovate la ricetta già nel blog. Al ristorante “Casa Mineira”, per una “comida caseira” (pasto casereccio) per soli 13 euro in due 😲.

Comida caseira al Casa Mineira

Ultime note legate al Coronavirus:


Pare che la Francia voglia bloccare i voli in arrivo dal Brasile (noi abbiamo prenotato con Air France) così come ha fatto l’Italia mesi fa, ma ancora una volta vorrei farvi ragionare sui numeri e le dovute proporzioni.
A oggi il conteggio dei contagiati in Brasile é di 13.832.455, di totale 368.749 morti e 12.163.831 guariti, mentre in Francia di 5.285.307 contagiati è un totale 100.563 morti e 325.752 guariti.
In Brasile la popolazione è di 211.000.000, in Francia 68.000.000, perciò il Brasile è tre volte più popolato rispetto al territorio francese, sebbene la Francia sia più densamente popolata, il Brasile ha forti concentrazioni di popolazione nelle grandi città, ma anche territori pressoché disabitati. Eppure è la Francia a voler precludere l’ingresso ai brasiliani, sebbene se si applicasse la logica europea dovrebbe essere il contrario.
Ci si giustifica parlando di “variante brasiliana” che qui non esiste. Nessuno che cosa sia. La gravità legata alle varianti, o presunte tali, è una creazione dalla stampa che vuole fare credere al resto del mondo che il problema non sia l’Europa, bensì paesi come il Brasile che potenzialmente sono possibili concorrenti sul piano economico di grosse potenze quali la stessa Europa e la Cina.
Non voglio, lo sapete, dare un taglio politico al blog, ma mi sembra corretto fare delle annotazioni a margine, anche perché abbiamo organizzato la nostra “grande fuga” anche per capire come il resto del mondo stia vivendo questa situazione al limite del paradosso, e qui in Brasile, nel Brasile al di fuori delle grosse città, sembra non essere tutto così preoccupante. Sono stati in molti a dirci che a Porto Seguro, dove il turismo è da sempre prettamente brasiliano, non c’è stato un vero e proprio calo di turismo dovuto al virus Covid-19, solo più accortezza e qualche chiusura preventiva, ma non paragonabile alle nostre chiusure che durano ormai da 6 mesi!!

(Pare si parli di riaperture, in Italia, a partire dal 26 aprile..)


Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

E continua il nostro tour nelle spiagge di Porto Seguro scoprendole e assaggiando anche i piatti tipici nelle baracche sulle spiagge.

Giorno 21: Porto Seguro

Giorno 21: Porto Seguro

Dopo aver trascorso l’ultimo giorno Trancoso ed esserci fermati ad Arraial d’ajuda per pranzo, siamo arrivati all’ultima tappa: Porto Seguro.

Giorno 18: Trancoso

Giorno 18: Trancoso

Prima di partire alla volta di Trancoso domenica abbiamo preso un ottimo aperitivo con una splendida vista mare in uno dei pochi locali di Santo André aperto: il bistrot Luz das Minas, mentre la nostra ultima cena a Villa Araticum abbiamo scelto due tra i piatti che abbiamo amato di più: il filet mignon accompagnato da manioca sauté, ovvero cotta e poi fatta saltare nel burro, davvero molto cremosa e bife ancho accompagnato invece dal riso biri biri, piatti che vedete qui sotto:

I due piatti migliori al Vila Araticum

Ieri, lunedì mattina, dopo la solita abbondante colazione in compagnia delle scimmiette che sono a centinaia nella foresta che affiancava la nostra pousada, abbiamo lasciato la bianca e meravigliosa spiaggia di Santo André, il suo sole, i suoi timidi granchi dalla chela grande, conosciuti in Italia con il nome granchio fantasma, le sue bellezze e la sua tranquillità per raggiungere Trancoso.
Durante il viaggio in Brasile di 11 anni fa, eravamo già stati a Trancoso e ricordo una lunga passeggiata sulla spiaggia durata quasi un’intera giornata per tornare poi ad Arrajal d’Ajuda dove, allora, alloggiavamo. Ma questa volta abbiamo deciso di trascorrervi almeno tre notti.

Attraversando ancora attraverso la balsa siamo ritornati quasi al punto di partenza e ci siamo fermati sulla spiaggia di Cabralia dove abbiamo pranzato in una delle baracche direttamente sulla spiaggia “Wave beach”: l’immancabile calabresa açebolada, come vedete nel video qui sotto:

Per chi non ci avesse seguito negli altri viaggi in Brasile volevo solo sottolineare che quando parlo di baracca, significa quello che noi definiremmo “chiosco sulla spiaggia”, ma in Brasile viene definito così.

