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Mais. Un nome una pianta. Virtù in cucina

Mais. Un nome una pianta. Virtù in cucina.

Il mais, Un nome, una pianta annuale appartenente alla sottofamiglia delle maydeae e delle gramineae, ha un’infiorescenza maschile a pannocchia, chiamata anche pennacchio, che si sviluppa in cima allo stelo, mentre l’infiorescenza femminile è una spiga nota come pannocchia. Questa pianta ha origini messicane e fu portata in Europa da Cristoforo Colombo nei primi anni del cinquecento. Inizialmente coltivato nella penisola iberica, si diffuse successivamente in Francia e in Italia intorno al 1600, trovando terreno fertile nella pianura padana.

Il mais iniziò a essere coltivato negli orti, poiché erano esenti da tasse, ma in seguito si diffuse anche nei campi per far fronte alle carestie che colpirono l’Europa. Grazie alle sue caratteristiche, il mais iniziò a sostituire in buona parte altri cereali, diventando una risorsa importante per l’alimentazione.

La storia continua e il mais si adatta alle nostre abitudini…

Utilizzato principalmente per l’alimentazione animale sotto forma di sfarinati e fioccati, il mais è anche ampiamente utilizzato nell’alimentazione umana. L’olio di mais, ricavato dal germe, è un ingrediente comune in molte preparazioni culinarie. La farina di mais è utilizzata soprattutto per fare la polenta e le paste di meliga, dolci tipici della regione Piemonte. Inoltre, è molto apprezzata per la preparazione dei popcorn, snack popolari in tutto il mondo.

Negli ultimi anni, la farina di mais ha trovato un utilizzo innovativo nella preparazione della pasta per le persone intolleranti al glutine, offrendo un’alternativa gustosa e versatile per chi ha esigenze dietetiche particolari. Grazie alla sua versatilità e al suo sapore caratteristico, il mais continua a essere un alimento fondamentale nella dieta di molte persone in tutto il mondo.

Mais. Un nome una pianta.

Il mais, una pianta che fa parte della famiglia delle graminacee, ha una storia affascinante e misteriosa. Nonostante faccia parte di una famiglia di piante molto diffuse, il mais non è conosciuto allo stato spontaneo. Inoltre, è strano notare che se qualche chicco finisce accidentalmente nel terreno durante la raccolta, non germoglia.

L’origine del mais è avvolta nel mistero. Anche se comunemente associato al Messico, reperti fossili di età incerta sono stati trovati a Cuzco, in Perù, e in giacimenti preistorici del Cile. Questo rende difficile tracciare con precisione le origini di questa importante pianta.

Mais. Un nome una pianta. Virtù in cucina

Oltre al suo utilizzo alimentare, il mais è stato impiegato anche in terapia. Gli stimmi del mais, ossia le barbe presenti sulla pannocchia, sono noti per le loro proprietà diuretiche e sedative. Queste barbe, raccolte durante la fioritura e lasciate seccare lentamente, contengono acido maizenico, resina, magnesio, zucchero e acido silicico.

In conclusione, il mais è una pianta affascinante sia dal punto di vista storico che da quello terapeutico. Le sue origini misteriose e la sua variegata gamma di utilizzi ne fanno una pianta degna di essere studiata e apprezzata. Che sia nella nostra alimentazione o nella nostra medicina naturale, il mais ha molto da offrire.

Il libro sacro del Popolo Maya narra la storia dell’origine del mondo, dove l’uomo fu creato prima di argilla e poi di legno. Gli dei decisero infine di creare l’uomo di mais, da cui derivarono tutti gli altri uomini. Questo racconto riflette la profonda connessione che i popoli dell’America avevano con il mais, considerato sacro e simbolo del sole. La “Chica”, una birra ottenuta dal mais, era offerta al Dio sole in segno di gratitudine. La conservazione del mais avviene rovesciando le guaine della pannocchia senza staccarle e legandole a mazzi. Questo alimento era così essenziale che stava al centro di un vero e proprio culto, evidenziando la sua importanza nella cultura Maya.

