Tag: viaggiare ai tempi del Covid

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Ultimi giorni a Porto Seguro e preparazione per il rientro in Italia è seguendo tutte le normative necessarie e in sicurezza

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Iniziato il conto alla rovescia dei nostri ultimi giorni di Brasile trascorsi ancora tra spiagge, sole, caldo e ottimo cibo locale .

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Dopo Praia Toa Toa, abbiamo proseguito il tour delle spiagge di Porto Seguro:

  • sabato è stata la volta di Coroa Vermelha, che si chiama così perché vedendola dall’alto la lingua di sabbia che la attraversa forma una corona rossa come la sua sabbia.
    Si tratta di una zona che è suddivisa in due parti, una gestita dai nativi ricca di baracche vecchio stile con un altrettanto ricco centro di bancarelle con artigianato locale quasi esclusivamente “di madeira” ovvero legno, mentre l’altra parte di spiaggia, che con la bassa marea è molto grande, è una lunga zona incontaminata con nulla intorno e nemmeno baracche sulla spiaggia.
    Coroa Vermalha è una zona turistica, ma estremamente piacevole e con un tocco retrò. di vecchio Brasile, mentre le altre spiagge viste fino ad ora, sono sicuramente più alla moda.
    Ci siamo fermati a pranzo a “Sun Beach” , una baracca enorme con dei lettini con materassino e zanzariere direttamente sulla spiaggia che le danno un tocco vagamente caraibico.
    Pranzato con un ottimo ceviche di mare con pesce locale, gamberi e mango, mentre Stefano ha mangiato i gamberi croccanti anticipati da uno street food (anzi sarebbe meglio definirlo beach food!) tipico del Brasile: queijo coalho, ovvero uno spiedino di formaggio che viene cotto direttamente su una brace portatile.
Pranzo Sun Beach

Sabato sera passeggiata sulla passerella do alcool, molto animata, e cena all’Acaraje Gourmet, indovinate cosa abbiamo scelto ?

Ve lo spiega Stefano nel video…

Ovviamente la specialità della casa, e in generale dello stato di Bahia: acaraje, uno street food solitamente servito dalle donne bahiane per strada, una polpetta fatta di fagioli con un ripieno di vatapá. A seguire dei meravigliosi gamberi “pistola” (Tiger prawn) grigliati.
Abbiamo inteso che il lockdown è soggetto a zone, in centro tutto chiude alle 21, fuori centro, senza controlli, praticamente non esiste.

  • Come per noi sabato è pizza, per gli inglesi domenica è Sunday Roast e per gli americani è barbecue, per i brasiliani la domenica è …churrasco. È così è stato anche per noi.
  • Il churrasco brasileiro non è semplicemente una grigliata in famiglia o tra amici, ma è soprattutto un momento di condivisione, di stare insieme per una intera giornata che sia sulla spiaggia, tra il verde o a casa in giardino o il luoghi di fortuna, e due cose non devono mai mancare ad accompagnare la carne: la musica brasiliana a tutto volume (la hit del momento è “Traficante do amor”) e la birra.
  • Il churrasco ha generalmente inizio nella tarda mattinata e si conclude in serata inoltrata, tutti ubriachi e felici 😆😆😆!!
  • In attesa della diretta serale di Viaggiando Mangiando On Air dalla pagina Facebook (che potete rivedere QUI) noi abbiamo trascorso la domenica sulla spiaggia di Taperapuā, a 5 minuti a piedi dal nostro appartamento, lunghissima spiaggia con qualche club e molte baracche.
  • A pranzo ci siamo seduti sulle sedie di legno del Clube da Praia: Beat Beach, per replicare il ceviche di mare, accompagnato da un mix di pasteis e da pancetta croccante.
Ceviche, pasteis e pancetta
  • Abbiamo acquistato la carne in un mega supermercato in centro, dove c’era l’imbarazzo della scelta tra pezzi freschi e surgelati, e abbiamo scelto tre tra i tagli più rappresentativi: picanha, fraldinha e linguiça. Ci siamo concessi anche i benjinos (dolcetti al cocco) acquistati anch’essi nella pasticceria-panetteria del grande supermercato.

