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dolci francesi

Crêpes alla nutella

Crêpes alla nutella
Crêpes alla nutella

Crêpes alla nutella

Le Crêpes sono uno dei dolci più famosi della cucina francese, perfette da gustare a merenda o a colazione.

Da piccola, adoravo andare al Luna Park e fare merenda con le Crêpes alla nutella, che bontà!!!

Per preparare queste leccornie ho seguito la ricetta del Maestro Luca Montersino e ho ottenuto un grande successo tra i miei commensali, deliziati dal gusto leggermente agrumato conferito dalla vanillina e dalla scorza di arancia grattugiata.

Per la farcitura delle Crêpes ho usato la mitica Nutella Ferrero, ma voi potete usare gli ingredienti che più preferite, come marmellata (chiara o scura), frutta (es. fragole, banane) e panna montata, miele millefiori, purea di mele e frutta secca (es. noci, mandorle tritate), crema pasticcera, crema chantilly, crema di banane, zabaione, gelato, ecc.

 

Ingredienti:

per le Crêpes:

90 gr di farina 00

2 uova

200 ml di latte intero fresco

2 cucchiai di cointreau (o altro liquore)

10 gr di zucchero semolato

1 bustina di vanillina

1 arancia

2 gr di lievito per dolci in polvere

per la farcitura:

Nutella q.b.

zucchero a velo

 

 

 

Procedimento:

Lavare e grattugiare la scorza di metà arancia.

In una ciotola, sbattere le uova con lo zucchero semolato e il liquore, fino ad ottenere un composto spumoso. Per questa attività potete usare una frusta da cucina manuale o uno sbattitore elettrico (es. il minipimer).

Aggiungere la vanilina e la scorza di arancia grattugiata e continuare a mescolare.

Unire la farina setacciata e il lievito in polvere per dolci e mescolare cercando di evitare la formazione di grumi.

Coprire la ciotola con la pastella con la pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigorifero per 1-2 ore.

Trascorso il tempo di riposo, ungere una padella antiaderente con una noce di burro e scaldarla.

Quando la padella sarà calda, versare un mestolo di pastella al centro della padella e ruotare quest’ultima per distribuire uniformemente la pastella su tutta la padella.

Cuocere per 30-40 secondi poi girare la Crêpe sull’altro lato aiutandovi con una paletta da cucina.

Una volta cotta su entrambi i lati, adagiare la Crêpe su un piatto piano e proseguire con la cottura delle altre Crêpes, fino ad esaurimento del composto.

Una volta fredde, farcire le Crêpes come più preferite.

Qualora optiate per la Nutella, vi consiglio di scaldare il vasetto di Nutella per 30 secondi al microonde, in modo da rendere la crema più liquida.

Spalmare la Nutella al centro di ogni Crêpe e poi richiudere su se stessa.

Servire le Crêpes alla nutella con una spolverata di zucchero a velo e qualche filo di Nutella per decorazione.

Tronchetto di Natale

Tronchetto di Natale
Tronchetto di Natale

Tronchetto di Natale

Questo Tronchetto è il dolce per eccellenza delle festività natalizie.

Figlio della pasticceria francese, si tratta di un rotolo di pasta biscotto farcito con crema pasticcera e ricoperto di cioccolato fondente, che bontà!

La ricetta non è particolarmente complessa e non richiede ingredienti particolari (solo uova, zucchero, farina, latte, burro e cioccolato) quindi… Perché non provare a realizzarla?!?

 

 

Ingredienti:

Per la pasta biscotto:

4 uova

80 gr di zucchero

70 gr di farina

Per la crema pasticcera:

4 uova

250 ml di latte

100 gr di zucchero

100 gr di farina

Per la glassa al cioccolato:

2 tavolette di cioccolato fondente

100 gr di burro

 

 

Procedimento:

Preparare per prima cosa la crema pasticcera, poiché dovrà raffreddarsi prima di essere spalmata sulla pasta biscotto.

