Mese: Agosto 2017

Tour Meraviglie Scozzesi

Tour Meraviglie Scozzesi

Volare da Roma a Edimburgo per un Tour Meraviglie Scozzesi , con una visita guidata di gruppo, facendo base prima a Edimburgo e poi a Glasgow.

Un viaggio bellissimo, che ci fa scoprire paesaggi incontaminati e mozzafiato, una buona cucina locale, gente simpatica e cordiale.

Chi l’avrebbe mai detto? Ecco il nostro racconto del Tour Meraviglie Scozzesi.

 

 

Tour Meraviglie Scozzesi

 

 

Giorno 1: Edimburgo

Arriviamo a Edimburgo con un volo diretto da Roma della compagnia Vueling.

L’aeroporto non è lontano dal centro città, raggiungibile in autobus.

La linea Airlink 100 ci porta a Waverley Bridge in circa 25 minuti.

I biglietti possono essere acquistati presso l’ufficio informazioni dell’aeroporto, direttamente a bordo, online.

Il biglietto solo andata costa 5,50€, a/r 9€.

Da Waverley Bridge, andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.

L’hotel scelto è il Travelodge Edinburgh Central Hotel, su St. Mary’s Street, a 2 minuti dalla Royal Mile.

Le stanze sono pulite, silenziose, di medie dimensioni, dotate di tutti i comfort (bollitore per the, condizionatore, bagno privato, TV, Wi-Fi).

Il personale è cortese e discreto, per nulla invadente.

Il rapporto qualità-prezzo è eccellente, considerando la posizione strategica dell’hotel e la pulizia delle camere.

La colazione è un po’ cara, e per questo vi consiglio di fare colazione nei Bar nei dintorni.

La prima tappa del nostro tour è il Castello di Edimburgo, simbolo della Scozia e location di uno dei film di Harry Potter.

Il biglietto di ingresso costa 20€.

Il Castello di Edimburgo, situato su un vulcano spento, è il luogo dove Maria regina di Scozia partorì il futuro re Giacomo.

Durante la visita vediamo le prigioni, la “stone of destiny” (il trono delle incoronazioni dei re scozzesi), il tesoro della corona.

 

Tour Meraviglie Scozzesi

 

Usciti dal Castello, essendo quasi ora di cena, ci fermiamo da The Doric, un gastropub su Market Street, a Old Town.

Il locale è carino, in pieno stile scozzese, accogliente e informale; lo staff è gentile e molto professionale, i piatti abbondanti, i prezzi nella media.

Abbiamo preso una Shepherd pie buonissima, una porzione di fish and chips abbondante e 2 birre medie.

Conto finale: circa 20€ a testa. Super soddisfatti!

Tour Meraviglie Scozzesi

Giorno 2: Old Town e Royal Mile

Il nostro secondo giorno comincia con una colazione deliziosa da Mimi’s little Bakehouse, una piccola pasticceria su Royal Mile dove con 10€ prendiamo due caffè e due cupcake squisite.

La vetrina abbonda di ogni tipo di dolce possibile e immaginabile: cheesecake, scones, blondies, muffin, ecc. ma noi optiamo per una peccaminosa cupcake al cioccolato fondente e una red velvet.

Semplicemente fantastiche!

Andiamo da Tron Kirk, su High Street, per partecipare a una visita guidata gratuita della città.

La maggior parte del centro di Edimburgo è situata su un promontorio roccioso, un antico vulcano spento, che la rende visibile da diverse prospettive.

Le viuzze che caratterizzano il centro storico convergono tutte al Royal Mile, lunga un miglio (1.6 km) e nata da una lingua di lava, che taglia in due il centro, estendendosi da est a ovest.

Con l’unificazione tra Inghilterra e Scozia, ulteriori costruzioni diedero l’impulso per la realizzazione di un nuovo quartiere della città, la New Town, alla fine del ‘700.

I primi abitanti del nuovo quartiere furono i più ricchi, e la città vecchia restò il regno del popolo.

Ma i palazzi sempre più fatiscenti cominciavano a crollare e alcuni quartieri furono danneggiati dai grandi incendi.

La guida ci conduce attraverso il Royal Mile dove, nel ‘700, vivevano circa 60.000 persone!

I palazzi, alti 5/6 piani, ospitavano gli umili ai piani inferiori, gli artigiani a quelli intermedi, e i ricchi commercianti ai piani superiori.

Royal Mile e Old Town sono due zone magiche, in cui si respira un’atmosfera medievale.

 

 

 

Durante la visita vediamo la Cattedrale di Saint Giles (in stile gotico, è considerata la culla del Presbiterianesimo scozzese. L’ingresso è gratuito), le statue di celebri personaggi scozzesi come Adam Smith e David Hume, il Palazzo del Parlamento Scozzese (un’imponente struttura di acciaio e granito, sito ai piedi del Royal Mile), il Palazzo di Holyrood (residenza ufficiale in Scozia della regina Elisabetta).

 

 

Cattedrale di Saint Giles

La visita al Palazzo di Holyrood è a pagamento (circa 15 euro), ma noi decidiamo di non entrare e continuare ad ascoltare le storie narrate sulla guida circa i segreti oscuri che custodisce il Palazzo.

La visita guidata termina poco prima di pranzo, così ci fermiamo per una sosta da…

Di fronte al Palazzo del Parlamento, si trova un close particolare, risalente al XVI secolo, quando qui sorgevano le scuderie del Palazzo di Holyrood e la Regina Maria Stuarda vi faceva alloggiare il suo amato palafreno bianco.

