Mese: Novembre 2019

New York in 5 pancakes

New York in 5 pancakes
New York in 5 pancakes

New York in 5 pancakes

Non si può dire di essere stati a New York senza avere assaggiato i mitici pancakes, frittelle morbide e dorate, preparate con latte, uova, farina, lievito e vaniglia.

I più buoni? I classici, serviti con una spolverata di zucchero a velo o una colata di sciroppo d’acero.

Per i golosi suggerisco quelli accompagnati da frutta fresca (banana, fragola, mirtilli, frutti di bosco, ecc.), frutta secca (noci, mandorle), cioccolato fuso, crema, panna, ecc.

 

 

 

 

New York in 5 pancakes

 

1) Clinton St. Baking Company

Un ristorante aperto nel 2001 nel Lower East Side e divenuto subito famoso per i piatti preparati con ingredienti semplici, freschi e genuini.

Il piatto forte sono indubbiamente i pancakes, soffici e fragranti, serviti con sciroppo d’acero, frutta fresca (mirtilli, fette di banana, ecc.), frutta secca, gocce di cioccolato, yogurt ecc.

Il prezzo medio per una porzione di pancake è 15$.

 

 

 

2) Sarabeth’s

Aperto dal 1983, Sarabeth’s è sicuramente uno dei posti più quotati in città per la colazione e il brunch.
Noi siamo stati nel locale nell’Upper East Side, vicino Central Park, in stile anni ’80, vi sembrerà di essere catapultati in un film “old style”, fidatevi!

I pancakes sono morbidi, soffici, perfettamente dorati e fragranti, serviti in porzioni abbondanti e accompagnati da frutta fresca, burro e sciroppo d’acero.

I migliori? Lemon ricotta pancakes e buttermilk pancakes (con cubetti di fragola e banana).

Il prezzo medio per una porzione di pancake è 18$, decisamente eccessivo ma in linea con l’atmosfera del locale, dove i camerieri indossano giacca e cravatta.

 

 

 

3) Pershing Square

Altra istituzione newyorkese: un piccolo locale “old style” vicino alla stazione Grand Central, accogliente e informale.

I pancakes sono preparati con farina 00 o farina integrale, e serviti con sciroppo d’acero, frutta fresca (mirtilli, fette di banana, ecc.) e gocce di cioccolato.

Il prezzo medio per una porzione di pancake è 17$.

 

 

 

 

4) Bubby’s

Aperto dal 1990, a dire di molti il Bubby’s è il locale che serve i migliori pancakes di New York, molto frequentato anche dalle celebrità.

Locale in perfetto stile americano ai piedi dell’Hight Line, bellissima location.

L’ambiente è molto informale, familiare, accogliente.

Per la colazione i pancakes sono grandi e sofficissimi, gustosi sia soli che con lo sciroppo d’acero o con gli abbinamenti proposti…di sicuro ci si alza sazi.

I pancakes sono alti e perfettamente dorati, preparati con panna acida al posto del latte nell’impasto, particolare che dona morbidezza e leggerezza ai pancakes.

L’accompagnamento migliore ai vostri pancakes? Mirtilli e gocce di cioccolato fondente.

 

Il prezzo medio per una porzione di pancake è 20$.

 

 

5) Norma’s

Il ristorante dell’hotel Le Parker Meridien, chic ed elegante, ideale per una colazione di alto livello.

I pancake sono soffici e dorati, disponibili anche in versione gluten free, preparati con ingredienti freschissimi e di prima qualità e serviti in porzioni abbondanti.

Per accompagnare suggerisco frutta fresca e secca, nutella e crema Devonshire (a base di mascarpone, panna, zucchero e vaniglia, solitamente usata per accompagnare gli scones inglesi).

I migliori? I pancake “Norma’s”, serviti con mirtilli e crema Devonshire.

Il prezzo medio per una porzione di pancake è 29-30$, decisamente eccessivo, ma compensato dall’abbondanza della porzione servita (una porzione di pancake può sfamare tranquillamente due persone).

 

 

Se siete alla ricerca di pancakes più economici ma ugualmente buoni, potete recarvi in uno dei punti vendita di Starbucks, da Ihop (una catena di fast food specializzata in pancakes) o da Katz’s Delicatessen, un locale nell’East Village, location del film “Harry ti presento Sally”.

In tutti e tre i locali difficilmente spenderete più di 10$ per una porzione di pancakes.

Dove festeggiare il Thanksgiving a Roma

Dove festeggiare il Thanksgiving a RomaDove festeggiare il Thanksgiving a Roma

Da qualche anno, la moda del black friday è spopolata in Italia e, insieme ad essa, anche la festa del Thanksgiving day.

La tradizione americana prevede un menu particolare per la Festa del Ringraziamento, a base di tacchino ripieno con salsa gravy e torta di zucca.

Quest’anno molti ristoranti romani hanno pensato di creare un menu ad hoc per la cena del Thanksgiving, per ricreare l’atmosfera americana nel cuore di Roma.

Ecco a voi Dove festeggiare il Thanksgiving a Roma .

 

 

Vivi Bistrot (Palazzo Braschi e Villa Pamphili)

Il Vivi Bistrot, ristorante famoso per l’utilizzo di soli prodotti bio e per ricette pensate per chi persegue uno stile di vita sano, propone un menu speciale con i piatti della tradizione americana rivisitati.

Il menu comprende crema di zucca bio con caprino e crostini, tacchino ripieno con salsa gravy, purè di patate, fagiolini saltati, pane di mais e, per dessert, torta di zucca con chutney di mirtilli.

La scelta giusta per gli amanti della cucina salutare

Il prezzo del menu è 40€ a persona, bevande escluse.

 

Bakery House (3 sedi)

Bakery House, locale famoso per le sue specialità american taste, propone un menu pensato per i veri amanti delle tradizioni a stelle e strisce: un degno rivale dell’Hard Rock Cafè!

Per gli antipasti, si può scegliere tra vellutata di zucca aromatizzata alle erbe aromatiche e cannella guarnita con scaglie di mandorle accompagnata dai bagel sticks, oppure cranberry crostini con creamcheese, bacon, chutney di cranberry e timo.

Il piatto principale è di certo il tacchino ripieno con pistacchi, prugne e castagne servito salsa gravy.

L’alternativa vegana è l’Apple Pecan Rice, ovvero riso pilaf con mela, noci pecan, cranberry disidratato, erbe aromatiche, funghi champignon.

Come contorno, sformato di fagiolini, carote glassate al miele, patate al forno.

Per dessert, la scelta è tra Pumpkin Pie (la classica torta di zucca) o Cinnamon Pecan Caramel Cupcake (cupcake alla cannella, con cuore di caramello e una croccante noce pecan).

Il costo del menu è 35€ a persona, acqua inclusa.

 

Hard Rock Cafe (Via Vittorio Veneto 62 A/B)

L’Hard Rocak Cafè è l’ “ambasciata culinaria americana” nel cuore di Via Veneto, la mecca per gli amanti di hamburger e patatine rigorosamente american styel.

