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pasticceria francese

3 macaron a Parigi

3 macaron a Parigi
3 macaron a Parigi

3 macaron a Parigi

Tutti pensano che i macaron siano nativi della cucina francese ma pochi sanno che in realtà queste prelibatezze nacquero a Venezia, nel XVI.

Fu Caterina de’ Medici a portarli in Francia nel 1533, come dolce di corte per il suo matrimonio con il Duca d’Orleans.

Nel tempo, la ricetta dei macaron venne perfezionata per accrescere il gusto e la fragranza di questi dolcetti.

Nel 1930, Pierre Desfontaines, nipote di Louis-Ernest Ladurée, mise a punto i macaron nella versione che oggi conosciamo: due meringhe farcite ripiene di crema.

I macaron sono il peccato di gola dei veri parigini: a merenda con una tazza di te, come dessert di fine pasto… mmm…

Oggi le pasticcerie francesi si divertono a realizzare macaron nelle varianti più insolite: alla liquirizia, al caramello al burro salato, al cocco, all’ananas, al cioccolato all’arancia e cointreau, al mojito, alla mora e violetta, ecc.

Ma dove dovete recarvi a Parigi per assaggiare i migliori macaron in circolazione?

Ecco la mia tripletta, 3 macaron a Parigi!

Le tre boutique che non manco mai di visitare ogni volta che passo in città…

e la vostra classifica?? Coincide con la mia??

 

 

3 macaron a Parigi

 

1) Ladurée (75, avenue des Champs Elysées – 75008 Paris)

Emblema dell’arte pasticcera francese dal 1862 e, dagli anni Trenta, ambasciatrice del macarons (li ha forniti anche per il set della Maria Antonietta di Sofia Coppola).

Biscotti sensazionali preparati con farina di mandorle, con un ripieno dolce e morbido che si scioglie in bocca.

Gli imperdibili?? Caramello al burro d’arachidi, pistacchio, petali di rosa.

Prezzi: 2,10€ per 1 macaron. La confezione da 6 pezzi costa 17,10€.

 

2) Pierre Hermé (39, avenue de l’Opéra – 75002 Paris)

Le sue leggendarie creazioni sono valse a Pierre Hermé il titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere, l’unico pasticcere ad avere questo titolo.

I macaron da provare assolutamente una volta varcata la porta di questa boutique del gusto? Tartufo bianco e nocciola, e cioccolato e frutto della passione.

La confezione da 7 macaron costa 19€.

 

3) Jean-Paul Hévin (231, rue Saint-Honoré – 75001 Paris)

L’autore dei migliori macaron al cioccolato è proprio lui, Jean-Paul Hévin, che nella versione cioccolato venezuelano e lampone ha saputo creare un dolcetto irresistibile, ripieno di una crema ganache delicata e avvolgente.

Dai dolci al cioccolato per finire coi macaron tutto è eccellente e ben presentato.

Ci sono tantissime maison du chocolat a Parigi, ma c’é un solo dio del cioccolato e si chiama Jean-Paul Hévin! Gli altri fanno cioccolatini, lui crea dei capolavori…

La confezione da 5 macaron costa 8,20€.

 

 

Fuori dal podio delle più buone (ma anche più costose) boutique di macaron della città, si posizionano pasticcerie degne di nota ma a prezzi più “abbordabili”.

La prima è la Maison George Larnicolcon sede storica nel Quartiere Latino (ma ci sono 72 punti vendita in tutta Parigi).

Solitamente raccomandata per le tavolette di cioccolata artigianale, questa pasticceria realizza macaron deliziosi, fragranti, profumati, quasi all’altezza di quelli di Ladurée.

Qui i macaron costano meno di 1€ l’uno, e potrete fare merenda con una cioccolata calda al cacao del Madagascar e una spolverata di vanilla bourbon, e il vostro macaron preferito.

Se volete mangiare macaron sin dalle prime ore del mattino senza spendere una fortuna, allora recatevi da Paul’s, una catena di pasticcerie sparse in tutta Parigi.

Troverete di tutto e a prezzi ragionevoli: eclair, tarte au citron, viennoiserie, pain au chocolat, ecc.

