Crea sito

Patologie oncologiche femminili: Diagnosi e prevenzione

Buon pomeriggio ragazzi 👨🏼‍⚕️

Torniamo a parlare di prevenzione ma tutta al femminile, in questa giornata infatti il blog si tinge tutto di rosa trattando una tematica che io ho estremamente a cuore: La prevenzione.

L’obiettivo della prevenzione e degli screening é quella di individuare tempestivamente un’eventuale patologia, in questo caso di natura neoplastica, aumentando le possibilità di guarigione.

Oggi infatti voglio soffermarmi sulle patologie oncologiche femminili. Focalizziamole insieme:

Il tumore della cervice uterina (o del collo dell’utero) è il quinto tumore più diffuso fra le donne con meno di 50 anni. È l’unica forma di neoplasia quasi totalmente riconducibile ad un agente infettivo, il Papilloma Virus (HPV). Esistono test di screening per individuare l’infezione e per diagnosticare precocemente le lesioni tumorali e pre-tumorali. Inoltre la vaccinazione contro l’HPV permette di prevenire l’infezione e le malattie che può provocare.
Si consiglia infatti:
• L’HPV TEST per le donne tra i 30 e 65 anni ogni 5 anni.
PAP TEST per le donne tra i 25 e i 29 anni ogni 3 anni.

I tumori dell’ovaio compaiono soprattutto tra 55 e 65 anni, le nuove diagnosi sono oltre 5.000 l’anno in Italia e spesso quando é già in fase iniziale. Al momento non ci sono screening efficaci, se non nel caso di predisposizioni note. Come si riconosce? I sintomi sono poco specifici, fra gli altri gonfiore addominale persistente o intermittente, necessità di urinare spesso, dolore addominale, alterazioni del ciclo mestruale, inappetenza, perdite vaginali e irregolarità intestinale. Si tratta di malesseri comuni che quasi sempre hanno altre cause, ma è bene saperli riconoscere e parlarne con il proprio medico.

Il tumore del colon è il secondo dei tumori più diffusi tra le donne, la sua incidenza è molto elevata anche negli uomini ma nel genere femminile colpisce spesso in forme più difficili da diagnosticare e più aggressive. Quali sono le cause? Al giorno d’oggi non si hanno risposte chiare al riguardo. Quasi tutti i casi di cancro al colon di solito iniziano con la comparsa di polipi non cancerogeni. Se questi ultimi non vengono estirpati o individuati in tempo, possono dare vita a forme di natura cancerosa. Per questo motivo, è importante fare molta attenzione ai seguenti sintomi: sangue nelle feci, dolore addominale, malessere generale, perdita di peso inspiegabile e alvo intermittente. Uno stile di vita sano, il mantenimento del giusto equilibrio microbiotico intestinale e una corretta alimentazione sono fondamentali per una prevenzione efficace.

Ultimo ma NON per importanza é il tumore al seno. Il tumore al seno è la più frequente neoplasia femminile, con oltre 50.000 nuove diagnosi l’anno in Italia. Pur restando la prima causa di morte per tumore fra le donne, è una delle malattie oncologiche con le più alte probabilità di guarigione. Merito della ricerca, di terapie sempre più efficaci e della prevenzione. Stili di vita sani, controlli e diagnosi precoci possono ridurre il rischio e ottimizzare le cure.


Ma approfondiamo meglio alcuni aspetti:


Il seno è un organo costituito da una serie di ghiandole, organizzate in lobuli, di dotti che portano il latte fino al capezzolo e da una parte di tessuto adiposo.
Il tumore della mammella si sviluppa dalla componente ghiandolare. La tipologia più comune di tumore ha origine dalle cellule che rivestono i dotti e prende il nome di “duttale”; rappresenta il 70-80% di tutte le forme di tumore al seno. Il tumore che origina invece dai lobuli è definito “lobulare” ed è assai meno frequente (circa il 10%). Entrambi i tipi tumori, duttali e lobulari, nella maggior parte dei casi sono “invasivi”, sono dotati cioè di potenziale metastatico, ma non è infrequente ritrovare la forma “in situ”, che ha uno sviluppo locale. I fattori di rischio sono principalmente legati ai corretti stili di vita, e possono avere un ruolo molto importante, interagendo con i fattori genetici e anagrafici, nell’aumentare o ridurre il rischio di tumore al seno.
I tumori, non solo quello al seno, sono malattie molto complesse: non hanno un’unica causa, ma sono determinati da una combinazione articolata di fattori genetici e ambientali. I primi sono non modificabili mentre sui secondi, che comprendono le abitudini, possiamo fare molto per diminuire il rischio di ammalarsi.

