Mese: Gennaio 2020

5 cene a Marrakech

5 cene a Marrakech

5 cene a Marrakech

Quest’inverno Marrakech è tra le mete più gettonate per allontanarsi dal freddo e godere di una “primavera anticipata”.

La città pullula di ristoranti e non avrete che l’imbarazzo della scelta tra i ristoranti tipici della Medina e quelli un po’ più occidentali della Ville Nouvelle.

Di seguito riporto quali sono stati i miei ristoranti preferiti di Marrakech, tutti stupendi e con un buon raporto qualità-prezzo, ma se volete spendere meno, allora vi basterà andare in uno dei tanti Cafè nella Medina, dove per una cena completa spenderete poco più di 15 euro.

Ecco a voi le mie 5 cene a Marrakech

 

 

Kabana (Rue Fatima Ezzahra R’mila | 1 Kissariat Ben Khaled, Medina)

Come descritto sul sito, nel pieno cuore della Medina, Kabana è un’oasi di pace con tavoli con vista sulla moschea della Koutoubia.

Un locale curato in ogni suo dettaglio, dal terrazzo alla sala interna, molto glamour e raffinato, dove l’atmosfera cosmopolita si coniuga con cocktail colorati, cucina mediterranea e sushi bar.

L’atmosfera è calda e romantica grazie alle lanterne che circondano la terrazza ed ai soffici cuscini multicolor.

Nel menu non trovate piatti tipici ma di stampo internazionale: sushi, tapas, prosciutto iberico, bistecche, patatas bravas, ecc.

Tutto buonissimo, innaffiato da cocktail fantastici e con un buon rapporto qualità-prezzo (anche se i prezzi sono leggermente più elevati rispetto agli altri ristoranti nella Medina).

 

 

Jemaa ElFna Restaurante (Boulevard des banques rue Zaari N 42 Kennaria)

Vicinissimo alla Piazza Jemaa ElFna, questo ristorante si trova all’interno di un Riad ed è uno tra i migliori della Medina.
La terrazza è meravigliosa e si può cenare lì con musica dal vivo in sottofondo, perfetto per chi desidera una cena memorabile.

Il menu propone tutti i piatti tradizionali della cucina marocchina, preparati con amore e passione, e serviti da uno staff attento e cortese.

I piatti sono ottimi e disponibili anche in versione senza glutine. Ci sono due menù prezzo fisso, vegetariano (280 dhs) e con carne (300 dhs), entrambi con 3 portate.

Non aspettatevi di ordinare à la carte perché è un’eccezione che non fanno sempre.

 

 

Le Salama (40 Rue des Banques)

Un locale accogliente e suggestivo, organizzato su tre livelli, dove potrete mangiare immersi tra piante verdeggianti e un design accurato, con vista a 360° sulla Medina, un vero incanto.

La serata è allietata da una musica di sottofondo e danzatrici del ventre: un’atmosfera autenticamente marocchina!

Quanto al menu, il cibo è squisito e di qualità: noi abbiamo assaggiato la tajine di prugne e l’insalata marocchina (a base di verdure e legumi), entrambi buonissimi e serviti in porzioni giuste e non eccessive.

Se non volete cenare, il locale si presta anche per aperitivi o post cena con drink alcolici e narghilè.

Unici difetti i prezzi (più alti rispetto ad altri locali nella Medina) e il servizio, decisamente poco attento.

 

 

 

Dar Zellije (No1 Kaa Sour, Sidi Ben Slimane | Medina)

Un ristorante nascosto tra le vie della Medina dove, appena entrati, ci si ritrova in un mondo da mille e una notte: al primo piano troviamo la sala ristorante, elegante e raffinata, mentre al secondo piano troviamo la terrazza in puro stile berbero con tende, cuscini, luci soffuse e musica marocchina in sottofondo.

Insomma, qui potrete gustare un aperitivo in terrazza e poi trasferirvi al primo piano per la cena, semplicemente perfetto!
Il menu propone piatti tipici marocchini ma anche leggermente rivisitati, serviti dallo staff cortese e professionale.

Cibo ottimo e servito in porzioni abbondanti, vino buono e, come ciliegina sulla torta, lo spettacolo di danzatrici del ventre (solo giovedì e domenica sera)!

I prezzi sono più alti rispetto alla media dei ristoranti nella Medina ma comunque ben rapportati alla qualità del cibo ed alla bellezza del posto.

Su richiesta sono disponibili anche menu fissi il cui prezzo varia da 300 dhs a 760 dhs, in base alle portate presenti.

 

 

Le table du Palais (63, Rue Sidi El Yamani | Quartier Mouassine)

Un ristorante situato all’interno di un bellissimo patio, dove potrete cenare in un giardino rigoglioso, con luci soffuse e serviti da camerieri in smoking.

Il giardino è molto bello e quasi surreale, sembra disegnato! Ideale per una serata romantica ma anche per una cena memorabile tra amici.

Tre sono le formule del menu, che variano da 150 dhs a 250 dhs in base al numero di portate scelte.

La qualità del cibo è veramente elevata e noi, essendoci stati per ben due volte, non siamo riusciti a trovare un piatto meno buono dell’altro.

Tajine di manzo con scorza di limone candita, tajine di agnello con mele e pere caramellate, formaggio berbero con miele e persino, per dessert, il cuore caldo al cioccolato (con topping di arance candite e decorato con marmellata di arancia).

Tutto buonissimo e ad un buon rapporto qualità-prezzo.