Ecco il video della nostra spesa al supermercato Cambuì:

  • Il mio churraschero è stato ovviamente Stefano 😉, che ha grigliato a bordo della piscina del complesso residenziale dove alloggiamo, e abbiamo cenato con la famiglia proprietaria: i soci di mio zio.
  • Ogni casa che si rispetti ha il suo angolo per il churrasco… Ecco il nostro…
  • Ieri, lunedì, è stata la volta di Prai Mutà, poco prima di Coroa Vermelha, a cui somiglia molto, ma è più tranquilla e le baracche lungo la spiaggia sono saltuarie, peccato solo che l’acqua calda dell’oceano in questa zona sia un po’ torbida per la presenza di molte alghe.
  • Pranzo sotto le piante della Cabana “A Praia Branca” con pollo grigliato, riso, feijao, e verdure saltate … Tra esse il chuchu, ovvero il nome brasiliano del chayote che qui viene molto spesso servito bollito oppure ripieno di carne e poi fritto.
Spiaggia di Mutà

Serata “casalinga”, con gli avanzi del Churrasco.

  • Oggi, martedì 13 aprile, niente spiaggia. Ci siamo dedicati ad altro e, dopo essere stati in centro per lavare i panni sporchi di queste lunghe settimane in una delle poche lavanderia a gettoni (LaundrOmat Rua das Jandaias 57), siamo andati nella zona dell’aeroporto per cambiare il giorno di consegna dell’auto perché abbiamo deciso di fermarci qualche giorno in più.
  • Quindi abbiamo deciso di pranzare in una Churrascaria frequentata prevalentemente da locali che lavorano nella zona, che si chiama “Bito” anche qui comida a chilo con churrasco, un’ottima carne e un prezzo da fare veramente sorridere..
  • Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla città vecchia che rimane parte alta di Porto Seguro, noto per essere il primo punto in cui sbarcarono i portoghesi che poi colonizzarono l’intero Brasile. Esiste infatti un vero e proprio un museo memoriale dedicato alla scoperta del Brasile.
  • La zona vecchia è una cittadella storica dove ci sono due chiese molto antiche e un bel prato, dell’ombra e si gode una bella vista dall’alto e piccoli negozi di artigianato. La zona è il patrimonio nazionale quindi può essere soltanto raggiunta a piedi lasciando il parcheggio dell’auto a poco più là. Porto Seguro fino agli anni 80 aveva poco più di 6000 abitanti, ma con l’arrivo della Rodoviaria (stazione bus) in pochi decenni è aumentata fino a 60000 abitanti nel 2000 e il turismo si è decisamente espanso in questi anni.
  • Infine abbiamo passeggiato per la via del centro, nella zona portuale, per fare qualche acquisto: sicuramente la zona più ricca dei negozi. Una nota è da segnalare per quanto riguarda i parcheggi dell’auto che sono tutti a pagamento però sono a minutaggio ovvero ci sono degli addetti che affiggono dei foglietti sull’auto e poi si paga direttamente a loro per i minuti che si è sostato. L’auto è sicuramente una ottima soluzione anche per visitare le zone limitrofe, ma il servizio dei bus e capillare e anche la presenza di Uber.

Cena da vip come scoprirete nel video:

Con una mariscada mista, ovvero una grigliata di pesce (soprattutto frutti dai mare) con gamberi, aragosta, gamberetti, polpo, pesce bianco e calamari, accompagnati da verdure e riso direttamente sulla spiaggia di Itapirapuā al ristorante “Cohler de Pau”, con i piedi quasi nella sabbia: una cena davvero eccezionale!

Giorno 21: Porto Seguro

Giorno 21: Porto Seguro

Dopo aver trascorso l’ultimo giorno Trancoso ed esserci fermati ad Arraial d’ajuda per pranzo, siamo arrivati all’ultima tappa: Porto Seguro.

