Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Prima cena lunedì sera a Santo Andrė, nel ristorante della nostra pousada, domenica sera a base di frango xadrez, un piatto fusion, che avevo già assaggiato l’anno scorso a Jeri: pollo saltato con cipolle e verdure e arricchito da salsa di soia. Ho letto che c’è una una nuova moda in Brasile, il fusion con piatti giapponesi. Probabilmente in città. Il menù del ristorante è vasto, perciò nella settimana avremo modo di spaziare pur cenando sempre nello stesso posto. Per me insalata…l’aglio della Picanha mi aveva un po’ devastata …

Prima cena al Vila araticum

Durante l’ultimo viaggio “viaggiando verso sud” lo scorso settembre, sono stata oggetto di un articolo su un giornale on line di Formia per la mia protesta contro una stupida multa, ieri, martedì, il blog e noi siamo diventati oggetto di un articolo su Il Secolo XIX.

La mia amica giornalista Silvia Andreetto mi ha contattata con Whatsapp la scorsa settimana e l’idea, che è la stessa che sta alla base blog, era quella di sensibilizzare le persone a comprendere che il resto del mondo sta provando a reagire in tutti i sensi al Covd, cercando di tornare a vivere. Mentre in Italia le chiusure invece di diminuire, aumentano.
Ecco l’articolo:

Santo Andrè è un piccolo paese che, come detto, si trova al di là del fiume rispetto a Porto Seguro, dove siamo atterrati con l’aereo; non ci sono negozi di abbigliamento e nemmeno di oggettistica, c’è solo un supermercato ed è esclusivamente una meta di vacanze con tante pousade sulla spiaggia ognuna con il suo ristorante.
Il turismo attualmente è prettamente brasiliano ovviamente, credevo avremmo trovato la pousada molto meno piena, invece è affittata per almeno un terzo della sua capienza, si tratta du famiglie quasi tutte mulatte o bianche quindi presumiamo arrivino da San Paolo o comunque dal sud del Brasile.
Le strutture sono tutte molto belle, perfettamente integrate nell’ecosistema e l’ambiente protetto, così come la nostra pousada “Vila Araticum” che è immersa in un giardino tropicale con diverse appartamenti su più piani e, come già dicevo, ben due ristoranti.

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La spiaggia di Santo André è lunga, incontaminata completamente priva di sedia sdraio se non alcune sparse solo al di fuori delle pousade, e c’è una sola zona di baracche che probabilmente andremo a visitare nei prossimi giorni…per il resto si estende per chilometri, lunghissima anche se stretta e alla mattina c’è il classico fenomeno della bassa marea.
Spesso meta di escursioni giornaliere e sicuramente un luogo di pace e di tranquillità; ci ha ricordato molto Mojitas, piccolo paesello nel nord-est del paese, dove abbiamo trascorso una vacanza all’insegna del relax come questa.
Purtroppo passeggiando per le vie solitarie, dove c’è solo sabbia e passa solo ogni tanto una macchina, abbiamo notato tante case e attività in vendita, probabilmente qui il Covid ha colpito soprattutto sul piano economico perché a livello di casi, se ne contano davvero pochi.

Abbiamo pranzato nella nostra pousada nel ristorante che dà direttamente sulla spiaggia con un classico: carne do sol con aipim frito seguita da qualcosa di decisamente meno classico: polvo com vinagrete, simile a quello che abbiamo assaggiato qualche giorno fa a Gran Canaria, e una bella insalata mista per completare.

Carne do sol e polpo alla vinagrete

Ovviamente abbiamo anche cenato nella nostra pousada.

Scoprite cosa abbiamo assaggiato nel video:

Il cardapio, ovvero il menù, come detto è piuttosto ricco, molti piatti li conosciamo già ma tra questi alcune new entry come escondidinho di siri un sorta di pasticcio di polpa di granchio con una crema di manioca) e lo strogonoff de camarao che avevamo provato fino ad ora solo di pollo (ricetta presente anche nel blog qui). Per me un delizioso filet mignon perfettamente cotto “ao punto” (al sangue).

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Oggi, mercoledì 31 marzo, la giornata è iniziata con un caldo sole ed è proseguita con uno dei must di tutte le mie esperienze brasiliane ovvero: acai!

Al “Marly D.” una deliziosa casetta con una spettacolare vista sul mare gestita solo da donne probabilmente della stessa famiglia, dove si può anche approfittare di insalate di frutta e succhi naturali e anche sandwich.

Acai e macedonia

Purtroppo abbiamo assistito ad una scena che ci ha fatto ancora una volta e pensare a quanto il Covid sia distruttivo, soprattutto nei paesi poveri come può essere in parte il Brasile, dal punto di vista economico, e ci si domanda ancora perché Bolsonaro insista a voler tenere tutto aperto.!!!

Mentre eravamo seduti in attesa del nostro pranzo, sono arrivati i distributori di bevande a cui la proprietaria ha detto che non era in grado di poter pagare e loro se ne sono andati riportando indietro le proprie bevande : semplicemente una cassa di coca-cola e una cassa di birra. Tutto questo accade perché il turismo è fermo e in un paese piccolo come Santo André si vive di solo turismo, si può guadagnare solo e semplicemente con l’afflusso dei turisti diversamente succede che non si hanno nemmeno i soldi per poter andare avanti.

Il menu della cena? Scopritelo nel video:

Una cena decisamente internazionale con contaminazioni soprattutto dall’Oriente, con un wok ovvero riso saltato con verdure e Tiger prawn su base di quinoa alle erbe aromatiche, che sebbene sia un prodotto tipico del Sudamerica, in Brasile la si utilizza molto poco, e a seguire per me un bife ancho, un taglio di carne argentina utilizzato anche in Brasile, ovvero il costato del manzo in una bistecca alta circa 2 cm e molto gustosa accompagnata da riso biro biro: riso saltato con bacon e verdure (molto simile al yaki meshi) mentre Stefano ha optato per un filetto di pesce grigliato su un letto di crema di tapioca e una salsa molto particolare al maracuja.

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Per i prossimi giorni danno tempo brutto.

Speriamo si sbaglino e che il clima tropicale come sovente accade cambi costantemente durante la giornata …

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