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Week-end a Lisbona

Week-end a Lisbona

Lisbona, una città ricca di storia, cultura, arte, musica e buona cucina. Trascorrere un Week-end a Lisbona è un ottimo modo per rilassarsi e scoprire la cultura portoghese.

 

Dall’aeroporto al centro

L’aeroporto di Lisbona si trova a 7 km dal centro città, raggiungibile con la metropolitana (linea rossa), con l’autobus (il n. 91 vi porta a Praça do Comercio e nel Rossio.

Il biglietto costa 3,50€) o con il taxi (il costo medio di una corsa fino al centro città è di 15€).

Noi, dovendo restare in città 3 giorni, acquistiamo subito la Lisboa Card (descritta di seguito) e andiamo in centro con la metro.

 

 

Lisboa Card

La Lisboa Card permette di usufruire di tutti i mezzi di trasporto pubblico (autobus, ascensori, tram, metro, ma anche treni con destinazione Sintra e Cascais) e l’accesso gratuito a 26 musei, tra cui la Torre de Bélem, il Monastero dos Jeronimos e il Museo delle Carrozze.

La card, con validità 24/48/72 ore, costa rispettivamente 18,50€/31,50€/39€.

Noi, restando in città 3 giorni, abbiamo acquistato la card nel formato 72 ore direttamente in aeroporto, usufruendo così subito della metro per arrivare in città.

 

Hotel

Complice l’aver trovato un’offerta strepitosa su Booking.com, abbiamo scelto il Brown’s Boutique Hotel, in Rua da Vittoria, vicino la fermata della metro Baixa-Chiado.

L’hotel si trova in una posizione strategica per visitare la città; le camere sono pulite, ben arredate, spaziose e dotate di tutti i comfort (wifi, macchinetta del caffè Nespresso, aria condizionata, bagno privato), persino una piccola cucina che però non abbiamo mai usato.

Il personale è cortese e molto disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie per ambientarci velocemente in città.

 

 

 

 

Shopping A Lisbona

Tra le zone migliori per gli acquisti c’è la Baixa, lo Chiado, in Avenida da Liberdade e al Bairro Alto.

Il martedì ed il sabato non perdete il mercato più importante della città, la Feira da Ladra, dove tra cianfrusaglie e veri pezzi da intenditori, passerete dei splendidi e divertenti momenti.

Week-end a Lisbona

 

 

Giorno 1: Baixa e Chiado

Cominciamo il nostro primo giorno a Lisbona con una fantastica colazione da Confeitaria Nacional, una delle pasticcerie storiche di Lisbona, consigliataci dal concierge.

Con meno di 4 euro, facciamo colazione con due café pingado (un mix tra un caffè macchiato e un marocchino) e due pasteis de nata.

Il pasteis è il più famoso pasticcino portoghese: friabile pasta frolla ripiena di crema pasticcera, servito caldo.

Una vera delizia!

 

 

Sazi, ci dirigiamo a Praça dos Restauradores e prendiamo il tram “da Gloria”, che ci conduce al Bairro Alto, uno dei quartieri più affascinanti del centro storico, amato dagli artisti, un tempo residenza dei ricchi borghesi e delle redazioni delle testate giornalistiche, ma oggi patria di locali perfetti per l’aperitivo o per la cena, nonché di negozi alla moda e boutique di lusso.

Scendiamo fino al quartiere Chiado, luogo di ritrovo di artisti, giovani e intellettuali, con locali storici come “A Brasileira”, la caffetteria storica frequentata da intellettuali del calibro di Fernando Pessoa e Jorge Luis Borges,  e una moltitudine di teatri e scuole dell’arte.

 

 

 

Imperdibili sono i grandi magazzini Armazéns do Chiado, tre piani di negozi ospitati in un edificio storico distrutto da un incendio nel 1988 e poi ricostruito.

Non aspettatevi l’Harrod’s portoghese ma piuttosto un John Lewis.

Raggiungiamo Santa Justa e decidiamo di salire sull’ Elevador di Santa Justa (il biglietto costa 2,80€).

L’ascensore, costruito nel 1902 da Raul Mesnier de Ponsard, conserva tutt’oggi le cabine in legno e ci offre una vista affascinante sul panorama circostante.

Partendo dalla funicolare di Santa Justa, passiamo per le rovine del Convento del Carmo, distrutto dal terremoto del 1755 e unico esempio di architettura gotica rimasto in città.

Ci immettiamo su Rua Garrett e, passeggiando, ammiriamo la Chiesa dei Martiri (costruita in memoria dei combattenti dell’assedio di Lisbona del 1147), il Teatro San Carlo, il Museo del Chiado (esponente opere d’arte contemporanea) fino ad arrivare alla Piazza del Municipio, in cui si trova il Municipio costruito nel 1774.

Proseguiamo la nostra passeggiata fino a Praça do Comercio, famosa per l’arco sulla cui sommità si erge la scultura della Gloria che incorona il Genio e il Valore.

Ci fermiamo per uno spuntino da Ministerium, dove mangiamo delle crocchette di baccalà (bolinhos de bacalhau) squisite, accompagnate da due bicchieri birra media, il tutto per circa 15 euro in due.

Il bacalhau è indubbiamente il piatto forte della cucina portoghese: pensate che ne esistono 336 ricette, una per ogni giorno dell’anno più una per il 29 febbraio degli anni bisestili.

A pancia piena, attraversiamo l’Arco della Vittoria e entriamo nel quartiere di Baixa, l’area dello shopping portoghese, che va da Rua Augusta a Praça do Rossio, passando per Avenida da Liberdade.

 

 

Qui troviamo boutique di lusso, negozi di abbigliamento vintage, botteghe di artigianato e il famoso bar “A ginjinha”, dove non potrete fare a meno di assaggiare il liquore alla ciliegia amatissimo dai portoghesi.

Girando tra i negozi, arriviamo a Praça Don Pedro IV, chiamata anche “Piazza del Rossio”.

La piazza è caratterizzata da una pavimentazione a mattonelle bianche e nere che ricreano un andamento ondulante.

Dal Medioevo al XVIII secolo, la piazza fu sede di corride e festival, e oggi ospita caffè, piccoli negozi e la statua di Pietro IV.

Essendo quasi ora di cena, torniamo dalle parti dell’Elevador di Santa Justa e ci fermiamo da Mar Ao Carmo, una crostaceria con pesce a vista.

Bel locale, menu molto ampio, staff cortese e ospitale.

I prezzi sono chiaramente leggermente alti ma assolutamente proporzionati alla qualità del cibo.

Piatto consigliato: brodetto di pesce e arrosto misto.

 

 

 

Giorno 2: Mouraria, Castelo e Alfama

Il nostro secondo giorno in città decidiamo di visitare i quartieri Mouraria, Castelo e Alfama.

Alfama è il più antico quartiere della città.

Dalla stazione della metropolitana Martin Moniz, imbocchiamo Rua da Moraria e raggiungiamo la Chiesa di Nostra Signora di Saude, caratterizzata da bellissimi azulejos.

Saliamo sul tram 28 (state attenti ai borseggiatori e ai venditori ambulanti) e scendiamo al Belvedere di Santa Lucia, un luogo un po’ caotico (per via dei turisti presenti), dal quale apprezziamo la vista sul Tago, sul porto e sui tetti rossi delle abitazioni del quartiere di Alfama.

Sul Belvedere si affaccia la Chiesa di Santa Lucia, costruita dai cavalieri dell’Ordine di Malta durante il regno di Alfonso Henriques, distrutta con il terremoto del 1755 e poi ricostruita.

Ci fermiamo per pranzo da Caminho do Castelo, un locale molto carino, accogliente, con cibo fresco e piatti molto sfiziosi.

Mangiamo un’insalata di polpo speziata e una tagliata di tonno morbidissima, il tutto accompagnato da due calici di Porto.

Considerate le porzioni piuttosto piccole, i prezzi sono leggermente elevati, ma uscirete più che soddisfatti, fidatevi!

 

 

Nel pomeriggio, saliamo fino al Castello di San Giorgio, eretto dai visigoti nel V secolo e conquistato da Alfonso Henriques nel 1147:

Dopo il periodo di gloria del XIII-XVI secolo con Manuel I, il Castello cadde nel dimenticatoio e venne trasformato in una prigione militare.

Il Castello si trova in una cittadella tutt’oggi abitata da un centinaio di persone; essendo l’ingresso al Castello a pagamento (7,50€), rinunciamo ad entrare.

Continuiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare al Museo del Fado, dedicato all’arte del fado, una musica malinconica e nostalgica.

In esso sono esposte fotografie, spartiti musicali, filmati attraverso i quali viene spiegato la sua evoluzione attraverso i diversi periodi storici.

L’ingresso al museo costa 5 euro e scegliamo di non visitarlo ma preferiamo andare a cena da O Faia, in Rua da Barraca, un ristorante scovato su Tripadvisor famoso per gli spettacoli di musica fado dal vivo.