Per il giorno del Ringraziamento, l’Hard Rock Cafè propone un menu a base di tacchino, come da tradizione.

Tacchino accompagnato da verdure arrosto, purè di patate e salsa di mirtilli

Per chiudere, una fetta di torta di zucca, servita con salsa al caramello, noci tostate e panna montata.

Il tutto con il sottofondo gospel di 7 Hills Gospel Choir ft Tahnee Rodriguez.

Che dire? Real american!

Prezzi da 29,50€ a persona, bevande incluse.

 

 

Rec23 (Piazza dell’Emporio 1/2)

Famoso per l’aperitivo e il brunch della domenica, Rec23 è un locale dall’atmosfera underground, ben arredato e curato nei minimi particolari.

Solitamente il menu propone antipasti, primi piatti e secondi di carne ma, per la cena del Thanksgiving, è previsto un buffet dedicato alla festività americana, al prezzo di 25€ a testa, bevande incluse

Il buffet contempla tutti i piatti del Ringraziamento: Tacchino ripieno con salsa ai mirtilli, purè di patate dolci, pane di mais, crostata salata di zucca, torta rustica con broccoli e feta e patate al sale.

Per finire, una bella fetta di carrot cake fatta in casa.

Che dire? Affrettatevi a prenotare!

 

 

Attico Bistrot (Via Capo D’Africa 54)

Una serata gustando cibo tradizionale americano ma guardando il Colosseo: cosa si può volere di più?

L’Attico Bistrot, per festeggiare il Thanksgiving, ha ideato un menu che combina i primi piatti della cucina italiana (come i maccaroni al forno) a quelli della cucina a stelle e strisce: tacchino ripieno con broccoli, patate, mirtilli e salsa gravy e la pumpkin pie con panna montata.

Il menu costa 40€ a persona, bevande escluse.

Buon rapporto qualità-prezzo considerata la bontà dei piatti, la location e la cordialità dello staff.

Marmellata senza zucchero

Marmellata senza zucchero

L’estate è ufficialmente finita e la domenica pomeriggio, tra temporali e clima incerto, è l’ideale per preparare una buona marmellata fatta in casa.

Per questa ricetta, ho usato il mio amatissimo Bimby (amatissimo perché è un ricordo di mia madre) e si è rivelato strategico per preparare una marmellata buona, senza zucchero, senza conservanti e rigorosamente fatta in casa.

Dunque, ecco a voi la ricetta della mia Marmellata senza zucchero, ideale per gli amanti della linea (come me) ma anche per chi ha problemi di diabete o di pressione alta.

Il giudizio sulla mia marmellata? Molto buona e la prossima volta proverò a farla con le prugne o con le arance.

Questa marmellata si prepara molto velocemente e potrebbe essere anche un pensierino da regalare ai vostri amici, magari abbellendo i barattoli con dei copri tappi o con delle etichette shabby chic.

 

 

Ingredienti per 2 vasetti da 250 gr:

500 gr di frutta (io ho usato le pesche percoche. Se volete usare le fragole o le more, ad esempio, dopo la cottura dovrete passare la marmellata nel colino per eliminare tutti i semini)

1 mela

2 cucchiai di succo di limone

2 cucchiaini di Stevia (o dolcificante)

 

 

Procedimento:

Prima di cominciare con la preparazione della marmellata, vi consiglio di lavare i barattoli e lasciarli ad asciugare a testa in giù, in modo da eliminare tutta l’acqua dalle superfici.

Se volete sterilizzare i barattoli, allora dovrete immergerli in una pentola con acqua bollente per almeno 30 minuti, oppure lavarli nella lavastoviglie.

Sbucciare e tagliare le pesche.

Marmellata senza zucchero

Sbucciare e tagliare la mela.

Marmellata senza zucchero

Inserire tutti gli ingredienti nel boccale del Bimby. Se volete aggiungere una nota speziata alla vostra marmellata, vi consiglio di aggiungere un cucchiaino di cannella in polvere.

Cuocere per 30 minuti a 100°, velocità 4.

Cuocendo a vel. 4 ho ottenuto una marmellata densa ma priva di pezzi. Se preferite la marmellata “con pezzi di frutta”, allora cuocete tutto a vel. 1.

Marmellata senza zucchero

Una volta pronta, versare la marmellata ancora calda in due vasetti di vetro 4 stagioni da 250 gr l’uno (oppure, in uno da 500 gr).

Nel riempire i barattoli, abbiate cura di lasciare uno spazio di testa di 1-2 cm, indispensabile affinché all’interno del barattolo si genere il vuoto.

Chiudere i barattoli con il coperchio.

Capovolgere i barattoli e lasciarli in questa posizione fino a completo raffreddamento, così da formare il sottovuoto.

Il sottovuoto si forma se il tappo del barattolo appare leggermente incurvato verso l’interno del barattolo e, prendo al centro del tappo, non si sente il cosiddetto “click clack”.

La Marmellata senza zucchero è pronta da gustare subito oppure da conservare in frigorifero per 7 giorni.

 

Marmellata senza zucchero

 

 

 

Dove mangiare indiano a Roma

Dove mangiare indiano a RomaDove mangiare indiano a Roma

La cucina indiana è una delle migliori al mondo, ricca di spezie, odori e colori: solo a guardare un piatto indiano, ci si sente di buon umore!

Pollo tandoori, pollo al curry, samosa, sono solo alcune delle specialità indiane.

Dove assaggiarle? Ecco a voi Dove mangiare indiano a Roma .

 

 

Krishna 13 (Via Foscolo 13)

Nei pressi di piazza Vittorio, Krishna 13 è senza dubbio il più famoso ristorante indiano di Roma.

Una location unica arredata in vero stile indiano con pareti dai toni caldi, tendaggi e profumi che richiamano l’India.

La filosofia del ristorante è il khamasutra of indian cooking, una kamasutra del mangiare, i titolari si occupano direttamente dei clienti mettendoli a loro agio, seducendoli e soddisfacendoli come un rapporto amoroso completo.

Il menu propone piatti tipici indiani preparati nel pieno rispetto della tradizione, con ingredienti freschi, spezie aromatiche, sapori intensi e pungenti.

Tra i piatti consigliati ci sono il  Aloo Gobi (patate e cavolfiori fritti con spezie a secco), il Pesce al Curry e il Pollo Hyderabadi, preparato con yogurt, cipolle, curry, limone, zafferano e curcuma, e accompagnato da riso basmati e un chutney di menta e labaneh, è il comfort food di cui vorreste innumerevoli piatti, uno dietro l’altro.

I prezzi sono bassi rispetto alla qualità dei piatti e all’abbondanza delle porzioni servite: in due persone spenderete 20-25 euro per un pasto completo (bevande incluse!).

 

Jaipur (Via di S. Francesco a Ripa 36)

A Trastevere, Jaipur propone la vera cucina dell’India nord-occidentale con piatti cucinati nel forno tandoori tradizionale, una vera rarità!