Nel pomeriggio visitiamo il Museo degli Scrittori e il Makar’s Court (entrata gratuita), custode di manoscritti, ritratti e oggetti personali dei 3 scrittori scozzesi per eccellenza: Walter Scott, Robert Burn e Robert Louis Stevenson.

Nel cortile medievale del Museo (Makar’s court), sono esposte lastre di pietra su cui sono incise alcune citazioni dei più famosi autori scozzesi dal XIV secolo ad oggi.

Concludiamo il pomeriggio con un giro di shopping nelle vie tra Grassmarket, Royal Mile e Victoria Street, nata come strada dello shopping per la nobiltà del ‘800, ricca di negozi di delicatessen, botteghe di antiquariato e prodotti locali.

 

 

Ceniamo da The Royal Mile Tavern, un pub scozzese molto carino, accogliente, con musica dal vivo.

Il cibo è ottimo, il menù abbastanza ampio (ideale anche per chi segue una dieta vegetariana), porzioni abbondanti e prezzi nella media.

Ordiniamo un salmone grigliata con verdure arrosto, un pollo speziato servito con purè di patate e verdure, 2 birre, per un totale di 18€ a testa. Fantastico!

 

 

Giorno 3: Loch Ness

Oggi andiamo a visitare Loch Ness e le Highlands con un tour di una giornata pagato 50€ a testa.

Il tour parte alle 8 da High Street, così beviamo un caffè al volo e ci mettiamo in viaggio.

Ci dirigiamo verso Nord, per superare le mura del Castello di Stirling, le Trossachs e la regione di Rannoch Moor.

Ci fermiamo per una brevissima sosta al Passo di Glencoe, teatro del massacro avvenuto il 13 febbraio 1692 durante la Gloriosa rivoluzione.

Nel massacro furono uccisi 38 membri del clan dei MacDonald di Glencoe sul territorio che gli stessi avevano rifiutato di donare al re Guglielmo III d’Inghilterra in segno di sottomissione.

 

 

 

Da qui, seguiamo la celebre Great Glen Way, un percorso amato dagli amanti del trekking, che da Fort William conduce a Inverness (127 km).

Una volta arrivati a Fort Augustus, sulle rive del Lago di Loch Ness, la guida ci lascia del tempo libero per fare una crociera (a pagamento) sul lago o passeggiare.

 

 

Noi scegliamo di fare una passeggiata sul Canale di Caledonia e prendere un caffè.

Il paesaggio è bellissimo… il verde delle Highlands si specchia nel lago scurissimo (quasi nero)… il lago è vastissimo, la distesa d’acqua dolce più ampia della Gran Bretagna… un panorama molto suggestivo..

Essendo ora di pranzo, ci sediamo sul prato sulle sponde del lago e facciamo un picnic (compreso nel tour) con tramezzini, frutta, dolci e acqua.

Dopo pranzo, risaliamo sull’autobus per tornare verso Edimburgo.

Durante il tragitto ammiriamo il Lago di Laggan, attraversiamo il Passo di Drumochter ed entriamo nel Pertshire, “Paese dei Grandi Alberi”, terra ricca di foreste, fiumi e montagne.

Infine, ammiriamo lo spettacolare Forth Bridge, prima di arrivare a Edimburgo per ora di cena.

Le Highlands ci hanno lasciato senza fiato, e la loro maestosità ha ampiamente ripagato le 9 ore di tragitto in autobus.

Essendo piuttosto stanchi, decidiamo di cenare in un pub vicino l’hotel, The world’s end.

Il pub è molto carino, in tipico stile scozzese, accogliente e informale, con buon cibo, servizio rapido, prezzi nella media.

Nel menù abbiamo trovato un antipasto a base di haggis, il piatto nazionale scozzese: l’haggis è un insaccato composto da cuore, polmone e fegato di pecora, macinati con cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale, spezie e brodo vegetale o di carne.

Il composto ottenuto viene cotto nello stomaco della pecora e bollito per circa 3 ore.

Tentati, abbiamo dunque preso un antipasto a base di haggis, un hamburger di quinoa buono e morbido, una caesar salad super abbondante e 2 birre medie, per un totale di circa 20€ a testa.

Consigliatissimo, anche se a noi non è piaciuto molto l’haggis.

 

 

 

Giorno 4: New Town e Glasgow

Oggi visitiamo la New Town, fondata nella seconda metà del ‘700.

Tutte le strade che fanno parte della New Town hanno una forte simbologia monarchica; la via principale è George Street, la Queen Street è dedicata alla moglie del re Giorgio III, e la Princes Street è dedicata ai figli dello stesso re.

Queste tre vie rappresentano la meta ideale per gli amanti dello shopping, ricche di negozi di lusso e boutique, tra cui i grandi magazzini Jenners, fondati quasi due secoli fa.

Hannover Street prende il nome dall’allora dinastia regnante, la casa tedesca degli Hannover.

Avendo voglia di passeggiare, saliamo su Calton Hill, uno dei 7 colli della città, da dove ammiriamo il panorama della Old e della New Town.

 

 

Saltiamo la National Gallery e la Royal Scottish Academy, superiamo la Bute House (la residenza ufficiale del Primo Ministro scozzese) e arriviamo allo Scott Monument, la torre dedicata allo scrittore Walter Scott, nei pressi di Princes Street.

La torre è decorata con le miniature dei personaggi frutto della penna di Sir Walter Scott.

Per raggiungere la cima della torre, alta 60 metri, saliamo 287 scalini e godiamo di un panorama meraviglioso su tutta la città.

