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Blog versione “Brasiliana 3.0.”

Blog versione “Brasiliana 3.0.”

Il blog torna ad essere brasiliano, questa volta con le ricette del viaggio fatto nella zona di Porto Seguro, con suggerimenti dei ristoranti.

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Ultimi giorni a Porto Seguro e preparazione per il rientro in Italia è seguendo tutte le normative necessarie e in sicurezza

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

È iniziato il conto alla rovescia per il rientro a casa…ecco i nostri ultimi giorni di Brasile:

  • Mercoledì siamo tornati a Coroa Vermelha per fare un po’ di acquisti tra le tante bancarelle e negozietti di artigianato dei Nativi. C’è una galleria circolare, chiamata Mercado dos Nativos che è il luogo migliore dove acquistare souvenir di legno intagliato.

Per evitare di tornare in Italia con più chili rispetto a quelli delle sole valige 😅😅… Abbiamo deciso di fare una pausa per un digiuno disintossicante. Così abbiamo solo cenato, in appartamento, dove ho cucinato un piatto che potrei definire fusion: rosti di patate e bacon con Linguiça calabresa arrostita, pesto di noci brasiliane, chips di zucchine e crumble di fichi. Non cucinavo da settimane… Avevo bisogno di un sfogare un po di creatività !!

Ecco lo screenshoot del post che trovate sulla pagina Instagram del blog: @viaggiandomangiando80

  • giovedì con una passeggiata di quasi un’ora, siamo partiti da Prai Itapirapuā e, attraversando Praia Toa Toa, abbiamo raggiunto Praia Mundì, una delle due spiagge più centrali rispetto a Porto Seguro paese. In controtendenza rispetto ad altri posti dove siamo stati, le spiagge del centro sono meno affollate di quelle decentrate, ci sono poche baracche e solo lunghi chilometri di spiaggia incontaminata e dorata.

In questi ultimi giorni di Brasile, dopo che siamo stati in quasi tutte le spiagge di Porto Seguro (sicuramente in quelle principali), possiamo eleggere quella di Coroa Vermelha, almeno per la zona nativa, come la spiaggia più trafficata. Coroa Vermelha centro è una paese a sè, mentre tutte le altre zone sono una estensione di Porto Seguro.

Le spiagge sono tutte molto belle, ma a mio parere quella di Mudá é il perfetto mix tra tranquillità, bellezza e cibo, perché sebbene le baracche siano poche, ci sono e sono ben equipaggiate.

Per il pranzo vi lascio al video….

Bacalhau a la portoguesa (una ricetta simile la trovate già sul blog con il nome Bacalhao ao prefeito, assaggiata durante il viaggio ad Arrail do Cabo) , ovvero baccalá – in realtà il piatto è fatto con lo stoccafisso, ma solo noi in Italia chiamiamo lo stesso pesce con due nomi diversi a seconda della lavorazione – con pomodoro, patate, cipolle, palmito, olive verdi, peperoni e uova, al ristorante Colher de Pau, quello di Mundì. Si tratta di una grossa catena di ristoranti della zona collocati quasi su ogni spiaggia, e uno anche sulla passerella di alcool, tutti con arredamento il legno e un menù molto ampio e di alta qualità.

Cena ancora in appartamento.

Per una gara in un simpatico gruppo di Facebook, ho voluto provare un piatto brasiliano mangiato soprattutto dei locali : panelinha de miudos de frango, ovvero le interiora di pollo fatte saltare con cipollotti e coriandolo, ma non è stata una grande idea… Nonostante abbia seguito le indicazioni, i pezzi di carne sono rimasti troppo duri.

Cucinare all’estero non è sempre facile !!
La foto è la testimonianza del mio impegno …😥

Il mio tentativo di cucinare i miudos
  • Ieri, venerdì, una giornata di sole bellissima, le poche nuvole, in cielo, sembravano dipinte… Qui il clima è sempre piacevole, tutto l’anno, perché ventilato. Ora che siamo in autunno la temperatura diurna ha una media di 30 gradi e quella notturna di 27. Si sta molto bene…
  • Uno stop a pranzo al “Sabor Caseiro” sulla strada accanto a noi, per una sempre meravigliosa açai con fragole e granola. Non siamo ancora ripartiti, eppure ne sto già la mancanza….
Acai con moranga e granola

Stefano questa settimana ha deciso di andare in palestra, vicino a noi alla Academia Rythmo (ovviamente qui sono aperte!) : settimana di ingesso libero per soli 50 Reias, ambiente molto giovanile, musica a tutto volume, le ragazze sono particolarmente fissate con gli esercizi per le gambe, non c’è una grande professionalità, ma sicuramente si tratta di un ambiente piacevole e allegro.