In una ciotola unire 3 tuorli, 1 uovo intero e lo zucchero, mescolando bene per evitare la formazione di grumi.

Aggiungere la farina setacciata e continuare a mescolare per ottenere un composto liscio e cremoso.

Incorporare anche il latte mescolando.

Versare il tutto in un pentolino e portare a ebollizione mescolando di continuo, per evitare che la crema si attacchi alle pareti del pentolino.

Quando la crema sarà ben soda, spegnere il gas e lasciarla intiepidire.

Preparare ora la pasta biscotto iniziando con il preriscaldare il forno a 180 gradi.

In una ciotola, montare le uova con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche.

Aggiungere la farina mescolando dal basso verso l’alto, delicatamente.

Rivestire una teglia di carta forno e trasferirvi il composto creando uno strato omogeneo.

Infornare a 180 gradi e cuocere per circa 10 minuti.

Sfornare la pasta biscotto e rovesciarla sopra ad un canovaccio e farcirla con la crema pasticcera.

Arrotolare il pan di spagna facendolo scorrere con il canovaccio.

Avvolgere il rotolo con la carta pellicola e tenerlo in frigorifero fino al momento di servire, in modo che si compatti.

Ora preparare la glassa facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro.

Riprendere il tronchetto e rifilare bene le due estremità.

Tenere da parte i pezzettini rifilati.

Tagliare un pezzo di una decina di centimetri facendo attenzione a fare un taglio in obliquo.

Prendere il pezzo di rotolo appena tagliato e affiancarlo lateralmente al pezzo più grande come se fosse il ramo di un albero.

Unire i due pezzi con l’ausilio di qualche stuzzicadenti, colmando gli spazi tra il pezzo più grande e quello più piccolo utilizzando i pezzi di pasta rifilati prima dalle estremità.

Riprendere la glassa di cioccolato liquida e con l’aiuto di una spatola ricoprire tutto il tronchetto.

Già in questo modo il cioccolato assumerà l’aspetto di una corteccia.

Qualora vogliate potete tuttavia ulteriormente accentuare questo effetto, rigando tutto il tronchetto con i rebbi di una forchetta.

Lasciare almeno un’ora in frigo affinché la glassa si solidifichi.

Servire il Tronchetto di Natale intero o tagliato a fette.

Tour Parigi e Castelli della Loira

Tour Parigi e Castelli della Loira

Questo è stato uno dei viaggi più “impegnativi” mai fatti: tanti spostamenti in pochissimi giorni, cambio di 3 hotel in 5 giorni, tragitti in macchina, ma vi assicuro che ne è valsa assolutamente la pena.

I Castelli della Loira sono uno spettacolo imperdibile, regalano un’atmosfera da favola che sicuramente incanterà  tutte le amanti delle favole Disney, come me.

 

 

Tour Parigi e Castelli della Loira

 

 

Giorno 1: Parigi

Arriviamo all’aeroporto Charles De Gaulle, collegato al centro di Parigi con il treno RER B.

Il treno parte ogni 15 e il tragitto dura dai 25 ai 45 minuti, a seconda della fermata di arrivo prescelta.

Il biglietto costa 10€ ed è acquistabile direttamente in aeroporto o online.

Noi prendiamo il treno e scendiamo alla fermata Saint Michel Notre Dame, e da lì andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.

L’hotel scelto è l’Hotel Design Sorbonne, elegante e moderno, vicinissimo alla stazione della RER.

Le camere sono pulite, luminose, un po’ piccole ma dotate di tutti i comfort: bagno privato, TV, Wi-Fi, cassaforte, ECC.

Lo staff è cordiale e disponibile, pronto ad aiutarvi anche se non parlate benissimo francese e/o inglese.

Essendo ora di pranzo, facciamo uno spuntino da Pomme de Pan, una catena di fast food simile a Pret à manger, poi cominciamo il nostro tour.

Parigi è immensa e, chiaramente, non si può pretendere di visitarla in un giorno.