Giorno 18: Trancoso

Giorno 18: Trancoso

Altra tappa del nostro viaggio a Trancoso, dove torniamo dopo 12 anni e troviamo nuovi ristoranti chic e le stesse lunghe spiagge dorate

Giorno 16: notizie dal Brasile

Giorno 16: notizie dal Brasile

Eccoci qui pronti per darvi notizie dal mondo, o meglio notizie dal Brasile…

Prima di tutto buona Pasqua, anche quest’anno, per me, festeggiata in Brasile …ed ecco un breve riassunto di quello che abbiamo fatto in questi giorni in cui non vi abbiamo dato notizie di noi:

  • giovedì ancora una volta all’insegna del relax, ci siamo diretti a nord, rispetto alla nostra pousada, e dopo una camminata di circa 20 minuti abbiamo raggiunto una zona praticamente deserta ed incontaminata con solo delle mangrovie e una barca arenata durante la bassa marea, un posto davvero incantevole e per la sua bellezza ho deciso di mettervi una foto anche se solitamente metto solo foto con il cibo, ma questa volta vale davvero la pena…si tratta di Praia Tartaruga.
Praia Tartaruga Santo André
  • Pranzo in pousada con petto di pollo grigliato, verdure e insalata e finalmente le immancabili, in ogni vacanza, bolinhos di bacalhau.

Per la nostra cena mi affido al video qui sotto:

https://youtube.com/shorts/8B7CJ-UvEZI

Con grande stupore abbiamo scoperto che qua il polpo è molto utilizzato (nelle altre zone del Brasile non lo abbiamo mai trovato) e dopo le Canarie anche giovedì sera ci siamo dedicati ad esso, con un piatto vagamente internazionale: polpo e hummus, sebbene non fosse vero hummus, ma solo una purea di ceci, e a seguire un ottimo arroz de polvo, ovvero il riso con il polpo accompagnato da farofa e vinagrete. Non posso dire che si tratti di un piatto veramente brasiliano, ma sicuramente era buono.

  • Venerdì, ci siamo svegliati con la pioggia e, dopo l’ottima colazione di Vila Araticum dove c’è la classica brasiliana con bolo, pao de queijo, tapioca, omelette, ovo mexido, tanta frutta tropicale … non manca nulla, anzi… abbiamo deciso di riprendere l’auto e di andare a fare una piccola escursione nella zona, consigliati in un percorso che ci ha inviato Luis Alberto, il proprietario argentino della pousada, e che inserisco qui sotto e sebbene sia in portoghese, ma potete fare un copia incolla e tradurlo con Google translator, vale la pena leggerlo.

É bom tomar café e sair cedo para aproveitar o dia.
Podem almoçar na praia de Guaiú, cochilar um pouco
e não muito tarde, para não ficar sem luz do dia,
continuar para Belmonte, o tempo dá certinho para curtir tudo.
Cuidados na pista: buracos, gado solto e quebra-molas
não estão sinalizados e podem aparecer de improviso!
Não entrar de carro muito perto da praia, a areia é fofa e podem atolar!
Santo Antônio (8 km de Santo André):
Depois do povoado de Santo Antônio a direita tem
entrada para a praia das Bobocas e o Restaurante Maroca.
É uma praia extensa e de águas rasas, caminhando a
direita chega até a barra do rio Santo Antônio.
Prosseguindo pela BA101 chega no Guaiú (12 km de Santo André)
Tem placa na pista indicando a entrada para a praia (1 km)
O caminho é legal atravessa mangue e coqueiral.
Fogão a lenha de Maria Nilza, rustico-chique, Nilza é uma figura!
Barraca da Leo mais em conta e bem bacana também.
No povoado Sorveteria da Beth.
Continuando, Mogiquiçaba (25 km de Santo André)
Casario pequeno e bucólico com um quadrado com pequena igreja
pela ponte vá até a praia de ondas fortes boas para surf.
Dá para tomar banho no rio preto, é obscuro mas limpo.
Pasteis de mariscos gostosos no bar Lamarão da Dedé.
Mais na frente, Belmonte (45km de Santo André):
Pode ser que a primeira vista pareça um povoado fantasma,
mas engana, a paisagem cultural é de uma riqueza incomum.
Esta cidade já teve tempos de esplendor e foi chamada de ‘princesa do cacau’
(a rainha era Ilhéus) antes da praga (vassoura de bruxa)
acabar com a produtividade dos plantios feitos no meio da mata.
A praia é obscura, pois o rio Jequitinhonha joga muito orgânico.
O Farol da fábrica do engenheiro Eiffel (Paris)
Falam que era para levar para Belmonte em Portugal
e os portugueses erraram o destino, isso dizem!
O Chafariz na praça da maternidade, no cais do rio
trazido de Glasgow (Escócia) presente do coronel para sua amante, outro ‘causo’.
Aí podem ver alguns galpões que ainda comercializam cacau.
Arquitetura da cidade é um barroco portugues do princípio do século XX
Se manteve porque não teve substituição,
Agora algumas estão começando a ser restauradas.
para se deliciar comendo Guaiamum, Caranguejo, Pitú, Moqueca de Robalo
No ‘Açougue’ ( da Dona Maria Borges) av. Rio-mar
Pizzas e outras comidas no cais do rio, restaurante Taberna.

