Bigoli in salsa

Durante la cena al ristorante “Messner” di Venezia, abbiamo provato un’altra specialità veneziana: i bigoli in salsa. Di tradizione questo piatto povero si mangiava di venerdì o nelle feste che imponevano una cucina “di magro” (mercoledì delle Ceneri, venerdì santo e vigilia di Natale); il nome bigoli fa riferimento alla forma della pasta che somiglia a un bruco, che nel dialetto veneto si dice “bigat“. Per realizzare questa pasta era necessario utilizzare un bigolaro, un macchinario fissato al tavolo attraverso il quale era fatto passare l’impasto munito di un’apposita trafila, oggi è possibile realizzare questa pasta utilizzando un torchio con apposita trafila. Fondamentale è la dimensione che deve essere di un diametro di circa 3 millimetri e una lunghezza di massimo 30 centimetri. Simili a grossi spaghetti, i bigoli sono una pasta all’uovo che ancora oggi viene lavorata al torchio, oltre ad essere preparati con farina di grano tenero, possono essere realizzati anche con farina integrale, con o senza uova. Se volete realizzarli a mano trovate la ricetta QUI.  

  • DifficoltàBassa
  • CostoBasso
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura8 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 350 gBigoli
  • 8sarde o alici sotto sale
  • 1cipolla di Chioggia (bianca)
  • q.b.sale, pepe, olio extravergine di oliva

Preparazione

  1. Fate appassire in una padella una cipolla tritata finemente insieme ad un filo d’olio e a un po’ di acqua di cottura per evitare che annerisca. Pulite le sarde (dissalatele e,se le avete comprate intere eliminate anche le lische) e tagliatele a pezzetti aggiungendole alle cipolle stufate. Continuare la cottura e mescolando con un mestolo di legno, fino a che le sarde si saranno amalgamate in una crema insieme alle cipolle. Cuocere i bigoli e scolarli al dente. Condirli con la salsa e completare con pepe nero macinato fresco.

Note

I bigoli da sempre fanno parte della storia veneta al punto che per dire che è ora di andare a pranzo si dice: andare a bigoli. Tuttavia una corrente di pensiero sostiene che il termine bigolo venga dal tipico bastone curvo che in epoche passate veniva impiegato per trasportare acqua o farina quindi largamente utilizzato dai garzoni al servizio dei mastri pastai. Non aggiungete molto sale: la presenza delle acciughe, infatti, donerà la giusta sapidità al piatt  

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