Ultimato il giro di shopping, mangiamo una pie da The Pie Maker, vicino l’hotel, poi facciamo il check-out e andiamo alla stazione per prendere il treno per Glasgow.

 

 

Il tragitto dura quasi 1 ora e il biglietto costa circa 15€.

Arriviamo a Glasgow verso le 18 e, a piedi, andiamo in hotel per il check-in.

Abbiamo scelto l’hotel The Z Glasgow Hotel, vicino George Square, la piazza dedicata al Re Giorgio III di Inghilterra, costruita nel 1782.

Solo dal 1820 George Square ha assunto l’aspetto odierno: le case in stile georgiano, gli hotel, la stazione ferroviaria, le Glasgow City Chambers, le statue dedicate ai più importanti personaggi scozzesi eccetto proprio Re Giorgio III.

L’hotel è posto in un vecchio edificio ammodernato; le camere sono ben arredate, pulite, insonorizzate, con bagno privato, TV, condizionatore, Wi-Fi e cassaforte.

La colazione è di tipo continentale è servita a buffet (i cornetti sono fantastici!) e, nel pomeriggio, viene offerto uno spuntino a base di formaggi.. un’idea geniale!

Ceniamo da Committee room No 9, un pub vicino George Square, molto carino, accogliente, ben arredato, con cibi buoni, prezzi medi e staff gentile e disponibile.

Gli hamburger costano 7£-9£ mentre i main course 10£-15£.

Noi abbiamo preso pollo fritto (servito con patate e insalata), un hamburger “The Devil” (hamburger di agnello speziato con harissa e servito con yogurt), 2 birre medie, spendendo meno di 20€ a testa!

Eccezionale!

 

 

Giorno 5: Glasgow

Dopo un’abbondante colazione in Hotel, usciamo per visitare la città.

Avendo poco tempo a disposizione, decidiamo di muoverci con la metropolitana e acquistiamo il biglietto “Discover ticket” che ci offre viaggi illimitato per 24h a sole 4£.

Subito dopo, ci armiamo di mappa della città e cerchiamo i punti di nostro interesse, quindi partiamo.

La prima tappa è il Kelvingrove Museum (gratuito), ospitante dipinti europei che vanno dal 1400 al 1600. Salvador Dali, Picasso, Van Gogh, Botticelli, Tiziano, sono solo alcuni degli innumerevoli artisti esposti.

Attraversando il Kelvingrove Park, arriviamo all’Università di Glasgow, la quarta più antica del Paese e rientrante nella classifica delle 100 migliori università al mondo.

Ci fermiamo per un caffè su Ashton Lane, una delle vie più amate dagli universitari, poi riprendiamo la metro diretti a Buchanan Street.

 

 

Buchanan Street è il centro nevralgico di Glasgow, un ampio viale pedonale amato dai patiti dello shopping, animato da artisti di strada.

Alla sua estremità nord troviamo le Gallerie Buchanan ed il Glasgow Royal Concert Hall, mentre all’estremità sud troviamo il centro commerciale Princes Square e il famoso House of Fraser.

Ne approfittiamo per fare un po’ di shopping e acquistare qualche souvenir.

 

Da Buchanan Street andando verso sud troviamo il Lighthouse, un edificio originariamente progettato da Charles Rennie Mackintosh con funzione antincendio, ma oggi ospitante esposizioni di designer e architetti internazionali.

Nelle vicinanze troviamo The Willow Tea Rooms, delle sale da te progettate da Charles Rennie Mackintosh e aperte sin dal 1903.

 

 

 

Per pranzo, mangiamo un sandwich da Pret à manger, la catena di cast food famosa per il cibo sano e genuino.

Dopo pranzo, ci dirigiamo alla Cattedrale di Glasgow, l’unica cattedrale medievale del Regno Unito scampata alle distruzioni generate dalle guerre di religione.

Accanto alla Cattedrale c’è la Necropoli, il più grande cimitero europeo, con oltre 50.000 tombe e 3.500 monumenti funebri.

Per concludere in bellezza la nostra vacanza, ceniamo in un tipico pub scozzese, l’Horseshoe Bar, su Drury Street.

Il locale è molto carino, accogliente, ben arredato, e l’atmosfera che si respira è gioviale e divertente.

Il ristorante al primo piano propone piatti della cucina scozzese: vi segnalo la pie con pollo e funghi, e quella con manzo e birra Guinness, veramente eccezionali!

 

 

Consigli di viaggio

  • portare sempre un ombrello in borsa;
  • non cambiate soldi in valuta ma acquistate i biglietti online e pagate con carta di credito o carta prepagata, visto che sono accettate ovunque;
  • assaggiate piatti tipici scozzesi per entrare a pieno nell’atmosfera del viaggio;

 

 

 

 

 

Tour Parigi e Castelli della Loira

Tour Parigi e Castelli della Loira

Questo è stato uno dei viaggi più “impegnativi” mai fatti: tanti spostamenti in pochissimi giorni, cambio di 3 hotel in 5 giorni, tragitti in macchina, ma vi assicuro che ne è valsa assolutamente la pena.

I Castelli della Loira sono uno spettacolo imperdibile, regalano un’atmosfera da favola che sicuramente incanterà  tutte le amanti delle favole Disney, come me.

 

 

Tour Parigi e Castelli della Loira

 

 

Giorno 1: Parigi

Arriviamo all’aeroporto Charles De Gaulle, collegato al centro di Parigi con il treno RER B.

Il treno parte ogni 15 e il tragitto dura dai 25 ai 45 minuti, a seconda della fermata di arrivo prescelta.