Pasteis caseiros de caranguejo na toca de Bijuca (a partir das 13 hs.)
na frente da praça do chafariz. Aí pertinho podem visitar o MUCA
‘museu das cadeiras brasileiras’ quartas à sextas 9 à 12 hs e 14 à 17 hs.
www.muca.belmonte.ba.gov.br
Doces tradicionais da tia Pombinha (perto do posto de gasolina)
Visitar a Dona Dagmar, na olaria da beira do rio faz telhas e tijolos,
e jarros gigantescos, ela gosta de receber gente e de conversar.
No por do sol as baianas montam tabuleiro no canteiro central da avenida.
Tem acarajé e abará.
Também dispondo de um dia livre, imperdível o passeio de lancha para Canavieiras!
Eu gosto muito de tudo isso, espero que também vocês o desfrutem!
L.A. 😃👍

  • Abbiamo visto le spiagge di Belmonte, Mogiquiçaba e Guaiú, dove la sabbia sembra zucchero sia nel colore che nella consistenza mentre quella della nostra zona è molto più farinosa, anche il colore cambia, è più rossa e ci ha ricordato molto Canoa Quebrada, nel Ceará dove siamo stati molti anni fa. Santo André ha sicuramente le spiagge più belle.
  • Abbiamo percorso una lunga strada, queste zone si possono raggiungere solo se sia ha un’auto o se si prenota una escursione, e a ogni metro c’è un cartello con scritto “vendesi terreno” e molte sono le fazende, che sono equiparabili alle nostre fattorie, che si susseguono. Durante il percorso che è durato circa un’ora per raggiungere la parte più a nord che è Belmonte, sono state davvero poco le mascherine che abbiamo visto per la strada e ci siamo resi conti che effettivamente probabilmente qui il Covid in molti lo conoscono solo attraverso i media, perché gli ambienti sono talmente ampi e i paesi sono così poco abitati che chiaramente non si può fare un paragone con le grandi città (ma questo vale in generale in tutto il mondo) dove sicuramente i casi sono superiori sua per la maggiore aggregazione che per una ovvia maggiore densità di popolazione.
  • Per noi la soluzione dell’auto è dovuta al fatto che ci servirà anche nelle prossime settimane diversamente a Santo André è anche piacevole noleggiare una bicicletta per muoversi per queste stradine, e sono in molti ad affittarla.
  • Il sole non è comparso, ma la mattinata non è stata poi piovosa, siamo rientrati per pranzo e abbiamo mangiato presso il ristorante Gaivota, a qualche centinaio di metri dalla nostra pousada, anche esso fornisce sia sistemazione alberghiera che ristorante direttamente sulla spiaggia.
  • Un piatto vegetariano per me, mentre Stefano si è dedicato a uno dei suoi piatti preferiti: il ceviche che ormai tutti conoscerete perché lo abbiamo citato più volte nei nostri viaggi e trovate la ricetta qui (sebbene non siamo mai stati nel luogo da dove nasce: il Perù).
Pranzo al ristorante Gaivota

Nel prossimo video sarà Stefano ad illustrarvi la nostra cena:

Riso saltato con gamberetti, ancora filet mignon e soprattutto l’ottima rivistazione della Carne do Sol in versione ragù con polenta di aipim, che entra di diritto nell’elenco delle ricette che vi proporrò al nostro ritorno !

