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L’amore non è una scatola di cioccolatini.

L’amore non è una scatola di cioccolatini di Cristina Bollini

La casa di vetro potevamo vederla solo io e mia madre, era una casa dentro la casa e noi stavamo vivendo una vita dentro la vita. Difficile spiegare cosa fosse in realtà perché era solo la nostra realtà. Era come avere due madri.

Una, maestra di vita senza pari, l’altra, ostile presenza matrigna. Perché il sangue non basta mai.

Come una bestia nera l’orribile sensazione di estraneità a volte torna.

Si fa presto a dire madre e figlia.

Tra noi, nella nostra lunga vita insieme, non si capiva più chi fosse la madre e chi la figlia.

La nostra casa di vetro era una prigione a volte, altre un giardino di fiori. Ma nessuno poteva entrare, a volte si scomponeva come una matrioska e poi si ricomponeva, altre volte non si sarebbe mai più potuta ricomporre e dovevamo tenerci incollati i pezzi.

Guardandoci da fuori sembrava che avessimo sbagliato tutto, in realtà il bene era grande quanto l’incapacità di dimostrarlo.

L’omissione di sentimenti, pensava, avrebbe dovuto essere considerato un reato.

C’era tra noi uno strano scambio come se io fossi la madre bambina, difficile da capire, ma semplice nello stesso tempo, ci portavamo addosso un’antica eredità, qualcosa che non era nostro, ma che nemmeno ci era dato di conoscere.

Mia madre si riviveva in quella figlia che però era tanto diversa e ripercorreva l’abbandono per aver perso sua madre da bambina.

L'amore non è una scatola di cioccolatini

Il risultato era drammatico

ma comprensibile. Io ero stata caricata di tutto l’amore che non aveva ricevuto e quindi di conseguenza anche di tutta la rabbia e la disperazione.

Per me rabbia e collera erano la paradossale espressione dell’amore primario e ben sapevo che non era così.

A volte avevamo creduto tutte e due che non saremmo mai più state in grado di ricomporli quei pezzi di vetro perché ce li eravamo piantati nelle mani e sanguinando sentivamo che una parte di noi apparteneva all’altra.

La casa di vetro aveva molti quadri alle pareti e non aveva porte quindi non permetteva a chi era entrato di uscirne se non a patto di farsi molto male.

Ogni dipinto aveva un nome nella casa di vetro, quindi i muri erano abitati da personaggi familiari e di notte si aggiravano per la casa. La notte accadevano strani fatti, si sentivano voci, gridi, lamenti e una voce piangere sommessamente.

A volte un forte profumo di tigli accarezzava le lenzuola bianche di tela e consolava per il tempo di ripercorrere i viali della memoria.

La nostra storia rimane un mistero vissuto da due bambine, la bambina arrabbiata che era una e la bambina abbandonata che era l’altra.

“L’amore non è una scatola di cioccolatini.”

Cristina Bollini

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Pubblicato da Enza Squillacioti

Enza amante della vita all’aria aperta e della natura da cui trae ispirazione per i suoi hobby Da pochi anni ha smesso di cucinare, pur restando con la testa e il cuore nel mondo del cibo. Specializzata nella cucina tipica piemontese, rustica. Ha collaborato come coach organizzando corsi di cucina. Appassionata di erbe spontanee mangerecce che utilizza e risalta nelle sue preparazioni La passione e la ricerca del buon cibo fanno da base. Coltiva il suo orto, con una particolare attenzione alle erbe aromatiche, alleva le sue ”polle” per avere uova fresche. Insieme al marito ha trasmesso la stessa passione ai figli che conducono le proprie aziende agricole, con allevamento ovino e caprino e produzione di formaggi e carni. Nasce o meglio rinasce come autrice, in tempo di “clausura” dovuti a molteplici fattori. Scrive e descrive con passione; le sue poesie raccontano stati d’animo e sensazioni. Non sempre elaborati sulla propria persona, ma come riflesso della nostra società. Un gioco di parole, consapevole a volte ripetitivo, poiché innamorata delle parole stesse. Riporta ciò che la circonda, nella quotidianità, tra la folla o semplicemente nelle sue peregrinazioni nella natura. Solitaria seppur estroversa, poliedrica nei suoi interessi, che mette in risalto in momenti alterni; tutti legati da un filo conduttore, il legame con la terra e le emozioni; che interagiscono con il plasmare forme ceramiche o legnose oppure circondarsi di sassi e forme naturali. Confluisce la stessa passione nel rapporto con le erbe, le piante e la cucina, passando per la musica i libri e la curiosità… Nel tempo libero si occupa di trascrivere il suo mondo sul blog Variabilicontaminazioni.blog

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