Essi vengono divisi in primari e secondari, vediamo insieme quali sono:

FATTORI DI RISCHIO MODIFICABILI – PREVENZIONE PRIMARIA
ALIMENTAZIONE ED ATTIVITÀ FISICA

Una dieta troppo ricca di grassi saturi, tipica dei paesi occidentali, è associata a una maggiore incidenza di tumore al seno. Anche un eccessivo peso corporeo costituisce un fattore di rischio: il tessuto adiposo, soprattutto quello viscerale, è metabolicamente attivo e coinvolto nel metabolismo degli ormoni e può influenzare i tumori ormono-sensibili, come alcuni tipi di tumore al seno. Ecco perché è così importante seguire le linee guida per una sana e corretta alimentazione: la dieta mediterranea, caratterizzata dal consumo di cereali integrali, legumi, frutta e verdura in abbondanza e grassi buoni come quelli del pesce, dell’olio extravergine di oliva e della frutta secca risulta completa e perfetta da seguire. È preferibile quindi ridurre il consumo di carni rosse e grassi di origine animale a favore di alimenti che svolgono un ruolo “protettivo” nei confronti del nostro organismo.


Ad esempio legumi, frutti di bosco, cereali integrali, soia e derivati contengono fitoestrogeni che nelle donne sane aiutano a proteggere dalle neoplasie correlate. Anche gli ortaggi a foglia, sia cotti che crudi, come spinaci, cicoria, bietola e lattuga agiscono regolando gli ormoni e proteggendo dall’insorgenza del tumore al seno.


Anche l’esercizio fisico coadiuvato ad una giusta alimentazione apporta numerosi benefici al nostro organismo: regola il metabolismo, aiutando a bruciare le calorie in eccesso e a diminuire la massa grassa, tiene sotto controllo la glicemia, il metabolismo degli ormoni e rinforza il sistema immunitario. Analisi di numerosi studi clinici condotti su oltre 4 milioni di donne hanno dimostrato che praticare 1 ora al giorno di attività sportiva riduce del 12% il rischio di sviluppare tumore al seno. Già 30 minuti al giorno di movimento come una camminata a passo svelto sono sufficienti per godere dei benefici dell’attività fisica sul nostro organismo.


Fare attività fisica fa bene anche dopo una diagnosi di tumore al seno:
oltre ad aiutare a superare alcuni effetti collaterali delle cure, come dolori articolari e depressione, abbassa del 50-53% il rischio di mortalità per tumore rispetto a uno stile di vita sedentario.

LA PREVENZIONE SECONDARIA – QUEI CONTROLLI CHE SALVANO LA VITA

Scoprire un tumore in fase precoce significa aumentare le possibilità di
guarigione, con trattamenti efficaci e poco invasivi. Ecco perché, accanto alla prevenzione primaria, è fondamentale la prevenzione secondaria, ovvero sottoporsi con regolarità agli accertamenti prescritti dal proprio medico di fiducia, secondo l’età e la storia personale.
Ad oggi, la sopravvivenza a cinque anni per chi ha il tumore al seno è dell’87% ma se il tumore è individuato in fase iniziale, quando ancora non dà sintomi ed è al di sotto di 1 cm di dimensione, e trattato secondo i migliori standard di cura, la percentuale arriva ben oltre il 90%. La diagnosi precoce, quindi, può davvero salvare la vita.
Ogni donna deve imparare a conoscere il proprio corpo, senza ansie, per
individuare eventuali cambiamenti e rivolgersi al medico in caso di segnali insoliti.

È utile osservare i seni davanti a uno specchio, con le braccia prima distese e poi alzate, e poi sdraiate supine con un braccio sotto la testa, palpare ciascuna mammella su tutta la sua superficie con le dita della mano opposta.

Quali esami fare e a quale età? Qui di seguito, i consigli e gli esami da effettuare per un controllo e una prevenzione efficace:

DAI 25 AI 40 ANNI

– Autopalpazione del seno (2-3 giorni dopo ogni ciclo mestruale)

– Visita senologica ed ecografia mammaria, almeno una volta o secondo le indicazioni del medico curante dopo valutazione del rischio personale.

DAI 40 AI 50 ANNI

– Autopalpazione del seno (2-3 giorni dopo ogni ciclo mestruale)

– Visita senologica, mammografia ed ecografia mammaria ogni 1-2 anni.

DOPO I 50 ANNI

– Autopalpazione del seno (1 volta al mese)

– Visita senologica, mammografia ed ecografia mammaria ogni anno.

Esempio di corretta autopalpazione del seno.

Piccola parentesi non meno importante:

Nonostante la pandemia da covid-19 abbia rallentato di molto la macchina di screening e non solo, l’importanza della prevenzione é FONDAMENTALE, prendersi cura di se stessi é la prima arma di difesa che possiamo avere. Fondamentale anche sostenere la ricerca scientifica contro il cancro portata avanti da AIRC, fondazione Umberto Veronesi e tante altre realtà che permettono, grazie al loro instancabile lavoro, che il cancro sia sempre più curabile.

Un medico ai fornelli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.