Noi fortunatamente siamo ci siamo già stati e abbiamo “preso parte” alle code per entrare al Louvre, per salire sulla Tour Eiffel, per visitare la Cattedrale di Notre Dame, così decidiamo di trascorrere qualche ora nel quartiere che ci era piaciuto più di tutti, il Quartiere Latino.

Il Quartiere Latino deve il suo nome alla presenza al suo interno, sin dal XII secolo, dell’Università La Sorbonne; si tratta infatti del quartiere universitario per eccellenza.

Noi andiamo subito al Giardino del Lussemburgo, un meraviglioso giardino pubblico, tra i più grandi di Parigi.

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il giardino presenta una ricca vegetazione, statue e monumenti come la Fontana dei Medici, la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi (riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti), il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e riproduzioni di personaggi famosi e meravigliose opere.

 

 

 

Il Palazzo del Lussemburgo, sito all’interno del Giardino, è la sede del Senato francese.

 

 

 

Passeggiamo nel Giardino scattando foto qua e là, poi riprendiamo Rue Saint-Jacques e raggiungiamo prima La Sorbonne e, infine il Pantheon.

Fondata nel 1257 da Robert de Sorbon, La Sorbonne nacque come istituto di teologia e, solo più tardi, venne aperto a altre discipline.

Il Pantheon fu eretto inizialmente per glorificare la patrona di Parigi, Santa Genoveffa, ma la Rivoluzione francese laicizzò il monumento trasformandolo nel Pantheon attuale.

Oggi nel Pantheon riposano personaggi illustri come Victor Hugo, Voltaire, Rousseau, ecc.

L’ingresso è a pagamento (6,50€) e decidiamo di non visitarlo per addentrarci nelle viuzze del Quartiere Latino, ricche di negozi, botteghe storiche, artisti di strada, Bar e ristoranti.

 

 

 

Trascorriamo il resto del pomeriggio tra acquarelli, prime edizioni di romanzi famosi (come “I miserabili“), vecchi giradischi e grammofoni, il tutto in un’atmosfera bohémien e gioviale.

Ceniamo da Le coupe chou, un piccolo bistrot vicino La Sorbonne, scovato grazie a Tripadvisor.

Il locale è accogliente, romantico, ben arredato, con tavoli a lume di candela e luci soffuse.

I piatti sono buoni e il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

Il ristorante ha un menù alla carta ma anche un menù fisso con prezzi che variano da 27 a 33 euro.

Noi abbiamo scelto due menu da 27€ e siamo rimasti super soddisfatti!

Piatti consigliati: uova in cocotte e ile flottante.

 

 

Giorno 2: Versailles

Usciamo dall’hotel a stomaco vuoto (La colazione non era inclusa nel costo della camera) e ci fiondiamo da Paul’s, la mia pasticceria parigina preferita, e facciamo colazione con due caffè e due eclair al cioccolato semplicemente divini.

 

 

 

A pancia piena, andiamo alla stazione RER e prendiamo il treno per Versailles.

Il biglietto costa 3,65€ (solo andata) e il tragitto dura quasi 1 ora.

Per la visita della Reggia, acquistiamo (online) il biglietto Passport al costo di 20€, che da accesso al Palazzo, al Trianon e ai Giardini.

 

 

 

Il Palazzo era la residenza del Re Sole, un edificio sfarzoso e raffinato, dove resterete sicuramente affascinati dalla Galleria degli Specchi, sede della firma dell’omonimo Trattato di Versailles del 28 giugno 1919, che segnò la fine della Prima Guerra Mondiale.

Ancora oggi, in questa sala, il presidente della Repubblica francese riceve i suoi ospiti illustri.

 

 

Dopo il Palazzo, visitiamo il Grand Trianon, una dependance dove il re Sole andava per ritirarsi temporaneamente dalla vita di corte e per incontrare la signora di Montespan, e il Piccolo Trianon, una reggia in miniatura donata dal re a Maria Antonietta, per permettergli di avere un oasi di pace, lontana dalla severa etichetta della corte.

Il Grand Trianon è oggi adibito, in parte, a residenza del Presidente della Repubblica francese.

