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Gaufre di Bruxelles (Belgio)

Mai stata in Belgio.
A parte la mia passione adolescenziale per Jean Claude Van Damme (al secolo Van Verenberg, belga) e la piacevole visione di “In Bruges” (ottimo film e splendida location), la mia attrazione per il Belgio non va oltre. Ad attrarmi non c’è nemmeno la cucina, perchè troppo simile a quella francese e allora tanto vale gustarsi quella della Francia, mi piacerebbe però essere contradetta e che qualcuno mi convincesse che il Belgio vale il mio prossimo viaggio, perciò l’ho inserito nella rubrica “Giro del mondo in 80 piatti” e anche perchè una delle sue specialità culinarie più note è stata “addottata e modificata” dai miei amati Stati Uniti… si tratta della (la) gaufre di Bruxelles, conosciuta, infatti, spesso con il nome di Belgian Waffle, e furono i Padri Pellegrini a portare la ricetta nelle Americhe.

Esistono due tipi di gaufre: di Bruxelles e di Liegi.
La gaufre di Bruxelles si caratterizza dalla sua forma rettangolare e le sue profondi e grandi tacche. E’ un dolce abbastanza leggero (grazie ai bianchi d’uovo montati a neve), si serve calda, spolverata con zucchero a velo o con una crema.
La gaufre di Liegi è molto più piccola, il bordo è smussato e gli ingredienti sono leggermente diversi e più dolci rispetto alla versione di Bruxelles: farina, uova, latte, burro, lievito di birra, un pizzico di sale, zucchero vanigliato e zucchero perlato. E’ tradizionalmente servita senza altre aggiunte.
La prima viene servita di solito al tavolo e necessita di una posata per essere consumata, perché quasi sempre arricchita da un topping generoso e poi ricoperta dallo zucchero a velo. La seconda viene offerta in un tovagliolino di carta, appena cotta e può essere consumata anche durante una passeggiata.

La gaufre di Bruxelles è un dessert belga con fama internazionale, e riconosciuto come prodotto belga dal New York World’s Fair nel 1964.

La tradizione belga vuole che si regalino i gaufres il giorno di Sint Maartens Dag, San Martino, (11 Novembre) e che si servano con cioccolata, nocciole, burro, mandorle, panna, sciroppi, zucchero a velo.

  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di riposo30 Minuti
  • Tempo di cottura4 Minuti
  • Porzioni6 gaufres
  • Metodo di cotturaAltro
  • CucinaEuropea

Ingredienti

  • 250 gfarina
  • 375 mllatte
  • 10 gzucchero
  • 100 gburro (fuso)
  • 15 glievito di birra fresco
  • 3uova
  • 1/4stecca di vaniglia
  • q.b.zucchero a velo

Preparazione

  1. Scaldare il latte.

    Mescolare il lievito con un poco di latte caldo e lo zucchero.

    Separare gli albumi dai tuorli. Sbattere gli albumi a neve con un mixer elettrico o una frusta.

    Setacciare la farina e aggiungere il resto del latte caldo, mischiare energicamente il tutto.

    Aggiungere i tuorli, il burro fuso e il lievito sciolto, la vaniglia, coprire l’impasto con un foglio di pellicola e lasciarlo riposare per una mezz’ora in frigorifero.

    Preriscaldate la cialdiera e spennellate la superficie con del burro per evitare che l’impasto attacchi. Mettete un mestolo di impasto cospargendolo con un cucchiaio su tutta la superficie e fate cuocere la gaufre per circa 3-4 minuti. Quando assume un aspetto dorato significa che è cotta all’interno.

    Decorare con zucchero a velo (o farcire a proprio piacimento)

    NB. La leggerezza della gaufre di Bruxelles è dovuta principalmente ai bianchi d’uovo montati. Pertanto, la miscelazione dei bianchi deve essere eseguita con la massima cura possibile per non smontare la schiuma!

Differenza tra gaufre e waffle:

Uguali nella forma, ma differenti per l’impasto, si cuociono entrambi sulla classica piastra a nido d’ape; per i waffle si prepara una sorta di pastella semiliquida con lievito chimico (a volte anche senza, ma con i soli albumi montati), le gaufres invece, più ricche di burro, necessitano di lievito di birra e un ingrediente fondamentale per ottenere un prodotto il più vicino possibile all’originale belga (di Liegi): lo zucchero perlato. Lo zucchero perlato assomiglia allo zucchero granulato per dolci, ma ha la forma di grani irregolari abbastanza duri. Lo “sucre perlé” non si scioglie all’interno dell’impasto fino al momento in cui comincia a fondere a 150°C, lasciando tenerissimo l’interno della gaufre e caramellato l’esterno.

Il nome waffle deriva dall’antica lingua belga, in cui “dolce” si diceva “wafla“.

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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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