Alcuni osannano i macaron eclettici e stravaganti di Sadaharu Aoki, frutto dell’utilizzo di ingredienti come il the matcha, il sesamo nero, il mandarino yuzu e il wasabi.

Un macaron costa 1,50€.

Io sono più tradizionalista e dunque non inserisco questa pasticceria nella mia top list.

 

 

 

Tour Parigi e Castelli della Loira

Tour Parigi e Castelli della Loira

Questo è stato uno dei viaggi più “impegnativi” mai fatti: tanti spostamenti in pochissimi giorni, cambio di 3 hotel in 5 giorni, tragitti in macchina, ma vi assicuro che ne è valsa assolutamente la pena.

I Castelli della Loira sono uno spettacolo imperdibile, regalano un’atmosfera da favola che sicuramente incanterà  tutte le amanti delle favole Disney, come me.

 

 

Tour Parigi e Castelli della Loira

 

 

Giorno 1: Parigi

Arriviamo all’aeroporto Charles De Gaulle, collegato al centro di Parigi con il treno RER B.

Il treno parte ogni 15 e il tragitto dura dai 25 ai 45 minuti, a seconda della fermata di arrivo prescelta.

Il biglietto costa 10€ ed è acquistabile direttamente in aeroporto o online.

Noi prendiamo il treno e scendiamo alla fermata Saint Michel Notre Dame, e da lì andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.

L’hotel scelto è l’Hotel Design Sorbonne, elegante e moderno, vicinissimo alla stazione della RER.

Le camere sono pulite, luminose, un po’ piccole ma dotate di tutti i comfort: bagno privato, TV, Wi-Fi, cassaforte, ECC.

Lo staff è cordiale e disponibile, pronto ad aiutarvi anche se non parlate benissimo francese e/o inglese.

Essendo ora di pranzo, facciamo uno spuntino da Pomme de Pan, una catena di fast food simile a Pret à manger, poi cominciamo il nostro tour.

Parigi è immensa e, chiaramente, non si può pretendere di visitarla in un giorno.

Noi fortunatamente siamo ci siamo già stati e abbiamo “preso parte” alle code per entrare al Louvre, per salire sulla Tour Eiffel, per visitare la Cattedrale di Notre Dame, così decidiamo di trascorrere qualche ora nel quartiere che ci era piaciuto più di tutti, il Quartiere Latino.

Il Quartiere Latino deve il suo nome alla presenza al suo interno, sin dal XII secolo, dell’Università La Sorbonne; si tratta infatti del quartiere universitario per eccellenza.

Noi andiamo subito al Giardino del Lussemburgo, un meraviglioso giardino pubblico, tra i più grandi di Parigi.

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il giardino presenta una ricca vegetazione, statue e monumenti come la Fontana dei Medici, la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi (riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti), il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e riproduzioni di personaggi famosi e meravigliose opere.

 

 

 

Il Palazzo del Lussemburgo, sito all’interno del Giardino, è la sede del Senato francese.

 

 

 

Passeggiamo nel Giardino scattando foto qua e là, poi riprendiamo Rue Saint-Jacques e raggiungiamo prima La Sorbonne e, infine il Pantheon.

Fondata nel 1257 da Robert de Sorbon, La Sorbonne nacque come istituto di teologia e, solo più tardi, venne aperto a altre discipline.

Il Pantheon fu eretto inizialmente per glorificare la patrona di Parigi, Santa Genoveffa, ma la Rivoluzione francese laicizzò il monumento trasformandolo nel Pantheon attuale.

Oggi nel Pantheon riposano personaggi illustri come Victor Hugo, Voltaire, Rousseau, ecc.

L’ingresso è a pagamento (6,50€) e decidiamo di non visitarlo per addentrarci nelle viuzze del Quartiere Latino, ricche di negozi, botteghe storiche, artisti di strada, Bar e ristoranti.

 

 

 

Trascorriamo il resto del pomeriggio tra acquarelli, prime edizioni di romanzi famosi (come “I miserabili“), vecchi giradischi e grammofoni, il tutto in un’atmosfera bohémien e gioviale.

