Lemon pie camuffata da cheesecake

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avete presente cosa succede a incrociare un cheesecake con una lemon pie? bhe forse no 😛 c’è chi incrocia gli animali,  chi le piante…beh…io incrocio i dolci (o almeno ci provo!!!)
spesso mi accade di non sapere che dolce fare, spulcio nei vari ricettari che ho assemblato e non trovo niente che mi ispira, allora guardo nella dispensa, e mi domando “cosa diavolo potrei pasticciare oggi?” una bella premessa no?

bhe questa volta in dispensa avevo il latte condensato (io uso sempre questo della Nestlè perchè è ottimo!)
e adesso vi dirò una cosa incredibile, o forse anche no, magari vi dico una cosa che è tipo l’acqua calda, ma i cheesecake fatti con il latte condensato sono imbattibili! hanno una cremosità e scioglievolezza in bocca che non si riesce a raggiungere o replicare con nessun’altro ingrediente.
il cheesecake è uno dei miei dolci preferiti, mi piace in tutte le sue varianti crude o cotte,  mi piace inoltre mischiare vari sapori e formaggi diversi, perchè le combinazioni sono infinite, e i sapori  spesso sorprendenti.
adoro anche la key lime pie che ho provato anche nella versione lemon pie, rivista a modo mio e addizionata di cocco. eh scusatemi, la mia dipendenza da cocco è imbarazzante.  probabilmente avrei bisogno di un esorcismo:  “cocco! esci da questo corpo!!”
quindi mi sono detta, e questa è una cosa che in cucina non vale sempre, ma  spesso sì:  “se due cose sono buone da sole, forse sono buone anche insieme!” proviamoci.
se avete letto la mia presentazione saprete che sono autodidatta, quindi non ho fatto scuole di pasticceria.
spesso ho sentito pasticceri illustri dire che la a pasticceria è una scienza esatta, fatta di precisione fino all’ultimo grammo. questa frase non la condivido per niente.  li ho sentiti  raccomandarsi di pesare tutto con precisione, non modificare le dosi, gli ingredienti, le proporzioni. invece  lo faccio quasi sempre, e disastri (grossi disastri) per ora non ne ho ancora combinati. anzi….spesso sono riuscita a migliorare ricette che non mi convincevano nè per sapore nè per consistenza, a cui ho voluto dare una seconda chance perchè l’idea di base mi sembrava comunque buona.
questo per dire che provare non guasta, e spesso si possono ottenere ottimi risultati. quello che bisogna fare è assaggiare, assaggiare sempre, mano mano che si compone il dolce, e vedere se il bilanciamento tra gli ingredienti è giusto, pensare alla consistenza, a come reagirà in forno, etc.
ovvio sono cose che vengono con il tempo, con un po’ di esperienza, ma non è impossibile. e creare una torta dal niente con le proprie mani da una soddisfazione incredibile.
ma veniamo al dolce adesso:

INGREDIENTI:

per la pie crust:
–  320 gr di farina
– 1 cucchiaino di sale
– 2 cucchiai abbondanti di zucchero
– 220 gr di burro
– 5 cucchiai di acqua o q.b

per il ripieno:
– 400 gr latte condensato
– 4 uova
– 50 gr zucchero
– 1 philadelphia da 250 gr
– 100 gr cocco rapè
– 1 limone

Procedimento:

Per la pie crust (ossia la base in simil-pasta brisè) pesare gli ingredienti e mettere farina, sale, zucchero e burro freddo a pezzetti nel mixer.
Azionare il mixer alla massima velocità finchè il composto non diventa simile alla sabbia bagnata. Quindi aggiungere uno alla volta un cucchiaio di acqua gelata, la ricetta dice 5, ma a seconda della grandezza del cucchiaio potrebbero volercene di più o di meno. L’impasto deve cambiare consistenza e da sabbioso diventare compatto ma non umido.
Stendere la pasta brisè su un piano infarinato (o aiutandosi con la carta forno) e rivestire una teglia o pirofila di circa 25/26 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Mettere in frigo a raffreddare.

Per il pieno:
Montare le uova con lo zucchero finchè non diventano chiare e spumose e  raddoppiano di volume.
Aggiungere quindi il latte condensato a filo.
Unire poi il cocco rapè, la scorza di un limone grattato, il succo, e il philadelphia.
Non spaventatevi, il composto resterà piuttosto liquido.
Versatelo nella teglia con la base precedentemente stesa e infornate a 180° per circa 50/60 minuti, dipende dal tipo di forno.

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– Alcuni precuociono la brisè in forno, perchè se mettete un impasto così liquido su una base cruda non cuocerà molto bene. In effetti anche la mia, nel punto di contatto, guardandola, è rimasta un filino cruda, c’è rimasta come una righetta più scura, ma il fondo a contatto con la teglia è venuto cotto benissimo. Queste sono scelte personali. A me non da fastidio che resti un po’ umida, e non amo la cottura in bianco (ossia senza impasto) perchè la pasta tende a seccarsi troppo e a bruciarsi sui bordi, quando poi la base deve anche affrontare una cottura successiva cosi lunga (circa un ora) il distastro con la doppia cottura è preannunciato!

con questa ricetta partecipo al “Contest cucina la ricetta mai vista sul web”
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