  • La mattinata di sabato si è aperta con la diretta da Facebook con Viaggiandomangiando in Tour che potere recuperare QUI, per proseguire con un alternarsi di sole e pioggia. Avremmo voluto pranzare nelle poche baracche sulla spiaggia, ma causa maltempo e poco turismo, sono chiuse, così abbiamo ripiegato sul Victor Hugo ristorante dell’omonima pousada accanto a noi. Struttura bella almeno quanto la nostra, con un menù simile, ma dai prezzi meno economici. Pranzo a base di carpaccio pesce per me (sebbene non sappia dirvi che tipo di pesce sua vi posso dire però che era buono) e filet mignon con aipim fritto per Stefano e poi una casquinha di Siri che sto aspettando ancora adesso…mai arrivata!
Pranzo al Victor Hugo
  • Dopo aver pagato, la simpatica cameriera ci ha proposto di tornare lì nelle prossime serate perché dalle 18 alle 22 fanno tutti i giorni pizza…e allora ci siamo chiesti: ma si può cenare al di fuori delle proprie pousade quando vige il lockdown serale? 🤔🤔 probabilmente si riferiva alla possibilità di prendere la pizza da asporto, come alcuni degli ospiti della pousada fanno, mangiando poi in camera.

Sabato sera? Pizza ovvio, anche qui in Brasile, e non c’era altro da poter scegliere al ristorante, ma fortunatamente mi hanno gentilmente fatto una omelette con un po’ di insalata mentre Stefano ha preso uno dei più classici della pizzeria brasiliana: la pizza con la calabresa! I brasiliani tendono a farcire la pizza, molto spesso, con il ketchup fortunatamente qui l’hanno fatta bene e soprattutto con il pomodoro, molto formaggio e sottile come sovente viene presentata in Brasile.

Ecco il video della serata pizza:

https://youtube.com/shorts/c3JyBucKEMo

Non è certo la prima volta che mangiamo la pizza brasiliana, anzi solitamente è tradizione che che la assaggiamo e rigorosamente con la calabresa!

Oggi, domenica 4 aprile, domenica di Pasqua la mattinata era cominciata bene con un bel sole caldo ma poi si è rovinata strada facendo, ma una bella sorpresa ci ha reso davvero felici:

Feliz Pascoa!

L’inatteso uovo di Pasqua in camera grazie alla Pousada e ci ha fatto capire come a volte delle piccole coccole fanno la differenza…sicuramente Villa Araticum è una delle migliori pousade dove siamo stati sia per la bellezza che per l’efficienza che per la qualità dei servizi e il tocco finale è stato proprio questo bel pensiero per noi!

Da notare che in Brasile le uova di Pasqua invece di avere la sorpresa hanno all’interno delle altre piccole uova di cioccolato.

Pranzo di Pasqua al Gaivota a base di moqueca e per non rovinare il trend della vacanza ovviamente una moqueca de polvo, che è la prima volta che assaggiavamo ed è decisamente la migliore!

Pranzo di pasqua con moqueca di polpo

Domani si riparte, ma state tranquilli non cambieremo di nuovo continente e neppure stato semplicemente ci spostiamo a Trancoso che sono certa molti di voi hanno già sentito nominare …





Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Arrivati nel paesino di Santo André ci godiamo la spiaggia e le delizie del luogo, con piatti noti e anche nuove specialità mai assaggiate.

Giorno 10: il viaggio continua

Giorno 10: il viaggio continua

Il viaggio continua, con un lungo volo aereo siamo arrivati in nuovi lidi, scoprite insieme a noi come si vive la pandemia fuori dall’Italia.

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Se Tenerife è la metà del divertimento per eccellenza e Fuerteventura quella delle spiagge in selvagge, Gran Canaria è un perfetto mix di entrambi.
Playa Les Ingles e le dune di Maspalomas sono splendide e il divertimento, sebbene più soft di Playa de Las Americas, in condizioni normali, ovvero extra pandemia, non manca di certo!

Giovedì ci ha raggiunto Kalima, il vento del deserto e con lui le tempeste di sabbia che ci hanno accompagnato sulla spiaggia di Puerto Rico, dove con 32 gradi all’ombra abbiamo trascorso le ore della tarda mattinata dopo una colazione inglese (uova, salsiccia, toast, fagioli, funghi, prosciutto) al bar ristorante “Waikiki”. La zona è ricca di ristoranti e spiagge attrezzate, peccato che solo un quarto siano aperte, causa poco turismo.