Il biglietto costa 10€ ed è acquistabile direttamente in aeroporto o online.

Noi prendiamo il treno e scendiamo alla fermata Saint Michel Notre Dame, e da lì andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.

L’hotel scelto è l’Hotel Design Sorbonne, elegante e moderno, vicinissimo alla stazione della RER.

Le camere sono pulite, luminose, un po’ piccole ma dotate di tutti i comfort: bagno privato, TV, Wi-Fi, cassaforte, ECC.

Lo staff è cordiale e disponibile, pronto ad aiutarvi anche se non parlate benissimo francese e/o inglese.

Essendo ora di pranzo, facciamo uno spuntino da Pomme de Pan, una catena di fast food simile a Pret à manger, poi cominciamo il nostro tour.

Parigi è immensa e, chiaramente, non si può pretendere di visitarla in un giorno.

Noi fortunatamente siamo ci siamo già stati e abbiamo “preso parte” alle code per entrare al Louvre, per salire sulla Tour Eiffel, per visitare la Cattedrale di Notre Dame, così decidiamo di trascorrere qualche ora nel quartiere che ci era piaciuto più di tutti, il Quartiere Latino.

Il Quartiere Latino deve il suo nome alla presenza al suo interno, sin dal XII secolo, dell’Università La Sorbonne; si tratta infatti del quartiere universitario per eccellenza.

Noi andiamo subito al Giardino del Lussemburgo, un meraviglioso giardino pubblico, tra i più grandi di Parigi.

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il giardino presenta una ricca vegetazione, statue e monumenti come la Fontana dei Medici, la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi (riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti), il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e riproduzioni di personaggi famosi e meravigliose opere.

 

 

 

Il Palazzo del Lussemburgo, sito all’interno del Giardino, è la sede del Senato francese.

 

 

 

Passeggiamo nel Giardino scattando foto qua e là, poi riprendiamo Rue Saint-Jacques e raggiungiamo prima La Sorbonne e, infine il Pantheon.

Fondata nel 1257 da Robert de Sorbon, La Sorbonne nacque come istituto di teologia e, solo più tardi, venne aperto a altre discipline.

Il Pantheon fu eretto inizialmente per glorificare la patrona di Parigi, Santa Genoveffa, ma la Rivoluzione francese laicizzò il monumento trasformandolo nel Pantheon attuale.

Oggi nel Pantheon riposano personaggi illustri come Victor Hugo, Voltaire, Rousseau, ecc.

L’ingresso è a pagamento (6,50€) e decidiamo di non visitarlo per addentrarci nelle viuzze del Quartiere Latino, ricche di negozi, botteghe storiche, artisti di strada, Bar e ristoranti.

 

 

 

Trascorriamo il resto del pomeriggio tra acquarelli, prime edizioni di romanzi famosi (come “I miserabili“), vecchi giradischi e grammofoni, il tutto in un’atmosfera bohémien e gioviale.

Ceniamo da Le coupe chou, un piccolo bistrot vicino La Sorbonne, scovato grazie a Tripadvisor.

Il locale è accogliente, romantico, ben arredato, con tavoli a lume di candela e luci soffuse.

I piatti sono buoni e il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

Il ristorante ha un menù alla carta ma anche un menù fisso con prezzi che variano da 27 a 33 euro.

Noi abbiamo scelto due menu da 27€ e siamo rimasti super soddisfatti!

Piatti consigliati: uova in cocotte e ile flottante.

 

 

Giorno 2: Versailles

Usciamo dall’hotel a stomaco vuoto (La colazione non era inclusa nel costo della camera) e ci fiondiamo da Paul’s, la mia pasticceria parigina preferita, e facciamo colazione con due caffè e due eclair al cioccolato semplicemente divini.

 

 

 

A pancia piena, andiamo alla stazione RER e prendiamo il treno per Versailles.

Il biglietto costa 3,65€ (solo andata) e il tragitto dura quasi 1 ora.

Per la visita della Reggia, acquistiamo (online) il biglietto Passport al costo di 20€, che da accesso al Palazzo, al Trianon e ai Giardini.

 

 

 

Il Palazzo era la residenza del Re Sole, un edificio sfarzoso e raffinato, dove resterete sicuramente affascinati dalla Galleria degli Specchi, sede della firma dell’omonimo Trattato di Versailles del 28 giugno 1919, che segnò la fine della Prima Guerra Mondiale.

Ancora oggi, in questa sala, il presidente della Repubblica francese riceve i suoi ospiti illustri.

 

 

Dopo il Palazzo, visitiamo il Grand Trianon, una dependance dove il re Sole andava per ritirarsi temporaneamente dalla vita di corte e per incontrare la signora di Montespan, e il Piccolo Trianon, una reggia in miniatura donata dal re a Maria Antonietta, per permettergli di avere un oasi di pace, lontana dalla severa etichetta della corte.

Il Grand Trianon è oggi adibito, in parte, a residenza del Presidente della Repubblica francese.

La visita si conclude con i Giardini, finemente curati, geometricamente studiati per ottenere forme perfette, simmetriche e regolari.

 

 

 

La Reggia di Versailles è favolosa, raffinata, elegante… ci è piaciuta tantissimo ma le attribuiamo un voto pari a 7 per via delle code che abbiamo dovuto fare anche dentro il Palazzo, durante la visita.

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo la RER e torniamo a Parigi, dove ceniamo da Little Breizh, un piccolo locale specializzato in galettes.