Ceniamo da Le coupe chou, un piccolo bistrot vicino La Sorbonne, scovato grazie a Tripadvisor.

Il locale è accogliente, romantico, ben arredato, con tavoli a lume di candela e luci soffuse.

I piatti sono buoni e il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

Il ristorante ha un menù alla carta ma anche un menù fisso con prezzi che variano da 27 a 33 euro.

Noi abbiamo scelto due menu da 27€ e siamo rimasti super soddisfatti!

Piatti consigliati: uova in cocotte e ile flottante.

 

 

Giorno 2: Versailles

Usciamo dall’hotel a stomaco vuoto (La colazione non era inclusa nel costo della camera) e ci fiondiamo da Paul’s, la mia pasticceria parigina preferita, e facciamo colazione con due caffè e due eclair al cioccolato semplicemente divini.

 

 

 

A pancia piena, andiamo alla stazione RER e prendiamo il treno per Versailles.

Il biglietto costa 3,65€ (solo andata) e il tragitto dura quasi 1 ora.

Per la visita della Reggia, acquistiamo (online) il biglietto Passport al costo di 20€, che da accesso al Palazzo, al Trianon e ai Giardini.

 

 

 

Il Palazzo era la residenza del Re Sole, un edificio sfarzoso e raffinato, dove resterete sicuramente affascinati dalla Galleria degli Specchi, sede della firma dell’omonimo Trattato di Versailles del 28 giugno 1919, che segnò la fine della Prima Guerra Mondiale.

Ancora oggi, in questa sala, il presidente della Repubblica francese riceve i suoi ospiti illustri.

 

 

Dopo il Palazzo, visitiamo il Grand Trianon, una dependance dove il re Sole andava per ritirarsi temporaneamente dalla vita di corte e per incontrare la signora di Montespan, e il Piccolo Trianon, una reggia in miniatura donata dal re a Maria Antonietta, per permettergli di avere un oasi di pace, lontana dalla severa etichetta della corte.

Il Grand Trianon è oggi adibito, in parte, a residenza del Presidente della Repubblica francese.

La visita si conclude con i Giardini, finemente curati, geometricamente studiati per ottenere forme perfette, simmetriche e regolari.

 

 

 

La Reggia di Versailles è favolosa, raffinata, elegante… ci è piaciuta tantissimo ma le attribuiamo un voto pari a 7 per via delle code che abbiamo dovuto fare anche dentro il Palazzo, durante la visita.

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo la RER e torniamo a Parigi, dove ceniamo da Little Breizh, un piccolo locale specializzato in galettes.

Abbiamo preso due menù “traditionne” che a 9,90€ comprendono una crepe salata (buonissima quella con prosciutto e formaggio, meno quella con gli spinaci), una crêpe dolce (fantastica quella au beurre) e una bibita.

Fantastico! Cibo squisito, delizioso e tipicamente francese. Locale imperdibile se passate dal Quartiere Latino!

 

Giorno 3: Parigi – Fontainebleau – Chambord – Cheverny 

Oggi lasciamo Parigi per dirigerci verso la Valle della Loira.

Lasciamo l’hotel, ritiriamo la vettura noleggiata tramite la Hertz e impostiamo il navigatore con direzione il Castello di Fontainebleau, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e residenza dei più celebri sovrani francesi, come François I, Enrico IV e Napoleone.

 

 

Il viaggio da Parigi dura poco più di 1 ora (sono circa 70 km) e il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Vi consiglio di acquistare i biglietti sempre online, in anticipo, per evitare code agli ingressi.

Il castello è circondato da 30 ettari di giardini e 80 ettari di Parco, che costituiva l’allora riserva di caccia del re.

I giardini sono stupendi, ricchi di fiori, fontane imponenti e persino un lago con tanto di cigni e barchette: un luogo paradisiaco!

Visitare questo Castello ci regala un’emozione indescrivibile: vedere la stanza dove Napoleone ha abdicato, il trono su cui si è seduto, il suo letto, la stanza dove è nato Luigi XIII, la camera di Maria Antonietta e il suo boudoir d’argento… Roba da pelle d’oca..

