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Torta di grano saraceno e mirtilli rossi (senza uova e burro)

 

torta di grano saraceno e mirtilli rossi

 

“Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa. Il mondo magari non l’aveva visto mai, ma erano quasi trent’anni che il mondo passava su quella nave. Ed erano quasi trent’anni che lui su quella nave lo spiava. E gli rubava l’anima.”

Alessandro Baricco

Non ho mai visto la montagna.
Sono nata a  Bologna. Ho vissuto gran parte della mia vita al Sud, tra Puglia e Sicilia.
E no, non ho viaggiato poi così tanto.
Poi si sa, quando si viaggia molto per lavoro si finisce per conoscere meglio gli aeroporti, delle città in cui fisicamente ci si viene a trovare.

La montagna era qualcosa che osservavo all’orizzonte, nei lunghi viaggi in macchina verso nord, da bambina. Quando il tempo scorreva sempre troppo lento e allora, piccola piccola, mi stendevo sui sedili posteriori per leggere un buon libro o anticiparmi i compiti, riemergendo solo quando il paesaggio offriva qualcosa di nuovo da osservare dal finestrino.

Una sosta in autogrill, qualche prodotto tipico, i sapori che cambiano, proseguendo di regione in regione lungo una A14 senza fine.
E poi eccole: le cime innevate, in lontananza.
Non mancava molto alla fine del viaggio.

Anche oggi, da adulta, quando mi capita di sorvolare le montagne muovendo verso nord, mi sorprendono come una volta.

La montagna. Ha il fascino di qualcosa che ancora non hai ancora vissuto, una meta dell’animo che sai che c’è, che presto raggiungerai magari, per un motivo o per l’altro, ma non sai quando.

C’è, però, qualcosa di meraviglioso nell’essere un “curioso alimentare”, che ti permette di viaggiare attraverso i sapori, di ricostruire, attraverso i profumi e i colori, l’anima di una terra, di immaginarne il paesaggio, di percepire persino l’indole della sua gente.
Vedi ciò che non hai mai visto, e a volte le immagini sono talmente vivide che alla fine non ricordi più se in quel luogo ci sei stato davvero o no; è il potere evocativo della cucina di un tempo.
Viaggiare…senza viaggiare.
Conoscere, senza vedere.
E spesso, quando finalmente in quel luogo ci vai davvero, ti sorprendi nel riconoscere dei particolari impressi nella tua memoria pur senza averli mai visti, ma semplicemente immaginati.

Schwarzplententorte

Una ricetta genuina. Semplice. Che sa di buono. Una torta di grano saraceno, farcita nel mezzo da una confettura di mirtilli. Nulla di più.
Eppure nessun dolce come Schwarzplententorte ha in sè il potere di evocare tutti i profumi della terra da cui proviene. Ricca e nutriente come le torte di montagna, la nota acidula dei mirtilli rossi, in un contrasto perfetto con il sapore tostato e robusto del grano saraceno. Una spolverata abbondante di zucchero a velo.
Una delizia sublime nella sua estrema semplicità.

Oggi vi presento la mia versione, molto rimaneggiata rispetto alla ricetta originale ( ricca di uova e burro, come si conviene ad una torta di montagna). I profumi, i sapori, le consistenze….questi no. Sono molto vicini all’originale 🙂

Mi piace servirla a merenda, con una tazza di tè caldo, abbondante zucchero a velo e una pallina di gelato alla vaniglia fatto in casa. Un peccato di gola va onorato per bene 😉

Ingredienti:
  • 100 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di farina di frumento di tipo 2 macinata a pietra
  • 100 g di mandorle non pelate
  • 150 g di fecola di patate
  • 200 g di zucchero di canna integrale grezzo
  • due bustine di cremor tartaro
  • un cucchiaino raso di bicarbonato setacciato molto finemente
  • un cucchiaio di aceto di mele
  • una arancia e un limone non trattati
  • una presa di vaniglia Bourbon in polvere, un cucchiaio raso di cannella in polvere
  • 100 ml di olio di riso
  • 350 ml circa di latte vegetale
  • una confezione di confettura di mirtilli rossi o neri allo zucchero di canna
  • zucchero a velo di canna per decorare

Tritare finemente le mandorle in un robot da cucina, fino a ridurle in farina. Riunirle in una ciotola assieme alle due farine, la fecola, lo zucchero, il cremor tartaro, il bicarbonato, la scorza di agrumi e le spezie. mescolare le polveri con cura.
In una fontana al centro versare l’olio e il latte e, incorporando delicatamente la farina dai bordi con un cucchiaio, amalgamare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Incorporare solo alla fine l’aceto di mele.
Versare l’impasto in una teglia oliata e infarinata e cuocere in forno statico a 180°C per 45-50 minuti, fino a quando la torta risulterà ben cotta alla prova stecchino. Lasciare raffreddare completamente prima di farcire.

Servire con abbondante zucchero a velo di canna e una pallina di gelato veg alla vaniglia.

2 Risposte a “Torta di grano saraceno e mirtilli rossi (senza uova e burro)”

  1. Che buona questa torta! veramente squisita, morbida e delicata…io ho messo marmellata di albicocche in mancanza di quella di mirtilli ma era deliziosa lo stesso…grazie mille per le tue sempre interessanti ricette
    Giulia

    1. fantastica con la marmellata di albicocche! La prossima volta provo anch’io 😉
      Grazie a te, un grande abbraccio <3

I commenti sono chiusi.