Anche se il locale non spicca per l’arredamento (leggermente datato), si respira un’atmosfera accogliente e ci si sente rassicurati dalla bontà dei piatti visto che molti commensali sono proprio indiani.

Nel menu Malai Tikka, Jira Aloo (patate al cumino), il Jaipuri Murgh, pollo al curry con burro chiarificato e altri piatti di carne e verdure.

Oltre al menu alla carta, ci sono 2 menu degustazione, uno vegetariano e l’altro misto, proprio per facilitarvi la scelta in fase di ordine.
Roti e naan, i tipici pani, sono imperdibili, così come il Malai Tikka (pollo marinato con salsa di anacardi e spezie) e il Baighan Bartha (purea di melanzane speziate).

Lasciate un po’ di spazio nella pancia per il dessert: il kheer (crema di risolatte) è fenomenale e gelato al pistacchio e mandorle è semplicemente superlativo.

Con circa 25 euro a testa potrete mangiare fino a sazietà.

 

Maharajah (Via dei Serpenti 124)

Nel quartiere Monti, Maharajah deve la sua fama ai Samosa, i triangoli di pasta di farina o pasta fillo che racchiudono con patate e piselli.

Menzione speciale, tra gli antipasti, al formaggio fresco ricoperto di farina di ceci.

Nei piatti principali non si può non menzionare il Garlic Chicken Tikka, pollo disossato e cotto sul carbone e il Pollo Tikka Masala, fatto con una segreta ricetta di spezie e erbe orientali fresche come il coriandolo.

Tra i dolci consiglio il firni (crema di riso al latte) e halwa gajar ka (un dolce fatto con farina di carote).

E ancora, pollo, agnello, ceci, lenticchie, curry che lo staff tiene a spiegare da quale zona dell’India provengono.

Un piccolo viaggio nell’affascinante India, attraverso i piatti e le parole delle persone affabili che li servono.

 

Himalaya’s Kashmir (Via Principe Amedeo 325/327)

All’Esquilino, un ristorante in pure arredo indiano, dove tutti i piatti sono preparati al momento nel rispetto dell’autentica tradizione culinaria indiana.

Il menu propone sia piatti della cucina indiana sia di quella pakistana, adatti anche a vegetariani e celiaci.

Tra le specialità vanno segnalati il Pollo Tandoori e il Pollo al Curry, da accompagnare con caldo Naan Chapati (il pane indiano), samosa, purè di melanzane, zuppe e altri piatti.

Buoni anche i piatti di pesce come il Gamberi mughali (Gamberi cotti con pomodoro e mandorle) e il Gamberi Korma (Gamberi cotti con yogurt e pasta di mandorle).

Quanto ai dolci, oltre alla classica crema di riso al latte, consiglio il Suji Halwa, le polpette di sesamo dolce, una bella scoperta.

Il conto totale non supera più di 20€ a testa per un pasto completo.

 

Indian Affairs (Via Palermo 6/B)

Gli arredi un po’ Bollywood con grandi elefanti d’argento e porte dorate, le portate servite in pentolini di rame e la bontà eccelsa dei piatti, fanno di Indian Affairs uno dei migliori ristoranti indiani di Roma.

Qui nulla è lasciato al caso e anche le spezie sono sapientemente combinate in modo da non risultare aggressive al palato e tantomeno stucchevoli.

Il piatto forte è l’abbacchio marinato in salsa yogurt naturale con spezie fresche e insalata Tandoori, come anche i gamberi cucinati sul carbone marinati con spezie indiane.

Fantastico il pollo al curry di madras, pollo piccante insaporito con la più famosa spezia indiana, da accompagna con pane caldo cotto rigorosamente nel forno tandoori.

Per finire, crema di riso al latte con pistacchio.. cosa volere di più?

Indian Affairs è la scelta giusta per chi vuole provare (anche per la prima volta) la cucina indiana, assaggiando i sapori autentici e senza spendere una fortuna.

Dove fare merenda a Roma

Dove fare merenda a RomaDove fare merenda a Roma

La capitale per eccellenza della merenda pomeridiana, si sa, è Londra, con il suo ricco afternoon tea a base di leccornie sia dolci che salate.

Tuttavia, anche la capitale italiana offre interessanti merende da gustare a metà pomeriggio: te, infusi, tisane e cioccolate calde da accompagnare con fette di torta, biscotti da pasticceria, mini tramezzini, ecc.

Dove?? Ecco la mia lista su Dove fare merenda a Roma !

 

 

 

Dolce (Via Tripolitania, Quartiere Africano)

Un ristorante alla moda, nel cuore del quartiere africano, molto frequentato dai giovani e perfetto per una serata tra amici o per festeggiare un evento speciale.

Il locale, oltre ad essere specializzato nella preparazione di dolci “espressi”, propone una vasta offerta di secondi piatti che spaziano dalla cucina americana (come il salmon burger) a quella giapponese (come i california roll), passando per steak and lobster, insalatone miste, ecc.

Le porte del ristorante sono aperte dall’ora di pranzo fino a tarda serata e, nei pomeriggi invernali, potrete gustare una calda merenda a base di dolci espressi, biscotti, lievitati, accompagnati da una selezione di te Kusmi tea e di cioccolate calde.

Le torte migliori? La cheesecake alle fragole e la mini millefoglie con cioccolato bianco e frutti rossi.

Il prezzo non è modico (20€ la formula merenda) ma vale la pena concedersi qualche lusso una volta ogni tanto… giusto?!

 

 

 

Babington’s Tea Room (Piazza di Spagna)

Una sala da te in stile vittoriano, proprio accanto alla scalinata di Trinità dei Monti, inaugurata nel 1893.

Qui potrete gustare il vero afternoon tea inglese: sandwich freschi, muffin con prosciutto e formaggio, scones con burro e marmellata di fragole, Victoria sponge cake e altre fette di torta a scelta.

Il tutto, accompagnato da un’ampia selezione di te e miscele Babington’s.

Andare da Babington’s significa concedersi una merenda raffinata ed elegante, assaggiando leccornie fatte in casa con prodotti di prima qualità e servite da uno staff assolutamente impeccabile.

Prezzo: 35€ l’afternoon tea, 16€ solo te e pasticcini.

 

 

 

Fiorditè (Via Tuscolana, 92)

Una sala da te a pochi passi dalla famosa piazza dei Re di Roma, dove potrete degustare pregiati tè e infusi provenienti da tutto il mondo, comodamente seduti in giardino.

La carta dei tè è ampia e include tè verdi, tè neri, tè rossi, tè bianchi, tè gialli, wulong, Pu’ehr, provenienti dall’India, Ceylon, Sri Lanka, Giappone, Cina, Taiwan.

Il mio preferito? Il tè “Passeggiata nel bosco”, una miscela di tè indiano biologico, proveniente da commercio equo e solidale con aromi naturali di frutti rossi, pezzi di fragole e lamponi.

Per i dolci, potete scegliere tra fette di torte del giorno, fatte in casa, muffin, brownies, crumble di mele, scones, cheesecake, biscotti, ecc.