Una volta aver nuovamente attraversato con la balsa, da Porto Seguro (25 reais, circa 4,50 euro, ma per il ritorno solo 20 reais perché i passeggeri non pagano) con un viaggio di circa un’ora, attraverso lunghe distese verdi e grandi fazende, abbiamo raggiunto Trancoso che, onestamente ricordavo molto meno trafficata, ma in effetti sono passati 12 anni.

Alloggiamo nel particolare boutique hotel “Trancoso house” in una via parallela della zona centrale chiamata Quadrado, un arredamento che definirei minimal chic, con una grafica piscina e siamo al “quarto” numero 3. Una bella reception, con un simpatico ragazzo brasiliano che ci ha accolto e sommerso di informazioni.

Una prima passeggiata notturna nel centro di Trancoso ci ha letteralmente scioccato, perché in 11 anni c’è stata una trasformazione tale che ci ha riportato a quando siamo tornati a Jericoacoara dopo 8 anni e tutto era cambiato. 11 anni fa il Quadrado, che è la piazza centrale, era solo un pezzo di terra davanti a una chiesa bianca, circondato da qualche negozio e un paio di ristoranti. Oggi, la piazza è completamente accerchiata da ristoranti, tutti molto chic, con luci soffuse, arredamento in legno stile shabby e decisamente è completamente differente da come lo ricordavamo! Più bello? Non saprei.. Sicuramente più turistico.

Abbiamo cenato all’interno della pousada, ma con servizio a delivery direttamente in camera con beiju de tapioca, petto di pollo grigliato e spiedino di carne, ma nel nostro breve tour serale abbiamo compreso che le regole dell’orario del lockdown qui sono molto più labili, si può infatti cenare seduti al ristorante fino alle 20, nonostante il decreto dica fino alle 18…

Cena a delivery!

C’è la colazione americana, c’è la colazione all’inglese, c’è la colazione irlandese e scozzese, quella cinese poi c’è la colazione brasiliana… Magari meno nota delle altre, ma sicuramente dello stesso livello. Anche qui al Trancoso House c’è un eccellente e ricco buffet soprattutto di bolos sia salati che dolci e poi una incredibile scelta a la carte.
La mattinata di oggi martedì 6 aprile é perciò cominciata molto bene, peccato poi per la pioggia che ci ha più o meno accompagnati per tutto il giorno.. siamo riusciti a scendere in spiaggia e, non è facile trovare la via per la Praia e per darvi un’indicazione: guardando la chiesa di San Giovanni Battista nel Quadro, alla vostra destra c’è una strada che conduce direttamente alle spiagge, che sono tre: Praia Dos Nativos, Praia Dos Coqueiros e Praia Verde e si susseguono. Ricordavo le lunghe spiagge dal colore marrone dorato, ma non ricordavavo assolutamente tutte le strutture molto chic, anche queste come quelle in centro, che si snocciolano lungo la battigia di Praia dos Nativos.

Abbiamo pranzato in una di esse, Uxua, dove si possono anche noleggiare degli splendidi lettini in legno, matrimoniali e con un materasso bianco per 100 reais a persona per tutto il giorno.

Per me un insalata con caju, ananas, e petto di pollo grigliato, per Stefano l’immancabile quinoa con gamberi, spinaci, zenzero e mango. Menù di chiaro taglio internazionale e devo dire piuttosto originale, ma anche caro rispetto alla media brasiliana.

Stasera aperitivo con Caipirinha e una meravigliosa linguiça mineira, da Minas Gerais, che è più grande e più speziata di quella che solitamente mangiamo, nel ristorante “Bem te vi” e poi decidendo di cenare alle 19 ci siamo potuti accomodare in un ristorante, dove finalmente mi è arrivata la casquinha de siri che aspettava ancora da il ristorante di Santo André 😆😆e a seguire picanha con contorno di verdure, direttamente nel quadrado al ristorante e chopperia “Pi quià” come vedete nel video che segue:

Mascherine solo all’interno, non obbligatorie all’esterno, e come abbiamo potuto notare allungamento del lockdown a partire dalle 20.

Menomale!

Cena nel Quadrato a Trancoso

Speriamo nel buon tempo di domani. Noi vi diamo appuntamento a Porto Seguro, l’ultima tappa del nostro viaggio, dove ci trasferiremo tra 2 giorni !