Dopo una caiphi-fruta con zenzero, menta e ananas, abbiamo mangiato per la terza volta al Cohler de Pau, questa volta in centro, con terrazza direttamente sulla Passerella do Alcool:

Peccato che nel riso con aragosta e polpo ci fosse anche il formaggio !!!

Era molto più buono quello assaggiato a Santo André, i primi giorni di vacanza .

  • oggi, sabato 17 aprile, nel collegamento mattutino in diretta Facebook di ViaggiandoMangiando in Tour dal Boa Beach, altra struttura molto bella sulla spiaggia di con ha la particolarità di avere delle tende in stile indiano dove poter pranzare e trascorrere la giornata, ho fatto un riassunto di questi giorni trascorsi a Porto Seguro (potete recuperare il video QUI).

E dopo un coco gelado che io adoro….il Brasile è il quarto al mondo per produzione cocco maturo (quello marrone) ma leader per il cocco verde che viene raccolto dopo 6 mesi di maturazione e prima di diventare marrone, come lo conosciamo noi, la sua acuta ricca di proprietà viene abitualmente bevuta direttamente dalla noce verde, gelata, venduta sulla spiaggia e un po’ ovunque…
Abbiamo pranzato con: ceviche, insalata di salmone cotto e affumicato, verdure grigliate. Il menù offre molto sua locale che più di taglio internazionale. Prezzi nella media (bassa per noi europei) benché la struttura sia molto elegante.
Eleggiamo il Malibù e il Boa Beach le due strutture più belle tra quelle testate qui a Porto Seguro. Ottimo rapporto qualità – bellezza – prezzo – posizione.

Pranzo al Boa Beach

Non vi ho ancora parlato di bevande.

Ovviamente qui in Brasile é la birra la bevanda che accompagna ogni pasto (e ogni fuori pasto!) e se quelle locali come Brahma e Skoll, che una volta facevano da padrona, stanno a poco a poco scomparendo, il trend del momento, e di questa zona, è quello della birra Eisenbahn, tedesca di origine, ma commercializzata in Brasile da una società giapponese che l’ha in parte acquistata. Un mix incredibile…a dire di Stefano è buona soprattutto perché ghiacciata, ma nulla di particolarmente memorabile: una birra leggera come tutte quelle che si bevono in Brasile.

Vi racconto cosa abbiamo mangiato per cena in portoghese…più o meno..

Bife a cavalo, che non c’entra niente con il cavallo, ma è una bistecca di manzo con un uovo fritto, e strogonoff, questa volta di pollo di cui trovate la ricetta già nel blog. Al ristorante “Casa Mineira”, per una “comida caseira” (pasto casereccio) per soli 13 euro in due 😲.

Comida caseira al Casa Mineira

Ultime note legate al Coronavirus:


Pare che la Francia voglia bloccare i voli in arrivo dal Brasile (noi abbiamo prenotato con Air France) così come ha fatto l’Italia mesi fa, ma ancora una volta vorrei farvi ragionare sui numeri e le dovute proporzioni.
A oggi il conteggio dei contagiati in Brasile é di 13.832.455, di totale 368.749 morti e 12.163.831 guariti, mentre in Francia di 5.285.307 contagiati è un totale 100.563 morti e 325.752 guariti.
In Brasile la popolazione è di 211.000.000, in Francia 68.000.000, perciò il Brasile è tre volte più popolato rispetto al territorio francese, sebbene la Francia sia più densamente popolata, il Brasile ha forti concentrazioni di popolazione nelle grandi città, ma anche territori pressoché disabitati. Eppure è la Francia a voler precludere l’ingresso ai brasiliani, sebbene se si applicasse la logica europea dovrebbe essere il contrario.
Ci si giustifica parlando di “variante brasiliana” che qui non esiste. Nessuno che cosa sia. La gravità legata alle varianti, o presunte tali, è una creazione dalla stampa che vuole fare credere al resto del mondo che il problema non sia l’Europa, bensì paesi come il Brasile che potenzialmente sono possibili concorrenti sul piano economico di grosse potenze quali la stessa Europa e la Cina.
Non voglio, lo sapete, dare un taglio politico al blog, ma mi sembra corretto fare delle annotazioni a margine, anche perché abbiamo organizzato la nostra “grande fuga” anche per capire come il resto del mondo stia vivendo questa situazione al limite del paradosso, e qui in Brasile, nel Brasile al di fuori delle grosse città, sembra non essere tutto così preoccupante. Sono stati in molti a dirci che a Porto Seguro, dove il turismo è da sempre prettamente brasiliano, non c’è stato un vero e proprio calo di turismo dovuto al virus Covid-19, solo più accortezza e qualche chiusura preventiva, ma non paragonabile alle nostre chiusure che durano ormai da 6 mesi!!