Abbiamo preso due menù “traditionne” che a 9,90€ comprendono una crepe salata (buonissima quella con prosciutto e formaggio, meno quella con gli spinaci), una crêpe dolce (fantastica quella au beurre) e una bibita.

Fantastico! Cibo squisito, delizioso e tipicamente francese. Locale imperdibile se passate dal Quartiere Latino!

 

Giorno 3: Parigi – Fontainebleau – Chambord – Cheverny 

Oggi lasciamo Parigi per dirigerci verso la Valle della Loira.

Lasciamo l’hotel, ritiriamo la vettura noleggiata tramite la Hertz e impostiamo il navigatore con direzione il Castello di Fontainebleau, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e residenza dei più celebri sovrani francesi, come François I, Enrico IV e Napoleone.

 

 

Il viaggio da Parigi dura poco più di 1 ora (sono circa 70 km) e il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Vi consiglio di acquistare i biglietti sempre online, in anticipo, per evitare code agli ingressi.

Il castello è circondato da 30 ettari di giardini e 80 ettari di Parco, che costituiva l’allora riserva di caccia del re.

I giardini sono stupendi, ricchi di fiori, fontane imponenti e persino un lago con tanto di cigni e barchette: un luogo paradisiaco!

Visitare questo Castello ci regala un’emozione indescrivibile: vedere la stanza dove Napoleone ha abdicato, il trono su cui si è seduto, il suo letto, la stanza dove è nato Luigi XIII, la camera di Maria Antonietta e il suo boudoir d’argento… Roba da pelle d’oca..

Il paese di Fontainebleau, nato intorno al castello e nel cuore della foresta, si è sviluppato a contatto con i re di Francia e la loro corte che ne hanno influenzato la forma urbanistica ed architettonica.

Usciti dal Castello di Fontainebleau, mangiamo un tramezzino al volo e risaliamo in macchina in direzione del Castello di Chambord.

 

 

Il viaggio dura circa 2 ore (Fontainebleau e Chambord distano circa 180 km).

Il biglietto di ingresso al Castello costa 11€.

Chambord è il più grande (440 stanze, 365 camini e 84 scale) ed elegante dei castelli che sorgono nella Valle della Loira.

Il Castello, in pietra, costruito nel cuore di una foresta rigogliosa, sorse inizialmente come padiglione di caccia di François I, e fu poi abbellito e ampliato dal Re Sole e altri sovrani francesi.

L’ingresso principale, la Porte-Royale, è sul lato sud-orientale; il castello di Chambord si sviluppa attorno ad un maschio (donjon) a pianta rettangolare e, proprio qui si può ammirare la scalinata a elica opera del genio di Leonardo Da Vinci.

Salendo la scala arriviamo alla torre della lanterna e al tetto, da dove godiamo di una splendida vista sulle guglie e sulla tenuta.

Al primo piano del Castello visitiamo le stanze da letto del re e della regina (comunicanti tramite passaggi segreti) e la Cappella reale.

Al secondo piano c’è il Museo della Caccia, dove sono esposte armi e trofei.

A causa dei tempi ristretti, decidiamo di non visitare il Parco del castello (attualmente popolato da diverse specie animali e accessibile al pubblico solo in parte) ma ci rimettiamo in macchina diretti al Castello di Cheverny.

 

 

 

Il tragitto dura circa 30 minuti (quasi 18 km) e il biglietto di ingresso costa 9,50€.

Il Castello è una piccola residenza circondata da un vasto parco che appartiene alla famiglia Hurault da oltre 600 anni.

Considerato il più lussuoso della Loira, il Castello è interessante per i suoi interni sfarzosi, opera di Jean Monier di Blois.

 

 

Le stanze più opulenti sono la Camera del Re e il Grand Salon, con 34 pannelli in legno dipinto narranti le gesta di Don Chisciotte.

Avendo un po’ di tempo a disposizione, usciti dal Castello ci concediamo una passeggiata nei Giardini annessi e un caffè nel bistrot sito nell’Orangerie, dove venne nascosta “La Gioconda” durante i saccheggiamenti nazisti.

I giardini sono davvero suggestivi, curati, ben tenuti, ricchi di fiori, verdure e piante aromatiche.

Verso le 19, ci rimettiamo in macchina e andiamo a Blois (distante circa 15 km) per pernottare.

Abbiamo scelto il b&b La Maison du Carroir, una struttura incantevole, immersa nella Valle della Loira.

Le camere sono spaziose, pulite, con bagno privato, wi-fi, mobile bar e macchina del caffè Nespresso comprensiva di cialde.

La colazione, a buffet, viene servita nel salone principale e spazia dai salumi freschi ai dolci fatti in casa, frutta fresca, yogurt, marmellate, succhi di frutta, pane in cassetta, caffè, latte, te e altre bevande.

I proprietari sono molto gentili e disponibili. Hotel super consigliato!

Concludiamo la nostra giornata con una cena da L’odyssée de la taupinière, un piccolo ristorantino nel centro storico, in stile marinaro, dove mangiamo delle galettes semplicemente strepitose.

Le nostre? Galette con ripieno di gamberoni e salsa al curry, e galette con crema di porri, una vera delizia! E per dessert, galettes alle pere e cioccolato fondente mmmm

Conto finale: circa 35€ in due, raccomandato!

 

 

Giorno 4: Castello di Amboise – Maniero di Clos Lucé – Castello di Chenonceau 

Lasciamo Blois per dirigerci al Castello di Amboise (il biglietto costa 11,50€), dove il re François I trasferì la vita di corte circondandosi dei più grandi geni del Rinascimento, tra cui Leonardo Da Vinci in veste di pittore, ingegnere e architetto del re.