Per i golosi, consiglio di assaggiare la cioccolata calda in tazza, preparata con cacao dell’Ecuador e disponibile nelle varianti speziata, piccante, bianca, aromatizzata (al caffè, alla nocciola, alla menta, ecc).

Prezzi: max 10€ per una merenda “sostanziosa”.

 

 

 

Dove fare merenda a Roma

Makasar (Via Plauto, Borgo Pio)

Una sala da tè in stile etnico, Dove fare merenda a Roma diventerà un’esperienza orientale.

Un locale piccolo, intimo e accogliente, con luci soffuse e una fontana zen che invita da subito a dimenticare il frenetico tran tran della capitale..

una vera e propria oasi di relax a due passi dal Vaticano.

Il menu offre più di 250 tipi diversi di tè, infusi e tisane provenienti da tutto il mondo, da accompagnare con tartine salate, torte fatte in casa e pasticcini da tè.

Le mie preferite? La torta di mele, noci e cannella.. sembra quasi quella della nonna!

Prezzi: 10€ tè e fetta di torta.

 

 

Dove fare merenda a Roma

Il sogno nel cassetto (Largo di Villa Bianca, Quartiere Africano)

Le proprietarie definiscono questo locale una “Boutique del tè e del cioccolato”, un luogo nato per regalare momenti di pace e relax ai clienti.

Il menu offre tè, tisane e infusi provenienti da tutto il mondo, nonché leccornie di cioccolato artigianale, muffin, biscotti e marmellate di prima qualità.

La cioccolata calda è preparata con cioccolato fondente al 70% Valrhona, latte fresco e un goccio di panna liquida, senza grassi e addensanti.

Molto buoni i brownies, i biscotti kosher de “Il mondo di Laura” (un piccolo laboratorio di pasticceria che sforna biscotti fantastici, senza grassi animali, venduti anche da Eataly!), i biscotti da tè dell’azienda la “Via del tè” di Firenze, le marmellate siciliane dell’azienda “Colle Vicario” di Ribera, ecc.

Prezzo: tè e dolce 10€.

 

 

 

Dove fare merenda a Roma

Bakery House (Corso Trieste e Ponte Milvio e Eur)

Due sedi per questa pasticceria di chiaro stampo “made in USA” che, in poco tempo, hanno conquistato la capitale.

Non appena entrerete in entrambi i locali, verrete catapultati nell’atmosfera delle bakeries americane degli anni ’50.

Pareti dai colori pastello e un bancone ricolmo di torte, muffin e biscotti fatti in casa e sfornati quotidianamente….

Aperti da colazione a tarda sera, il momento migliore per recarsi da Bakery House è il brunch o la merenda, per gustare tè, cioccolate calde e leccornie varie.

Il menu propone una selezione di 15 tè, infusi e tisane, da accompagnare con biscotti e fette di torta disponibili anche nella variante senza glutine.

I miei preferiti? I cookies con gocce di cioccolato fondente, gli shortbread, il brownies e la carrot cake, una delle migliori mai mangiate in vita mia!

La carrot cake è quasi paragonabile quasi a quella di Junior’s a New York.

Prezzi: 3,50€ il tè, 3-4,50€ per le fette di torta, 2,50€ i muffin.

Milano in 9 brunch

Milano in 9 brunch
Milano in 9 brunch

Milano in 9 brunch

Con l’arrivo dell’autunno, a tutti viene la voglia di trascorrere la domenica all’aria aperta, magari facendo una gita fuori porta con gli amici, oppure, per chi vuole restare in città, un bel brunch sfizioso e, soprattutto, sostanzioso.

Dove? Ecco a voi Milano in 9 brunch.

I migliori ristoranti selezionati in base ai piatti proposti, alla bontà dei cibi offerti e al rapporto qualità-prezzo.

 

Milano in 9 brunch

 

God Save The Food (4 sedi)

Con 4 sedi di cui una all’interno de La Rinascente in Piazza Duomo, God Save The Food è indiscutibilmente il miglior brunch di Milano.

Un locale in stile industrial fondato sull’idea di cucina & dispensa, ideale in ogni momento della giornata, dalla colazione al dopo cena.

Nella cucina a vista vengono usati ingredienti scelti accuratamente, sapientemente combinati per creare piatti che spaziano dal Medio Oriente agli Stati Uniti, adatti a celiaci, vegani e vegetariani.

Il menu del brunch è infinito: dai dolci da colazione (cornetti, muffin, torte fatte in casa) a pancakes, uova alla benedict, club sandwich, insalatone miste, hamburger, salmone affumicato, ecc.

Tutto da accompagnare con caffè, succhi di frutta, spremute, centrifughe ed estratti.

Qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta e, se non conoscete questo locale, che dire?! E’ il momento giusto di provarlo!

 

 

Anadima (Via Pavia 10)

In zona Porta Ticinese, Anadima è da molti considerato uno dei migliori brunch di Milano.

Un bistrot moderno e accogliente dove potrete gustare un brunch curato e ricco di proposte interessanti e sfiziose, adatte a tutti i palati.

Il menu spazia da piatti della tradizione americana (bagel, cheesecake, pancake) a quella orientale (riso alla cantonese, pollo alle mandorle, pollo al curry) e europea (croissant burrosi, brownies, torte salate, apple pie, moussaka, goulash ecc.), con l’aggiunta di piatti sempre nuovi e diversi.

Quanto alle bevande, immancabili il caffè americano, il succo di arancia e/o di pompelmo.

Prezzi: menu a la carte.

 

Hygge (Via G. Sapeto 3)

In zona Sant’Ambrogio, Hygge è una caffetteria improntata alla filosofia danese del relax e della ricerca della felicità, perfetta per gli amanti della cucina nordica.

Un locale piccolino ma arredato con gusto, con tavoli ricavati da tronchi di alberi, pervaso da un’atmosfera decisamente familiare e cordiale.

La formula brunch comprende caffè americano, spremuta d’arancia e due formule, una Regular e l’altra Vegan.

La  Regular prevede (strapazzate con bacon, poché con salmone, egg-in-a-hole), insalata mista con avocado, patate hasselback, yogurt con granola e frutta, torte e Wienerbrod del giorno.

La formula Vegan include smorrebros, mini bowl con verdure di stagione, falafel di patate al forno, yogurt di soia con granola e frutta fresca, torte e Wienerbrod del giorno.

Imperdibili gli smorrebroad, i famosi panini della cucina danese a base di pane di segale, salmone marinato e verdure.

Prezzo: 23€

 

 

L’Ov (due sedi)

Come si evince dal nome, nelle cucine di L’Ov il protagonista assoluto è l’uovo preparato “in tutte le salse”:

Un ristorante per veri foodlovers, dove regnano la passione per il buon cibo, la buona cucina e lo stile.

Carino e accogliente, L’Ov è sicuramente il posto adatto per un brunch con gli amici anche con bambini al seguito, grazie ai tanti seggioloni a disposizione e i piatti appetitosi.