(Pare si parli di riaperture, in Italia, a partire dal 26 aprile..)


Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

E continua il nostro tour nelle spiagge di Porto Seguro scoprendole e assaggiando anche i piatti tipici nelle baracche sulle spiagge.

Giorno 21: Porto Seguro

Giorno 21: Porto Seguro

Dopo aver trascorso l’ultimo giorno Trancoso ed esserci fermati ad Arraial d’ajuda per pranzo, siamo arrivati all’ultima tappa: Porto Seguro.

Giorno 18: Trancoso

Giorno 18: Trancoso

Prima di partire alla volta di Trancoso domenica abbiamo preso un ottimo aperitivo con una splendida vista mare in uno dei pochi locali di Santo André aperto: il bistrot Luz das Minas, mentre la nostra ultima cena a Villa Araticum abbiamo scelto due tra i piatti che abbiamo amato di più: il filet mignon accompagnato da manioca sauté, ovvero cotta e poi fatta saltare nel burro, davvero molto cremosa e bife ancho accompagnato invece dal riso biri biri, piatti che vedete qui sotto:

I due piatti migliori al Vila Araticum

Ieri, lunedì mattina, dopo la solita abbondante colazione in compagnia delle scimmiette che sono a centinaia nella foresta che affiancava la nostra pousada, abbiamo lasciato la bianca e meravigliosa spiaggia di Santo André, il suo sole, i suoi timidi granchi dalla chela grande, conosciuti in Italia con il nome granchio fantasma, le sue bellezze e la sua tranquillità per raggiungere Trancoso.
Durante il viaggio in Brasile di 11 anni fa, eravamo già stati a Trancoso e ricordo una lunga passeggiata sulla spiaggia durata quasi un’intera giornata per tornare poi ad Arrajal d’Ajuda dove, allora, alloggiavamo. Ma questa volta abbiamo deciso di trascorrervi almeno tre notti.

Attraversando ancora attraverso la balsa siamo ritornati quasi al punto di partenza e ci siamo fermati sulla spiaggia di Cabralia dove abbiamo pranzato in una delle baracche direttamente sulla spiaggia “Wave beach”: l’immancabile calabresa açebolada, come vedete nel video qui sotto:

Per chi non ci avesse seguito negli altri viaggi in Brasile volevo solo sottolineare che quando parlo di baracca, significa quello che noi definiremmo “chiosco sulla spiaggia”, ma in Brasile viene definito così.

Una volta aver nuovamente attraversato con la balsa, da Porto Seguro (25 reais, circa 4,50 euro, ma per il ritorno solo 20 reais perché i passeggeri non pagano) con un viaggio di circa un’ora, attraverso lunghe distese verdi e grandi fazende, abbiamo raggiunto Trancoso che, onestamente ricordavo molto meno trafficata, ma in effetti sono passati 12 anni.

Alloggiamo nel particolare boutique hotel “Trancoso house” in una via parallela della zona centrale chiamata Quadrado, un arredamento che definirei minimal chic, con una grafica piscina e siamo al “quarto” numero 3. Una bella reception, con un simpatico ragazzo brasiliano che ci ha accolto e sommerso di informazioni.

Una prima passeggiata notturna nel centro di Trancoso ci ha letteralmente scioccato, perché in 11 anni c’è stata una trasformazione tale che ci ha riportato a quando siamo tornati a Jericoacoara dopo 8 anni e tutto era cambiato. 11 anni fa il Quadrado, che è la piazza centrale, era solo un pezzo di terra davanti a una chiesa bianca, circondato da qualche negozio e un paio di ristoranti. Oggi, la piazza è completamente accerchiata da ristoranti, tutti molto chic, con luci soffuse, arredamento in legno stile shabby e decisamente è completamente differente da come lo ricordavamo! Più bello? Non saprei.. Sicuramente più turistico.