Il paese di Fontainebleau, nato intorno al castello e nel cuore della foresta, si è sviluppato a contatto con i re di Francia e la loro corte che ne hanno influenzato la forma urbanistica ed architettonica.

Usciti dal Castello di Fontainebleau, mangiamo un tramezzino al volo e risaliamo in macchina in direzione del Castello di Chambord.

 

 

Il viaggio dura circa 2 ore (Fontainebleau e Chambord distano circa 180 km).

Il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Chambord è il più grande (440 stanze, 365 camini e 84 scale) ed elegante dei castelli che sorgono nella Valle della Loira.

Il Castello, in pietra, costruito nel cuore di una foresta rigogliosa, sorse inizialmente come padiglione di caccia di François I, e fu poi abbellito e ampliato dal Re Sole e altri sovrani francesi.

L’ingresso principale, la Porte-Royale, è sul lato sud-orientale; il castello di Chambord si sviluppa attorno ad un maschio (donjon) a pianta rettangolare e, proprio qui si può ammirare la scalinata a elica opera del genio di Leonardo Da Vinci.

Salendo la scala arriviamo alla torre della lanterna e al tetto, da dove godiamo di una splendida vista sulle guglie e sulla tenuta.

Al primo piano del Castello visitiamo le stanze da letto del re e della regina (comunicanti tramite passaggi segreti) e la Cappella reale.

Al secondo piano c’è il Museo della Caccia, dove sono esposte armi e trofei.

A causa dei tempi ristretti, decidiamo di non visitare il Parco del castello (attualmente popolato da diverse specie animali e accessibile al pubblico solo in parte) ma ci rimettiamo in macchina diretti al Castello di Cheverny.

 

 

 

Il tragitto dura circa 30 minuti (quasi 18 km) e il biglietto di ingresso costa 9,50€.

Il Castello è una piccola residenza circondata da un vasto parco che appartiene alla famiglia Hurault da oltre 600 anni.

Considerato il più lussuoso della Loira, il Castello è interessante per i suoi interni sfarzosi, opera di Jean Monier di Blois.

 

 

Le stanze più opulenti sono la Camera del Re e il Grand Salon, con 34 pannelli in legno dipinto narranti le gesta di Don Chisciotte.

Avendo un po’ di tempo a disposizione, usciti dal Castello ci concediamo una passeggiata nei Giardini annessi e un caffè nel bistrot sito nell’Orangerie, dove venne nascosta “La Gioconda” durante i saccheggiamenti nazisti.

I giardini sono davvero suggestivi, curati, ben tenuti, ricchi di fiori, verdure e piante aromatiche.

Verso le 19, ci rimettiamo in macchina e andiamo a Blois (distante circa 15 km) per pernottare.

Abbiamo scelto il b&b La Maison du Carroir, una struttura incantevole, immersa nella Valle della Loira.

Le camere sono spaziose, pulite, con bagno privato, wi-fi, mobile bar e macchina del caffè Nespresso comprensiva di cialde.

La colazione, a buffet, viene servita nel salone principale e spazia dai salumi freschi ai dolci fatti in casa, frutta fresca, yogurt, marmellate, succhi di frutta, pane in cassetta, caffè, latte, te e altre bevande.

I proprietari sono molto gentili e disponibili. Hotel super consigliato!

Concludiamo la nostra giornata con una cena da L’odyssée de la taupinière, un piccolo ristorantino nel centro storico, in stile marinaro, dove mangiamo delle galettes semplicemente strepitose.

Le nostre? Galette con ripieno di gamberoni e salsa al curry, e galette con crema di porri, una vera delizia! E per dessert, galettes alle pere e cioccolato fondente mmmm

Conto finale: circa 35€ in due, raccomandato!

 

 

Giorno 4: Castello di Amboise – Maniero di Clos Lucé – Castello di Chenonceau 

Lasciamo Blois per dirigerci al Castello di Amboise (il biglietto costa 11,50€), dove il re François I trasferì la vita di corte circondandosi dei più grandi geni del Rinascimento, tra cui Leonardo Da Vinci in veste di pittore, ingegnere e architetto del re.