La visita si conclude con i Giardini, finemente curati, geometricamente studiati per ottenere forme perfette, simmetriche e regolari.

 

 

 

La Reggia di Versailles è favolosa, raffinata, elegante… ci è piaciuta tantissimo ma le attribuiamo un voto pari a 7 per via delle code che abbiamo dovuto fare anche dentro il Palazzo, durante la visita.

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo la RER e torniamo a Parigi, dove ceniamo da Little Breizh, un piccolo locale specializzato in galettes.

Abbiamo preso due menù “traditionne” che a 9,90€ comprendono una crepe salata (buonissima quella con prosciutto e formaggio, meno quella con gli spinaci), una crêpe dolce (fantastica quella au beurre) e una bibita.

Fantastico! Cibo squisito, delizioso e tipicamente francese. Locale imperdibile se passate dal Quartiere Latino!

 

Giorno 3: Parigi – Fontainebleau – Chambord – Cheverny 

Oggi lasciamo Parigi per dirigerci verso la Valle della Loira.

Lasciamo l’hotel, ritiriamo la vettura noleggiata tramite la Hertz e impostiamo il navigatore con direzione il Castello di Fontainebleau, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e residenza dei più celebri sovrani francesi, come François I, Enrico IV e Napoleone.

 

 

Il viaggio da Parigi dura poco più di 1 ora (sono circa 70 km) e il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Vi consiglio di acquistare i biglietti sempre online, in anticipo, per evitare code agli ingressi.

Il castello è circondato da 30 ettari di giardini e 80 ettari di Parco, che costituiva l’allora riserva di caccia del re.

I giardini sono stupendi, ricchi di fiori, fontane imponenti e persino un lago con tanto di cigni e barchette: un luogo paradisiaco!

Visitare questo Castello ci regala un’emozione indescrivibile: vedere la stanza dove Napoleone ha abdicato, il trono su cui si è seduto, il suo letto, la stanza dove è nato Luigi XIII, la camera di Maria Antonietta e il suo boudoir d’argento… Roba da pelle d’oca..

Il paese di Fontainebleau, nato intorno al castello e nel cuore della foresta, si è sviluppato a contatto con i re di Francia e la loro corte che ne hanno influenzato la forma urbanistica ed architettonica.

Usciti dal Castello di Fontainebleau, mangiamo un tramezzino al volo e risaliamo in macchina in direzione del Castello di Chambord.

 

 

Il viaggio dura circa 2 ore (Fontainebleau e Chambord distano circa 180 km).

Il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Chambord è il più grande (440 stanze, 365 camini e 84 scale) ed elegante dei castelli che sorgono nella Valle della Loira.

Il Castello, in pietra, costruito nel cuore di una foresta rigogliosa, sorse inizialmente come padiglione di caccia di François I, e fu poi abbellito e ampliato dal Re Sole e altri sovrani francesi.

L’ingresso principale, la Porte-Royale, è sul lato sud-orientale; il castello di Chambord si sviluppa attorno ad un maschio (donjon) a pianta rettangolare e, proprio qui si può ammirare la scalinata a elica opera del genio di Leonardo Da Vinci.

Salendo la scala arriviamo alla torre della lanterna e al tetto, da dove godiamo di una splendida vista sulle guglie e sulla tenuta.

Al primo piano del Castello visitiamo le stanze da letto del re e della regina (comunicanti tramite passaggi segreti) e la Cappella reale.

Al secondo piano c’è il Museo della Caccia, dove sono esposte armi e trofei.

A causa dei tempi ristretti, decidiamo di non visitare il Parco del castello (attualmente popolato da diverse specie animali e accessibile al pubblico solo in parte) ma ci rimettiamo in macchina diretti al Castello di Cheverny.

 

 

 

Il tragitto dura circa 30 minuti (quasi 18 km) e il biglietto di ingresso costa 9,50€.

Il Castello è una piccola residenza circondata da un vasto parco che appartiene alla famiglia Hurault da oltre 600 anni.