 

 

Il Castello venne parzialmente distrutto dopo la Rivoluzione francese e, del progetto originale, oggi rimangono la Cappella di Saint-Hubert, le terrazze e le torri.

Poco prima di morire, Leonardo Da Vinci redasse testamento al cospetto del notaio Guglielmo Boreau e di cinque testimoni (tra cui il caro amico Francesco Melzi), chiedendo di essere sepolto presso la chiesa di Saint-Florentin.

La richiesta venne eseguita.

Tuttavia, anni dopo la chiesa di Saint-Florentin venne saccheggiata e la tomba del Genio venne violata, con conseguente dispersione delle sue spoglie.

Quasi per magia, nel 1874, le ossa di Leonardo vennero ritrovate e trasferite nella cappella di Saint-Hubert, dove riposano tutt’ora.

 

 

 

Saliamo sulla Torre e godiamo di una panoramica del paese e della campagna circostante che ci lasciano senza fiato.

I giardini sono eleganti, curati, ma nulla a che vedere con la maestosità di quelli di Chambord e Fontainebleau.

Usciti dal Castello, passeggiamo a piedi fino al Maniero di Clos Lucé (il biglietto costa 15€), messo a disposizione di Leonardo Da Vinci da François I, e ultima dimora dell’artista.

Oggi il Maniero appartiene alla famiglia Saint Bris, che lo acquisì nel 1854.

Durante la permanenza nel Maniero, Leonardo si dedicò al perfezionamento di alcune sue invenzioni, di cui alcune esposte al pubblico.

La visita del castello rivela l’intimità di Leonardo, la sua camera e quella di Margherita di Navarra, totalmente restaurate, la cucina, la sala del Consiglio, la Cappella con gli affreschi dipinti dai suoi
discepoli, ma anche macchine a grandezza naturale, disegni botanici e studi geologici e idrodinamici elaborati da Leonardo.

 

 

In particolare, nel seminterrato del Maniero sono esposte 40 delle sue invenzioni sui temi gel genio militare, dell’urbanistica, della meccanica, delle macchine volanti e dell’idraulica.

6 animazioni in 3D descrivono il funzionamento delle invenzioni di Leonardo.

Passeggiare nel castello in cui ha vissuto il grande Leonardo da Vinci è emozionante: vedere il suo studio, il suo giardino, i suoi oggetti personali.. qualcosa di molto suggestivo!

Usciti dal Maniero, pranziamo con due galettes salate da Les 4 saisons, spendendo circa 15 euro in due. Le galettes sono croccanti, dorate e gustose, si sciolgono quasi in bocca! Super consigliato!

Nel primo pomeriggio, saliamo in macchina e andiamo al Castello di Chenonceau, distante circa 12 km.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 13€.

 

 

 

Costruito sul fiume Cher, il Castello è un capolavoro del Rinascimento, di diretta ispirazione del Ponte Vecchio di Firenze.

Non essendo molto grande, si riesce a visitare il Castello nel giro di 1-2 ore.

Conosciuto come “il Castello delle Dame” poiché disegnato da una donna, Catherine Briçconnet nella prima parte del XVI secolo e abitato, in seguito, da due donne molto potenti: Caterina de Medici e Diana di Poitiers, rispettivamente moglie e amante di re Enrico II.

All’interno del Castello sono esposti quadri di grandi maestri (come Tintoretto, Correggio, Rubens, ecc.), arazzi fiamminghi del XVI secolo.

Gli interni e gli arredi non sono ai livelli di Versailles e Fontainebleu, ma comunque affascinanti e raffinati.

Le parti che ci sono più piaciute? I giardini di Diana di Poitiers, i giardini di Caterina de’ Medici, il labirinto, la Galleria delle Carrozze.

Usciti dal Castello, saliamo in macchina e torniamo a Blois, dove facciamo una passeggiata nel centro storico del paese, in stile medievale, e infine ceniamo da Le Petit Honfleur, un incantevole  e accogliente ristorantino con un ottimo staff.

E’ possibile ordinare à la carte o scegliere il menu fisso a 26€, comprendente entrée, portata principale e dessert.

Noi abbiamo ordinato due piatti (anatra e pollo gratinato) e due calici di vino rosso, per un totale di circa 20€ a testa.

Il rapporto qualità/prezzo non è dei migliori, ma la gentilezza del personale e l’atmosfera accogliente sono impagabili. Raccomandato!

 

 

Giorno 5: Castello di Blois – Parigi 

Dopo un’abbondante colazione in hotel, usciamo diretti al Castello di Blois, residenza di sette re e dieci regine; qui visse e morì Caterina de Medici.

Il biglietto di ingresso al Castello costa 9,80€.

 

 

Il Castello rappresenta una perfetta fusione tra stile gotico e rinascimentale francese.

Le 4 ali del Castello offrono una panoramica completa degli stili architettonici che si possono trovare nella valle: la parte più antica risalente al medioevo, l’ala voluta da Luigi XII in stile gotico, l’ala rinascimentale voluta da Francesco I, l’ala ovest di ispirazione classica.

Nell’ala rinascimentale vediamo la scala monumentale, gli appartamenti reali di Federico I, Enrico III e Caterina de’ Medici.

Usciti dal Castello, mangiamo un tramezzino per pranzo e ci rimettiamo in viaggio alla volta di Parigi.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (sono circa 190 km) e arriviamo in città nel tardo pomeriggio.