Il mais in cucina

Gli gnocchetti alla salvia sono un piatto gustoso e sostanzioso, perfetto per una cena invernale o per un pranzo in famiglia. La preparazione di questo piatto richiede un po’ di pazienza ma il risultato finale vale sicuramente l’attesa.

Per preparare gli gnocchetti alla salvia, iniziate versando in una casseruola il latte e mezzo litro di acqua e portate a ebollizione. Aggiungete poi la farina a pioggia e mescolate costantemente per evitare la formazione di grumi. Cuocete la polenta per almeno 50 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Pochi minuti prima del termine della cottura, unite il taleggio e il Grana Padano grattugiato alla polenta, mescolando bene per farli fondere. Versate la polenta su un piano di lavoro umido e lasciate raffreddare. Con le mani umide, formate delle palline di polenta e disponetele in una pirofila imburrata.

Condite gli gnocchetti con burro fuso, salvia tritata grossolanamente e formaggio Grana Padano grattugiato. Infornate a 180 gradi per circa 20 minuti, finché la superficie sarà dorata e croccante.

Questo piatto è ricco di sapori intensi e avvolgenti, grazie al formaggio e alla salvia che si sposano perfettamente con la consistenza morbida della polenta. Gli gnocchetti alla salvia sono un’ottima alternativa ai classici primi piatti e sicuramente conquisteranno il palato di tutti i commensali.

Bibliografia

Nuovo erbario figurato

La grande enciclopedia delle erbe

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Pubblicato da Enza Squillacioti

Bio Enza, una donna amante della vita all’aria aperta e della natura, da cui trova ispirazione per i suoi hobby. Sebbene abbia smesso di cucinare per lavoro da qualche anno, è ancora immersa nel mondo del cibo. È specializzata nella cucina tipica piemontese, rustica e tradizionale. Ha collaborato come coach organizzando corsi di cucina per turisti e condivide la sua passione per le erbe spontanee edibili che utilizza e valorizza nelle sue preparazioni. La passione e la ricerca del buon cibo sono le basi del suo stile di vita, Enza coltiva il proprio orto con particolare attenzione alle erbe aromatiche e alleva galline le sue “polle” per avere sempre uova fresche e genuine. Insieme al marito hanno trasmesso questa stessa passione ai figli e quali conducono le proprie aziende agricole dedicate alla allevamento di capre e pecore e alla produzione di formaggi e carni Enza si è riscoperta come autrice durante i periodi di clausura dovuti a vari fattori. Scrive con passione e descrive mediante poesie i suoi stati d’animo e le sensazione che prova; non sempre centrata su se stessa ma riflettendo la società nel suo complesso. Le sue poesie giocano con le parole diventando talvolta ripetitive poiché innamorata delle parole stesse; riporta ciò che la circonda nella sua quotidianità, che sia immersa nella folla o solitaria nella natura. Estroversa e poliedrica nei suoi interessi, che mette in risalto attraverso momenti alterni, tutti legati da un filo conduttore: il legame con la terra e le emozioni che la plasmano. La sua passione per le erbe, la cucina, le parole, le trascrive sul suo blog Variabilicontaminazioni.blog , in cui condivide le sue esperienze e le sue creazioni Cerca di creare un connubio tra la sua passione per la natura l'amore per il cibo e la creatività artistica aiutandosi con forme naturali che rappresentano l’armonia tra l’uomo e la natura In conclusione Enza è una donna aperta curiosa e appassionata che trova ispirazione nella natura e nel cibo la sua sensibilità si riversa nella cucina nelle poesie nell’arte e in tutte le sue passioni il suo blog è un riflesso di questo suo mondo variegato e contaminato da sapori sensazioni emozioni che animano la vita.

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