 

 

Il Castello venne parzialmente distrutto dopo la Rivoluzione francese e, del progetto originale, oggi rimangono la Cappella di Saint-Hubert, le terrazze e le torri.

Poco prima di morire, Leonardo Da Vinci redasse testamento al cospetto del notaio Guglielmo Boreau e di cinque testimoni (tra cui il caro amico Francesco Melzi), chiedendo di essere sepolto presso la chiesa di Saint-Florentin.

La richiesta venne eseguita.

Tuttavia, anni dopo la chiesa di Saint-Florentin venne saccheggiata e la tomba del Genio venne violata, con conseguente dispersione delle sue spoglie.

Quasi per magia, nel 1874, le ossa di Leonardo vennero ritrovate e trasferite nella cappella di Saint-Hubert, dove riposano tutt’ora.

 

 

 

Saliamo sulla Torre e godiamo di una panoramica del paese e della campagna circostante che ci lasciano senza fiato.

I giardini sono eleganti, curati, ma nulla a che vedere con la maestosità di quelli di Chambord e Fontainebleau.

Usciti dal Castello, passeggiamo a piedi fino al Maniero di Clos Lucé (il biglietto costa 15€), messo a disposizione di Leonardo Da Vinci da François I, e ultima dimora dell’artista.

Oggi il Maniero appartiene alla famiglia Saint Bris, che lo acquisì nel 1854.

Durante la permanenza nel Maniero, Leonardo si dedicò al perfezionamento di alcune sue invenzioni, di cui alcune esposte al pubblico.

La visita del castello rivela l’intimità di Leonardo, la sua camera e quella di Margherita di Navarra, totalmente restaurate, la cucina, la sala del Consiglio, la Cappella con gli affreschi dipinti dai suoi
discepoli, ma anche macchine a grandezza naturale, disegni botanici e studi geologici e idrodinamici elaborati da Leonardo.

 

 

In particolare, nel seminterrato del Maniero sono esposte 40 delle sue invenzioni sui temi gel genio militare, dell’urbanistica, della meccanica, delle macchine volanti e dell’idraulica.

6 animazioni in 3D descrivono il funzionamento delle invenzioni di Leonardo.

Passeggiare nel castello in cui ha vissuto il grande Leonardo da Vinci è emozionante: vedere il suo studio, il suo giardino, i suoi oggetti personali.. qualcosa di molto suggestivo!

Usciti dal Maniero, pranziamo con due galettes salate da Les 4 saisons, spendendo circa 15 euro in due. Le galettes sono croccanti, dorate e gustose, si sciolgono quasi in bocca! Super consigliato!

Nel primo pomeriggio, saliamo in macchina e andiamo al Castello di Chenonceau, distante circa 12 km.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 13€.

 

 

 

Costruito sul fiume Cher, il Castello è un capolavoro del Rinascimento, di diretta ispirazione del Ponte Vecchio di Firenze.

Non essendo molto grande, si riesce a visitare il Castello nel giro di 1-2 ore.

Conosciuto come “il Castello delle Dame” poiché disegnato da una donna, Catherine Briçconnet nella prima parte del XVI secolo e abitato, in seguito, da due donne molto potenti: Caterina de Medici e Diana di Poitiers, rispettivamente moglie e amante di re Enrico II.

All’interno del Castello sono esposti quadri di grandi maestri (come Tintoretto, Correggio, Rubens, ecc.), arazzi fiamminghi del XVI secolo.

Gli interni e gli arredi non sono ai livelli di Versailles e Fontainebleu, ma comunque affascinanti e raffinati.

Le parti che ci sono più piaciute? I giardini di Diana di Poitiers, i giardini di Caterina de’ Medici, il labirinto, la Galleria delle Carrozze.

Usciti dal Castello, saliamo in macchina e torniamo a Blois, dove facciamo una passeggiata nel centro storico del paese, in stile medievale, e infine ceniamo da Le Petit Honfleur, un incantevole  e accogliente ristorantino con un ottimo staff.

E’ possibile ordinare à la carte o scegliere il menu fisso a 26€, comprendente entrée, portata principale e dessert.