Per dovere di cronaca a quanti so che sono preoccupati perché ci troviamo in Brasile o perché ascoltando i telegiornali credono che qui si muoia di Covid ad ogni angolo, vorrei spingervi ancora una volta, così come hai fatto nella diretta Facebook, a riflettere su quanto è grande il Brasile e quindi a fare una proporzione rispetto all’Italia all’Europa e al resto del mondo. Dove ci troviamo noi, il distanziamento sociale é naturale ed è ovvio che nelle grandi città ci sia più concentrazione del virus e un po’ più di difficoltà a gestirlo dal punto di vista sanitario, ma qui siamo passati davanti a diversi ospedali e nessuno ha la fila fuori che attende e tantomeno si sentono passare delle ambulanze e altra precisazione, anche i cimiteri, almeno quei pochi che abbiamo visto noi, non sono presi d’assalto così come ci fanno credere in televisione.
Ultima annotazione : qui sono arrivati a vaccinare già nella fascia che va tra il 60 e 70 anni, sono perciò anche un po’ più avanti rispetto a noi…


Giorno 16: notizie dal Brasile

Giorno 16: notizie dal Brasile

Le giornate trascorse a Santo André nel relax delle spiagge infinite, bianche e selvagge, il buon cibo e la tranquillità della vacanza.

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Arrivati nel paesino di Santo André ci godiamo la spiaggia e le delizie del luogo, con piatti noti e anche nuove specialità mai assaggiate.

Jericoacoara 3.1

Jericoacoara 3.1

Come tutti sapete la formula del blog ViaggiandoMangiando si fonda sul viaggio, inteso come vacanza, e il cibo assaggiato durante esso.

Ora.

Io mi trovo da un mese a Jericoacora, in Brasile, nello stato del Ceará. E’ ben la terza volta che torno a Jeri… la prima del 2007 quando nessuno la conosceva ed era solo un piccolo paese hippy dove la luce era arrivata da pochi anni e i meravigliosi tramonti si godevano in riva al mare, tra le mucche e i ragazzi che ballavano la capoeira. Pochi ristoranti, poche pousade, solo sabbia, spiaggia incontaminata un’alta duna da cui godersi i tramonti… Sono tornata nel 2016 e ho avuto uno shock. Ho lasciato un paese che si affacciava al turismo e ho ritrovato un vero e proprio paese votato ad esso. Ristoranti ovunque, molto internazionali e poco brasiliani, il numero di pousade si era quintuplicato, la duna oltre ad essersi abbassata era sovraffollata durante un tramonto impossibile da godere in tranquillità, tuttavia Jeri manteneva ancora un po’ del suo fascino…così quando mi hanno proposto di venire qui, per tre mesi, come “gerente” di una pousada di un amico italiano, ho deciso di accettare e di imbarcarmi in questa avventura, sì perché io il Brasile l’ho sempre vissuto da turista e mai da “morador” (abitante), e il portoghese l’ho sempre capito facilmente, ma mai parlato, eppure, adesso, a distanza di un mese, posso dirmi felice di questa mia scelta. Il portoghese è ancora in parte un’ostacolo perché sebbene lo capisca in toto, lo parlo ancora in maniera molto elementare, probabilmente perché il mio approccio alle lingue è sempre stato “scolastico” e mai “sul posto”, il portoghese brasiliano ha ben poca grammatica, è molto colloquiale, quasi un dialetto che vive di parole locali, modi di dire e tempi verbali inesistenti.

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Occorre però fare una necessaria digressione relativamente al problema Corona Virus che sta dilagando in Italia da quasi un mese e proprio poco dopo la mia partenza (tempismo perfetto!). Qui a Jeri non se ne parla molto e non è sicuramente un problema di primaria importanza, non vedo un telegiornale da un mese e seguo le notizie solo attraverso i social e dai report di chi è a casa. Quello che succederà nelle prossime settimane o mesi non lo si può prevedere.

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Cosa mi manca? La famiglia, certo, sono qui sola e, a parte un amico italiano che vive qui, non conosco nessuno. Non mi manca però la cucina italiana, fatta eccezione di salumi e olio extravergine di oliva, perché come sapete io amo le cucine etniche e in particolare quella brasiliana, seppur semplice e povera è sempre molto “gostosa“, come dicono qui. Perciò mi sembrava doveroso  inserire il blog in questa mia avventura. Lo farò in tre step:

  • narrandovi il mio primo mese “culinario” a Jeri;
  • nel modo classico quando Stefano verrà a trovarmi (sarebbe dovuto arrivare il 27 marzo, ma per il Corona Virus ora è tutto in divenire..);
  • concludendo con una vera e propria guida dei ristoranti di Jericoacoara, con tanto di migliori piatti e votazioni.