Considerato il più lussuoso della Loira, il Castello è interessante per i suoi interni sfarzosi, opera di Jean Monier di Blois.

 

 

Le stanze più opulenti sono la Camera del Re e il Grand Salon, con 34 pannelli in legno dipinto narranti le gesta di Don Chisciotte.

Avendo un po’ di tempo a disposizione, usciti dal Castello ci concediamo una passeggiata nei Giardini annessi e un caffè nel bistrot sito nell’Orangerie, dove venne nascosta “La Gioconda” durante i saccheggiamenti nazisti.

I giardini sono davvero suggestivi, curati, ben tenuti, ricchi di fiori, verdure e piante aromatiche.

Verso le 19, ci rimettiamo in macchina e andiamo a Blois (distante circa 15 km) per pernottare.

Abbiamo scelto il b&b La Maison du Carroir, una struttura incantevole, immersa nella Valle della Loira.

Le camere sono spaziose, pulite, con bagno privato, wi-fi, mobile bar e macchina del caffè Nespresso comprensiva di cialde.

La colazione, a buffet, viene servita nel salone principale e spazia dai salumi freschi ai dolci fatti in casa, frutta fresca, yogurt, marmellate, succhi di frutta, pane in cassetta, caffè, latte, te e altre bevande.

I proprietari sono molto gentili e disponibili. Hotel super consigliato!

Concludiamo la nostra giornata con una cena da L’odyssée de la taupinière, un piccolo ristorantino nel centro storico, in stile marinaro, dove mangiamo delle galettes semplicemente strepitose.

Le nostre? Galette con ripieno di gamberoni e salsa al curry, e galette con crema di porri, una vera delizia! E per dessert, galettes alle pere e cioccolato fondente mmmm

Conto finale: circa 35€ in due, raccomandato!

 

 

Giorno 4: Castello di Amboise – Maniero di Clos Lucé – Castello di Chenonceau 

Lasciamo Blois per dirigerci al Castello di Amboise (il biglietto costa 11,50€), dove il re François I trasferì la vita di corte circondandosi dei più grandi geni del Rinascimento, tra cui Leonardo Da Vinci in veste di pittore, ingegnere e architetto del re.

 

 

Il Castello venne parzialmente distrutto dopo la Rivoluzione francese e, del progetto originale, oggi rimangono la Cappella di Saint-Hubert, le terrazze e le torri.

Poco prima di morire, Leonardo Da Vinci redasse testamento al cospetto del notaio Guglielmo Boreau e di cinque testimoni (tra cui il caro amico Francesco Melzi), chiedendo di essere sepolto presso la chiesa di Saint-Florentin.

La richiesta venne eseguita.

Tuttavia, anni dopo la chiesa di Saint-Florentin venne saccheggiata e la tomba del Genio venne violata, con conseguente dispersione delle sue spoglie.

Quasi per magia, nel 1874, le ossa di Leonardo vennero ritrovate e trasferite nella cappella di Saint-Hubert, dove riposano tutt’ora.

 

 

 

Saliamo sulla Torre e godiamo di una panoramica del paese e della campagna circostante che ci lasciano senza fiato.

I giardini sono eleganti, curati, ma nulla a che vedere con la maestosità di quelli di Chambord e Fontainebleau.

Usciti dal Castello, passeggiamo a piedi fino al Maniero di Clos Lucé (il biglietto costa 15€), messo a disposizione di Leonardo Da Vinci da François I, e ultima dimora dell’artista.

Oggi il Maniero appartiene alla famiglia Saint Bris, che lo acquisì nel 1854.

Durante la permanenza nel Maniero, Leonardo si dedicò al perfezionamento di alcune sue invenzioni, di cui alcune esposte al pubblico.

La visita del castello rivela l’intimità di Leonardo, la sua camera e quella di Margherita di Navarra, totalmente restaurate, la cucina, la sala del Consiglio, la Cappella con gli affreschi dipinti dai suoi
discepoli, ma anche macchine a grandezza naturale, disegni botanici e studi geologici e idrodinamici elaborati da Leonardo.

