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La mitica piadina romagnola

Ricetta della mitica piadina romagnola

Una storia d’amore e piadine: il mio viaggio culinario in Romagna
Ci sono momenti nella vita che rimangono impressi nella memoria non solo per l’emozione che rappresentano, ma anche per i sapori che ci introducono a nuove culture.

La mia avventura con la piadina romagnola inizia oltre quarant’anni fa, precisamente a Lugo, un incantevole paese che avrebbe poi avuto un ruolo fondamentale nella mia vita.

Era la mia prima volta in Romagna, un viaggio intrapreso per conoscere i futuri suoceri, e tra l’eccitazione e la curiosità, non immaginavo che avrei scoperto un piatto che sarebbe diventato simbolo della mia esperienza culinaria in questa nuova terra.


Il ricordo del mio primo assaggio di piadina romagnola è ancora vivido nella mia mente. Fu in quel piccolo paese di Lugo che sperimentai per la prima volta il gusto autentico della piadina, un’esperienza che segnò l’inizio del mio legame indissolubile con la Romagna.

Pasta sottile, croccante, avvolta attorno a ingredienti semplici ma ricchi di sapore, la piadina fu per me una rivelazione, un gusto nuovo ma familiare, che mi fece sentire immediatamente a casa.

Imparai presto a ripetere la ricetta…Ne portai una scorta a casa e da li divenne uno dei miei pasti preferiti…

Farina, strutto e bicarbonato…

Leggi sotto…


Video ricetta del giorno

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Ingredienti

Farina, strutto, acqua e sale…

Forza! Preparatevi a impastare la piadina romagnola con gli ingredienti elencati in seguito…

500 g farina 0
50 g strutto
1 cucchiaino bicarbonato (1 cucchiaino da caffè)
q.b. sale
q.b. acqua

Strumenti

Serve una ciotola per impastare, un mattarello e una padella antiaderente

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Passaggi

In pochi passaggi pronte le vostre piadine!

Innanzi tutto bisogna cominciare con l’impasto. (In fotografia l’impasto che preparo con farina di segale e farro, ogni tanto dimentico di fare qualche fotografia.) Solitamente lo preparo al mattino, per cui se ne avete la possibilità è preferibile. Mettete gli ingredienti nella ciotola farina e bicarbonato insieme e miscelate, aggiungete poi lo strutto e il sale; e infine l’acqua; ogni farina assorbe diversamente, aggiungete a piccole dosi. Impastate fino a ottenere un panetto sodo ed elastico, che coprirete poi in una pellicola o chiuso in un contenitore e lasciato in frigorifero fino al suo utilizzo; per me la sera…Questo è un suggerimento per ottenere un risultato migliore, altrimenti saltate questo passaggio, verranno comunque buonissime!

Tolto dal frigorifero dividete in porzioni di circa 100 g l’una e stendetele con il mattarello; non fatele troppo sottili, mantenete uno spessore di circa 3 mm, Se vi è più comodo potete fare una sola sfoglia e ritagliate le piadine come in foto…

Date la forma classica o ciò che desiderate, per gli aperitivi le preparo a piccoli dischetti oppure a forma di fiore stendendo l’impasto in un foglio unico e ritagliando con gli stampini appositi

A questo punto non vi resta che cuocerle utilizzando una padella antiaderente ben calda; fatele girare da entrambe le parti, fino a cottura.

Farcite con prosciutto crudo, mortadella, rucola, squacquerone, e tutto ciò che vi fa piacere

Le mini piadine con formaggio, crudo e rucola…E tanta altra appetitose combinazioni

Una volta che avrete cotto le vostre piadine e fatte raffreddare potete conservarle in frigorifero chiuse in contenitore per non farle asciugare o nel congelatore. Al momento le dovrete solo scaldare sulla piastra ben calda, per ottenere un risultato ottimo. La piadina oramai fa parte dello street food, per cui la possiamo abbinare veramente con tantissime pietanze…Provate anche a tagliarle di dimensioni inferiori, piccoli dischi da servire per un aperitivo, o cena all’aperto…



La storia continua…

Mia suocera, con la sua saggezza culinaria, mi svelò che la vera forza della piadina sta nella sua semplicità e nella sua versatilità.

Mi insegnò che, nonostante ogni famiglia abbia la sua “ricetta segreta”, la base rimane sempre la stessa: farina, strutto (o olio per le versioni più moderne), sale e bicarbonato.

Con queste fondamenta, la piadina può diventare un tela bianca per ogni tipo di ripieno, dall’erba cotta al prosciutto crudo, dallo squacquerone ai più diversi ortaggi.

La lezione più importante, tuttavia, fu che per realizzare una piadina indimenticabile non bastano gli ingredienti di prima scelta, ma è necessario metterci il cuore.

Attraverso mia suocera, scoprii anche la storia affascinante di questo pane piatto.

La piadina, con le sue radici che si perdono nella notte dei tempi, è più di un semplice alimento: è un simbolo di convivialità e semplicità, un ponte che collega il passato al presente.

La sua origine, umile ma fiera, racconta di tempi in cui i pasti erano condivisi attorno al fuoco, e ogni piadina era un’offerta di ospitalità.

Con il tempo, divenne talmente radicata nella cultura romagnola da essere considerata un patrimonio da preservare e festeggiare,

testimoniando così la potenza di come la tradizione culinaria possa diventare un punto di incontro, di scambio e di identità.

La mia avventura romagnola, iniziata con una singola piadina a Lugo, si è trasformata in un viaggio di scoperta, non solo culinaria, ma anche personale e culturale.

E ogni volta che stendo la pasta per fare una piadina, è come se tessessi un legame più profondo con questa terra accogliente e con la mia famiglia, che continua a crescere e a nutrirsi di queste tradizioni.


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Pubblicato da Enza Squillacioti

Bio Enza da cuoca a fonte di ispirazione nella cucina e nella vita La passione per la vita all’aria aperta e la natura ha sempre caratterizzato la sua vita che, pur avendo lasciato il mondo professionale della cucina alcuni anni fa, non ha mai smesso di nutrire l’amore per il cibo, specializzata nella tradizionale cucina piemontese e italiana rustica. La sua dedizione la porta ad essere non solo un’apprezzata cuoca ma anche una stimata coach di cucina, organizzando corsi per turisti desiderosi di scoprire i segreti di piatti genuini arricchiti da erbe spontanee edibili, le cui virtù sa valorizzare nelle sue preparazioni. La decisione di coltivare un proprio orto, ponendo particolare enfasi sulle erbe aromatiche, e l’allevamento di galline, le sue “polle” per avere sempre a disposizione uova fresche, manifesta il suo profondo legame con la terra. Questa stessa passione è stata trasmessa ai suoi figli, i quali hanno abbracciato la vita agricola, dedicandosi all’allevamento di pecore e capre e alla produzione di formaggi e carni di qualità. Nel corso degli anni, ha scoperto la poesia come forma di espressione personale, nella quale riflette non solo su se stessa ma anche sulla società, condividendo poi queste riflessioni attraverso il suo blog Variabilicontaminazioni.blog che diventa punto di incontro tra la passione per la natura, l’amore per il cibo e la creatività artistica e il benessere. La sua vita è un chiaro esempio di come le passioni possano tessere assieme gli aspetti più disparati dell'esistenza, creando un tessuto ricco di esperienze e condivisioni.

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