Colazione inglese a Puerto Rico

Meglio nella spiaggia Amadores, dove ci siamo spostati per raggiungere una amica italiana che vive qui da sei anni: Lucrezia, la mia indimenticabile Miss Le Cafe des artistes 2015. Sposata con un ragazzo ecuadoriano conosciuto qui, con tre splendidi bambini, ci ha raccontato un po’ della Spagna e di quello di cui in Italia non si parla e non si sa.
Prima di tutto la Spagna del Covid, quella dei ristoratori che protestano in piazza non solo per l’indipendenza della Catalunya o per liberare il rapper incarcerato, come ci fanno credere, ma i ristoratori e commercianti che protestano contro le chiusure, e infatti sono scattate le riaperture.
Lucrezia da quando è arrivata qui a Gran Canaria non è mai stata senza lavoro e ora che causa Covid sia lei che il marito non lavorano, hanno sussidi più che adeguati per poter vivere dignitosamente. Suo marito è cameriere in un grande albergo di lusso, lavora cinque giorni alla settimana, otto ore e ha uno stipendio che in Italia si definirebbe medio alto con un tenore di vita, quello qui alle Canarie, decisamente inferiore rispetto al nostro. Sebbene non siano più le isole dei sogni degli anni 90, la vita è ancora meno cara che da noi in Italia.
Turismo quasi tutto l’anno, alta stagione da dicembre ad aprile, gli altri mesi sono definiti di media stagione. Non piove mai (soprattutto a sud) e il clima è, come già vi dicevo, mite tutto l’anno.
La Spagna, e nello specifico le Canarie, che vivono di solo turismo (come noi in Liguria), stanno cercando di fronteggiare l’emergenza Covid non solo pensando ai contagi e al pericolo legato alla salute, ma anche all’economia e non avendo mai chiuso tutto come da noi e soprattutto per così lungo, in qualche modo stanno salvando “il salvabile”. Perché non possiamo fare anche noi come loro ??????

Le Canarie sono anche la meta ideale per i pensionati perché qui, come in Portogallo, gli viene rimborsato il 10% mensile della loro pensione se accreditata in una banca locale e inoltre possono affittare tranquillamente dei bei appartamenti con vista mare, a soli 400 € al mese.

Aperitivo al centro commerciale, molto moderno, Mogan Mall dove è tutto aperto (anche nei weekend) però è praticamente deserto. Al Tipsy Elements , locale molto fashion e anche molto caro, abbiamo bevuto una sangria bianca, quindi fatta con il vino bianco anziché rosso, e poi la serata è diventata un po’ più movimentata scoprite perché qui nel video:

È la seconda volta, in questa settimana, che ci capita di prenotare un ristorante su The Fork e di trovarlo chiuso però ne comprendiamo il periodo …e in ogni caso alla fine siamo riusciti a cenare ottimamente al ristorante El Gaitero con la nostra razione giornaliera di chorizo e di polpo a la gallega e per proseguire con “solomillo” ovvero il filetto, perfettamente cotto al sangue, e un arrosto di “Cordero” ovvero di agnello. Il simpatico cameriere ci ha offerto anche due shot di Ronmiel, liquore tipico delle Canarie fatto di rum e miele.

Nota sulle porzioni: sono sempre molto abbondanti e i prezzi sono medi, ma se proporzionati alle quantità e alla qualità, decisamente ottimi.
La serata è stata piacevolmente calda peccato per un po’ di sabbia negli occhi, ma ci sembrava di essere ai tropici …

Venerdì siamo tornati sulle dune di Maspalomas, che ci hanno confermato che lì il vento è sempre forte e sicuramente è la zona più fredda perché più esposta al vento.
Siamo andati alla ricerca di un bocadillo Serrano che non siamo riusciti a trovare perché in generale non è presente nei menu che propongono praticamente sempre gli stessi piatti, con le stesse foto: è piuttosto difficile discostarsi da qualcosa di presente in ogni menu (e che abbiamo già provato in questi giorni), così abbiamo ripiegato su un mega toast con uovo, bacon e verdure e un’insalata mista per me.
La cucina spagnola è sicuramente molto buona ma le specialità proposte sono relativamente poche soprattutto in questa zona.