Noi abbiamo ordinato due piatti (anatra e pollo gratinato) e due calici di vino rosso, per un totale di circa 20€ a testa.

Il rapporto qualità/prezzo non è dei migliori, ma la gentilezza del personale e l’atmosfera accogliente sono impagabili. Raccomandato!

 

 

Giorno 5: Castello di Blois – Parigi 

Dopo un’abbondante colazione in hotel, usciamo diretti al Castello di Blois, residenza di sette re e dieci regine; qui visse e morì Caterina de Medici.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 9,80€.

 

 

Il Castello rappresenta una perfetta fusione tra stile gotico e rinascimentale francese.

Le 4 ali del Castello offrono una panoramica completa degli stili architettonici che si possono trovare nella valle: la parte più antica risalente al medioevo, l’ala voluta da Luigi XII in stile gotico, l’ala rinascimentale voluta da Francesco I, l’ala ovest di ispirazione classica.

Nell’ala rinascimentale vediamo la scala monumentale, gli appartamenti reali di Federico I, Enrico III e Caterina de’ Medici.

Usciti dal Castello, mangiamo un tramezzino per pranzo e ci rimettiamo in viaggio alla volta di Parigi.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (sono circa 190 km) e arriviamo in città nel tardo pomeriggio.

Per la nostra ultima serata a parigina, abbiamo scelto di pernottare all’Hotel Eiffel Turenne, a pochi passi dalla Tour Eiffel, prenotato con uno sconto del 50% su Booking.com. Pazzesco!

Le camere sono pulite, ben arredate, con bagno privato, wifi, mobile bar e tv.

Lasciamo i bagagli in hotel e andiamo a cena al Bistrot Chez France, un piccolo ristorante in perfetto stile parigino, vicino la Tour Eiffel.

Il menu è ampio e prevede piatti tipici della cucina francese, buoni e preparati con ingredienti freschi e di qualità.

E’ possibile ordinare il menu à la carte oppure scegliere il menu fisso a 26€ comprendente 2 piatti (1 antipasto e 1 main course o 1 main course e 1 dessert).

Piatti consigliati: antipasto a base di tartare di avocado e salmone affumicato e main course confit di anatra.

Ottimo rapporto qualità/prezzo, ristorante consigliato!

 

 

 

 

Budget:

– ticket RER B dall’Aeroporto Charles De Gaulle a Parigi centro : 10€

– ingresso al Pantheon : 6,50€

– ticket RER B per Versailles (a/r): 7€

– biglietto Passport per Versailles: 20€

– ingresso ai Castelli della Loira:

  • Fontainebleau : 11
  • Chambord : 11€
  • Cheverny : 9,50€
  • Amboise : 11,50€
  • Maniero di Clos Lucé : 15€
  • Chenonceau : 13€
  • Blois : 9,80€

– affitto macchina per 3 giorni: 90€ circa con Europcar (noi abbiamo noleggiato una Fiat 500)

Cornetti

Cornetti
Cornetti

Cornetti

Io ho sempre sognato di fidanzarmi con un pasticcere che mi svegliasse tutti i giorni con un cornetto appena sfornato, farcito sempre in modo diverso: marmellata, miele, crema di nocciole, crema chantilly, ecc. Poi, quando ho preparato personalmente questi cornetti e mi sono resa conto del tempo necessario (6 ore circa, tra impasto, doppia lievitazione e cottura), ho capito che avrebbe dovuto proprio essere pazzo di me per svegliarsi all’una di notte e farmi trovare il cornetto pronto alle 7! Così lo confesso: ho mangiato i cornetti a merenda, farcendoli con abbondanti cucchiaiate di miele.
Io ho realizzato i cornetti “vuoti”, ma voi potete farcirli già durante la preparazione e anche creare una glassa sulla superficie spalmandovi una “crema” a base di burro e zucchero, a voi la scelta!