Il menu brunch, a 24€, include caffè, acqua e succo d’arancia, mini croissant, pane tostato da gustare con marmellate artigianali o Nutella, pancakes con sciroppo d’acero, macedonia di frutta fresca, uova da cuocere a vostro piacimento (strapazzate, al tegamino, in camicia, omelette) e accompagnare con bacon croccante, salmone norvegese o verdure grigliate.

Se quanto incluso nel menu non dovesse essere sufficiente a sfamare il vostro appetito insaziabile, potete aggiungere hamburger, club sandwich

Walden (Via Vetere 14)

Alle Colonne, il Walden Cafè è una sorta di caffè letterario che prende il nome dall’opera omonima del filosofo Henry David Thoreaucon.
Un bistrot con vista sul Parco delle Basiliche, con arredo di design, ricco di piante e scaffali colmi di libri.
Qui potrete gustare un fantastico brunch vegetariano o vegano in un’atmosfera rilassante e accogliente, con sottofondo di musica jazz e lounge.
Il menu varia periodicamente, in base alla stagionalità dei prodotti, e si compone di primi piatti (risotto allo zafferano, timballo di verdure, vellutate di verdure, ravioli di zucca, ecc.), secondi, verdure ecc.
Il posto perfetto per un brunch domenicale fuori dalla routine cittadina.

Prezzo: 20€.

 

 

Santeria (due sedi: una in Via Paladini 8, l’altra in Via Toscana 31)

Un locale nato per coniugare il buon cibo agli eventi culturali e artistici, ai seminari, ai corsi e ai workshop proposti; da Santeria regna un’atmosfera creativa e informale, giovanile, familiare.

La sede storica è quella di Via Paladini mentre quella di Via Toscana è aperta solo da due anni-

Il menu propone ogni giorno piatti preparati con ingredienti freschi, salutari e sfiziosi.

Nel week-end il menu propone 5 tipi di brunch adatti a tutti i palati, diversi per le pietanze servite (burger, sandwich, bowl, bagel).

Onnipresenti caffè americano, succo d’arancia o di pompelmo, macedonia di frutta fresca e cheesecake.

Prezzo: 18€

 

 

Moleskine Cafè (Corso Garibaldi 61)

Quante volte vi capita di dover lavorare nel week-end?

Beh, per addolcire la vostra domenica, non c’è niente di meglio che andare al Moleskine Cafè!

Il locale è moderno, ben arredato, accogliente e con una buona disposizione dei tavoli, che permette di lavorare in tranquillità e senza confusione.

Il menu è suddiviso in 6 categorie: torte salate, yogurt, sandwich o uova strapazzate, pancake e waffle, piatti preparati sul momento caldi e freddi, dolci e frutta.

Tre sono le formule previste per il brunch: light (con 4 ordinazioni, una per categoria), Full (con 6 ordinazioni, una per categoria), per due (con 6 ordinazioni).

Prezzi: formula light 18€, formula full 22€, formula per due 30€.

 

Milano in 9 brunch

 

Tel Chi (Via Silio Italico)

In zona Porta Romana, il nome di questo locale potrebbe indurre a pensare che qui si mangi esclusivamente cucina locale e, invece, c’è tutto tranne che piatti tipici!
Il locale è un vero e proprio rifugio dalla confusione di Porta Romana, accogliente, arredato con colori chiari che trasmettono gioia e positività.

Tutti i piatti sono preparati con ingredienti di prima qualità e disponibili anche in versione senza glutine e senza lattosio.

La formula brunch, disponibile solo la domenica dalle ore 11.00 alle 16.00, propone una bevanda a scelta (caffè, latte, cappuccino, the), pane burro e marmellata, yogurt greco con miele, macedonia di frutta fresca, acqua e succo d’arancia a refill illimitato.

A questo, si accompagnano un piatto salato a scelta (uova al tegamino, quiche, avocado toast, patate arrosto, bacon e fagioli, salmone e guacamole) e un piatto dolce a scelta (pancake, banana bread, brownies, gelato).

Fidatevi: non andrete via affamati! Tra i miei piatti preferiti, consiglio vivamente la quiche dello chef e i pancakes con una generosa colata di sciroppo d’acero mmmm semplicemente libidinosi!

Prezzo: 18€ prezzo fisso.

 

 

Cocotte (Via Cellini 1)

Un piccolo bistrot in stile provenzale con arredi dai toni caldi, credenze vintage, tovaglie ricamate, lampade in coccio e porcellana, e mestoli in legno appesi alle pareti.

Il posto perfetto per un brunch romantico e nostalgico.

Qui le protagoniste sono le cocotte, piccoli tega colorati in ghisa, utilizzati per servire tutte le pietanze presenti sul menu.

Il menu brunch, disponibile solo nel week-end, è a prezzo fisso e spazia dal pollo ai lamponi al cous cous, passando per le lasagne fatte in casa, le uova in cocotte e il libidinoso soufflè al cioccolato, tutto accompagnato da succo d’arancia o centrifuga, caffè, dolce e bicchiere di spumante.

Menu vario e fantasioso, perfetto per chi segue una dieta vegana.

Prezzo: 18€

 

Milano in 9 brunch

5 fraschette ai Castelli Romani

5 fraschette ai Castelli Romani5 fraschette ai Castelli Romani

Se siete ai Castelli Romani, non potete perdervi un pranzo in una delle tante fraschette romane, la combinazione perfetta tra buon cibo e prezzi onesti.

Cosa sono le fraschette? Un mix tra osteria e trattoria dove vengono serviti piatti della tradizione romana, accompagnati da salumi nostrani, formaggi e la famosa porchetta.

Non sapete quale scegliere? Ecco le migliori 5 fraschette ai Castelli Romani.

 

Cantina Simonetti (Piazza San Rocco 4, Frascati)

A Frascati, di fronte al Palazzo Vescovile, Cantina Simonetti è la tipica fraschetta dove si respira un’atmosfera d’altri tempi.

Sarà per i tavoli e le panche di legno, le tovaglie di carta, le padelle appese alle pareti e il menu scritto sulla lavagna, fatto sta che questo posto ha conquistato persino Alessandro Borghese e il suo programma di ristorazione.

Il titolare, Fabrizio, prepara personalmente i piatti e si occupa persino del servizio, insomma, un tuttofare!

Il menu, va da se, propone piatti preparati con ingredienti freschi e stagionali, tutti ispirati alla tradizione della cucina romana.

Rigatoni con la pajata, gricia, cacio e pepe, schiaffoni alla frascatana, polpette, trippa e abbacchio.

Tutto accompagnato con salumi e formaggi stagionati nella grotta sottostante il locale, e innaffiati con vino dei Castelli.

Il prezzo? 20-25 euro per una mangiata degna di un re.

 

 

Osteria n°1 (Via Borgo San Rocco 39, Ariccia)

L’Osteria n. 1 nasce nel 2001 quando il titolare, Monaldo, prende in affitto una vecchia cantina e la trasforma in una fraschetta accogliente e ben arredata.