Abbiamo cenato all’interno della pousada, ma con servizio a delivery direttamente in camera con beiju de tapioca, petto di pollo grigliato e spiedino di carne, ma nel nostro breve tour serale abbiamo compreso che le regole dell’orario del lockdown qui sono molto più labili, si può infatti cenare seduti al ristorante fino alle 20, nonostante il decreto dica fino alle 18…

Cena a delivery!

C’è la colazione americana, c’è la colazione all’inglese, c’è la colazione irlandese e scozzese, quella cinese poi c’è la colazione brasiliana… Magari meno nota delle altre, ma sicuramente dello stesso livello. Anche qui al Trancoso House c’è un eccellente e ricco buffet soprattutto di bolos sia salati che dolci e poi una incredibile scelta a la carte.
La mattinata di oggi martedì 6 aprile é perciò cominciata molto bene, peccato poi per la pioggia che ci ha più o meno accompagnati per tutto il giorno.. siamo riusciti a scendere in spiaggia e, non è facile trovare la via per la Praia e per darvi un’indicazione: guardando la chiesa di San Giovanni Battista nel Quadro, alla vostra destra c’è una strada che conduce direttamente alle spiagge, che sono tre: Praia Dos Nativos, Praia Dos Coqueiros e Praia Verde e si susseguono. Ricordavo le lunghe spiagge dal colore marrone dorato, ma non ricordavavo assolutamente tutte le strutture molto chic, anche queste come quelle in centro, che si snocciolano lungo la battigia di Praia dos Nativos.

Abbiamo pranzato in una di esse, Uxua, dove si possono anche noleggiare degli splendidi lettini in legno, matrimoniali e con un materasso bianco per 100 reais a persona per tutto il giorno.

Per me un insalata con caju, ananas, e petto di pollo grigliato, per Stefano l’immancabile quinoa con gamberi, spinaci, zenzero e mango. Menù di chiaro taglio internazionale e devo dire piuttosto originale, ma anche caro rispetto alla media brasiliana.

Stasera aperitivo con Caipirinha e una meravigliosa linguiça mineira, da Minas Gerais, che è più grande e più speziata di quella che solitamente mangiamo, nel ristorante “Bem te vi” e poi decidendo di cenare alle 19 ci siamo potuti accomodare in un ristorante, dove finalmente mi è arrivata la casquinha de siri che aspettava ancora da il ristorante di Santo André 😆😆e a seguire picanha con contorno di verdure, direttamente nel quadrado al ristorante e chopperia “Pi quià” come vedete nel video che segue:

Mascherine solo all’interno, non obbligatorie all’esterno, e come abbiamo potuto notare allungamento del lockdown a partire dalle 20.

Menomale!

Cena nel Quadrato a Trancoso

Speriamo nel buon tempo di domani. Noi vi diamo appuntamento a Porto Seguro, l’ultima tappa del nostro viaggio, dove ci trasferiremo tra 2 giorni !


Per dovere di cronaca a quanti so che sono preoccupati perché ci troviamo in Brasile o perché ascoltando i telegiornali credono che qui si muoia di Covid ad ogni angolo, vorrei spingervi ancora una volta, così come hai fatto nella diretta Facebook, a riflettere su quanto è grande il Brasile e quindi a fare una proporzione rispetto all’Italia all’Europa e al resto del mondo. Dove ci troviamo noi, il distanziamento sociale é naturale ed è ovvio che nelle grandi città ci sia più concentrazione del virus e un po’ più di difficoltà a gestirlo dal punto di vista sanitario, ma qui siamo passati davanti a diversi ospedali e nessuno ha la fila fuori che attende e tantomeno si sentono passare delle ambulanze e altra precisazione, anche i cimiteri, almeno quei pochi che abbiamo visto noi, non sono presi d’assalto così come ci fanno credere in televisione.
Ultima annotazione : qui sono arrivati a vaccinare già nella fascia che va tra il 60 e 70 anni, sono perciò anche un po’ più avanti rispetto a noi…


Giorno 16: notizie dal Brasile

Giorno 16: notizie dal Brasile

Le giornate trascorse a Santo André nel relax delle spiagge infinite, bianche e selvagge, il buon cibo e la tranquillità della vacanza.

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Arrivati nel paesino di Santo André ci godiamo la spiaggia e le delizie del luogo, con piatti noti e anche nuove specialità mai assaggiate.