Pranzo sulla spiaggia delle dune

Quello che invece non manca sono i parcheggi: girare in auto è piuttosto semplice come già detto ed è anche facile trovare parcheggio sebbene i più grandi siano quasi tutti a pagamento. Noi abbiamo noleggiato l’auto con GoldCar tramite il sito di Ryanair, ma ve lo sconsiglio perché non è particolarmente chiara soprattutto nelle tariffe e sono difficili da raggiungere telefonicamente, non hanno nemmeno un’e-mail di riferimento per qualsiasi cambio (in caso di necessità qui: lpa@goldcar.com)

Serata trascorsa con i nostri amici che vivono qua le Canarie, al ristorante e El Poncho di Playa Les ingles con una tariffa speciale con Groupon, dopo aver preso un aperitivo in un bar gay friendly della zona che abbiamo scoperto essere in generale gay-friendly e anche piena di night club e locali e ristoranti e bar ed è la zona più vissuta e animata, quando chiaramente si poteva fare, dove si vive il più grande carnevale delle Canarie, che dura quattro mesi, ed è anche dove, a giugno, c’è la settimana del gay Pride.

Guardate nel video quello che abbiamo mangiato:

Un menu un po’ diverso dal solito con morcilla dulce, una sorta di sanguinaccio che qui alle Canarie viene fatto con un mix di uvetta mandorle e patate dolci, e abbiamo replicato con l’huevo roto con jamon iberico e poi proseguito con un buonissimo stinco di maiale per me, mentre Stefano finalmente è riuscito ad assaggiare il baccalà, in questo caso con il più classico dei condimenti delle Canarie ovvero: l’aglio tostato. A suo dire davvero molto buono

Ristorante El Poncho

Oggi sabato 27 marzo con il collegamento in diretta Facebook “ViaggiandoMangiando in tour” che potete recuperare QUI. Abbiamo riassunto la settimana che è appena trascorsa.

E poi una vacanza non è una vacanza se non si visita il hard-rock locale perciò abbiamo pranzato all’Hard rock cafè di Gran Canaria direttamente su Playa les inglés con un classico; nachos e hamburger e una chicken Caesar Salad. Aperto a pranzo solo nei fine settimana la prima volta in tanti anni che non abbiamo aspettato per entrare in un Hard Rock.

Hard rock Cafè Gran Canaria

Dopo ci siamo goduti ancora la spiaggia ormai eletta la migliore dell’Isola, piena di ragazzini perché oggi è sabato e quindi non vanno a scuola… vorrei sottolineare che qui non esiste piu la Dad, i ragazzi sono tornati normalmente a scuola, escono e vedono anche gli amici in spiaggia e non solo.

Il fatto che ci sia poca gente in generale ha giovato alla nostra vacanza per un maggiore relax, però l’idea che sia un grosso problema per l’economia dell’isola e non solo, ci rattrista un po’ . Di questi periodi sicuramente ci sarebbe stato un 80% in più delle persone che ad oggi sono qui in vacanza (abbiamo soprattutto incontrato turisti tedeschi).

Serata qui a pochi passi da noi in un ristorante molto tipico e anche decisamente spartano che tanto ci ha ricordato quelli brasiliani, dove indovinate che cosa ho mangiato? Ovviamente il pulpo a la gallega, ma abbiamo doppiato con un pulpo con vinagrete seguito da potaje canarios, che è una zuppa tipicamente delle Canarie fatta di ceci e verdure e con le costinee, mentre io mi sono deliziata con un doppio filetto con le immancabili Papas arrugadas.

Una nota sui dolci: non ne abbiamo assaggiati nemmeno uno fino ad ora perché all’interno dei menu non ci sono veri e propri dolci tipici in giro si trovano solo i veramente classici churros, ma da asporto.

Stefano vi racconta cosa abbiamo mandato a cena nel video:

Zuppa delle Canarie

Ah..dimenticavo.. Domani si riparte!

Giorno 6: Gran Canaria

Giorno 6: Gran Canaria

I primi giorni trascorsi a Gran Canaria scoprendo l’isola.. le sue spiagge i suoi ristoranti e le sue specialità …