In cucina sono usati esclusivamente prodotti di ottima qualità, freschi, genuini e quasi a km zero.

Nel menu non possono mancare la porchetta IGP di Ariccia, salumi e formaggi nostrani, sottoli, mozzarelle di bufala e verdure grigliate, da accompagnare con pane di Genzano cotto a legna, croccante e saporito.

Oltre al menu à la carte, vengono proposti 4 menu fissi che oscillano tra i 17,50€ ai 22€ e propongono antipasti vari e abbondanti, primi e secondi piatti della tradizione romana tutti preparati sul momento.

Se siete ad Ariccia, non perdetevi l’Osteria n°1, sinonimo di cucina casareccia, piatti prelibati e clima conviviale.

Insomma, il giusto posto per un pranzo goliardico tra amici.

 

 

La Fraschetta di Padre in Figlio (Corso della Repubblica 58, Castel Gandolfo)

Questa è la fraschetta vincitrice della puntata del programma di Alessandro Borghese 4 Ristoranti.

Come dice il nome, la Fraschetta è stata aperta da papà Alfredo 15 anni fa e oggi è gestita da Giorgia e Gianmarco Pelli (i titolari), aiutati dalla nonna Elsa in cucina (detta “la carabiniera”) e gli altri familiari in sala.

L’arredamento è quello tipico di una fraschetta romana: tovaglie a quadri bianchi e rossi, tavoli e sedie di legno, foto e chitarre appesi alle pareti, bancone con salumi e formaggi in bella vista.

Se privilegiate gli antipasti, vi consiglio il tagliere papale (18€), ricco e abbondante, mentre, se preferite i primi piatti, troverete non solo gricia e carbonara ma anche primi interessanti come le pappardelle al cinghiale o i ravioli di porchetta.

Porzioni buone e nella giusta misura di condimento e mantecatura.

Prezzi leggermente sopra la media delle fraschette ma comunque proporzionati alla qualità dei prodotti.

Il tocco in più? Il caffè servito con le ciambelline al vino rosso, cannella e arancia.

 

 

La Fraschetta de Sora Ines (Borgo San Rocco 29, Ariccia)

Anche questa è una fraschetta a conduzione familiare, aperta dalla nonna, la sora Ines, e oggi gestita dalla nipote Romina.

L’atmosfera è conviviale, con tovaglie a quadri, tavoli in legno, salumi appesi e pareti rivestite con mattoncini di pietra.

Se sarete fortunati troverete “Enzo der Tufello” ad allietare il vostro pranzo con i mitici stornelli romani che infondono gioia e goliardia a tutto il locale.

Cibi genuini e piatti serviti in porzioni abbondanti, preparati rigorosamente sul moemnto.

La porchetta è speciale, calda, morbida e saporita, da accompagnare con salumi nostrani, fritti pastellati, primi e secondi piatti della tradizione romana.

Buoni anche i dolci fatti in casa, soprattutto il tiramisù e la crema catalana.

 

 

Fraschetta Dai Fratelli (Via Dell’Uccelliera 10/12, Ariccia)

Un locale piccolo, accogliente e ben arredato, con personale simpaticissimo e disposto a dispensare consigli su cosa ordinare in base alle proprie preferenze.

Si mangia tutto benissimo, dagli antipasti ai dolci rigorosamente fatti in casa.

I piatti sono preparati sul momento con ingredienti freschi e serviti in porzioni abbondanti. Fantastica la porchetta e i primi piatti della tradizione romana oltre alle fettuccine al cinghiale che sono veramente degne di nota.

Da segnalare la possibilità di ordinare piatti senza glutine.

l menu fisso (15€, 17.50€, 20€) offre tanti piatti a prezzi competitivi.

 

 

Le 4 gricie più buone di Roma

Le 4 gricie più buone di Roma

Le 4 gricie più buone di Roma

Tra i piatti più famosi della cucina romana c’è senza dubbio la gricia, il primo piatto conosciuto come “la carbonara senza uovo”, preparato con ingredienti poveri e semplici: guanciale, pecorino romano e pepe nero grattugiato sul momento.

Dove mangiarle? Ecco dove trovare Le 4 gricie più buone di Roma!

 

 

Cesare al Casaletto (Via del Casaletto 45)

Fuori dai circuiti turistici e in prossimità del capolinea del tram 8, Cesare al Casaletto è una trattoria popolare che propone i piatti di una volta a prezzi bassi (9€ la gricia).

Del resto, come dice lo chef, le trattorie nascevano per sfamare i poveri e quindi i piatti devono essere abbondanti (quasi 120 gr di pasta a porzione) e a prezzo popolari.

Potete scegliere la pasta (fresca e fatta in casa oppure secca) e abbinarla con il condimento che più vi aggrada: gricia, amatriciana, carbonara, ecc.

La Gricia, anche se storicamente era fatta con gli spaghetti, viene consigliata rigorosamente con i rigatoni perché, come dice lo stesso chef: “I rigatono sono tutta un’altra cosa”.

Quanto al condimento, vengono usati solo ingredienti freschi e genuini provenienti da produttori locali, dal guanciale al pecorino di un caseificio sulla via Cassia.

Prezzi bassi e qualità eccellente fanno di Cesare al Casaletto la gricia, a dire di molti, migliore di Roma.
Da provare assolutamente!

 

Enzo al 29 (Via dei Vascellari 29)

A Trastevere, Enzo al 29 è la classica trottoria romana, accogliente dove, appena entrati, ci si sente subito a casa.

Il menu propone piatti della cucina romana, semplici, preparati con pochi ma gustosi ingredienti, serviti rigorosamente in porzioni abbondanti.

Quanto ai primi piatti, tra i classici della tradizione romana spicca senza dubbio la Gricia, preparata con rigatoni Selezione Da Enzo, guanciale IGP  di Amatrice, pecorino DOP dell’Agro Romano e pepe nero del Sarawak macinato al momento.

Per accompagnare il vostro pasto, ampia scelta di vini rossi e bianchi prodotti da vitigni autoctoni della regione Lazio.

Se avete ancora spazio nello stomaco, lasciatevi tentare da un carciofo alla giudia o chiudete il pasto con il famoso tiramisù di Enzo, preparato con uova biologiche e cioccolato di prima qualità.

Buon rapporto qualità-prezzo (11€ la gricia), servizio curato e attento, consigliatissimo.

 

Armando al Pantheon (Salita dei Crescenzi)

Nel cuore del centro storico, Armando al Pantheon è un’altra osteria romana sinonimo di tradizione e buona cucina, aperta dal 1961 e famosa per la carbonara e la gricia.

Quest’ultima, nella versione con spaghetti (su richiesta, sono disponibili i rigatoni), guanciale a dadini, pecorino romano dop e pepe nero grattugiato al momento.

Il locale è accogliente, con arredi datati ma che conferiscono storia e autenticità al contesto; lo staff è cortese e disponibile a consigliare i piatti migliori, che vengono serviti nel giro di pochi minuti, nonostante la preparazione espressa.

