Rēwena paraoa (Nuova Zelanda)

I primi insediamenti umani in Nuova Zelanda risalgono a circa sette secoli fa, quando alcuni gruppi, vi giunsero tra il 1000 e il 1300 d.C. Nei secoli successivi, essi svilupparono una cultura propria fino a forgiare l’identità del popolo māori.
I primi europei a visitare l’arcipelago furono gli olandesi, ma dal 1788 al 1840 la Nuova Zelanda fece formalmente parte del Nuovo Galles del Sud (Britannici). I māori, inizialmente, si mostrarono desiderosi di commerciare con i bianchi (da loro chiamati pakeha) e, proprio grazie a questo tipo di attività, diverse tribù riuscirono ad arricchirsi. La situazione cominciò però a peggiorare quando cominciarono a temere di perdere il controllo della loro terra. Tali contrasti portarono alle cosiddette guerre māori, che causarono ai māori proprio la perdita della gran parte delle loro terre.
Il 26 settembre 1907 la Nuova Zelanda acquisì lo status di dominion, per poi diventare completamente indipendente nel 1947, anche se già da molto tempo la Gran Bretagna aveva cessato di esercitare un ruolo attivo nel governo dell’ormai ex-colonia.

La Terra di Mezzo Tolkeniana ha paesaggi mozzafiato, sconfinati prati verdi che vanno ad abbracciare l’oceano, affascinanti tradizioni e una cucina che può dirsi britannica con un tocco māori… come i muttonbirds (una varietà di pernici) con l’immancabile kumara (nome maori per la patata dolce) che è utilizzata in molte ricette.
Tradizionale maori è anche l’Hangi, un metodo di cottura tipico della cucina tradizionale Maori: in una buca nel terreno vengono poste delle pietre calde, sopra le quali viene riposto il cibo a cuocere, o il Rēwena Paraoa, il pane Maori, che viene preparato con patata fermentata invece che il classico lievito, questa gli conferisce dolcezza e una nota acidula.

Rēwena significa “pane fatto con lievito di patate”. Il termine maori per patate, “riwai” (talvolta compitato “rewa”), è la radice di rēwena.
Il pane Rēwena utilizza uno starter pre-fermentato, chiamato anche “bug”. Viene creato facendo bollire e schiacciare alcune patate, quindi aggiungendo farina e zucchero. La miscela viene quindi lasciata fermentare da uno o più giorni, a seconda della temperatura ambiente e di umidità.

  • DifficoltàMedia
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di riposo6 Giorni
  • Tempo di cottura45 Minuti
  • Porzioni1 pagnotta
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaInternazionale

Starter

  • 400 gpatate farinose
  • 300 gfarina 00
  • 55 gzucchero semolato

Per il pane:

  • 260 gstarter
  • 350 gfarina 00
  • 110 gzucchero semolato
  • 125 mlacqua tiepida
  • 1 cucchiaioburro (fuso)
  • q.b.zucchero semolato (da spolverare )

Preparazione

  1. Pelare e tagliare a dadini le patate. Mettere in una pentola con 1 tazza d’acqua, coprire e cuocere a fuoco lento fino a ottenere una consistenza granuolosa.

    Schiacciare e lascia raffreddare fino a intiepidire quindi aggiungere farina e zucchero. Mescolare fino a ottenere una consistenza compatta, quindi coprire e lasciare riposare in un luogo caldo per 24-48 ore.

    Dopo 24-48 ore, coprire e tenere al caldo. Dovrebbe lievitare da 1 a 3 giorni.

    Tenere da parte in un barattolo un cucchiaio di pasta e nutrire un giorno con 1/2 tazza di acqua calda di patate, quindi il giorno successivo con 1 cucchiaino di zucchero. Questo è il tuo “starter” che è la tua base per fare i pani futuri. Salta questo passaggio se stai preparando solo una pagnotta di pane rewena.

    Lo starter è pronto quando inizia a lievitare e a fare le bolle.

    Per fare il pane, mettere in una terrina lo starter con la farina 00, lo zucchero semolato e l’acqua calda. Mescolare per formare un impasto morbido, quindi impastare per 3 minuti o fino a che liscio.

    Ungere abbondantemente una teglia da plumcake imburrata e adagiarvi l’impasto. Coprire con uno strofinaccio pulito e mettere da parte in un luogo caldo e privo di correnti d’aria fino a quando non sarà raddoppiato (4-6 ore).

    Preriscaldare il forno statico a 220 ° C. Mettere la teglia in forno e infornare per 5 minuti, quindi togliere dal forno e spennellare con il burro fuso e spolverare con lo zucchero semolato.

    Infornare coprendo con dell’alluminio per 10 minuti a 220 ° C e per 20-25 minuti a 200 ° C. Scoprire negli ultimi 10 minuti. Una volta che la parte superiore della pagnotta è ben dorata, sfornala e trasferirla su una gratella a raffreddare.

    Tagliare a fette e servire caldo con burro, miele di manuka o sciroppo dorato.

Cosa si beve in Nuova Zelanda?

Una bevanda insolita è il vino prodotto con il frutto del kiwi, di cui esistono molte varietà: fermo e frizzante, dolce e secco, con cui producono persino un liquore. Ma oltre al kiwi l’isola ha una grande produzione vinicola, certamente non confrontabile con l’Italia o la Francia ma pur sempre una produzione rilevante. La coltivazione della vite è situata tra il 35° e il 45° parallelo con una distinzione climatica importante tra la South Island, ove si coltivano le uve più meridionali del mondo, e la North Island. Negli anni ’60 la superficie vitata era di appena 400 ettari, ubicata principalmente nella zona di Auckland, affiancata successivamente dalla valle del fiume Gisborne, con una produzione di poco superiore ai 4 milioni di litri, principalmente di vini da tavola aromatici da müller-thurgau.

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