 

5 cene a Marrakech

 

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech, la capitale del Marocco, è una città che vi sorprenderà: piena di colori, luci e profumi, con un profondo contrasto tra la parte storica, la Medina, e la parte nuova, la Ville Nouvelle, molto simile a Abu Dhabi.

Una città fantastica che vi conquisterà senza alcun dubbio.

Ecco a voi dunque il nostro tour di Marrakech in 4 giorni , una piccola guida con i nostri consigli di viaggio e le nostre opinioni.

Due cose mi preme consigliarvi:

1) cambiate gli euro in dirham negli uffici di cambio a Marrakech (non in aeroporto, causa tasse elevate);

2) prenotate in anticipo dei free tour (visite guidate dove potete pagare quanto volete, da 1€ a 50€): noi abbiamo fatto così e ci siamo trovati benissimo.

 

Giorno 1: Arrivo, Jardin Secret, tour dei souk

Arriviamo a Marrakech alle ore 14.00 (ora locale) e il servizio transfer ci conduce al Riad (noi abbiamo usufruito del servizio offerto dal Riad al costo di 15€).

Il Riad dista meno di 7 km dall’aeroporto quindi arriviamo in meno di 20 minuti.

Abbiamo scelto un Riad nella Medina, molto pulito e ben arredato, con personale che parlava anche italiano, molto disponibile e cordiale.

Facciamo il check-in, lasciamo le valigie e usciamo per una merenda al Cafè Glacier, in piazza Jemaa El Fna.

Il locale è un po’ spartano ma strafrequentato per via della meravigliosa terrazza, alla quale si accede solo previa consumazione.

Che dire? Sosrseggiare tè alla menta mangiucchiando biscotti alle mandorle seduti sulla terrazza del Cafè Glacier ammirando lo spettacolo in Piazza Jeema el Fna, è stato un bell’incontro con la città.

Spettacolare e scenografica, Jemaa el Fna è una sorpresa continua: giocolieri e acrobati che intrattengono i passanti, venditori di succo d’arancia, incantatori di serpenti con al seguito scimmie ammaestrate, venditori di erbe miracolose… insomma un vero palcoscenico a cielo aperto!

Siccome alle 17 i monumenti chiudono, non ci resta che sbrigarci per visitare Le Jardin Secret, a 600 mt dalla piazza Jemaa el Fna, che chiude alle 17.30.

Il biglietto di ingresso al giardino costa 95 dirham (60 l’ingresso + 35 la torre), circa 5 euro.

Ideato da un imprenditore italiano e progettato da un paesaggista inglese, Le Jardin Secret è un’oasi di colori, piante profumate, pace e relax nel cuore nevralgico della Medina.

L’origine del complesso risale alla dinastia saadiana, più di 400 anni fa, ed è stato poi ricostruito nel ‘900 per diventare la casa di esponenti politici marocchini.

Torniamo in piazza per fare un free tour del souk alle ore 17.30 con Zahim Mohamed, che ci porta nel cuore della Medina.

Spezie colorate, fiori profumati, articoli di artigianato locale, gioielli, tappeti, ceste di frutta secca si alternano tra loro regalando istantanee uniche.

Odori che si mischiano tra loro, colori sgargianti che abbagliano…visitare il souk di Marrakech vale da solo il costo di un viaggio nella città rossa.

Marrakech vanta il mercato più grande del Marocco: ci sono ben 18 souk per la città!

Da vedere: Souk Semmarine, dove troverete principalmente babucce, kaftani, ceramiche, dolci e servizi per il tè; Souk Ableuh, il mercato delle olive; Souk Cherratine, in cui si lavora la pelle e potrete pertanto trovare prodotti come borse e cinture; Souk Sebbaghine, in italiano conosciuto come Souk dei Tintori, dove viene dipinta la lana che servirà per tessere i famosi tappeti marocchini.

Fate un salto anche a Rahba Kedima, la Piazza delle Spezie, piena di odori che inebrieranno i vostri sensi.

Per cena ci fermiamo al Café Guerrab, nei pressi della piazza Jeema el Fna, dove ceniamo accomodati su una terrazza con vista sui tetti di Marrakech.

Ceniamo con due tajin molto buone precedute, come d’uso, da una ciotola di olive e pane arabo.

Disponibili anche menu senza glutine e piatti vegetariani.

Spesa totale: meno di 15€ a testa per una cena ottima. Super consigliato!

 

 

Giorno 2: Free tour della città e Giardini Majorelle

Dopo una bella colazione sulla terrazza del Riad con tè alla menta, frutta fresca e biscotti alle mandorle, alle ore 9.30 andiamo in Piazza Jeema el Fna per il free tour della città.

Dopo aver incontrato la guida, cominciamo il tour con il minareto della Koutobia, il simbolo della città, visibile da ogni punto ma non visitabile (solo per i musulmani).

Il minareto, bellissimo e imponente nei suoi 70 metri di altezza – che insieme alla moschea costituisce il simbolo spirituale della città, è uno dei più grandi esempi dell’architettura islamica.

Il nome è dovuto al fatto che in passato lì ci fosse un mercato in cui si vendevano libri. Il termine “kutub” significa infatti “librai“.

Durante il tour visitiamo il quartiere Mouassine, famoso per via del mercato Gran Zoco de Marrakech, La Madraza de Ben Youssef (uno dei centri religiosi della città) e i suoi dintorni: la moschea, la biblioteca, la cupola e il Museo di Marrakech.