Buon rapporto qualità-prezzo (10,50€ la gricia).

Se siete in gruppo, assaggiate anche la carbonara (tra le migliori di Roma) e la coda alla vaccinara, un vero must imperdibile.

 

Osteria Bonelli (Via dell’Acquedotto Alessandrino 172)

Nel quartiere Tuscolano, l’Osteria Bonelli è un’altra storica trattoria romana con un rapporto qualità-prezzo imbattibile: 8€ la gricia!

Nel locale si respira un’atmosfera accogliente e familiare, con arredi retrò, cucina a vista e i piatti del giorno elencati sulla lavagna.

La specialità della casa è la gricia, preparata con tonnarelli freschi, guanciale, pecorino romano e pepe nero grattugiato.

Un mix perfetto tra la cremosità del pecorino e la corposità della pasta.

Tutti i piatti sono preparati sul momento con ingredienti freschi e di prima qualità, serviti da personale cordiale e attento alle esigenze dei clienti.

Cosa dire di più? Salite in macchina e impostate sul navigatore gps l’indirizzo dell’Osteria Bonelli!

 

 

Oltre alle mie proposte, molti ristoranti propongono delle gricie “innovative” che danno un tocco di modernità alla ricetta della tradizione romana.

Ad esempio, all’Osteria Fratelli Mori (Via dei Conciatori 10, Ostiense) la gricia viene preparata con fettuccine, carciofi saltati in padella con il guanciale, e pecorino finale.

Al Moma (in Via di San Basilio 42), la gricia si prepara con chitarrini Verrigni, guanciale di Amatrice e cacio sbronzo, ovvero pecorino affinato nel mosto d’uva, che conferisce morbidezza e delicatezza al piatto finale.

Infine, Achilli Enoteca al Parlamento, propone addirittura i ravioli ripieni di pecorino e pepe, serviti con brodo di guanciale.

Insomma, chi più ne ha più ne metta!

 

 

I migliori cioccolatini di Torino

I migliori cioccolatini di Torino
I migliori cioccolatini di Torino

I migliori cioccolatini di Torino

Quando si nomina Torino si pensa istintivamente al famoso Gianduiotto: esiste forse un cioccolatino più buono?

Nella città del cioccolato è facile passeggiare per le vie del centro e lasciarsi tentare dalle botteghe di mastri cioccolatieri, dove potrete assaggiare tavolette di cioccolato, praline, creme spalmabili e cioccolatini di ogni forma.

Tralasciando i nomi più famosi come Caffarel, Venchi e Baratti Milano, in questo articolo voglio parlarvi delle botteghe artigianali di cioccolato presenti in città, i nomi sconosciuti agli “stranieri” ma molto apprezzati dai concittadini.

 

Guido Castagna (Via Maria Vittoria 27)

Nata solo nel 2002, la cioccolateria Guido Castagna ha riscosso immediatamente il favore del pubblico grazie alla passione per il cioccolato del suo patron fondatore e alla continua ricerca di abbinamenti sfiziosi.

Nel laboratorio è usato esclusivamente cacao fine delle famiglie Criollo, Trinitario e Arriba Nacional Forastero, considerate tra le più nobili e raffinate presenti sul mercato.

Il cioccolato è lavorato con un ciclo di produzione lento finalizzato a non alterare gli aromi e i gusti delle fave originali.

L’eccellenza delle materie prime e l’attenzione per i processi di produzione, fanno dei cioccolatini Guido Castagna un prodotto di indiscussa qualità nonché bontà.

Alcuni esempi? I classici cremini al pistacchio o alle nocciole, i Giuinnott (una rivisitazione dei classici gianduiotti, senza latte e cacao in polvere), gli Speziati (una combinazione tra il cremino, fiori e spezie) e i Bassinati (classici cioccolatini realizzati con metodo naturale arricchiti, a seconda del caso, da scorza d’arancia candita, nocciole Piemonte IGP, zenzero candito e fave di cacao).

Le imperdibili? Le praline cardamono-malva e cannella-calendula, semplicemente strepitose, e i Bassinati con scorze di arancia.

 

 

Pfatisch (Via Paolo Sacchi 42)

Aperta nel 1915 dal maestro bavarese Gustavo Pfatisch, l’omonima pasticceria, dichiarata locale storico d’Italia.

Oggi il locale è oggi gestito dalla famiglia di Carlo Ferraris, pur mantenendo il nome del suo fondatore.

Da Pfatisch avrete l’imbarazzo della scelta tra un vasto assortimento di cioccolatini e dolcetti, tutti da gustare in un salotto d’epoca, con arredi e lampadari di ispirazione art deco.

Nel seminterrato trovate l’antico laboratorio che oggi rappresenta un museo del cioccolato di inizio ‘900, dove tutt’oggi vengono preparati gianduiotti, tavolette di cioccolato, cioccolatini e creme da spalmare.

Il locale è sempre stato meta dell’aristocrazia, letterati e attori, e difatti è stato anche usato come set cinematografico di molte fiction italiane.

Durante una visita, non perdete i gianduiotti, le praline e i tricorni (cioccolatini che ricordano la forma del cappello di Gianduia, la maschera torinese).

 

 

Cioccolateria Artigianale Guido Gobino (Via Lagrange 1)

Uno dei maitre chocolatier più famoso d’Italia e i cui prodotti sono reperibili in tutta Italia, nei negozi di dolciumi e specialità alimentari.

Gli ingredienti usati sono di prima qualità: nocciole Piemonte IGP, latte fresco della Filiera Alpina Piemontese, fave e burro di cacao del Sudamerica e Centroamerica e agrumi di Sicilia.

Qui avrete davvero l’imbarazzo della scelta tra gianduiotti, cremini al sale, tourinot, tavolette al cioccolato, bicerin, ecc.

Tra gli imperdibili il cremino al caramello e quello al cappuccino, il cremino al sale e olio extravergine di oliva taggiasco ed i famosissimi gianduiotti Tourinot.

 

 

Cioccolateria Peyrano (Corso Moncalieri 47)

Aperta nel 1915, la fabbrica del cioccolato Peyrano è una delle cioccolaterie storiche più famose e amate di Torino.

Nel laboratorio vengono usate esclusivamente fave di cacao provenienti dal Centroamerica, tostate singolarmente utilizzando legno di ulivo di ligure.

Tutto ciò ha contribuito nel tempo a far diventare Peyrano sinonimo di eleganza e nobiltà, tanto da diventare, nel 1920, fornitore ufficiale della Real Casa di Savoia.

I “piatti forte” sono i cioccolatini, le gelatine di frutta e i Violà, il frutto del connubio tra Viola Liquore e Cioccolato Peyrano.

Se siete alla ricerca di regali, acquistate una scatola e riempitela con chiocciole, conchiglie e cremini, cioccolatini degni di essere assaggiati.