Il locale è accogliente, romantico (si cena a lume di candela) e il menu è molto ampio.

Noi abbiamo preso il baccalà gratinato al forno, il polpo alla griglia e una bottiglia di Madera, spendendo circa 50 euro a testa.

Si, ok, vi sembrerà un prezzo eccessivo ma include lo spettacolo di Fado e quindi sono soldi ben spesi.

 

 

Giorno 3: Bélem

Trascorriamo il nostro ultimo giorno a Lisbona nel quartiere di Bélem, nella zona occidentale della città, ricca di musei, monumenti e angoli culturali.

Ci dirigiamo subito al Palazzo di Bélem, residenza del Presidente della Repubblica dal 1912, e da qui saliamo la Calçada do Galvao fino ad arrivare al Giardino-Museo Agricolo Tropicale.

Il Giardino è stato realizzato nei primi anni del ‘900 come laboratorio all’aperto per testare e far crescere piante, erbe e spezie provenienti dalle colonie dell’Impero portoghese (Brasile, Angola, Mozambico).

Dal Giardino, scendiamo su Rua Bélem e ci fermiamo da Pasteis de Bélem, la storica pasticceria che per prima produsse i pasteis de bélem.

Non fatichiamo a riconoscere la pasticceria: la fila per entrare comincia da fuori il locale, a qualsiasi ora del giorno ma, fidatevi: l’attesa ripagherà tutte le aspettative risposte del dolce!

 

A pancia piena, proseguiamo verso il Monastero dos Jeronimos, voluto dal Re Manuel I per festeggiare il ritorno in patria del navigatore Vasco de Gama dopo aver scoperto la rotta per l’India.

Visitiamo il Monastero (incluso nella Lisboa Card) e scopriamo che la leggenda narra che il monastero venne costruito dove in origine si ergeva la chiesa Ermida do Restelo, dove Vasco de Gama e il suo equipaggio trascorsero in preghiera la notte precedente la partenza del viaggio che li rese famosi.

All’interno del portale occidentale, si trovano le tombe di Vasco de Gama e del poeta Luis de Camoes, mentre nella cappella del chiostro sono custodite le spoglie di Fernando Pessoa.

Usciti dal Monastero, arriviamo a Praça do Império, dove si trovano il Planetario Calouste Gulbenkian (a pagamento, il biglietto costa 5€) e il Museo della Marina.

Ci fermiamo per pranzo da Oasis Vegetariano, su Rua Marques Sa Da Bandeira, un piccolo bistro.

Con meno di 10 euro a testa mangiamo due porzioni di lasagne di verdure e due centrifugati di verdura. Consigliato!

Nel pomeriggio, riprendiamo la nostra passeggiata arrivando al Monumento alle scoperte marittime, alto 52 metri, realizzato nel 1960 per celebrare i 500 anni dalla morte di Enrico il Navigatore, il navigatore portoghese che scoprì Madera, le Azzorre e Capo Verde.

Visitiamo il Monumento (il biglietto costa 4€) nella sua interezza, grazie alle scale e a un ascensore che ci portano fino al sesto piano, da dove ammiriamo i quartieri ad ovest della città, la costa del fiume e la regione di Bélem.

Ai piedi del monumento si trova un mosaico di marmo che raffigura la rosa dei venti con al centro un mappamondo. La Rosa dei venti, disegnata da Cristino de Silva, fu un regalo della Repubblica Sudafricana.

Proseguiamo la passeggiata sul lungofiume e arriviamo alla famosa Torre di Bélem, patrimonio mondiale dell’UNESCO e simbolo del Portogallo.

La Torre, costruita tra il 1515 e il 1519, fu commissionata dal Re Giovanni II come strumento di difesa della città.

La Torre (che visitiamo perché inclusa nella Lisboa Card) ha cinque piani e termina con una terrazza.

I piani sono collegati fra di loro con una scala a chiocciola e ogni piano ha un nome: la Sala del Governatore, la Sala dei Re, la Sala delle Udienze, la Cappella e la Terrazza.

Concludiamo il nostro soggiorno a Lisbona con una cena nel più famoso ristorante della città, “The Independente” (Il Decadente), nel Bairro Alto.

Il ristorante è bellissimo, raffinato ed elegante.

Abbiamo assaggiato il baccalà caldeirado (servito con patate al forno e salsa caldeirada) e una bistecca di tonno, il tutto accompagnato da vino Porto.

Per concludere, abbiamo ordinato una mousse al cioccolato divina e una torta di mele servita con gelato al cardamomo squisita.

Conto finale?? Meno di 35€ a testa! Locale super consigliato!