Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana

Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana

Dopo lo sfacelo culirario di Gnocchi alla romana, mi sono dedicata ad un piatto della tradizione toscana, La Farinata di cavolo nero.
peggio che con gli gnocchi d’altronde non poteva andare…
non era umanamente possibile creare un piatto più brutto e sgraziato!
quindi, siccome son testarda, siccome non mi arrendo, siccome voglio capire se sono in grado, non tanto di cucinare, perchè quello so che sono in grado, ma per lo meno di presentare decentemente anche i piatti salati, ho voluto ritentare….lo dice anche il detto “ritenta, sai più fortunata!”
beh… ho capito una cosa.
che forse forse le cose liquide mi vengono meglio XD
ho preparato questa farinata che brutta brutta non è, e pure una Vellutata di zucca super piccante che è un chicchino.
quindi va da sè…gnocchi sfigati, liquidi fortunati!
alla fine anche l’occhio vuole la sua parte e un gran ruolo lo ha la forma e il colore del cibo stesso, e pure come si decide di servire la pietanza (vedasi appunto gli gnocchi smorti su piatto smorto)
se questa farinata avessi deciso di servirla nell’orribile piatto degli gnocchi, beh…credo che avrebbe fatto la stessa tremenda fine. derelitta e infamata.
e invece se ne sta lì bellina, che sembra una farinatina tutta rustica e sistemata.
e non ho fatto altro che metterla dentro 3 cocottine, semplici ma eleganti (vorrei vedere, linea natural chic di Emil Henry).

Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana

quindi beh sì…devo cominciare a pensare in prospettiva.
perchè quando hai sempre e solo cucinato per te, non guardi al lato estetico delle cose. schiaffi tutto in un piatto e via. tanto il tempo di permanenza del cibo nel piatto è di 5 nano secondi, giusto il tempo del tragitto dal piatto stesso alla tua bocca.
ma quando hai un blog tutto diventa diverso, e vieni catapultata in un mondo fatto di estetica e cibo messo in posa e acconciato come delle piccole modelle (ho visto un programma in Tv dove un food stylist acconciava un hamburger dipingendo le strisce della piastra sulla carne perchè fossero perfette, disponeva i semi di sesamo con una pinzetta sul panino e le gocce d’acqua, una ad una, sul pomodoro con un contagocce perchè risultasse più fresco e lucente per il servizio fotografico) e un po’ ti viene male….perchè sì il cibo deve essere bello, ma tutto è portato all’estremo.
e tu formichina che hai appena iniziato non ti senti all’altezza, mai…di niente…
guardi i blog degli altri, con la bava alla bocca e ammirazione…e ti chiedi:
da dove è uscita ‘sta gente, che si professa dilettante ma di fatto ha tutti i requisiti del professionista?
dove ha studiato fotografia?
in questo periodo di super-crisi dove trova i soldi per permettersi super-reflex, super-planetarie, super-attrezzature da cucina?
dove trova il tempo per postare (con tutto il lavoro che ci sta dietro, cucinare, fotografare, postprodurre, scrivere l’articolo) 4 volte al giorno? e poi magari anche lavorare, vivere, uscire, avere una famiglia? XD
ma soprattutto…chi mangia tutta la roba che esce da questi fenomenali e iperproduttivi blog?
no dico…me lo chiedo spesso.
casalinghe che sfornano 2-3 dolci al giorno.
a me è successo di sfornare anche 1 dolce al giorno, nei momenti buoni, ma lavoro in un hotel e di certo non mi manca a chi rifilarli.
dovessi cucinarli per me, o la mia famiglia, di certo non potrei mantenere questo ritmo. o finirebbe tutto nel cestino, o noi nel reparto diabetologia. scegliete voi 😛
così finisce che ti senti una lumaca. un bradipo. che non riesce a stare dietro a tutta questa frenesia. che arranca. che viaggia lentamente verso l’abisso. un vuoto cosmico che risucchia tutti i blogger che non riescono a stare al passo.
e so che ce ne sono.
per motivi di tempo, di lavoro, di salute, di famiglia, di soldi, di qualsivoglia causa.
chi viene a farsi risucchiare con me?

Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana

così, di seguito a queste riflessioni di inadeguatezza, che di certo non vogliono essere critiche verso gli altri blog, che come ho detto ammiro per la loro assiduità e competenza, ma sono solo riflessioni dirette verso il mio blog, oggi vi propongo un piatto lento. ma che più lento non si può.
come sono tutti i piatti della tradizione d’altronde!
un piatto, la Farinata di cavolo nero, detta anche Cavolata, che vi ci dovete mettere la sera prima a prepararlo, perchè dovete ricordarvi di mettere i fagioli a mollo in acqua.
e poi prima di iniziare il piatto dovete ricordarvi di cuocerli questi benedetti fagioli, e già sono passate quelle 10-12 sobrissime ore.
poi allora potete cominciare a cucinare la farinata di cavolo nero.
che poi è un piatto semplice e buono, è solo luuungo.
certo, potete anche ovviare con i fagioli in scatola, l’unico problema è che non hanno l’acqua di cottura, allora magari, fatevi un brodino vegetale (anche di dado) per sopperire al problema XD

Ingredienti per la Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana – dose per circa 4-6 persone:

  • 200 gr di farina gialla
  • 200 gr di fagioli secchi borlotti
  • 2 mazzetti di cavolo nero
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di conserva
  • 6 cucchiai di olio d’oliva
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero - piatto della tradizione toscana
Farinata di cavolo nero – piatto della tradizione toscana

Cuocere i fagioli secchi, messi a mollo la sera prima in acqua fredda, con abbondante acqua salata (circa due litri) per circa 30-40 minuti in pentola a pressione.
Con un mixer tritare cipolla, carota, sedano e aglio finemente.
Prendere una pentola e in abbondante olio di oliva rosolare il trito, quando si è appassito aggiungere il cavolo nero tagliato a pezzetti (foto 1).
Cuocere per circa 10 minuti, aggiungendo l’acqua dei faglioli, se necessario, per non fare attaccare. Il cavolo deve risultare bello appassito (foto 2).
A questo punto aggiungere la conserva, il sale e il pepe e cuocere per altri 5 minuti (foto 3).
Passare i fagioli e unirli alla farinata con l’acqua di cottura dei fagioli stessi (foto 4), e quando cominicia di nuovo a bollire versare a pioggia anche la farina gialla, aiutandosi con le fruste elettriche affinchè non si creino dei grumi (foto 5).
Cuocere per circa 10-15 minuti, o finchè non si ottiene una consistenza abbastanza compatta (foto 6).
Servire in un piatto o in cocotte di ceramica, con un filo d’olio a crudo.

Il Consiglio:
La farinata è buona anche il giorno dopo (sempre che vi avanzi!), poichè si rassoda molto e si comporta come la polenta. Si può tagliare a fette e si può o grigliare o scaldare su una padella con un filo d’olio.
Rimarrete sorpresi da quanto è buona come “avanzo”, uno di quei piatti antichi dove non si butta via niente.

4 Comment

  1. che bello vederti all’opera anche in piatti diversi dai dolci!!!!!le tue riflessioni sono esattissime, spesso mi chiedo le stesse cose!!!!Comunque il tuo piatto e’ appetitosissimo!!!!Complimenti!!!Baci Sabry

    1. undolcealgiorno says:

      grazie sabri, ci provo a cucinare anche qualche piatto salato, ma il mio amore rimane lì, verso i dolci, inutile 😛

  2. zia consu says:

    Solo tu potevi presentare questa ricetta in cocotte mono porzione…6 unica!!!
    La ricetta è identica a quella di mia nonna ma il procedimento un po’ di verso..quest’inverno ho deciso che la voglio fare anch’io x la prima volta..spero di non combinare uno sfacelo 😛

    1. undolcealgiorno says:

      ahahah grazie!!!!
      vedrai che sarai bravissima come al solito, sono curiosa di vedere le differenze nel procedimento!!!

I commenti sono stati chiusi.