Le tappe successive sono il Palazzo Dar Si Said e il Palazzo Bahia (l’ex residenza dei sultani), costruiti nel XIX secolo come residenza dei grandi mandatari dell’epoca.

Successivamente visitiamo il Quartiere Ebraico, il Zoco delle Spezie e la Piazza Badia, fino ad arrivare alla Kasbah e alle Tombe Saadiane del XVI secolo, con le reliquie di numerosi sultani, guerrieri e servi della dinastia Saadi.

Ci fermiamo a Bab Agnaou per scattare una foto a una delle 19 porte di Marrakech, costruita nel XII secolo, una delle più belle e meglio conservate della muraglia di Marrakech.

Passiamo all’esterno del Palazzo Reale e davanti la tomba del fondatore di Marrakech, Youssef Ibn Tachafine.

Il Free Tour, terminato poco prima delle 13, ci ha fatto vedere la città e apprezzare molti angoli remoti che altrimenti non avremmo visto, nonché ci ha permesso di orientarci tra i vicoli.

La guida inoltre è stata molto disponibile e per questo vi consiglio caldamente di visitare Marrakech con questa formula.

Per pranzo, essendo in Piazza Jeema el Fna, ci fermiamo al Café Kessabine, dove ci accomodiamo sulla terrazza panoramica e mangiamo cous cous e tè alla menta spendendo meno di 20€ in due. Fantastico!

Nel pomeriggio andiamo a piedi fino ai Giardini di Majorelle (distano 2,6 km dalla piazza), un complesso di giardini botanici acquistati da Yves Saint Laurent nel 1980.

I biglietti per i Giardini di Majorelle costano 10€.

I giardini sono divisi in zone in cui ammirare diverse specie di varie classi botaniche, agrumeto, palmeto, bamboo, piante grasse.

Completano il giardino varie fontane, vasche con piante acquatiche.

Affascinante il piccolo ma ricco museo Berbero.

Un luogo dove fare viaggiare i propri sogni. Unicità nello stile.

Alle spalle dei giardini, c’è il museo di YSL (che chiude alle 18) e costa sempre 10€.

Il Museo è un luogo davvero unico che raccoglie i migliori abiti “Haute couture” realizzati durante la vita di Yves Saint Laurent più un interessante cortometraggio sulla vita professionale dello stilista.

Essendo quasi ora di cena, ne approfittiamo per fare una giro nella Ville Nouvelle (o quartiere Gueliz), e lungo le strade Mohammed V e Mohammed VI.

Nell’avenue Mohammed V vi sono le boutique più lussuose della città nonché grandi magazzini, centri commerciali e catene di fast food internazionali come Mc Donald’s e Burger King.

Per cena ci fermiamo a L’Adresse Cafe Restaurant, in Avenue Mohamed, un ristorante molto colorato, con personale molto simpatico e professionale, cibo buono e cibo buono e prezzi bassi (in confronto a quelli italiani).

Il menu propone piatti marocchini e internazionali ma noi abbiamo scelto due tajine con carne di vitello, buone e ben presentate, precedute dalla solita ciotola di olive e pane arabo, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, fantastico!

 

 

Giorno 3: Gita di un giorno nel deserto di Agafay e sulle montagne dell’Atlante da Marrakech e giro in cammello

Il terzo giorno facciamo un’escursione guidata verso le montagne dell’Atlante e il deserto di Agafay.

Con la gip, ci dirigiamo verso il grande villaggio di Imlil, ai piedi delle alte montagne dell’Atlante e poi attraverso l’altopiano di Kik ad Amizmiz, che funge da punto di unione tra i tanti piccoli villaggi berberi di questa zona.

Dopo una pausa per il tè, risaliamo sulla gip e raggiungiamo la sorgente dell’Imi n Tala, nella valle di Amizmiz.

Facciamo una passeggiata nel villaggio di Tnirt dove, pranziamo in una tradizionale casa berbera.

Nel pomeriggio, continuiamo la nostra gita scendendo verso la pianura di Haouz, su una strada che attraversa il villaggio di Ouled Mtaa, abitato da tribù nomadi arabe originarie del Sahara.

Concludiamo il tour attraversando il roccioso deserto di Agafay, che non è un deserto di sabbia ma più arenaria e altopiano di terra, villaggi tradizionali costruiti con fango, aiuole polverose sono intervallati da spettacolari sontuosi pascoli e vegetazione in primavera.

Qui facciamo un giro in cammello di quasi 1 ora, indossando i vestiti berberi e concludendo il tutto ammirando il tramonto sorseggiando un tè alla menta e dei dolcetti marocchini.

Una giornata bellissima ed emozionante, soprattutto il pranzo con la famiglia berbera a base di cous cous, tè (immancabile) e pane arabo, e il tramonto nel deserto, qualcosa di veramente unico.

Rientriamo a Marrakech verso le 18 e, dopo una doccia nel Riad, andiamo a cena da Chez Chegrouni, proprio dietro la piazza Jeema el Fna, un pochino defilato ma con un terrazza spettacolare.

Abbiamo mangiato tajine e cous cous, molto buoni e serviti in porzioni abbondanti.

Il prezzo di una cena per due è stato di meno di 20€ in totale, perfetto!

