Bubble and squeak é la prima ricetta della nuova rubrica “Costruire il menu” che dall’8 al 15 febbraio sarà dedicata al menù di San Valentino.
Come sapete il menù avrà un taglio americano, inteso come America in toto (anche come cucina anglosassone), e questa prima ricetta ve la propongo come antipasto, sebbene sappiate che nel resto del mondo non esistano gli antipasti così come li intendiamo noi.
Bubble and squeak in italiano significa “bolla e scricchiolio”, il nome deriva dai suoni che vengono emessi dai suoi ingredienti quando vengono fritti.
Piatto anglosassone, il bubble and squeak delle origini (inglesi) era molto differente da quello odierno, la carne di manzo era un tempo l’ingrediente principale, ora sostituita dalle patate, forse a causa della scarsità di carne bovina all’epoca della seconda guerra mondiale.
A partire dalla metà del Novecento, il piatto si prepara infatti usando cavolo* e patate.
E anche uno dei classici contorni del Sunday Roast inglese, nonché della prima colazione british.
Ed è stato anche uno delle portate servite alle nozze del principe William.
- DifficoltàMolto facile
- CostoMolto economico
- Tempo di preparazione15 Minuti
- Tempo di cottura5 Minuti
- Porzioni4 persone
- Metodo di cotturaFrittura
- CucinaBritannica
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
Cuocere le patate tagliate a cubetti in una pentola con acqua salata quindi scolarle e farle raffreddare.
Cuocere i cavoletti al vapore.
Sciogliere il burro aggiungere quindi la cipolla tagliata e farla soffriggere per circa 7/8 minuti.
Unire patate cavoli in una terrina e schiacciare con una forchetta, aggiungere il burro e la cipolla. Regolare di sale e pepe.
Formare delle polpette schiacciate e farle friggere nell’olio vegetale in una padella antiaderente.
* Cosa si intende per cavolo?
Con la parola cavolo vengono indicate diverse varietà tra cui il cavolfiore, cavolo nero, il cavolo rosso, quello romano, quello cappuccio, il cavolo rapa, i cavoletti di Bruxelles, la verza, il cavolo riccio e il broccolo cinese.
Uno dei primi libri che cita questa ricetta è l’Oxford English Dictionary del 1762.
Dosi variate per porzioni
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