• biscotti e barrette
  • Cornish fairings – biscotti speziati della Cornovaglia

    Cornish fairings - biscotti speziati della Cornovaglia

    Il delirio all’hotel sembra oramai non avere fine.
    Oltre all’invasione del parendato ci s’è messa anche la caldaia bruciata.
    E’ tipo una settimana che siamo senza acqua calda, per la gioia nostra e dei clienti, che tanto in questo periodo latitano.
    Quindi anche lavare i piatti, e le ciotole post-dolce si trasforma in una tortura inenarrabile.
    Perchè la nostra acqua non ha mezzi termini. O scende a bollore, o congelata.
    Non sapete le maledizioni in aramaico antico che ci lanciamo quando qualcuno usa l’ acqua bollente e poi dimentica di fare scorrere l’acqua fredda per rimportarla a temperatura “umana”, quello che arriva dopo e apre il rubinetto si becca un’ustione di 3° grado assicurata. matematico.
    Lo stesso per l’acqua fredda.
    Frigorifero?
    Ma a che serve l’acqua in frigo d’estate quando hai un collegamento diretto con i ghiacciai perenni dell’antartide?
    Un giorno o l’altro non mi meraviglierei se uscisse pure un pinguino dallo scarico.
    Quindi tra caos e acqua fredda mi sono trovata una ricettina proprio easy da fare, che impiegassi poco tempo e sporcassi davvero il minimo!
    Ed è così, che sfogliando il libro di Pam Corbin, che si intola Dolci, ho trovato i Cornish Fairings, dei biscottini semplici semplici che si potevano fare a mano o con il mixer.
    Ho optato per il mixer, tanto o ciotola o mixer qualcosa dovevo pur sporcare, così mi sono lasciata prendere dalla pigrizia 😛
    I cornish fairings, come racconta Pam : “…Tipici della Cornovaglia, questi biscotti sono speziati e croccanti, di colore scuro e con profonde crepe in superficie. Il nome deriva dalle antiche fiere di paese che animavano la regione, occasioni di festa e di commercio durante le quali queste delizie erano vendute ai visitatori come souvenir da portar a casa”.
    inutile dire che quando ho letto “Cornovaglia” “antiche fiere” e “profonde crepe” mi sono subito esaltata e li ho voluti provare!!!!

  • pane e lievitati
  • Pane celtico con la ricetta di Sara Papa

    Pane celtico con la ricetta di Sara Papa

    Sapevo che il giorno in cui avrei provato a fare del pane vero sarebbe inevitabilmente arrivato, prima o poi.
    beh…quel giorno è oggi.
    non sapevo esattamente cosa aspettarmi…il soda bread (versione 1 e versione 2), l’unica mia esperienza con la panificazione, non è una esperienza completa e a tutto tondo, diciamo che è un po’ un pane for dummies. un surrogato del pane.
    qui si fa sul serio. a partire dal tempo che si impiega, 2 ore per la prima lievitazione, e mezzora per la seconda.
    non sapendo come fare nè a che santo appellarmi, non ho osato fare di testa mia e sperimentare, così ho preso una ricetta di Sara Papa, sotto consiglio di mia mamma che la guarda sempre in Tv e ho incrociato le dita.
    devo dire che il processo stesso di panificazione, complice la planetaria, non è stato difficile.
    è stato piuttosto lungo e noioso attendere le ore necessarie alla lievitazione, e aspettare aspettare aspettare.
    per natura non sono una persona paziente….smaniavo come una pazza, guardando ogni 3×2 l’orologio, il tempo sembrava essersi fermato.
    le 2 ore e mezzo più lunghe della mia vita.

    anche perchè temevo un enorme disastro.
    già mi prevedevo di sfornare una roba di densità e peso specifico sconosciuto sulla faccia della terra, da sfondare un muro di cemento armato in pratica.
    quindi in atto preventivo ho dimezzato la dose, in modo da non dover costringere i familiari/cavia di assaggiare il mio “mattoncino”.
    ho fatto il mio impasto, messo a lievitare, e wow! dopo 2 ore era davvero lievitato.
    ma lievitato sodo. tipo del doppio.
    cioè lievitato a regola d’arte, come doveva. senza scherzi strani, senza sorprese.
    verso metà dell’opera comincio a sperare verso una risoluzione positiva della questione.
    comincio a dare forma alle mie pagnotte.
    sorge il primo vero problema.
    ossia che io non sono un panettiere.

  • muffin e dolcetti
  • Delycatessen – Muffin alle mele, miele e cannella

    Delycatessen - Muffin alle mele, miele e cannella

    “Dedidato ai figli Riccardo e Stefania.
    Dedicato anche a tutti coloro che amano il cibo, ma non sanno cucinare e vogliono imparare.
    Dedicato a coloro che prediligono la sostanza alla forma.
    Dedicato a coloro che amano cucinare ma hanno poco tempo.
    Dedicato a coloro che amano la cucina semplice e non elaborata.
    Dedicato a coloro che amano sentirsi in forma ed essere sereni: la protezione della salute comincia a tavola.”

    Tutte le ricette hanno una storia, quelle di famiglia hanno storie ancora più belle da raccontare.
    Con queste parole inizia Delycatessen, il libro che mio zio Sandro ha scritto per raccogliere le ricette di mia zia Dely (di qui il titolo Dely-catessen). mio cugino Riccardo poi, che è giornalista, l’ha fatto stampare e rilegare e ne è nato un bel volume con copertina rigida da cui ho copiato parola per parola la ricetta dei muffin alle mele che troverete qui sotto. e che ovviamente prima ho sperimentato con le mie manine.
    le ricette di famiglia sono le migliori. su questo non si discute.
    sfogliando questo libro ho ritrovato alcune ricette che già conoscevo, che mia zia probabilmente ha passato a mia mamma, o che forse mia nonna ha passato a loro (è sempre difficile capire la vera origine di una ricetta) tipo i biscotti con i cornflakes, la scarpaccia, la crostata alla crema al cioccolato che mia mamma ha sul suo quaderno di ricette sotto il nome di “torta cioccolato Dely” perchè è famosa per la sua bontà ed è spesso stata fatta anche a casa nostra.
    sapori che già conoscevo e che mi ha fatto piacere ritrovare e riconoscere fra le righe di questo libro.
    ma i muffin alle mele no. questi non li avevo mai provati, almeno non con questa ricetta.
    così quando mia zia mi ha portato il libro ho voluto subito mettermi all’opera.
    visto che muffin, mele, e cannella sono tra le cose che più amo in assoluto!!!!