• secondi piatti
  • Tacchino allo zenzero e mandorle

    Tacchino allo zenzero e mandorle – da un’idea della Parodi. esatto. da un’idea. perché nella sua ricetta si parla di pollo allo zenzero. e il pollo non ce l’avevo. poi implicava l’uso della salsa di soia. che era scaduta. poi prevedeva di tostare le mandorle. e io non le ho tostate. infine dovevo aggiungere la […]

  • muffin e dolcetti
  • Corn muffins – Muffin alla farina di mais

    Corn bread….ehm no…volevo dire Corn muffins. sì perchè i corn muffin prendono spunto da questa ricetta qui, il corn bread, ossia il pane al mais, tipico della cucina statunitense del sud. dopo averlo assaggiato ed essermene innamorata, ho voluto trasformarlo in un dolcetto. impresa piuttosto semplice devo ammetterlo. niente strani incroci, niente voli pindarici, niente […]

  • secondi piatti
  • Fried chicken bites – Bocconcini di pollo in crosta croccante

    Lo devo ammettere. Sono drogata di Tv, ma quella brutta, quella spazzatura, quella dei programmi di Sky dove vanno in scena vendite di case, mercati delle pulci, accumulatori seriali e drammi esistenziali. e….ultimi ma non ultimi, programmi sulla cucina americana e sul Junk food, ossia sul cibo spazzatura. non avete idea di quanti programmi ho visto […]

  • feste & co
  • Pretzelini – Panini a forma di pretzel tedeschi

    Pretzelini…non lasciatevi sviare dal nome. Non sono mini-pretzel.
    Sono dei panini a forma di pretzel.
    Il Natale si avvicina e mi sono detta che devo assolutamente fare delle ricette natalizie.
    ottimo, se non fosse che so da che parte cominciare! XD
    perchè non sono una grande fan delle feste quelle con le lettere maiuscole, e in casa mia il Natale sì che si festeggia, ma non abbiamo delle ricette tradizionali, come in molte famiglie, che ogni anno, con cura quasi maniacale, preparano sempre lo stesso rigoroso menù.
    intendo sia per il dolce che per il salato. non abbiamo mai festeggiato un Natale con un dolce tipico natalizio (se non quelli appunto comprati, tipo Pandoro e Panettone), per il resto siamo sempre andati ad estro, quello che ci andava e piaceva sul momento.
    così, nel momento di mettermi a cucinare qualcosa di natalizio mi sono trovata in difficoltà.
    non ho un vero repertorio da cui pescare.
    non posso andare a frugare nell’agenda di mia mamma che è il mio libro guida, sopratutto in materia di dolci, perchè non esiste una sezione “Natale”.
    così ho deciso.
    e vi cucinerò io qualcosa che mi fa Natale.
    magari non sarà qualcosa proprio di natalizio al 100% ma per me cattura lo spirito del Natale! XD
    cioè i Pretzeln.
    io adoro i pretzeln, in tutte le forme e misure, da quelli piccolini e croccanti che si comprano al supermercato, a quelli giganti che si trovano alle feste della birra.
    sono come le ciliegie per me. una volta sentito il sapore, non riesco a smettere.

  • pane e lievitati
  • Panzerotti, pizze fritte, panzanelle, o giù di lì…

    Panzerotti, pizze fritte, panzanelle, o giù di lì...

    Eccoci qua, con la seconda ricetta salata! mica starò esagerando?
    Il nome di questo piatto è una questione seria. è conosciuto in ogni parte d’italia, ma in ogni zona ha un nome diverso. non parlo di varianti regionali, parlo proprio di varianti locali, basta spostarsi di qualche chilometro e già ha acquisito un nome completamente diverso. che poi di fatto altro non è se non la pasta della pizza fritta in olio bollente, quindi la ricetta è praticamente identica per tutti, con qualche piccola variante qua e là.
    cercando su Google mi sono imbattuta in decine di nomi con cui questo piatto è conosciuto: panzerotti, quarti fritti, panzanelle, pizze fritte, pizzelle, gnocchi fritti, calzoni fritti, torta fritta, ciaccia fritta, panino fritto, pinzino, crescentina fritta, chisolino, ficattole, ovviamente le ricette differiscono da zona a zona, ma il prodotto finale è molto simile.
    quand’ero piccola e abitavo in un piccolo paesino di campagna ero solita chiamarli “quarti fritti” che poi “quarti” di cosa non si sa bene, ma lì si chiamavano così…quando poi mi trasferii (di 10 km, mica 100!) e continuavo a chiamarli “quarti” tutti mi guardavano come se fossi un’aliena! così per essere compresa in terra straniera smisi e cominciai a chiamarli panzerotti, che sembra essere il termine “tecnico” della mia attuale città…
    ma basta andare verso firenze (80 km più in là) e già lì si chiamano pizze fritte.
    insomma impossibile mettersi d’accordo. in toscana quando ci troviamo a discutere di un piatto di cui nessuno ne capisce il nome, bhe allora sappiamo che stiamo parlando di questo…
    sicuramente qua non si chiamano panzanelle come nel sud, perchè la PANZANELLA è qualcos’altro: un piatto rustico e povero della tradizione toscana, a base di pane ammollato, cipolla, pomodori, tonno, basilico e capperi (o almeno così si fa nella mia città, sicuramente anche lì ci saranno varianti).

  • dolci al cucchiaio
  • Creme brulee alla Amélie (ossia a modo mio)

    Creme brulee alla Amélie (ossia a modo mio)

    Oggi ho sfidato per voi il mio più acerrimo nemico: IL CARAMELLIZZATORE!!! (anche conosciute come “le tragicomiche avventure della Vale e il caramellizzatore”)
    era un po’ che volevo fare una creme brulee, in realtà devo ammettere con un po’ di vergogna che non l’avevo mai neppure assaggiata, ma vi ricordate “Il favoloso mondo di Amelie”? quando lei diceva che rompere con il cucchiaio la crosticina croccante della creme brulee era una delle cose che la rendeva più felice?
    beh ecco, volevo provare quella sensazione anche io! rompere la crosticina, non essere felice, tanto per essere chiari, anche se un po’ di felicità e soddisfazione me l’ha donata questa operazione di scucchiaiamento feroce 😛
    allora mi sono presa coraggio e ho sfidato il caramellizzatore. ho un po’ il terrore delle fiamme libere. finchè sono attaccate al fornello o al forno va tutto bene, no problem! non importa quanto sia grosso il forno o il fornello (uso entrambi di quelli industriali quindi sono enormi) per me di lì non scappano!
    con il cannello invece la fuga era possibile se non probabile…ma innanzi tutto prima di accenderlo dovevo ricaricarlo, più semplice a dirsi che a farsi! istruzioni scritte in turco-ottomano, disegnini minuscoli che ci voleva un ingegnere della NASA per comprenderli, alla fine mi butto e tento l’impresa, convinta di avere azionato tutte le leve nella posizione giusta (ma qual’era la posizione giusta? difficile capirlo dalle immagini!) se non che il caramellizzatore comincia a tirar fuori gas come se non ci fosse un domani PSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH….