Giorno 2: Come siamo arrivati?

Giorno 2: Come siamo arrivati?

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Premessa: scrivo oggi, e scriverò nei prossimi giorni, sul blog non per creare una sorta di invidia o per vantarmi di trovarmi all’estero, bensì per informarvi di quello che accade nel resto del mondo. Le notizie sono filtrate dal pessimo giornalismo e molto spesso – troppo spesso – arrivano a noi modificate dalla linea editoriale imposta o da fattori politici.

Ma cominciamo dall’inizio…
COME SIAMO ARRIVATI QUI A GRAN CANARIA ?

Siamo partiti due giorni fa, venerdì 19 marzo, con il treno delle 12.14 da Finale Ligure, in ritardo. Abbiamo raggiunto la stazione di Bergamo, cambiando a Milano, alle ore 17.30, per poi prendere il bus di linea per l’aeroporto di Orio al Serio (2,40 euro solamente) e da lì, a piedi, arrivare al NH Hotel.
Nessun controllo, a parte quello del biglietto a bordo. Stazione centrale mediamente trafficata, abbiamo optato per il treno regionale per non dover uscire dalla stazione.

Lo so, la prima domanda che vi sorge spontanea è: come è possibile arrivare in aeroporto a Bergamo, in Lombardia, se non si possono attraversare le regioni?


Si può.
QUI trovate un interessante articolo che vi spiega che, se per raggiungere un luogo da cui è permesso partire (sia per vacanza che per lavoro) occorre attraversare le regioni, allora è possibile farlo.
Paradosso: non posso andare in Piemonte per una passeggiata, ma posso andare alle Canarie. Una logica intrinseca c’è, una logica immediata no.

Abbiamo dormito nell’ottimo NH hotel 4 stelle situato di fronte all’aeroporto, a cui si accede attraverso un sottopassaggio e una camminata di circa 10 minuti attraverso il parcheggio dell’Orio Center (ovviamente chiuso perché la regione è attualmente in zona rossa). Camera 102. Check in rapido, cena prenotata nel ristorante dell’hotel in cui è permesso cenare solo agli ospiti. Pacchetto vantaggioso di 27 euro a persona con due piatti a scelta, acqua e bicchiere di vino.
A cena, mi sono quasi commossa…non mangiavamo fuori regolarmente dal 21 ottobre. Antipasto misto di salumi e verdure grigliate super, e a seguire tagliata di entrecôte con patate al rosmarino, che vedete nella foto sotto. Eccezionale!

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La mattina successiva, ieri, sabato 20 marzo, ci siamo svegliati alle 4,30 e sebbene avremmo potuto prendere la navetta dell’hotel per 5 euro a testa, abbiamo scelto la breve camminata.

Giunti in aeroporto, il solo controllo all’ingresso è stato quello della auto certificazione da consegnare alla polizia che diceva da dove arrivavamo e perché partivamo. Noi l’avevamo già scaricata e compilata a casa, ma viene fornita. Nessuna domanda. Il nostro motivo era: vacanza e possibilità di lavoro, ma avremmo potuto lasciare in bianco e non sarebbe cambiato nulla.

Le Isole Canarie rientrano nelle destinazione C, come potete leggere QUI sul sito governativo, ovvero quei luoghi in cui ci si può recare per turismo, ma seguendo una serie di regole :

– In tutti i casi, è necessario mostrare il modulo di controllo sanitario (HCF). Il modulo deve essere compilato e firmato elettronicamente prima del tuo arrivo in Spagna. Puoi accedere al modulo e firmarlo tramite il sito Web o le app di Spain Travel Health per dispositivi Android o iOsiOs. Dopo averlo firmato riceverai un codice QR che dovrà essere presentato all’arrivo in Spagna (è valido solo in formato digitale. Tuttavia, per ragioni giustificabili, può essere presentato in formato cartaceo prima dell’imbarco). Ricorda che devi compilare un modulo separato per ogni viaggio e ogni persona.

– Se viaggi da un paese o un’area ad alto rischio, devi fornire un test SARS-CoV-2 negativo effettuato entro 72 ore prima del tuo arrivo in Spagna. I test accettati sono PCR (RT-PCR), TMA e altri test basati su tecniche molecolari simili. Il documento accreditato dei risultati negativi del test deve essere redatto in spagnolo, inglese, francese o tedesco. In caso di non aver effettuato il test PCR, sarai passibile di una multa e di un test da effettuare in aeroporto all’arrivo.

Queste procedure sono obbligatorie per tutti i passeggeri che arrivano in Spagna per via aerea o marittima, ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 an

Giovedì abbiamo fatto, infatti, il tampone molecolare, nonostante noi abbiamo già contratto il Covid in dicembre (qui trovate alcune informazioni utili), presso Synlab Il Baluardo di Loano, alla “modica” cifra di 60 euro a testa, previa prenotazione. Il giorno successivo, attraverso il loro sito internet, inserendo la password consegnata, abbiamo scaricato il referto negativo in duplice lingua.