 

 

In particolare, nel seminterrato del Maniero sono esposte 40 delle sue invenzioni sui temi gel genio militare, dell’urbanistica, della meccanica, delle macchine volanti e dell’idraulica.

6 animazioni in 3D descrivono il funzionamento delle invenzioni di Leonardo.

Passeggiare nel castello in cui ha vissuto il grande Leonardo da Vinci è emozionante: vedere il suo studio, il suo giardino, i suoi oggetti personali.. qualcosa di molto suggestivo!

Usciti dal Maniero, pranziamo con due galettes salate da Les 4 saisons, spendendo circa 15 euro in due. Le galettes sono croccanti, dorate e gustose, si sciolgono quasi in bocca! Super consigliato!

Nel primo pomeriggio, saliamo in macchina e andiamo al Castello di Chenonceau, distante circa 12 km.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 13€.

 

 

 

Costruito sul fiume Cher, il Castello è un capolavoro del Rinascimento, di diretta ispirazione del Ponte Vecchio di Firenze.

Non essendo molto grande, si riesce a visitare il Castello nel giro di 1-2 ore.

Conosciuto come “il Castello delle Dame” poiché disegnato da una donna, Catherine Briçconnet nella prima parte del XVI secolo e abitato, in seguito, da due donne molto potenti: Caterina de Medici e Diana di Poitiers, rispettivamente moglie e amante di re Enrico II.

All’interno del Castello sono esposti quadri di grandi maestri (come Tintoretto, Correggio, Rubens, ecc.), arazzi fiamminghi del XVI secolo.

Gli interni e gli arredi non sono ai livelli di Versailles e Fontainebleu, ma comunque affascinanti e raffinati.

Le parti che ci sono più piaciute? I giardini di Diana di Poitiers, i giardini di Caterina de’ Medici, il labirinto, la Galleria delle Carrozze.

Usciti dal Castello, saliamo in macchina e torniamo a Blois, dove facciamo una passeggiata nel centro storico del paese, in stile medievale, e infine ceniamo da Le Petit Honfleur, un incantevole  e accogliente ristorantino con un ottimo staff.

E’ possibile ordinare à la carte o scegliere il menu fisso a 26€, comprendente entrée, portata principale e dessert.

Noi abbiamo ordinato due piatti (anatra e pollo gratinato) e due calici di vino rosso, per un totale di circa 20€ a testa.

Il rapporto qualità/prezzo non è dei migliori, ma la gentilezza del personale e l’atmosfera accogliente sono impagabili. Raccomandato!

 

 

Giorno 5: Castello di Blois – Parigi 

Dopo un’abbondante colazione in hotel, usciamo diretti al Castello di Blois, residenza di sette re e dieci regine; qui visse e morì Caterina de Medici.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 9,80€.

 

 

Il Castello rappresenta una perfetta fusione tra stile gotico e rinascimentale francese.

Le 4 ali del Castello offrono una panoramica completa degli stili architettonici che si possono trovare nella valle: la parte più antica risalente al medioevo, l’ala voluta da Luigi XII in stile gotico, l’ala rinascimentale voluta da Francesco I, l’ala ovest di ispirazione classica.

Nell’ala rinascimentale vediamo la scala monumentale, gli appartamenti reali di Federico I, Enrico III e Caterina de’ Medici.

Usciti dal Castello, mangiamo un tramezzino per pranzo e ci rimettiamo in viaggio alla volta di Parigi.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (sono circa 190 km) e arriviamo in città nel tardo pomeriggio.

Per la nostra ultima serata a parigina, abbiamo scelto di pernottare all’Hotel Eiffel Turenne, a pochi passi dalla Tour Eiffel, prenotato con uno sconto del 50% su Booking.com. Pazzesco!

Le camere sono pulite, ben arredate, con bagno privato, wifi, mobile bar e tv.

Lasciamo i bagagli in hotel e andiamo a cena al Bistrot Chez France, un piccolo ristorante in perfetto stile parigino, vicino la Tour Eiffel.