 

 

Ingredienti per 6 cornetti:
100 gr di farina 00
100 gr di farina Manitoba
100 gr di burro
1 uovo
40 gr di zucchero
1 cubetto di lievito di birra

 

 

Procedimento:
Disporre le farine a fontana su una spianatoia e fare un buco al centro.
Sciogliere il lievito in una tazza di acqua tiepida, quindi versarlo nel foro al centro della farina insieme all’uovo e allo zucchero, e cominciare ad impastare per ottenere una palla elastica ed omogenea.
Sistemare l’impasto ottenuto in una ciotola, coprirla con un panno e lasciar lievitare in luogo caldo per almeno 3 ore.
Trascorse 3 ore, riprendere l’impasto e stenderlo su una spianatoia con l’aiuto di un matterello.
Distribuire il burro al centro della sfoglia stesa, poi richiudere la sfoglia su se stessa e reimpastarla, per poi stenderla nuovamente con il matterello, dandogli uno spessore di circa 1 cm. Questa operazione ha l’obiettivo di far assorbire bene il burro a tutto l’impasto.
Dare alla sfoglia una forma circolare e ricavarne 6 triangoli.
Ora, se volete, versate un cucchiaio di marmellata o di crema di nocciole al centro di ogni triangolo, oppure lasciateli vuoti e li farcirete in seguito, mentre li mangerete.
Arrotolare ogni triangolo su se stesso partendo dalla base fino alla punta.
Curvare leggermente le punte laterali dei cornetti.
Rivestire una teglia di carta forno e adagiarvi i cornetti.
Coprire con la pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.
Trascorso il tempo di lievitazione, cuocere i cornetti in forno caldo a 180 gradi per 15 minuti, fino a doratura.
Sfornare e servire tiepidi.

Bignè

Bignè
Bignè

Bignè

Questi bignè sono una ricetta per un dessert semplice da servire ai vostri ospiti, farciti con crema chantilly e ricoperti con cioccolato fondente e codette.
La crema chantilly fu inventata nel 1676 dal pasticcere francese F. Vatel e non era altro che una mousse realizzata con panna fresca, vanillina e zucchero a velo.
La crema chantilly nota a tutti noi e’ detta “all’italiana” perché prevede l’unione dell’originaria crema chantilly alla crema pasticcera, ottenendo così una crema soffice e deliziosa.
Una ricetta semplice e facile per deliziare i vostri ospiti senza spendere troppo.

 

 

Ingredienti per 15 bignè:

15 bignè confezionati

250 ml di latte

125 ml di panna fresca

75 gr di zucchero

2 cucchiai di farina

3 tuorli

1 bustina di vanillina

Zucchero a velo q.b.

1/2 tavoletta di cioccolato fondente

Codette q.b.

 


Procedimento
:

Mettere il latte e la vanillina in un pentolino sul fuoco e portarlo al limite dell’ebollizione, poi spegnere il fuoco e lasciare intiepidire.

In una ciotola lavorare i tuorli con lo zucchero e la farina setacciata, e mescolare per ottenere una crema omogenea.

Versare a filo il latte tiepido, amalgamare il tutto, riversarlo nel pentolino e mettere sul fuoco.

Cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti, mescolando continuamente.

Quando la crema sarà densa, spegnere il fuoco e lasciar intiepidire la crema.

Nel frattempo, in una ciotola, montare la panna montata con lo zucchero a velo.

Riporre la panna montata in frigo fino a quando la crema pasticcera non sarà fredda.

Con una spatola, incorporare gradualmente la panna montata alla crema pasticcera, con un movimento delicato dal basso verso l’alto, per evitare che la panna si smonti.

Versare la crema chantilly in un sac a poche e farcire i bignè.

Sciogliere il cioccolato in un pentolino a bagnomaria poi versarne qualche goccia di ogni bignè e infine decorare con le codette.

Lasciare riposare i bignè in frigorifero per almeno 1 ora, in modo che il cioccolato solidifichi, e poi servire.

Riz à l’imperatrice

Riz à l'imperatrice
Riz à l’imperatrice

Riz à l’imperatrice

Il riz à l’imperatrice e’ un dolce creato nel XIX secolo dal pasticcere di corte per l’Imperatrice Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III e ultima regina di Francia. Si tratta dunque di una ricetta francese che non è altro che una crema bavarese con riso e frutta candita. Un dessert sofisticato ed elegante, che richiede una preparazione lunga ma non troppo complessa, ideale per stupire i nostri ospiti a cena.