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Al check in ci hanno chiesto il QR CODE e fatto cambiare mascherina: sono accettate solo quelle chirurgiche, acquistabili anche in aeroporto.
Da Orio al Serio, partivano due voli per le Canarie e pochi altri per raggiungere mete come Bulgaria, Albania, Egitto e Turchia.
Vip lounge chiuso fino al 24 marzo, causa Covid. Molto poco aperto, ma era anche presto.
Decollati in anticipo con volo Ryanair diretto per Las Palmas, ore 6.55, acquistato circa 10 giorni prima. Aeromobile quasi pieno.
Regole a bordo non poi così differenti rispetto al pre-Covid: mascherina obbligatoria e inspiegabilmente le giacche non possono essere lasciate nella cappelliera. I giornali non ci sono più. A differenza del treno, i posti assegnati sono uno accanto all’altro, senza saltare.

Atterrati con 15 minuti di anticipo. I controlli sono stati veloci, anche perché sono atterrati con noi solo altri due voli uno da Parigi e l’altra da Dusseldorf, e come potevamo immaginare del tampone non gliene è fregato niente a nessuno non ce l’hanno nemmeno chiesto. Misurazione automatica della temperatura e ci hanno richiesto soltanto il QR code. Abbiamo preso a noleggio un’automobile, Hyundai I10, per recarci nel nostro albergo e in circa 20 minuti, con strade libere, siamo arrivati al Servartur Green Beach aparthotel direttamente sulla spiaggia di Patalavaca.
Siamo sistemati nel bilocale numero 108 la struttura è molto grande si raggiunge facilmente la zona della spiaggia per una bella passeggiata e a una piscina aperta purtroppo adesso soltanto a orari ridotti e il ristorante è chiuso chiaramente la struttura non è tutta piena.

Il primo pranzo a Gran Canaria è stato un poke (trovate la ricetta del blog QUI), qui nella zona di Anfi beach, accanto a noi, al ristorante Maroa poke. Io ne ho preso uno con a scelta sette ingredienti tra cui salmone, omelette giapponese (tamagoyaki), patate dolci, ravanelli e ananas e con una base di mix di riso e quinoa, anche Stefano ha preso un’insalata di quinoa con festa e verdure. Deliziose!

La zona è un po’ cara però ci è piaciuta anche perché c’era tanta gente e dopo pranzo, – in passato non l’avremmo mai fatto! – ci siamo buttati, sulla spiaggia piuttosto affollata per i nostri gusti: avevamo proprio bisogno di circondarci di persone!

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Attualmente l’isola di Gran Canaria, è in fase 2, significa che è tutto aperto (quello che è chiuso lo è per mancanza di turismo) con alcune restrizioni tra cui il coprifuoco a partire dalle 23.00 fino alle 6.00 e la chiusura dei ristoranti e bar alle ore 22:00.
Gli spagnoli ci sono per ora sembrati rispettosi delle regole: la mascherina obbligatoria in interno ed esterno (no spiaggia, anche se in teoria il regolamento lo richiederebbe) e relativamente anche il distanzamento sociale; in spiaggia non si può fumare, non si può ascoltare la musica, non si può bere bevande nel vetro, e quando si è raggiunto una capienza di circa il 50% viene fatto un annuncio che non possono entrare altre persone.
Con un volo di circa quattro ore siamo ritornati a vivere nella civiltà!

Trovate maggiori dettagli in questo articolo dove sono spiegate le zone relative alle Canarie, c’è stato detto che probabilmente da lunedì si passerà in zona tre e quindi ci saranno un po’ più di restrizioni. Staremo a vedere.

Cena al “Taste Mezon” a Arguineguin che si raggiunge in 5 minuti di auto da qui. Un ristorante “Taste” ovvero di assaggi, tapas con una impronta francese … A scelta piccole o medie porzioni. Noi abbiamo scelto: tartare di carne, chevre caldo con miele e pere, una meravigliosa pancetta di maiale cotta a bassa temperatura e la tagliata di manzo cotta sotto vuoto. Anche qui possiamo usare The Fork così abbiamo scontato i punti accumulati nell’ultimo viaggio.

Stamattina l’idea è quella di raggiungere le dune a Maspalomas, pranzare lì e spostarci nel tardo pomeriggio a nord dove ho prenotato un ristorante, questa volta tipico, attraverso il nostro fido The Fork.

Stay tuned!
Seguiteci …vi terremo aggiornati…
A presto!!

P.S. Abbiamo simpaticamente battezzato il viaggio LA GRANDE FUGA 😅….in effetti abbiamo prenotato solo il volo di andata ….😉😉

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