Ed ecco il primo step…

Sono arrivata a Jeri il 13 febbraio, la pousada di cui sono responsabile e dove vivo si chiama “Acqua Salata“,  e nel corso di questo mese ho assaggiato molti piatti classici del Brasile,  ma anche la specialità del luogo: camarao no abagaxi. Ricordate il camarao na moranga del viaggio a Florianopolis? Si tratta della stessa ricetta, ma dentro l’ananas anziché nella zucca. La mia versione è stata lactofree, ovvero senza “crema de leite” e requeijào (una sorta di formaggio spalmabile tipo la Robiola), assaggiata in pieno clima carnevalesco (qui è festeggiato in modo molto più soft rispetto al resto del Brasile) al ristorante “Acqua Salata” dove mangio molto spesso trattandosi del ristorante dello stesso proprietario della pousada. Non mi dilungo oltre perché dedicherò un intero post al ristorante, e alla pousada, “Acqua Salata” in data 20 marzo.

Tra gli altri piatti mangiati all'”Acqua Salata”: una versione nuova della moqueca, che molto spesso ho mangiato con gamberi e aragosta, questa volta invece era fatta con “peixe branco” che non è un pesce solo, ma diversi dal colore bianco (molto comune in Brasile), gamberi e verdure.

Moqueca di pesce bianco, ristorante “Acqua Salata” Jericoacoara

Se la picanha rimane sempre il mio piatto top brasiliano, qui ho purtroppo difficoltà a trovarla nei tanti ristoranti. Jeri è piuttosto isolata dal resto del Brasile, per arrivarci occorre fare un transfer da Fortaleza di quasi 5 ore, di cui l’ultima ora tra le dune e perciò in 4×4. Esiste un aeroporto, Cruz, ma per ora non ha collegamenti internazionali. Perciò l’approvvigionamento di carne è scarso, mentre il pesce c’è ogni giorno. Al ristorante “Sabor de lenha“, locale semplice ed economico, mi hanno detto che ne erano sprovvisti, così ho optato per la maminha, un taglio tipicamente brasiliano da noi conosciuto come spinacino o tasca di manzo , che non è gustosa come la picanha, ma lo stesso molto buona.

Ristorante “Sabor de lenha” Jericoacoara

Sono riuscita a trovare la picanha solo due giorni fa al ristorante “Marisol” vicino alla pousada, purtroppo le quantità erano risicate, ma non si può pretendere tutto….

Altro piatto tipico della cucina brasiliana, che mancava da un po’ nei miei ultimi viaggi in Brasile: la carne do sol. Solitamente la si mangia in spiaggia, si tratta di carne tagliata a pezzi e fatta saltare con le cipolle e il pepe, deve diventare un po’ dura , perché la croccantezza è la sua caratteristica. Qui l’ho assaggiata alla “Forneria da praia“, in centro paese, perciò le quantità erano ridotte rispetto al solito e le cipolle mancavano (menomale!), e come di regola mi è stata servita con una meravigliosa macaxeira fritta.

All’Espaço aberto, sono andata già due volte e ho con piacere assaggiato le costelinha de porco, ovvero le costine di maiale tagliate a metà, un piatto non così scontato qui e in Brasile in generale. Piccole succose, con un contorno di verdure, macaxeira e riso bollito, poi un piatto a me sconosciuto: il vatapà, piatto bahiano simile al pirao, sorta di crema a base di farina di miglio o di riso, gamberi, peperoncino rosso, arachidi, latte di cocco, anacardi cipolla, zenzero, coriandolo e pomodoro. Devo dire più gustoso e delicato del pirao.

Vatapà al ristorante “Espaço aberto”

Capitolo a sé per il beiju de tapioca, una sorta di crepe croccante fatta di farina di amido di tapioca. Qua la si mangia sia a colazione che come spuntino, io la adoro e, essendo completamente priva di glutine, posso abbondare… così oltre a farmela fare in pousada dalle fantastiche Silvane e Silvinha le due donne che si occupano delle pulizie e di preparare sia le specialità locali sul momento che le enormi torte (bolo) tipiche delle colazioni brasiliane, ne ho approfittato anche al “Maramor“, noto ristorante/tapiocaria nella Rua Principal, un po’ caro, con un menù discreto, ma consigliatomi proprio per il beiju, infatti la mia scelta uovo e bacon è stata indubbiamente azzeccata!

Crespella di tapioca per colazione alla pousada “Acqua Salata” di Jericoacoara

Manioca con “ovo e bacon” al ristorante “Maramor” di Jericoacoara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo è un breve sunto del primo mese di questa mia esperienza brasileira…

Vi aspetto il 20 marzo con il post dedicato all’Acqua Salata e, a seguire, altri post su questo paesello nascosto tra le dune trasformatosi da villaggio di pescatori sconosciuto in  “incredibilmente alla moda”  in poco più di dieci anni!