La Thailandia è stata inserita al nono posto nella lista dei luoghi più economici dove trasferirsi secondo il “World’s Best Places to Retire”.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Vivere in Thailandia, come per ogni paese, può avere i suoi pro e i suoi contro.
Dal 15 luglio 2024 sono esenti dal visto turistico e affari, fino ad un soggiorno di 60 giorni estendibile sul posto per altri 30 giorni, gi italiani e le nazionalità indicate nell’articolo.
Per chi vuole restare in Thailandia per soggiorni superiori a 60 giorni, deve ottenere un visto turistico presso l’Ambasciata o il Consolato Thailandese.
Se si desidera rimanere oltre i 3 mesi, è necessario uscire dalla Thailandia e rientrare per prorogare il soggiorno fino a un massimo di 180 giorni.
Ma con il visto turistico, non è consentito lavorare o aprire un’attività.
Per coloro che sono in Thailandia per lavoro o per soggiorni superiori a 60 giorni é possibile richiedere un visto non immigrante al cost di 52 euro.
Questo ha una durata iniziale di 90 giorni ed è prorogabile fino a un anno.
Tasse sul reddito: circa 90 Eeuro al mese per chi ha un work permit regolare.
È rilasciato a coloro che intendono trasferirsi per motivi lavorativi, ma per coloro che desiderano investire nel paese e aprire una propria attività possono ottenere un visto specifico per l’attività imprenditoriale.
Il “Destination Thailandia Visa” (DTV), per coloro che desiderano soggiornare in Thailandia per lavorare e viaggiare (workcation) contemporaneamente, consente al suo titolare di rimanere in Thailandia fino a 180 giorni dall’ ingresso ed é valida per 5 anni.
Gli stranieri che vogliono vivere della propria pensione in Thailandia possono richiedere un visto specifico (Visa Non Immigrant O), ma devono mostrare un certificato di reddito mensile. Si tratta di un visto temporaneo che permette ai pensionati italiani di soggiornare non più di un anno.
Per ottenere la cittadinanza thailandese è necessario lavorare nel paese per almeno 5 anni, avere una residenza continuativa dove vivere in Thailandia e conoscere la lingua thai.
Quali sono i PRO?
- Il clima è tropicale e la temperatura tutto l’anno difficilmente scende sotto i 20°, mentre può arrivare anche a 40° nella stagione calda, che va da marzo a maggio.
- La vita per gli stranieri è molto comoda a Bangkok. L’alloggio è economico rispetto all’Italia e spesso ha molto da offrire.
- La vita a Chiang Mai è molto meno caotica rispetto a Bangkok. Tuttavia, ma ciò non significa che non ci si possa aspettare un elevato livello di comfort abitativo.
- Koh Samui è abbastanza grande da garantire una qualità di vita sufficiente per le esigenze occidentali e allo stesso tempo così piccola da non potersi perdere.
- La comunità di immigrati italiani si concentra principalmente a Bangkok, ma anche nelle altre località turistiche, come, per esempio, a Phuket, dove un piccolo appartamento in un condominio costa circa 15.000 Baht al mese (in generale occorre circa 1000 euro al mese, tra affitto, bollete, mezzo di trasporto, cibo e assicurazione sanitaria).
- Mangiare fuori è comune in Thailandia e la cucina Thai è economica. Un pasto thai in un ristorante locale costa circa 50-80 Baht.
Quali sono i CONTRO?
- La Thailandia ha leggi sull’immigrazione molto restrittive, uno dei motivi riguarda l’alto livello di interesse turistico nel Paese, ci si può fermare relativamente poco oppure spendere circa 25000 euro per ottenere un “Elite Ultimate Privilege” e vivere in Thailandia per 20 anni.
- La sanità pubblica é di livello mediocre. É a pagamento e gli ospedali privati sono costosi, ma di ottima qualità. È fondamentale avere un’assicurazione sanitaria.
- Il costo della vita in Thailandia è piuttosto basso, ma il potere d’acquisto locale è altrettanto basso.
- Trovare impiego non è facile: la Thailandia è un paese estremamente protettivo, molti lavori non sono accessibili agli stranieri e, quando lo sono, sono mal pagati e richiedono la certificazione di residenza.
Durante questa mia terza settimana ad Ao Nang, sto provando, in parte, a vivere in Thailandia come una non turista, ovvero cercando di imitare le abitudini dei thailandesi, soprattutto a pasto.
Se avete letto l’articolo precedente dedicato a “Dove alloggiare da Ao Nang”, sapete che dal 18 ottobre mi sono trasferita in un appartamento, presso il Krabi Apartment Hotel e qui resterò fino al 25 ottobre.
Certo si tratta di una “soluzione turistica”, ma che mi sta dando la possibilità di testare la cucina thailandese in prima persona: cucinandola.
Da quando ho preso possesso della cucina ho preparato diversi piatti thai, le cui ricette troverete sul blog:





Ma quali sono le abitudini dei thailandesi a pasto?
I thailandesi sono abituati a mangiare fuori casa e pochi sono quelli che possono permettersi di cucinarsi un pasto casalingo, sia perché in casa non hanno lo spazio per una cucina attrezzata o perché non ne hanno il tempo o perché non ne sono capaci.
Perciò ci sono tantissimi mercati e piccoli locali dove sedersi e mangiare ciò che il bancone fuoristante propone oppure farsi impachettare il cibo da asporto.
Riconoscere questi tipi di locale é semplice… non c’è nessuno “tira dentro” che ti invita a leggere il menù, non c’é insegna in inglese e ci sono solo thailandesi seduti. Sono aperti dalla mattina presto al tardo pomeriggio.
Come il Sinmee e il Khaoyum nai baan , entrambi vicino al mio appartamento nella zona nord della via principale di Ao Nang che conduce alla spiaggia.






Fare la spesa ad Ao Nang non é semplice, esiste un solo grande supermercato ben fornito e e fuori centro: il Lotus’s, (e il Mother Marché in centro, mediamente fornito) ma molti prodotti sono solo in lingua thai e non sempre si trova tutto ciò che serve per cucinare, forse proprio perché non sono in molti a farlo a casa, ristoranti e baracchini avranno sicuramente i loro fornitori.
La frutta, anche già tagliata la sai trova ovunque, la verdura molto meno.



Tanti Seven Eleven, ma per i turisti, con snack, junk food, bevande straniere e poco altro.

Alla fine poi ho trovato la salsa di tamarindo!
In proporzione costa di piú fare la spesa al supermercato che mangiare fuori.
Per cucinare 5 pasti, durante questa settimana, ho speso 934 Bath, pari a 25 euro, per una media di 186 bath a pasto, quando mangiando fuori nei luoghi non turistici costa invece tra i 50-80 Baht.
I pasti, in questi giorni, li ho consumati con quello che ho cucinanato, ma a pranzo mi sono concessa – sono pur sempre in ferie! – un chia smoothie a base di mango, frutto della passione, granola, yogurt al cocco e mirtilli, lunedí 21 ottobre, al mio amato a Shaka.

La giornata oggi, mercoledí 23 ottobre, trascorsa tra la spiaggia e la cucina, con la preparazione del Kway Tiew Nahm Sai, la cui ricetta troverete sul blog, invece si é conclusa con l’ultima diretta Instagram da Krabi (la prossima sará da Koh Lanta in novembre) per ViaggiandoMangiando in tour.

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