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  • Crostata a forma di V – aka “torta Vintersorg”

    Crostata a forma di V - aka "torta Vintersorg"

    No. la V non sta per Valentina che è accidentalmente anche il mio nome.
    non preoccupatevi, non sono così autocelebrativa! XD
    oggi vi svelerò qualcosa del mio mondo, cosa che sono un po’ restia a fare di solito, parlo molto e a sproposito volte :P, ma veramente veramente poco di me.
    di cosa mi piace, della mia vita, dei miei interessi, delle mie passioni…certo la mia personalità un po’ esplosiva e particolare credo che emerga dai miei post e dal mio modo di scrivere. ma sono comunque una persona riservata che non ama mettere in piazza i propri affari personali.
    bene. ora non posso più nascondermi.
    il design molto particolare di questa torta, questa specie V gotica (gotico inteso come carattere di scrittura), prende spunto dal logo di un gruppo, i Vintersorg, band svedese che io adoro.
    premetto già che non fanno pop. e neppure dance. e neppure lontanamente rock leggero.
    sì insomma. fanno metal.
    ecco l’ho detto.
    perchè se dici che ascolti metal la gente ti guarda come se fossi un alieno.
    se poi hai un blog di cucina e ascolti metal, peggio ancora.
    e se poi non è neppure tanto tanto leggero e melodico, apriti cielo, spalancati terra. o era il contrario?
    quale binomio più assurdo? ^_^
    quindi ecco, il danno è fatto.

  • dolci al cucchiaio
  • Creme brulee alla Amélie (ossia a modo mio)

    Creme brulee alla Amélie (ossia a modo mio)

    Oggi ho sfidato per voi il mio più acerrimo nemico: IL CARAMELLIZZATORE!!! (anche conosciute come “le tragicomiche avventure della Vale e il caramellizzatore”)
    era un po’ che volevo fare una creme brulee, in realtà devo ammettere con un po’ di vergogna che non l’avevo mai neppure assaggiata, ma vi ricordate “Il favoloso mondo di Amelie”? quando lei diceva che rompere con il cucchiaio la crosticina croccante della creme brulee era una delle cose che la rendeva più felice?
    beh ecco, volevo provare quella sensazione anche io! rompere la crosticina, non essere felice, tanto per essere chiari, anche se un po’ di felicità e soddisfazione me l’ha donata questa operazione di scucchiaiamento feroce 😛
    allora mi sono presa coraggio e ho sfidato il caramellizzatore. ho un po’ il terrore delle fiamme libere. finchè sono attaccate al fornello o al forno va tutto bene, no problem! non importa quanto sia grosso il forno o il fornello (uso entrambi di quelli industriali quindi sono enormi) per me di lì non scappano!
    con il cannello invece la fuga era possibile se non probabile…ma innanzi tutto prima di accenderlo dovevo ricaricarlo, più semplice a dirsi che a farsi! istruzioni scritte in turco-ottomano, disegnini minuscoli che ci voleva un ingegnere della NASA per comprenderli, alla fine mi butto e tento l’impresa, convinta di avere azionato tutte le leve nella posizione giusta (ma qual’era la posizione giusta? difficile capirlo dalle immagini!) se non che il caramellizzatore comincia a tirar fuori gas come se non ci fosse un domani PSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH….