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Kitoza (Madagascar)

La Repubblica del Madagascar, è uno stato insulare situato nell’oceano indiano.
La lingua malgascia è la prima lingua del Madagascar, ma la popolazione parla correntemente anche il francese per il passato coloniale dell’isola. Nel 1885, infatti, nel contesto della spartizione coloniale dell’Africa, gli inglesi rinunciarono a qualsiasi pretesa del Madagascar, lasciando il campo libero ai francesi.

Rimasto fuori dalla sfera di influenza delle grandi potenze europee, il Madagascar del XVI e XVII secolo divenne il rifugio ideale per i pirati che depredavano le flotte in transito per le Indie.

Nonostante la costruzione di case e strade, il periodo coloniale è stato accompagnato da movimenti in lotta per l’indipendenza. Ma fu solo nei primi anni ’50, dopo una violenta repressione, che la Francia diede inizio a una serie di riforme che condussero il Madagascar verso l’indipendenza.

Il Madagascar (586.500 Km²) è la quarta isola più grande del Mondo; fanno parte del Paese anche altre isole più piccole, ubicate principalmente nella zona settentrionale, alcune disabitate e con spiagge meravigliose. La più grande è Nosy Be, turistica e dotata di aeroporto. Un tempo vi sorgeva il più noto villaggio dell”isola il Ventaclub Andilana, diventato ora un resort di lusso.
Poi ci sono Nosy Sakatia, Nosy Komba, Nosy Iranja, Nosy Fanihy, Nosy Tanikely, Nosy Vorona e altre ancora sconosciute.

L’animale simbolo dell’isola è il lemure, il re Julien grande protagonista del noto cartone animato: “Madagascar” (2005).

La cucina malgascia mette insieme influenze del sud-est asiatico e della gastronomia africana, ma ha anche tracce di tradizioni indiane, cinesi ed europee.
Il riso (vary) trova spazio in tutti i pasti del giorno e si accompagna ad altri alimenti come carne (la più famosa e utlizizzata è quella di zebù) o pesce, o da contorni cucinati alla griglia, in umido o fritti.

Tra le specialità di carne troviamo il Kitoza, sottili fettine di carne di manzo (o di zebù) essicate al sole o affumicate e poi grigliate. Il kitoza viene servito a colazione con un porridge di farina di mais, o con uova fritte e salsiccia (lakoa kitoza) o a cena con riso come piatto principale, oppure come antipasto.

Per essicarle al sole occorre una intera giornata, ma se l’essicazione non è possibile, si può utilizzare la cottura al forno oppure nell’affumicatore a freddo*.

ricetta Madagascar kitoza
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione5 Minuti
  • Tempo di cottura4 Ore
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaAltro
  • CucinaAfricana

Ingredienti

  • 1 kgcarne di manzo
  • q.b.sale e pepe
  • q.b.olio di oliva

Strumenti

  • 1 Affumicatore TMKEFFC

Preparazione

  1. Tagliare la carne a strisce sottili. Salare in modo uniforme (se volete potete isaporirle anche con aglio e pepe).

    Per la cottura al forno: Posizionare la carne su graticci di metallo leggermente oliati, assicurandosi che le strisce di carne non si sovrappongano o si tocchino.

    Mettere in un forno riscaldato a 60°C. Lasciare la porta del forno aperta con una fessura. Girare le strisce dopo tre o quattro ore.

    Sfornare e lasciare raffreddare in un luogo ben ventilato.

    Mettere la carne in un barattolo o contenitore ermetico, pulito e asciutto fino al momento di servirla. Al massimo entro 2/3 giorni.

    Per la cottura con affumicatore: posizionare la carne nell’affumicatore e procedere nell’affumicatura a freddo (perchè la carne andrà poi nuovamente cotta).

    Un’affumicatura da circa 10 minuti a meno di 50°C.

    Per servire: scaldare brevemente i kitoza a fuoco molto basso su una griglia o in una padella con un filo di olio.

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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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