Giorno 10: il viaggio continua

Giorno 10: il viaggio continua

Il viaggio continua…scoprite dove in questo video:

Torniamo indietro di un giorno…


Ieri, domenica 28 marzo, dopo aver pranzato con Lucrezia e la sua famiglia sulla spiaggia di Anfi, accanto a noi, al ristorante “Mar de Tapas” con Chicken Cesar Salad e le nostre ultime tapas: chorizo parillado e ovviamente papas arrugadas con mojo, ci siamo diretti in aeroporto.

La riconsegna dell’auto ci ha confermato la poca efficienza della GoldCar. Non fate la fila per consegnare la chiave, semplicemente restituitela al banco. Non serve altro.

Aeroporto di Las Palmas grande, con un quarto di negozi aperti, voli in partenza prevalentemente per Madrid e le altre isole.

Primo volo: IBERIA per Madrid, imbarcati ore 19.15 locali (Canarie meno 1 ora rispetto all’Italia, anche con l’ora legale). Panico al check in: non volevano farci partire perché non abbiamo il volo di rientro. Pazientemente ho spiegato alla signora che parlava ben poco inglese, come un po’ tutti a Gran Canaria, che possiamo soggiornare in Brasile per un massimo di 90 giorni senza visto, che le normative Covid non prevedono restrizioni di carattere “aereo”, ma solo sanitarie. Alla fine si è convinta….

Secondo volo: IBERIA per San Paulo.
Ricordate come finisce “Il giro del mondo in 80 giorni”? Willy Fog vince la scommessa grazie ai fusi orari. Ecco, noi abbiamo rischiato di essere beffati proprio da un fuso orario. Madrid è un’ora avanti rispetto alle Canarie. Ce ne siamo resi conto solo atterrando, in ritardo di 20 minuti. Avevamo solo un’ora di tempo per imbarcarci sul volo, e Madrid è uno degli aeroporti più incasinati al mondo. 24 minuti per raggiungere il terminal S, percorsi in 12 minuti, di corsa, a perdi fiato. Non ce l’avremmo mai fatta se il volo non fosse partito con 20 minuti di ritardo causa approfonditi controlli.

Una volta quando si saliva su un aereo per una lunga attraversata (10 ore e 45 minuti) era già come essere in vacanza, adesso si viaggia come su un bus. Viene sbrigativamente servito il pasto dopo di che le hostess non si vedono più fino allo sbarco e i loro toni sono quello marziali del comando per il rispetto delle normative di bordo, che essenzialmente sono: indossa la mascherina. Non ci sono più i giornali di bordo, i film scarseggiano perché ovviamente le uscite cinematografiche si sono dimezzate.

Stamattina, lunedì 29 marzo, ore 7.45, terzo volo: LATAM per Porto Seguro.
Tutto regolare e tranquillo. A San Paulo abbiamo sdoganato i bagagli per imbarcarli sul volo domestico e abbiamo passato la dogana più veloce della storia brasiliana…solitamente ci vogliono ore, ce la siamo cavata in 5 minuti: ci hanno chiesto solo il passaporto e null’altro.

Totale ore di volo effettive: 14 e 40 minuti.

Siamo a + 5 ore rispetto l’Italia.

Vi state chiedendo come si arriva in Brasile, vero?
Se avete visto il video sopra in qualche modo ve l’ho spiegato, ma ecco nel dettaglio:

Tutti i passeggeri devono compilare la dichiarazione obbligatoria sulla salute on line (DSV); il modulo deve essere compilato da tutti i passeggeri (https://formulario.anvisa.gov.br/). Senza la presentazione della conferma via e-mail della DSV, l’imbarco sarà negato all’origine. Anche i passeggeri con collegamenti internazionali in Brasile devono presentare la dichiarazione sulla salute.

Venerdì abbiamo infatti fatto il tampone molecolare alla Clinica Scandinavica Puerto Rico la cifra di ben 130 euro a persona !!!! E io che credevo fosse già caro in Italia…ma non c’era altra soluzione e in Spagna i prezzi per i tamponi non rapidi sono questi (quelli rapidi, che sono sufficienti per il rientro in Italia, costano 60€).
Nel corso della settimana trascorsa abbiamo vagliato più ipotesi…abbiamo virtualmente girato il mondo e le due mete più facili da raggiungere, ovvero quelle senza necessità di tampone, sarebbero state: Messico (da cui, tra l’altro dopo due settimane saremmo addirittura potuti entrare negli Stati Uniti) e Costarica. In entrambi è tutto aperto. La difficoltà è nata per i voli: carissimi. Pur risparmiando con il tampone, le cifre erano davvero improponibili. Così abbiamo scelto il nostro Brasile. Tampone per tampone, spesa per spesa, tanto vale andare in quella che per noi è una sorta di “seconda casa”.