Il menu è ampio e prevede piatti tipici della cucina francese, buoni e preparati con ingredienti freschi e di qualità.

E’ possibile ordinare il menu à la carte oppure scegliere il menu fisso a 26€ comprendente 2 piatti (1 antipasto e 1 main course o 1 main course e 1 dessert).

Piatti consigliati: antipasto a base di tartare di avocado e salmone affumicato e main course confit di anatra.

Ottimo rapporto qualità/prezzo, ristorante consigliato!

 

 

 

 

Budget:

– ticket RER B dall’Aeroporto Charles De Gaulle a Parigi centro : 10€

– ingresso al Pantheon : 6,50€

– ticket RER B per Versailles (a/r): 7€

– biglietto Passport per Versailles: 20€

– ingresso ai Castelli della Loira:

  • Fontainebleau : 11
  • Chambord : 11€
  • Cheverny : 9,50€
  • Amboise : 11,50€
  • Maniero di Clos Lucé : 15€
  • Chenonceau : 13€
  • Blois : 9,80€

– affitto macchina per 3 giorni: 90€ circa con Europcar (noi abbiamo noleggiato una Fiat 500)

Creme caramel

Creme caramel
Creme caramel

Creme caramel

La creme caramel è un budino portoghese a base di latte, uova e zucchero, decorato con un velo di caramello. La ricetta che vi propongo proviene direttamente dalla cucina di Benedetta Parodi, una delle mie cuoche preferite.

Io adoro il crème caramel e mi piace mangiarlo la sera, davanti a un film alla TV, una dolce coccola dopo una giornata faticosa e lunghissima trascorsa in ufficio tra scartoffie, rotture di scatole e “urgenze dell’ultimo minuto”.

Per questa ricetta io ho usato latte di soia e zucchero di canna ma voi potete usare tranquillamente il latte intero o scremato, come anche lo zucchero semolato o, se volete alleggerire la ricetta, il dolcificante Stevia.
Si tratta di una ricetta facile, veloce, economica, che può essere servita agli amici in visita ma anche consumata da soli davanti a un bel film in tv, come faccio io. Un consiglio per una perfetta riuscita? Accompagnare questa delizia con dei biscottini speziati (allo zenzero, alla cannella): fidatevi, rimarrete super soddisfatti!!! 😍😍

Ingredienti per una porzione:
70 gr di latte di soia
1 uovo
10 gr di zucchero di canna
1/2 bustina di vanillina
Topping al caramello già confezionato oppure 25 gr di zucchero e 1 cucchiaio di acqua per fare il caramello in casa

Procedimento:
Iniziare preparando il caramello facendo caramellare in un pentolino lo zucchero di canna con l’acqua.
Quando il caramello sarà pronto, distribuirlo sul fondo di uno stampo in silicone (o in pirottini, a seconda della vostra disponibilità. Io l’ho messo in una mini teglia).
Preriscaldare il forno a 160 gradi.
In una ciotola mescolare l’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina e il latte di soia.
Trasferire delicatamente il composto ottenuto nello stampo, sopra il caramello.
Cuocere in forno, a bagnomaria, per 35 minuti a 160°.
Appena la crème caramel sarà cotta, trasferirla in frigorifero e farla raffreddare.
Prima di servire, sformare la creme caramel su un piatto ed aggiungere eventuali decorazioni (es. zucchero a velo, ulteriore salsa al caramello, ecc).

Riz à l’imperatrice

Riz à l'imperatrice
Riz à l’imperatrice

Riz à l’imperatrice

Il riz à l’imperatrice e’ un dolce creato nel XIX secolo dal pasticcere di corte per l’Imperatrice Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III e ultima regina di Francia. Si tratta dunque di una ricetta francese che non è altro che una crema bavarese con riso e frutta candita. Un dessert sofisticato ed elegante, che richiede una preparazione lunga ma non troppo complessa, ideale per stupire i nostri ospiti a cena.