 

Ingredienti:
100 gr di frutta candita
2 tuorli
2 cucchiai di cognac
1 cucchiaio di gelatina
50 gr di riso bianco
350 ml di latte (200 ml per il riso + 150 ml per la crema)
100 gr di zucchero (30 gr per il roso + 70 gr per la crema)
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di farina
1 bustina di vanillina

 

 

Procedimento:
Preriscaldare il forno a 150 gradi.
In una ciotola, mescolare la frutta candita con il cognac con la gelatina in modo da sciogliere quest’ultima.
Cuocere il riso in un pentolino con acqua bollente per 5 minuti, poi scolarlo.
In un pentolino, portare a ebollizione il latte con lo zucchero e il burro, mescolando per amalgamare bene gli ingredienti.
Aggiungere il riso e la vanillina e portare a ebollizione, mescolando di continuo.
Versare il composto in una pirofila e cuocere in forno caldo per 30-40 minuti, fino a quando il latte sarà assorbito.
Sfornare il riso e farlo raffreddare.
Nel frattempo, preparare la crema inglese mescolando, in una ciotola, i tuorli e lo zucchero per ottenere una crema omogenea.
Aggiungere un cucchiaio di farina e mescolare.
Versare il composto ottenuto in un pentolino, aggiungere il latte e cuocere mescolando di continuo, fino a quando non si sarà formata una sorta di pellicola in superficie.
Togliere la crema del fuoco e aggiungere il composto di frutta e gelatina e la vanillina, mescolando per amalgamare gli ingredienti.
Incorporare il riso freddo alla crema con l’aiuto di un cucchiaio di legno.
Versare il composto ottenuto in uno stampo da budino in silicone e riporla in freezer per 4-5 ore.
Prima di servire, immergere lo stampo in acqua bollente per 1-2 secondi poi sformare il composto su un piatto freddo.
Decorare il dolce con frutta candita e servire.

Tarte tatin

Tarte tatin
Tarte tatin

Tarte tatin

La tarte tatin è una torta francese a base di mele caramellate. La leggenda narra che la ricetta sia nata per caso, nel ristorante delle sorelle Tatin: una delle sorelle, mentre preparava una torta di mele, dimenticò di porre la pasta brisé al di sotto della torta facendo così caramellare le mele nel burro e nello zucchero. Per cercare di rimediare, la sorella pose allora la pasta brisé al di sopra delle mele caramellate e capovolse tutto in un piatto, ottenendo un risultato strepitoso, il cui risultato è apprezzato ancor oggi e noto come la “Tarte Tatin”. Una ricetta facile, economica, adatta a merenda accompagnata da una tazza di the, o come dessert da servire ai vostri ospiti; un dolce morbido, dolce e fragrante che vi farà fare un figurone, successo assicurato!

 

 

Ingredienti per la pasta brisé:

250 gr di farina

125 gr di burro

1 cucchiaio di zucchero

1 uovo

1 pizzico di sale

2 cucchiai di acqua

Ingredienti per il ripieno:

4 mele grandi

120 gr di zucchero

80 gr di burro

 

 

Procedimento:

Cominciare preparando la pasta brisé.

In una ciotola mescolare la farina, lo zucchero e un pizzico di sale.

Aggiungere le uova, il burro e l’acqua, e mescolare bene per ottenere un impasto morbido ed elastico.

Creare una palla con l’impasto ottenuto, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigorifero per 30 minuti.

Nel frattempo, lavare, sbucciare e tagliare le mele.

In una padella, sciogliere il burro con lo zucchero per ottenere un caramello.

Unire le mele e farle caramellare.

Ungere una teglia con una noce di burro e preriscaldare il forno a 180 gradi.

Quando le mele saranno cotte, versarle nella teglia.

Dopo 30 minuti, stendere la pasta brisé sulla spianatoia con l’aiuto di un mattarello e poi appoggiarla sulle mele sparse nella teglia, ripiegando la pasta in eccesso dei bordi all’interno.

Cuocere la torta in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.

Sfornare, capovolgere e far raffreddare prima di servire.