 

 

Giorno 4: Cascate di Ouzoud (150 km da Marrakech, circa 2 ore e mezzo di viaggio)

L’ultimo giorno del nostro viaggio lo passiamo facendo un’escursione giornaliera alle Cascate di Ouzoud, a 150 km da Marrakech.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (non ci sono autostrade) e ci annoia leggermente ma, una volta arrivati, ci ritroviamo davanti le cascate più alte del Nord Africa, 110 metri!

Le cascate sono maestose, splendide, e con la guida camminiamo lungo i sentieri sul fondo delle cascate e attraverso i boschetti di alberi di ulivo.

Pranziamo in uno dei caffè che si affacciano sulle cascate e poi, nel pomeriggio, saliamo i gradini per arrivare sulla cima delle cascate e osservarle da vari angoli, tra gli arcobaleni nella nebbia e le scimmie.

Rientriamo a Marrakech per l’ora di cena e, esausti, ceniamo a Le Marrakchi, un locale in perfetto stile marocchino, frequentato prettamente da francesi, dove servono anche vino e alcolici!

Il cibo è ottimo e i piatti serviti in porzioni abbondanti. Il tocco in più: lo spettacolo di danza del ventre, veramente carino!

 

Dove bere il caffè a Napoli

Dove bere il caffè a Napoli

Dove bere il caffè a Napoli

Oltre che per la tradizione pasticcera, Napoli è famosa anche per ‘a tazzulella e cafè, semplicemente inimitabile!

Il caffè a Napoli ha 3 caratteristiche imprescindibili: nero, bollente e poco dolce.

Insomma, uno dei migliori caffè al mondo, preparato come se fosse una vera e propria “arte”, ma anche un rituale da ripetere in tutti i momenti della giornata.

Ma saper fare un caffè non è così semplice come sembra e non tutti i bar offrono un caffè come la tradizione comanda.

Dunque, ecco a voi, Dove bere il caffè a Napoli.

Gran Caffè Gambrinus (Via Chiaia 1/2)

Locale storico napoletano, che deve il suo nome al mitologico re delle Fiandre Joannus Primus, considerato patrono della birra.

Elegante e raffinato, il Gambrinus è il luogo adatto per una colazione o una merenda con vista su Piazza del Plebiscito.

Il caffè è fantastico, ristretto e serviti in tazzine roventi, come da tradizione, al costo di 1,20€ (al bancone).

A questo si accompagnano torte e dolci monoporzione freschi e degni di un peccato di gola.

Come rinunciare a un Santa Rosa al pistacchio o un babà gigante con panna e fragole? Imperdibili!

Oltre alla miscela classica, da provare sono i caffè speciali al cioccolato, alle nocciole e con la panna, accompagnati dalla celebre sfogliatella appena sfornata.

Il Gran Caffè Gambrinus rientra fra i primi dieci Caffè d’Italia e fa parte dell’Associazione Locali Storici d’Italia.

 

Caffè del Professore (Piazza Trieste e Trento 2 | Angolo con via Roma)

Chi ama il buon caffè deve assolutamente fare tappa al Caffè del Professore, un bar piccolo ma molto conosciuto, famoso per il suo caffè da manuale, più simile ad una crema che ad un espresso.

A due passi da Piazza del Plebiscito il locale, oltre all’ottimo espresso cremoso, ricco e dolce al punto giusto, è rinomato anche per il caffè alla nocciola, il caffè con panna, crema e cacao, il caffè al kinder e quello alla Nutella.

Se consumate il caffè con lo zucchero, non meravigliatevi se non vi verrà servita la classica bustina: qui la dose di zucchero è esclusivamente la loro!

Molto buoni anche i cornetti (vuoti o farciti sul momento) e i dolci della tradizione campana, come il babà e le sfogliatelle, sempre freschi e mai stantii.

 

Bar Mexico (3 sedi)

A dispetto del suo nome esotico, l’insegna rossa e arancione del Bar Mexico a Napoli è tra le più amate.

Un bar senza troppe pretese, dove le ordinazioni vengono ancora annotate sul taccuino, ma dove il caffè viene preparato secondo le regole della tradizione partenopea.

Caffè rigorosamente miscela arabica 100% macinato sul momento e con ottima tostatura, servito in tazzina bollente e zuccherato (amaro solo su richiesta).

Inconfondibile la miscela del caffè Passalacqua, acquistabile presso il bar stesso in grani sfusi e in confezioni già pronte.

Vasto assortimento di dolci e salati davvero gustosi ma non quanto il caffè.

Unico consiglio: bevete un bicchiere d’acqua prima del caffè, così da apprezzarne a pieno il gusto.

 

Gran caffè Ciorfito (Via San Biagio dei Librai 90/91)

Nel cuore di Napoli, nelle vicinanze della strada dei presepi di San Gregorio Armeno, il Gran Caffè Ciorfito è una tappa obbligatoria se si vuole assaporare un ottimo caffè.

La miscela usata è Toraldo, molto apprezzata dai napoletani e, più in generali, dai buon intenditori.

La particolarità di questo bar è che ogni caffè viene personalizzato in base ai gusti del cliente: arricchito con scaglie di cioccolato bianco o fondente, con nocciole, cioccolato kinder, panna fresca montata, ecc.

Il più richiesto è il brasiliano completo, con tanto di cucchiaino di cioccolato fondente.

Servizio veloce e preciso, il barista adorna le consumazioni con piccole decorazioni.

Uno dei migliori bar nel centro storico di Napoli, zona presepi, con prodotti sempre freschi, vari, di qualità.

Da sottolineare anche la bontà delle paste in particolare delle sfogliatelle, ricce e frolle, servite calde calde.

 

Bar Augustus (Via Toledo 147)

Dal 1927 il Bar Augustus è un caposaldo della pasticceria artigianale napoletana, famoso non solo per dolci e pasticceria ma anche per le specialità salate.

Interni in radica, cortesia e simpatia del personale sono i pezzi forte di questo bar, oltre al caffè di ottima qualità, servito rigorosamente nella tazzina rovente.

Il caffè si può accompagnare con mignon, dolci monoporzione campani e fette di torte, tutto di produzione artigianale.

Una nota di merito va alla sfogliatella, un po’ più piccola del normale ma con un ripieno dal sapore ricercato e delicato.

Nei periodi festivi, troverete al Bar Augustus struffoli e pastiere disponibili anche su ordinazione.

 

Gran caffè La Caffettiera (Piazza dei Martiri 26)

Come riportato sul sito, il Gran caffè La Caffettiera è da  35 anni il salotto buono dell’ospitalità napoletana, ideato dalla famiglia di imprenditori napoletani Campajola, da più un secolo impegnati nel mondo della ristorazione.

La cura nella scelta delle miscele, l’attenta lavorazione dei chicchi a seconda del tasso giornaliero d’umidità hanno fatto ricevere al “La Caffettiera” il titolo di di prima “Ambasciata del Caffè Napoletano“.

Si comincia la mattina con il caffè e la colazione a base di lievitati, mignon e torte artigianali, per passare poi alla pausa pranzo con tramezzini e rosticceria, alla merenda con  creazioni di piccola pasticceria o cioccolateria e ricchi aperitivi.

Caffè eccellente della miscela Kimbo e dolci prelibati fanno di questo caffè un locale molto frequentato e da sempre nel cuore dei napoletani.

 

 

Dove fare colazione a Parigi

Dove fare colazione a Parigi
Dove fare colazione a Parigi

Dove fare colazione a Parigi

Fare colazione nella capitale francese non significa solamente sorseggiare un café crème e addentare un fragrante croissant.. no, è molto di più!

Tralasciando i café storici frequentati dagli intellettuali dell’800 ma tuttora in voga (come Le Café Procope o il Café de la Paix), si stanno facendo sempre più spazio caffetterie che propongono piatti innovativi da gustare per colazione o per il brunch.

Molte caffetterie hanno inserito nel loro menù viennoiserie e caffè speciali preparati con chicchi di alta qualità, piatti healthy e/o vegan, come acai bowl, toast con avocado, uova, tanto amati dagli sportivi o dai patiti del brunch.

E così, ecco a voi i migliori posti per fare colazione a Parigi.

 

 

Café Méricourt (22 Rue de la Folie Méricourt)

Una piccola caffetteria situata nell’11esimo Arrondissement, nei pressi della Bastiglia, frequentata da turisti ma anche gente del posto.

Il locale è colorato, accogliente ma con pochi tavoli a disposizione, per questo vi consiglio di prenotare (anche online) se non volete restare a pancia vuota.

Tra i piatti presenti sul menu, non potete assolutamente perdere il shakshuka , uova al forno con pomodori, peperone rosso, cipolle, aglio, spezie e harissa.

Se siete particolarmente affamati, buttatevi sul breakfast roll (con uova, pancetta, marmellata di peperoncino e arugula) e i pancake con ricotta al limone.

Se invece siete alla ricerca di qualcosa di più “light”, optate per la green bowl con quinoa, avocado, foglie di spinaci e salsa tahini.

 

 

 

Ten Belles Bread (17-19 Rue Breguet)

Come si può intuire dal nome, questo è il posto perfetto per gli amanti del pane.

Dopo aver lavorato in giro per il mondo, Alice Quillet è tornata nella sua patria per aprire una caffetteria dove il protagonista indiscusso è il pane.

Ogni giorno vengono sfornate infinite varietà di pane: semplice, ai cinque cereali, in stile “focaccia”, al carbone vegetale, senza glutine, ecc.

Fantastiche sono anche le brioche, le quiche, toast, pie, muffin, ecc.

Il Brunch, servito solo nel week-end, include uova alla benedict, french toast con pancetta e sciroppo d’acero, muffin, ecc.

 

 

 

Holybelly 5 (5 Rue Lucien Sampaix)

Una caffetteria nel 10mo Arrondissement, arredata come un tipico american diner e con un menu che include piatti tipici della cucina francese, americana, messicana e australiana, a seconda della disponibilità e della stagionalità degli ingredienti.

Qui non potrete esimervi dal fare colazione con il Savoury Stack. Di cosa si tratta? Pancakes farciti con uova fritte, bacon croccante, Bourbon, burro e sciroppo d’acero.

Se invece cercate qualcosa di “meno aggressivo”, puntate sullo Sweet Stack, pancakes farciti con frutta fresca di stagione, crema, frutta secca e sciroppo.

Per chi ama la colazione “salutare”, allora è il caso di scegliere il chia pudding (adatto a vegani e intolleranti al glutine) e la granola fatta in casa (servita con formaggio e frutta fresca).

 

 

 

Ob-la-di (54 Rue de Saintonge)

Una caffetteria nel Marais inconfondibile per via dei suoi colori marinari che dominano il locale.

Il menu è ampio e propone colazioni a base di granola, quinoa, tartine, toast di avocado (da molti ritenuti i migliori di Parigi), biscotti, scones e torte fatte in casa e sfornate giornalmente.