Per la nostra ultima serata a parigina, abbiamo scelto di pernottare all’Hotel Eiffel Turenne, a pochi passi dalla Tour Eiffel, prenotato con uno sconto del 50% su Booking.com. Pazzesco!

Le camere sono pulite, ben arredate, con bagno privato, wifi, mobile bar e tv.

Lasciamo i bagagli in hotel e andiamo a cena al Bistrot Chez France, un piccolo ristorante in perfetto stile parigino, vicino la Tour Eiffel.

Il menu è ampio e prevede piatti tipici della cucina francese, buoni e preparati con ingredienti freschi e di qualità.

E’ possibile ordinare il menu à la carte oppure scegliere il menu fisso a 26€ comprendente 2 piatti (1 antipasto e 1 main course o 1 main course e 1 dessert).

Piatti consigliati: antipasto a base di tartare di avocado e salmone affumicato e main course confit di anatra.

Ottimo rapporto qualità/prezzo, ristorante consigliato!

 

 

 

 

Budget:

– ticket RER B dall’Aeroporto Charles De Gaulle a Parigi centro : 10€

– ingresso al Pantheon : 6,50€

– ticket RER B per Versailles (a/r): 7€

– biglietto Passport per Versailles: 20€

– ingresso ai Castelli della Loira:

  • Fontainebleau : 11
  • Chambord : 11€
  • Cheverny : 9,50€
  • Amboise : 11,50€
  • Maniero di Clos Lucé : 15€
  • Chenonceau : 13€
  • Blois : 9,80€

– affitto macchina per 3 giorni: 90€ circa con Europcar (noi abbiamo noleggiato una Fiat 500)

Tour dell’Irlanda del Nord

Tour dell’Irlanda del Nord

Un viaggio bellissimo alla scoperta di luoghi incantati.

Con base a Dublino, scopriamo le meraviglie naturali dell’Isola di Smeraldo: le scogliere di Moher, il Castello Malahide, il Selciato del Gigante.

Un piccolo consiglio: prima di partire, leggete un romanzo di Joyce, Beckett o Oscar Wilde, oppure guardate la serie TV “Il trono di spade”, così da calarvi appieno nel vostro tour nell’Isola di Smeraldo.

 

 

Dall’aeroporto al centro città

Una volta atterrati all’aeroporto di Dublino, potete raggiungere comodamente il centro città con i bus Airlin 747 e 757.

Il biglietto costa 6€ solo andata, 10€ a/r.

 

 

Hotel

Abbiamo scelto l’hotel The Fleet Street Hotel a Temple Bar, uno dei quartieri più vivaci e giovanili della città.

L’hotel è carino, accogliente, situato in una posizione strategica per visitare la città.

Le camere sono un po’ piccole ma pulite, silenziose e ordinate, dotate di bagno privato, Wi-Fi, TV e frigobar.

Il personale è gentile, disponibile e molto educato e professionale.

 

 

Dublin pass

La Dublin Pass è una tessera che consente l’utilizzo dei mezzi pubblici e l’entrata gratuita a molti musei e attrazioni.

Ad esempio, il Castello di Dublino, il Museo degli scrittori irlandesi, Dublinia, ecc.

La tessera è disponibile nei formati 1/2/3/5 giorni, con prezzi da 52€ a 88€.

Noi, dovendo restare a Dublino pochi giorni ed essendo buoni camminatori, abbiamo scelto di non acquistare il pass.

 

 

Tour dell’Irlanda del Nord

 

Giorno 1: Temple Bar

Il nostro primo giorno a Dublino comincia a stomaco vuoto: non avendo pagato la colazione in hotel, su consiglio del concierge ci siamo recati da The Bakehouse, un locale famoso per i pancake, sia dolci che salati.

Dall’hotel, attraversiamo l’Ha’ penny bridge, il “ponte del mezzo penny”, così chiamato perché anticamente era necessario pagare il pedaggio per poterlo attraversare, e ci accomodiamo da The Bakehouse.

Il locale è carino, accogliente, ben arredato.

Con circa 10€ a testa facciamo colazione con una porzione di pancake a testa (io con la frutta, il mio compagno con bacon e uova) e 2 caffè large. Ottimo!

A pancia piena torniamo a Temple Bar, il centro nevralgico del divertimento irlandese, affollato da artisti di strada, musicisti e tantissimi pedoni, pub, ristoranti e caffetterie.

Superiamo il Millenium Bridge (inaugurato nel 2000) e arriviamo a Essex Gate, l’antica porta della città, dove vediamo i resti dell’ Isolde’s Tower.

Arriviamo alla Christ Church Cathedral, la prima chiesa cristiana la città nel cui parco ci sono i resti di un antico convento medievale.

Ci fermiamo da Dublinia, un centro espositivo a pagamento (il biglietto costa 8€) dove è ripercorsa la storia di Dublino, dall’arrivo dei normanni.

Decidiamo di non visitare Dublinia e facciamo rotta al Castello, in Dame Street.

Il Castello è stato la dimora della Signoria dei Normanni dal 1171 fino al 1541; successivamente ha ospitato il Regno d’Irlanda e infine il Parlamento irlandese.

Il biglietto costa 4,50€ e la parte più affascinante della visita è stata la torretta circolare, conosciuta come Record Tower, l’unico edificio rimasto dalle fortezza normanna risalente al XIII secolo.

Dopo la visita, passiamo davanti la Chester Betty Library, una collezione di opere donate alla città dal magnate irlandese Chester Betty, e arriviamo alla Cattedrale di San Patrick, la chiesa con il campanile più alto della città (85 metri).

