zuppa-di-ceci-e-salsiccia-orizz-ok

Fa freddo, e quando fa freddo ci vuole una zuppa di legumi! Magari anche cremosa, insaporita da spezie e con qualche pezzetto di carne qua e là. Quindi? Zuppa di ceci e salsiccia alla paprika!

Per 4-6 persone:
300 grammi di ceci secchi
una cipolla
pomodorini
olio extravergine d’oliva
sale q.b.
un litro e mezzo di acqua circa
600 grammi di salsiccia fresca a punta di coltello
un cucchiaio di paprika dolce

zuppa-di-ceci-e-salsiccia-alla-parika-vert-ok

Tenete i ceci a mollo in acqua fredda per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo, sciacquateli e metteteli in un tegame, possibilmente di coccio e dal fondo spesso. Copriteli d’acqua e lasciateli cuocere a fiamma bassa (devono sobbollire per avere il tempo di ammorbidirsi dolcemente, le cotture violente non vanno bene per i legumi) per circa due ore o finchè non saranno ben teneri.

Togliete il budello alla salsiccia e fate soffriggere in un tegame con pochissimo olio e cipolla tritata. Unite i ceci cotti, tenendone da parte un terzo, che frullerete. Lasciate cuocere, insieme al liquido dei ceci, per circa 15 minuti, quindi aggiungete la paprika e, se necessario, il sale.

Unite infine i ceci frullati e mescolate per bene.
Servite la zuppa di ceci e salsiccia alla paprika ben caldi, con una spolverata di rosmarino tritato. Ottima servita con dei crostini di pane abbrustoliti e spalmati d’aglio.

Curiosità: “Gli Antichi Romani, che si avvalevano dei legumi per dare il nome alle famiglie nobili (ad es. gens Fabia, da faba, fava; i Lentuli e i Pisani, rispettivamente da lenticchie e piselli), utilizzarono i ceci per dare il cognome al celebre oratore Cicerone, in quanto un suo antenato aveva una caratteristica verruca a forma di cece sul naso. Il cece è anche legato a un episodio sanguinoso avvenuto durante i Vespri siciliani: la rivolta di Palermo del 1282, che vide la fine del dominio angioino in Sicilia, consacrò per breve tempo la parola ciceri (ceci) come discriminante tra la vita e la morte. I francesi, infatti, erano incapaci di pronunciarla senza accentare la “ i” finale e i siciliani, ansiosi di sterminarli, costringevano le persone sospettate di essere francesi travestiti a pronunciarla: chi diceva “cicerì” veniva subito ucciso.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2014/03/i-ceci-legumi-ricchi-di-storia-e-di-proprieta-nutritive-indispensabili-per-la-nostra-salute-psico-fisica/267415/#PED0ldYzka1ATWYg.99”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.