Crea sito

Giorno 18: Trancoso

Prima di partire alla volta di Trancoso domenica abbiamo preso un ottimo aperitivo con una splendida vista mare in uno dei pochi locali di Santo André aperto: il bistrot Luz das Minas, mentre la nostra ultima cena a Villa Araticum abbiamo scelto due tra i piatti che abbiamo amato di più: il filet mignon accompagnato da manioca sauté, ovvero cotta e poi fatta saltare nel burro, davvero molto cremosa e bife ancho accompagnato invece dal riso biri biri, piatti che vedete qui sotto:

I due piatti migliori al Vila Araticum

Ieri, lunedì mattina, dopo la solita abbondante colazione in compagnia delle scimmiette che sono a centinaia nella foresta che affiancava la nostra pousada, abbiamo lasciato la bianca e meravigliosa spiaggia di Santo André, il suo sole, i suoi timidi granchi dalla chela grande, conosciuti in Italia con il nome granchio fantasma, le sue bellezze e la sua tranquillità per raggiungere Trancoso.
Durante il viaggio in Brasile di 11 anni fa, eravamo già stati a Trancoso e ricordo una lunga passeggiata sulla spiaggia durata quasi un’intera giornata per tornare poi ad Arrajal d’Ajuda dove, allora, alloggiavamo. Ma questa volta abbiamo deciso di trascorrervi almeno tre notti.

Attraversando ancora attraverso la balsa siamo ritornati quasi al punto di partenza e ci siamo fermati sulla spiaggia di Cabralia dove abbiamo pranzato in una delle baracche direttamente sulla spiaggia “Wave beach”: l’immancabile calabresa açebolada, come vedete nel video qui sotto:

Per chi non ci avesse seguito negli altri viaggi in Brasile volevo solo sottolineare che quando parlo di baracca, significa quello che noi definiremmo “chiosco sulla spiaggia”, ma in Brasile viene definito così.

Una volta aver nuovamente attraversato con la balsa, da Porto Seguro (25 reais, circa 4,50 euro, ma per il ritorno solo 20 reais perché i passeggeri non pagano) con un viaggio di circa un’ora, attraverso lunghe distese verdi e grandi fazende, abbiamo raggiunto Trancoso che, onestamente ricordavo molto meno trafficata, ma in effetti sono passati 12 anni.

VAI A:  Blog versione "Brasiliana 3.0."

Alloggiamo nel particolare boutique hotel “Trancoso house” in una via parallela della zona centrale chiamata Quadrado, un arredamento che definirei minimal chic, con una grafica piscina e siamo al “quarto” numero 3. Una bella reception, con un simpatico ragazzo brasiliano che ci ha accolto e sommerso di informazioni.

Una prima passeggiata notturna nel centro di Trancoso ci ha letteralmente scioccato, perché in 11 anni c’è stata una trasformazione tale che ci ha riportato a quando siamo tornati a Jericoacoara dopo 8 anni e tutto era cambiato. 11 anni fa il Quadrado, che è la piazza centrale, era solo un pezzo di terra davanti a una chiesa bianca, circondato da qualche negozio e un paio di ristoranti. Oggi, la piazza è completamente accerchiata da ristoranti, tutti molto chic, con luci soffuse, arredamento in legno stile shabby e decisamente è completamente differente da come lo ricordavamo! Più bello? Non saprei.. Sicuramente più turistico.

Abbiamo cenato all’interno della pousada, ma con servizio a delivery direttamente in camera con beiju de tapioca, petto di pollo grigliato e spiedino di carne, ma nel nostro breve tour serale abbiamo compreso che le regole dell’orario del lockdown qui sono molto più labili, si può infatti cenare seduti al ristorante fino alle 20, nonostante il decreto dica fino alle 18…

Cena a delivery!

C’è la colazione americana, c’è la colazione all’inglese, c’è la colazione irlandese e scozzese, quella cinese poi c’è la colazione brasiliana… Magari meno nota delle altre, ma sicuramente dello stesso livello. Anche qui al Trancoso House c’è un eccellente e ricco buffet soprattutto di bolos sia salati che dolci e poi una incredibile scelta a la carte.
La mattinata di oggi martedì 6 aprile é perciò cominciata molto bene, peccato poi per la pioggia che ci ha più o meno accompagnati per tutto il giorno.. siamo riusciti a scendere in spiaggia e, non è facile trovare la via per la Praia e per darvi un’indicazione: guardando la chiesa di San Giovanni Battista nel Quadro, alla vostra destra c’è una strada che conduce direttamente alle spiagge, che sono tre: Praia Dos Nativos, Praia Dos Coqueiros e Praia Verde e si susseguono. Ricordavo le lunghe spiagge dal colore marrone dorato, ma non ricordavavo assolutamente tutte le strutture molto chic, anche queste come quelle in centro, che si snocciolano lungo la battigia di Praia dos Nativos.

VAI A:  Giorno 16: notizie dal Brasile

Abbiamo pranzato in una di esse, Uxua, dove si possono anche noleggiare degli splendidi lettini in legno, matrimoniali e con un materasso bianco per 100 reais a persona per tutto il giorno.

Per me un insalata con caju, ananas, e petto di pollo grigliato, per Stefano l’immancabile quinoa con gamberi, spinaci, zenzero e mango. Menù di chiaro taglio internazionale e devo dire piuttosto originale, ma anche caro rispetto alla media brasiliana.

Stasera aperitivo con Caipirinha e una meravigliosa linguiça mineira, da Minas Gerais, che è più grande e più speziata di quella che solitamente mangiamo, nel ristorante “Bem te vi” e poi decidendo di cenare alle 19 ci siamo potuti accomodare in un ristorante, dove finalmente mi è arrivata la casquinha de siri che aspettava ancora da il ristorante di Santo André 😆😆e a seguire picanha con contorno di verdure, direttamente nel quadrado al ristorante e chopperia “Pi quià” come vedete nel video che segue:

Mascherine solo all’interno, non obbligatorie all’esterno, e come abbiamo potuto notare allungamento del lockdown a partire dalle 20.

Menomale!

Cena nel Quadrato a Trancoso

Speriamo nel buon tempo di domani. Noi vi diamo appuntamento a Porto Seguro, l’ultima tappa del nostro viaggio, dove ci trasferiremo tra 2 giorni !


Per dovere di cronaca a quanti so che sono preoccupati perché ci troviamo in Brasile o perché ascoltando i telegiornali credono che qui si muoia di Covid ad ogni angolo, vorrei spingervi ancora una volta, così come hai fatto nella diretta Facebook, a riflettere su quanto è grande il Brasile e quindi a fare una proporzione rispetto all’Italia all’Europa e al resto del mondo. Dove ci troviamo noi, il distanziamento sociale é naturale ed è ovvio che nelle grandi città ci sia più concentrazione del virus e un po’ più di difficoltà a gestirlo dal punto di vista sanitario, ma qui siamo passati davanti a diversi ospedali e nessuno ha la fila fuori che attende e tantomeno si sentono passare delle ambulanze e altra precisazione, anche i cimiteri, almeno quei pochi che abbiamo visto noi, non sono presi d’assalto così come ci fanno credere in televisione.
Ultima annotazione : qui sono arrivati a vaccinare già nella fascia che va tra il 60 e 70 anni, sono perciò anche un po’ più avanti rispetto a noi…

VAI A:  GIORNO 9: verso Florianopolis

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.