 

 

Ziccat (due punti vendita: Via Bardonecchia e Piazza Borromini)

Il laboratorio artigianale Ziccat nasce nel 1958 e oggi è famoso per la produzione di cioccolata di qualità elevata ma ad un prezzo accessibile.

Gli ingredienti del cioccolato sono selezionati con cura e attenzione, non vengono usati coloranti e aromi artificiali, con l’aggiunta di frutta dell’azienda Agrimontana.

Tra tavolette, praline, ricoperti, gianduiotti, dragées, creme, bicchierini di cioccolato e cri cri, avrete solo l’imbarazzo della scelta.

Imperdibili i gianduiotti speziati e al peperoncino, una vera chicca nel paradiso della cioccolata.

 

 

La Perla di Torino (Via Catania 9)

Un’azienda giovane, nata nel 1992, specializzata nelle creazioni al cioccolato dedicate alla città di Torino.

I cavalli di battaglia sono La Perla Nera, La Perla Bianca e il tartufo fondente Extreme, golosi tartufi al cioccolato rivisitati, tutti creati in onore di Torino.

Pronti ad assaggiare le delizie di cioccolato di questa cioccolateria?

Da provare i tartufi (nella versione cioccolato fondente o bianco e pistacchio) e le creme spalmabili (anche queste in vari gusti).

Se non amate i tartufi, lasciatevi tentare dalle tavolette al cioccolato disponibili in innumerevoli varianti. I miei preferiti? Speculoos e Lavanda.

Durante il periodo natalizio, da La Perla trovarete anche panettoni artigianali, torroni e cestini natalizi perfetti da regalare a chi ha bisogno di tanta, tanta dolcezza.

 

 

 

 

I migliori maritozzi di Roma

I migliori maritozzi di Roma
I migliori maritozzi di Roma

I migliori maritozzi di Roma

Roma è da sempre famosa per i maritozzi, vuoti o ripieni di panna montata, da mangiare a colazione oppure a notte fonda, all’uscita dalla discoteca.
Se prima esisteva solo la versione “dolce”, oggi molti chef si sono dilettati nei maritozzi “salati”, serviti come street food o addirittura come secondo piatto nei menu di ristoranti stellati.

Dove trovare I migliori maritozzi di Roma ? Ecco la mia top list, sia dolce che salata.

 

Pasticceria Regoli (Via dello Statuto 60)

Quando dici “maritozzo” e intendi la versione dolce, allora dici “Regoli”, nel quartiere Esquilino.

Una pasticceria storica (aperta dal 1916) e da sempre considerata “il regno del maritozzo”, dove ogni giorno vengono sfornate paste, torte, biscotti e altri dolci da forno.

I maritozzi sono i migliori della Capitale, con un impasto morbido e profumato, mai gommosi e mai troppo dolci o pesanti, ripieni di soffice panna montata fresca, una vera leccornia!

Prezzi alti (2€ per maritozzo) ma comunque ben rapportati alla qualità e alla bontà del maritozzo.

Se non amate la panna montata, provate la versione quaresimale con pinoli e uvetta e rimarrete comunque ampiamente soddisfatti.

Regoli è una garanzia, provare per credere.

 

 

Pasticceria Bompiani (Largo Benedetto Bompiani 8)

Nel quartiere Ardeatino, Bompiani è un’altra pasticceria molto amata dai romani non solo per i maritozzi ma anche per la bontà dei dolci in genere e per la qualità e la freschezza delle materie prime.

Le torte, le brioche e i dolci monoporzione sono favolosi: impossibile consumare un caffè al banco senza concedersi un piccolo peccato di gola!
Quanto ai maritozzi, vengono sfornati quotidianamente e preparati con un impasto di lievito madre, latte, burro e un max di farine, cotti in forno e serviti vuoti (quaresimale) oppure ripieni di panna fresca.
Che dire? Una brioche soffice e profumata che vi conquisterà al primo morso!

 

 

Il Maritozzaro (Via ettore rolli 50)

Nei pressi della stazione ferroviaria Roma Trastevere, Il Maritozzaro è un piccolo bar di quartiere che potrebbe addirittura passare inosservato, se non fosse per l’incredibile popolarità di cui gode e il profumino di zucchero e lievitati che fuoriesce dalla porta.

Soffice e profumato, con la panna montata sul momento, e una spolverata di zucchero a velo, il maritozzo è perfetto da accompagnare a un caffè mattutino oppure da mangiare dopo una serata di bagordi notturni, prima di andare a nanna al sorgere dell’alba.

Prezzi: 2€ il maritozzo grande.

 

 

Pasticceria Andreotti (Viale Ostiense 54)

Altra pasticceria storica della capitale, così da famosa da ottenere il riconoscimento di “Negozio di Interesse Storico”.

Non meravigliatevi se, facendo la fila per lo scontrino, vi ritroverete accanto attori, cantanti e scrittori perché ebbene si, anche loro commettono peccati di gola!

I maritozzi vengono preparati ogni giorno e si possono farcire con panna, crema al pistacchio, al cioccolato, al caffé, alla crema chantilly.

Se preferite qualcosa di più “leggero”, allora optate per i maritozzi con uvettta e scorza d’arancia, o con uvetta e anice, tutti buonissimi e degni di essere assaggiati.

 

 

Il Maritozzo Rosso (vicolo del cedro 26)

Il maritozzo rosso è la scelta giusta se volete assaggiare il maritozzo salato: a Trastevere, un piccolo ristorante con pochi coperti e qualche posto al bancone, dove tutti i piatti sono espressi e con un buon rapporto qualità-prezzo.
Il menu varia nel corso dell’anno perché basato su ingredienti freschi e di stagione: più di 30 maritozzi a scelta, come il maritozzo con la coda alla vaccinara, con caponata di carciofi e pecorino, indivia con le alici, pollo alla romana, con baccalà mantecato, con cacio e pepe.
Se volete osare, provate il maritozzo burger, dove il panino è fatto con l’impasto dei maritozzi e farcito con burger di manzo e guanciale, salmone o verdure.
Ampia scelta anche dei maritozzi dolci, farciti con tiramisù oppure con ricotta e fichi, vere leccornie.
Prezzi: 8€ per il maritozzo salato standard, 4,50€ la versione mini.

 

Marì (Via Urbana 31)

Nuova apertura nel rione Monti: una piccola bottega dove potrete trovare maritozzi dolci e salati preparati sul momento.

Tra i maritozzi salati c’è Remo (polpette al sugo), Romolo (coda alla vaccinara), Sud (stracciatella di bufala, broccoletti e alici), Fortunato (culatello, carciofi alla cafona e maionese fatta in casa).

Nella versione dolce viene proposto il classico maritozzo con panna, con ricotta e visciole, con tiramisù, con frutta di stagione e panna fresca.

Il mio preferito? Il maritozzo “Greco” a base di mousse di feta, pomodorini, cetriolo, origano e olive calamata.

I prezzi vanno dai 2,5 euro ai 4,5 euro per i maritozzi grandi e dai 1,2 euro ai 3,5 euro per i piccoli.

 

 

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