Il caffè è buono, il servizio veloce e cordiale, i piatti buoni e sfiziosi.. Non sarà difficile non sentirvi a casa in questo locale piccolo ma molto accogliente!

 

 

 

Fragments (76 Rue des Tournelles)

Un piccolo café nelle vicinanze di Places des Vosges, dove potrete accomodarvi e fare colazione assaporando fantastiche brioches alla cannella e caffè di prima qualità i cui chicchi provengono da Kenya, Guatemala e Colombia.

Il menu è curato da un giovane chef che crea piatti innovativi usando ingredienti sempre freschi e di stagione.

Le tartine du jour  sono fantastiche, farcite con verdure, formaggio di capra, miele o altri ingredienti a disposizione.

Per gli amanti dell’Avocado, consiglio di non perdere assolutamente l’avocado toast, cremoso e saporito come pochi.

Il Fragments rappresenta una buona scelta anche per gli intolleranti al glutine, che qui troveranno latte di soia e di avena.

 

Coutume Café (47 Rue de Babylone)

Situato sulla Rive Gauche, Coutume è una torrefazione fondata nel 2010 e che distribuisce le miscele prodotte nei suoi 5 locali sparsi tra Parigi, Tokyo e Osaka.

Coutume cura tutto il processo della fabbricazione del caffè, dalla semina alla tostatura.

In questo locale potrete assaporare un caffè espresso di prima qualità, preparato con chicchi di caffè di origine etiope, brasiliana e europea.

Per quanto riguarda l’offerta gastronomica, il menu cambia stagionalmente ma i piatti forte sono sicuramente i pancakes con uova e bacon o lo yogurt artigianale servito con marmellata di more e granola.

 

 

 

Il pollo allo spiedo più buono di Roma

Il pollo allo spiedo più buono di Roma

Il pollo allo spiedo più buono di Roma

Il pollo allo spiedo è la mia cena preferita: cosa c’è di più buono del fermarsi in rosticceria, comprare un pollo allo spiedo croccante e una porzione di patate al forno, e mangiarlo seduti comodamente a casa, davanti alla tv?
Nulla, è il mio sabato sera preferito, soprattutto d’inverno.

Ecco dunque Il pollo allo spiedo più buono di Roma .

 

 

Spiedo (Via Cerveteri, 4)

Aperto da più di un anno nei pressi di Piazza dei Re di Roma, Spiedo non passa inosservato per via del profumino che fuoriesce dalla sua porta.

Come dice lo slogan, Spiedo è uno “street food di fattoria” che propone una cucina sana e gustosa, da mangiare seduti al bancone o da portar via.

Le carni sono selezionate e provenienti esclusivamente da allevamenti italiani, massaggiate e marinate con blend di erbe aromatiche.

Nel menu trovate polli ruspanti, galletti, quaglie, tacchini, consigli, abbacchi, verdure al forno e pane a lievitazione naturale cotto a legna.

Il pollo allo spiedo è fantastico, cotto alla perfezione, saporito e succoso, senza antibiotici e mangimi OGM, e per questo adatto anche ai più piccoli.

Quanto ai prezzi, il pollo allo spiedo intero costa 10€ (5€ metà) ma, se preferite il pollo bio, allora il prezzo aumenta a 12€.

Se non ce la fate a mangiare un pollo intero, potete scegliere le bombette pugliesi, il manzo marinato allo spiedo con rucola, pomodorini e ricotta salata, le ribs di pollo, i cosciotti di pollo o addirittura il tacchino in porchetta.

Da Spiedo non rischierete di restare a digiuno: questo è poco ma sicuro!

 

 

Polletti San Bartolomeo (Mercato Parioli)

Senza dubbio, Polletti San Bartolomeo è lo stand preso più d’assalto all’interno dei Mercato Parioli, dove potrete gustare i polli allevati in libertà nell’azienda San Bartolomeo conditi con olio extravergine di oliva bio e accompagnati da patate cotte sul momento e salse fatte in casa.

Pollo allo spiedo, cosciotti, ribs di pollo, alette allo spiedo o fritte, panino con cotoletta insomma, mille modi per mangiare il pollo San Bartolomeo.

I prezzi non sono “da mercato” ma la qualità si paga e, in questo caso, anche molto volentieri!

La loro specialità? Le alette di pollo con panatura di cornflakes, rosmarino e scorza di limone, senza dubbio!

 

 

Franchi Gastronomia (Via Cola di Rienzo, 200)

Fondata nel 1910 dai fratelli Benedetto e Felice Franchi, questa bottega è tutt’oggi un punto di riferimento quando si vuole mangiar bene e pagare il giusto.

I calzoni fritti sono il pezzo forte, farciti con tre salumi (prosciutto, mortadella e salame) e serviti roventi, pronti a sciogliersi in bocca.

Ma come si può non avere l’acquolina in bocca guardando i polli arrosto al banco rosticceria?

Il pollo è praticamente perfetto sia di aspetto, che di sapore, morbido, tenero e speziato al punto giusto.

Immancabili le patate da contorno, croccanti, dolci e mai troppo unte.

Se siete in due, vi suggerisco di prendere un pollo a metà e precederlo da un calzone fritto: il giorno dopo dovrete fare almeno 2 ore di running ma ne sarà valsa la pena.

 

 

Il papero giallo (Via Taranto 64/66)

Nel quartiere di San Giovanni, un indirizzo storico per gli amanti della tavola calda.

Un locale informale e con un’atmosfera familiare, ideale per un pasto veloce o addirittura da portar via.