 

Ingredienti:
100 gr di frutta candita
2 tuorli
2 cucchiai di cognac
1 cucchiaio di gelatina
50 gr di riso bianco
350 ml di latte (200 ml per il riso + 150 ml per la crema)
100 gr di zucchero (30 gr per il roso + 70 gr per la crema)
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di farina
1 bustina di vanillina

 

 

Procedimento:
Preriscaldare il forno a 150 gradi.
In una ciotola, mescolare la frutta candita con il cognac con la gelatina in modo da sciogliere quest’ultima.
Cuocere il riso in un pentolino con acqua bollente per 5 minuti, poi scolarlo.
In un pentolino, portare a ebollizione il latte con lo zucchero e il burro, mescolando per amalgamare bene gli ingredienti.
Aggiungere il riso e la vanillina e portare a ebollizione, mescolando di continuo.
Versare il composto in una pirofila e cuocere in forno caldo per 30-40 minuti, fino a quando il latte sarà assorbito.
Sfornare il riso e farlo raffreddare.
Nel frattempo, preparare la crema inglese mescolando, in una ciotola, i tuorli e lo zucchero per ottenere una crema omogenea.
Aggiungere un cucchiaio di farina e mescolare.
Versare il composto ottenuto in un pentolino, aggiungere il latte e cuocere mescolando di continuo, fino a quando non si sarà formata una sorta di pellicola in superficie.
Togliere la crema del fuoco e aggiungere il composto di frutta e gelatina e la vanillina, mescolando per amalgamare gli ingredienti.
Incorporare il riso freddo alla crema con l’aiuto di un cucchiaio di legno.
Versare il composto ottenuto in uno stampo da budino in silicone e riporla in freezer per 4-5 ore.
Prima di servire, immergere lo stampo in acqua bollente per 1-2 secondi poi sformare il composto su un piatto freddo.
Decorare il dolce con frutta candita e servire.

Galette des Rois

Galette des Rois
Galette des Rois

Galette des Rois

La Galette des Rois è un dolce tipico della Francia del Nord (ma diffuso anche nel Regno Unito con il nome di King cake e in Spagna con il nome di Roscon de Reyes), che viene consumato ogni anno il 6 gennaio in occasione dell’arrivo dei Re Magi. Si tratta di una galletta a base di pasta sfoglia, cotta in forno e mangiata con marmellate, creme, crema frangipane, frutta, cioccolato ecc. La tradizione vuole che nel dolce si nasconda una fava o, nelle famiglie più abbienti, la figura di un re, e la persona a cui capita di avere l’oggetto nascosto nella sua fetta di torta, è considerata il re della giornata.

Un dolce ideale da gustare come dessert di fine pasto o come merenda, rigorosamente nella giornata del 6 gennaio!!!

 

Ingredienti:
2 rotoli di pasta sfoglia rotonda
125 gr di mandorle
125 gr di zucchero
125 gr di burro
2 uova
1 tuorlo
Procedimento:
Preriscaldare il forno a 200 gradi e rivestire una tortiera di carta forno.
In una ciotola, unire il burro con lo zucchero, mescolando per ottenere un composto liscio e omogeneo.
In un mixer, frullare le mandorle per ridurle in polvere.
Aggiungere al composto di burro e zucchero le mandorle in polvere e le 2 uova, mescolando bene.
Adagiare un rotolo di pasta sfoglia nella tortiera rivestita di carta forno e versarvi sopra il composto di mandorle e uova ottenuto.
Ricoprire con il secondo rotolo di pasta sfoglia e sigillare bene i bordi, delineandoli con i rebbi di una forchetta.
In una ciotola, sbattere il tuorlo d’uovo e spennellarlo sulla superficie della galette.
Con la lama di un coltello, disegnare degli incroci sulla superficie della galette e praticare dei minuscoli fori sulla pasta, per evitare che si gonfi durante la cottura.
Cuocere in forno caldo a 200 gradi per 20 minuti, fino a doratura.
Sfornare e far raffreddare prima di servire.