Il Brasile non preclude l’ingresso per turismo e la Spagna non vieta i viaggi per turismo, perciò il nostro viaggio è regolare. Non lo sarebbe stato se fossimo partiti dall’Italia da dove si può raggiungere il Brasile solo per motivi famigliari o di lavoro, sempre che si trovino dei voli, che sono assai scarsi.

Ed eccoci qua. Per me è quasi come essere tornata al punto di partenza. Un anno fa ero in Brasile, durante il lockdown. Ora mi trovo in Brasile in una sorta di “fuga” da una Italia che ci ha blindato e tolto ogni libertà di scelta in poco più di un anno.

Siamo già stati a Porto Seguro, nel settembre 2010, o meglio, ad Arrajal d’ajuda, piccolo borgo esclusivo che si raggiunge attraverso l’imbarco su una chiatta che attraversa un fiume: il paesello si trova al di là, zona sud rispetto Porto Seguro.
A Porto Seguro, mio zio, che vive però in Italia attualmente, ha con altri soci, in costruzione una struttura residenziale che affitta, perciò abbiamo un appoggio. Jericoacoara sarebbe stata la nostra scelta, ma per le normative Covid, lo stato del Cearà è entrato in semi lockdown, ovvero si trova nella situazione in cui mi trovavo io lo scorso anno: tutto chiuso, ma nessuno chiuso in casa. Ma attenzione, lo stato si trova in questa situazione solo da metà marzo, e da agosto scorso, quando ha riaperto tutto, non ha subito altre chiusure…ora, in bassa stagione, il governatore ha scelto di entrare in lockdown.

Nello stato di Bahia, dove ci troviamo ora, le norme sono differenti: coprifuoco dalle 18 fino alle 6, con chiusura ristoranti e bar, ma se si alloggia in una struttura alberghiera (compreso le pousade) si può cenare all’interno della struttura. Dalle 6 alle 18 è tutto aperto. Spiaggia compresa.


La nostra scelta, questa volta, è caduta su Santo André, a circa un’ora di strada dal centro di Porto Seguro.

Una volta atterrati abbiano noleggiato l’auto prenotata attraverso booking.com al Foco, che si raggiunge con la navetta gratuità fuori dall’aeroporto, una Volkswagen Gol (auto solo per il mercato brasiliano) e sulla stasa per Santo André, nella zona della balsa, ovvero dove ci si imbarca per andare al di là del fiume (anche Santo André si trova al di là, ma verso nord rispetto a Porto Seguro) ci siamo fermati a pranzare nel paesino piccolo, ma ben ricco di locali di spiagge incontaminate: Cabralia, ristorante Tropical. E ovviamente…Picanha con aipim frito e caipi: triade perfetta..

Primo pranzo brasiliano!

Costo di attraversata per due persone con auto: 23 Reais, ovvero circa 4 euro.

Nel tragitto per raggiungere la nostra pousada abbiamo, per ora, notato che le mascherine vengono indossate a proprio piacimento, ovvero nei centri urbani sono più presenti che in quelli piccoli. Il cameriere del ristorante, il personale della pousada e in aeroporto la indossavano tutti.

Abbiamo la villa numero 30 all’interno della pousada Vila Araticum che è una via di mezzo tra un resort e una pousada semplice perché è molto chic e più grande delle strutture similari, è una sorta di eco resort direttamente sulla spiaggia, ha due ristoranti, uno sul mare e l’altro per la sera. Noi abbiamo fatto un giro breve sulla spiaggia nel pomeriggio: molto particolare perché zona protetta per le tartarughe infatti non si può accedervi oltre le 18 per non disturbarle.
Questa sera ovviamente mangeremo qua…. Perché non si può fare altrimenti, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni….

Jericoacoara 3.1

Jericoacoara 3.1

La mia esperienza a Jericoacoara come abitante del luogo e non come turista, in un primo mese fatto di sole, spiaggia, lingua portoghese e piatti brasiliani.