Il menu propone pizze, fritti, primi piatti, verdure, polli e cacciagione cotti alla brace, tutto con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il pollo è tra i migliori della zona, sapientemente aromatizzato, con contorno di patate al forno o di verdure cotte alla brace.

Il giudizio? Decisamente fantastico!

 

Le migliori colazioni di Bologna

Le migliori colazioni di Bologna
Le migliori colazioni di Bologna

Le migliori colazioni di Bologna

Ai più Bologna è nota come la patria delle lasagne e dei tortellini ma, fidatevi: anche a colazione non resterete a pancia vuota!

In città ci sono molte pasticcerie artigianali pronte a deliziare il vostro palato con leccornie dolci e salate. Quali? Ecco a voi la mia lista!

 

Caffè Pasticceria Gamberini (Via Ugo Bassi 12)

Dici “Gamberini” e dici “Bologna”. Eh sì, perchè Gamberini è una delle pasticcerie più antiche di Bologna, aperta nel 1907 sotto i portici di via Ugo Bassi e riconosciuta nel 2006 Locale Storico d’Italia.

Un locale elegante e raffinato, con arredi in legno, lampadari di cristallo e personale cortese e preparato.

Il bancone è un tripudio di leccornie dolci e salate, partendo dai cornetti fragranti per finire ai panini salati, preparati sempre con ingredienti freschi e ben combinati.

A colazione avrete l’imbarazzo della sceltra tra cornetti appena sfornati e non eccessivamente burrosi, crostatine, veneziane, bomboloni, mignon e torte monoporzione.

Per chi non teme la bilancia, consiglio un bel cappuccino schiumato (disponibile anche senza lattosio) e una fetta di torta Sacher, un must di Gamberini, insieme alla torta Diplomatica.

 

 

Regina di Quadri (Via Castiglione 73/A)

Se amate la crema pasticcera, allora questa è la vostra meta! Regina di Quadri fa la crema più buona della città, profumata e vellutata, frutto delle sapienti mani di Francesco Elmi, pasticcere, docente e neo vincitore del programma televisivo Cake Star.

Il locale è piuttosto piccolino e quindi sarà difficile accomodarvi e fare colazione con tranquillità, ma non serve molto tempo per apprezzare l’indubbia qualità dei prodotti offerti.

Tutti i prodotti sono preparati con materie prime di alta qualità, senza conservanti e lievitati naturalmente con lievito madre.

A colazione troverete croissant, brioches, veneziane e saccottini sfornati quotidianamente, insieme a biscotti secchi e di pasta frolla, torte monoporzione e mignon deliziosi.

Se non amate le farciture con la crema, optate per deliziosi cannoli ripieni di ricotta o golose tartine alla frutta, una vera prelibatezza!

Le imperdibili? La millefoglie con crema pasticcera composta al momento e la torta Sacher nella versione classica oppure nella variante al lampone, all’arancia o quattro spezie.

Regina di Quadri o Regina di Dolci?!?

 

 

La Caramella (Via Cadriano 27/2)

Nel 1982 il maestro pasticcere Gino Fabbri ha aperto questo locale fuori Bologna, a Granarolo, ideale per ogni momento della giornata: colazione, pranzo, merenda, cena.

Appena entrati rimarrete abbagliati dalla bellezza dei pasticcini esposti al bancone e dal profumo di brioches appena sfornate.

Tutti i prodotti sono preparati con ingredienti di prima qualità, a partire da burro, latte, lievito naturale e farina, combinati per ottenere un prodotto eccellente.

I cornetti sono fragranti, croccanti fuori e scioglievoli all’interno, leggeri e digeribili, preparati con aromi naturali e farciti con miele, gianduja, marmellata di albicocche, crema cotta, ecc.

Non mancano le veneziane, le girelle all’uvetta, i biscotti secchi e di pasta frolla, e, per i più ghiotti, le monoporzioni delle torte da forno: la migliore? La Millefoglie, senza dubbio, con la sua crema leggera e profumata.

Aggiungete al tutto un buon caffè Illy e la colazione è perfetta: concordate?

 

 

Pappare’ (Via dei Giudei 2)

Una caffetteria sotto le due Torri ideale per cominciare la giornata con una colazione alternativa al solito cappuccino e cornetto.

In questa piccola caffetteria dallo stile nordeuropeo potrete degustare, oltre a croissant farciti a vostro piacimento, dolci della tradizione anglo-americana come muffins, brownies, cookies e pancakes integrali con sciroppo d’acero o confetture.

Per chi ha voglia di una colazione “sana”, c’è l’imbarazzo della scelta tra bowls di yogurt al naturale con frutta e cereali, pane tostato con burro e marmellata oppure con fettine di avocado, ecc.

Gli affamati potranno optare per 3 menu:

  • american breakfast (uova strapazzate, bacon, pomodori, pancakes con sciroppo d’acero),
  • desayuno espanol (baguette tostata con pomodoro, olio evo, prosciutto crudo e olive taggiasche),
  • banana &acai bowl (smoothie vegan servito con frutti rossi e fave di cacao).

La presenza nel menu di piatti vegetariani e vegani rende Papparè la meta perfetta per una colazione adatta a tutti i palati, anche i più esigenti.

 

Cafè Zanarini (Piazza Galvani 1)

Il Caffè Zanarini è uno dei locali storici di Bologna, perfetto per la colazione domenicale post passeggiata sotto i portici.

Oggi il Caffè è gestito dalla famiglia Antoniazzi, proprietaria di un laboratorio di pasticceria a Bagnolo San Vito, nel quale ogni giorno vengono preparati dolci di alta pasticceria utilizzando materie prime di qualità e solo lievito naturale.

A colazione avrete l’imbarazzo della scelta tra croissant fragranti e farciti a scelta, sfogliamela, krapfen, fagottini, girelle, muffins, mignon, macarons, biscotti e torte monoporzione.

Le torte più buone? Sicuramente la Cuore di velluto (con chantilly al cioccolato al latte e nocciole piemontesi) e la Tarte Tatin con biscotto Sacher.

Per soddisfare tutti i palati, sono disponibili anche veneziane senza lattosio, cornetti vegani, crostate e torte senza glutine e senza lattosio (previa ordinazione).

 

 

Pasticceria Carosello (Via di Corticella 148)

Una pasticceria frutto dell’amore di Giorgio e Ivonne, una coppia di coniugi amanti della pasticceria che negli anni ’60 hanno aperto il loro primo locale in via Saliceto e poi, negli anni ’90, si sono trasferiti nell’attuale sede di Via di Corticella.

Oggi il locale, moderno ed elegante, è adatto a colazioni, pranzi, merende e persino cene accompagnate da buona musica.

Un’offerta di dolce e salato straordinaria, una cortesia nell’accoglienza fuori dal comune, personale preparatissimo sulle ricette proposte e servizio eccellente, fanno di questa pasticceria una vera chicca nella periferia di Bologna.
A colazione, oltre ai classici croissant, potrete trovare fragranti Krantz al cioccolato, sfogliate con albicocca pinoli e cannella, mignon alla frutta e alla crema e torte monoporzione, da accompagnare con cappuccini schiumosi e caffè espressi.

 

 

Forno Pasticceria Pallotti (Via del Borgo di San Pietro 59)

A pochi passi dalla Stazione Centrale di Bologna Pallotti, aperto dal 1969, offre quotidianamente prodotti di prima qualità, a partire dal pane fresco sfornato tutte le mattine.

La vera chicca è il laboratorio a vista, che permette ai clienti di osservare i pasticceri durante le loro attività.

Le materie prime usate sono di altissima qualità e vengono combinate e lavorate esclusivamente in maniera artigianale.

Al bancone troverete un vasto assortimenti di pasticceria mignon: pasticcini con crema chantilly alla panna e cioccolato, alla frutta, alla crema, cannoli ripieni, macarons, muffins e torte monoporzione.

Per gli amanti della colazione “cappuccino e cornetto”, fatevi tentare da un fragrante croissant alla crema di pistacchio, gustosissimo e digeribile, o da una brioche alla crema, fresca, leggera e profumata.

 

 

Impero (Via dell’Indipendenza 39)

Nel cuore di Bologna, la pasticceria Impero offre da più di 25 anni prelibatezze artigianali preparate nel loro laboratorio con ingredienti di prima qualità e adatte anche a intolleranti al glutine e al lattosio.

Ogni mattina vi aspettano prodotti di pasticceria appena sfornati: torte, brioches, mignon, bigné, bomboloni, éclairs e dolci monoporzione.

Quanto alla caffetteria, lasciatevi tentare da un caffè espresso della Torrefazione Pascucci o un buon cappuccino schiumoso, oltre a caffè speciali arricchiti con panna, nutella, amaretto, ecc.

La mia colazione preferita? Caffè espresso e bombolone ripieno di crema al pistacchio artigianale.. una vera libidine!

 

 

 

Vellutata rustica

Vellutata rustica
Vellutata rustica

Vellutata rustica

Cosa c’è di più buono di una delicata vellutata da gustare nelle fredde giornate invernali?!?

Io adoro le vellutate e i purè, sono dei piatti che si sciolgono in bocca e riscaldano l’anima (e non il cuore, quel compito spetta al cioccolato!! 😉😉😉) e, inoltre, sono perfette anche da consumare in ufficio durante la pausa pranzo (basta scaldarle per qualche minuto al microonde e il gioco è fatto).
Questa vellutata è a base di zucca e funghi porcini freschi, una ricetta non troppo calorica che può essere accompagnata con dei crostini o delle bruschette, come ho fatto io.

Se non vi piace la zucca, potete preparare vellutate abbinando altre verdure, come porri e patate, carote e zucchine, carciofi, cavolfiori, ottenendo un risultato sicuramente squisito.

 

Ingredienti per 1 porzione:

350 gr di zucca (priva della buccia)
100 gr di funghi porcini freschi
2 spicchi di aglio
Qualche foglia di salvia
300 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
Sale, pepe

 

Procedimento:

Tagliare la zucca a dadini.
Rosolare lo spicchio di aglio in una padella con un filo di olio extravergine di oliva, poi aggiungere la zucca a dadini e qualche foglia di salvia.
Aggiungere l’acqua e lasciare cuocere per una ventina di minuti, a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo, pulire i funghi e tagliarli a fette sottili.
Rosolare uno spicchio di aglio in una padella con un filo di olio, poi aggiungere i funghi e cuocere per una decina di minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto per evitare che i funghi si attacchino alla padella.
Quando la zucca sarà tenera, frullarla con un mixer per ottenere una crema, poi rimetterla in padella e continuare la cottura fino a che anche i funghi saranno pronti.
Servire la vellutata insieme ai funghi porcini rosolati e alle bruschette o i crostini.