Ci fermiamo a prendere due caffè da Starbuck’s e li sorseggiamo seduti su una panchina del parco San Patrick.

Nel pomeriggio andiamo al Trinity College, la più prestigiosa università del Paese,fondata nel 1592 da Elisabetta I.

Il Trinity ha ospitato menti eccelse, come Jonathan Swift, autore dei “Viaggi di Gulliver”, Oscar Wilde, Bram Stoker, l’autore di “Dracula” e il premio Nobel Samuel Beckett.

La Old Library e la Long Room raccolgono  250 mila volumi antichi.

Il libro più prezioso – da non perdere – è il Book of Kells, un manoscritto miniato dei quattro Vangeli scritto in latino.

Molto probabilmente il libro fu realizzato nei primi anni del IX secoli dai monaci scozzesi di Iona.

Dopo l’arrivo dei vichinghi, i monaci  si trasferirono nel monastero di Kells, dove il libro fu ritrovato nel 1661.

L’ingresso al Trinity College è gratuito ma la visita alla Old Library costa 10€.

Essendo quasi ora di cena, ci fermiamo in un pub vicino la Statua di Molly Malone, l’affascinante prostituta e pescivendola morta a causa di una febbre, il cui fantasma pare si aggiri tra i vicoli della città, nelle notti nebbiose.

Il pub si chiama O’Neills, un tipico locale irlandese con birre ottime, buon cibo e prezzi medi (il main course costa 11-14€).

Noi prendiamo 2 birre Guinness, uno stufato irlandese e un arrosto di cosciotto di agnello spendendo circa 20€ a testa.

Perfetto per passare una tipica serata irlandese!

 

 

Giorno 2: Abbey Theatre, shopping e Irish coffee

Iniziamo il nostro secondo giorno irlandese con una colazione da Caffè Nero a base di caffè americano e muffin con gocce di cioccolato, una vera delizia.

La nostra prima meta è l’ Abbey Theatre, il teatro ufficiale di Dublino, fondato nel 1903 da William Butter Yeats e Lady Augusta Gregory.

Il teatro propone tutt’oggi una programmazione degna di nota, con artisti del calibro di Tom Mac Intyre, Tom Murphy, Mark O’Rowe, Billy Roche e Sam Shepard.

Proseguendo lungo O’Connell Street, arriviamo all’incrocio con Earl Street, dove scattiamo qualche foto alla statua di bronzo di James Joyce, l’autore di Dubliners e L’Ulisse, due capolavori della letteratura irlandese.

Continuiamo a passeggiare su Parnell Street e arriviamo al Museo degli scrittori di Dublino, che raccoglie la storia della letteratura irlandese con ritratti, manoscritti, lettere e oggetti personali dei letterati che hanno fatto di Dublino il centro della loro produzione culturale.

L’ingresso  al museo è a pagamento (7,50€).

I pezzi imperdibili sono il manoscritto “On the Strand Howth” di Patrick Pearse, la macchina da scrivere Remington di Patrick Kavanagh, il vecchio telefono nero di Samuel Beckett, il piano di James Joyce, due esemplari di Ulysse pubblicati a Parigi nel 1930, la edizione di Dracula, di Bram Stoker, pubblicato nel 1897.

Ci fermiamo per pranzo da Superfood Takeaway, un piccolo fasti food all’interno del Moore Street Mall, perfetto per gli amanti del buon cibo fresco e genuino.

Insalatone miste e centrifughe la fanno da padrone! I prezzi sono medi e la qualità è di prima scelta.

Nel pomeriggio ci dedichiamo allo shopping nel quadrilatero compreso tra Parnell Street, Henry Street, Mary Street e Capel Street.

I nostri preferiti? I grandi magazzini Debenhams, il centro commerciale Ilac, Marks and Spencer, Argos, Penneys, ECC.

Se siete all’avvio ricerca di souvenir, recatevi nei punti vendita Caroll’s e avrete solo l’imbarazzo della scelta tra calamite, berretti, penne e altri gadget.

Per cena ci rechiamo al pub The Temple Bar, uno dei più antichi della città, famoso per preparare il migliore Irish Coffee di Dublino.

I prezzi sono leggermente sopra la media (circa 30€ a testa per 2 piatti di sandwich grandi, due birre piccole e due Irish coffee buonissimi) ma non si può lasciare Dublino senza essere passati dal Temple Bar!

 

 

Giorno 3: scogliere di Moher, baia di Galway, costa del Burren

Il terzo giorno ci immergiamo nella natura irlandese con una visita guidata alle scogliere di Moher, un posto fantastico nonché location del film “Harry Potter e il principe mezzosangue”.

Il tour, pagato 50€ a testa, dura tutta la giornata e comprende il viaggio in bus attraverso le contea di Clare, Kildare e Limerick, l’ingresso al centro visitatori  Atlantic Edge alle Scogliere di Moher, la visita della città medievale di Galway e al Burren National Park.

Passeggiare lungo le scogliere e sentire l’aria fredda dell’oceano che ti sferza il viso è una sensazione magica e indescrivibile..

un panorama mozzafiato.. uno spettacolo della natura incredibile… le scogliere altissime che cadono a strapiombo nell’oceano..

le onde che si infrangono sugli scogli con tutta la loro forza…

Galway  è una città medievale descritta dal poeta Yeats come “la Venezia dell’Ovest”.

Nel tempo libero a disposizione, ne approfittiamo per passeggiare lungo le stradine del centro storico: William Street e Shop Street pullulano di botteghe pittoresche e artisti di strada.

Cross Street è la via dei pub e delle caffetterie, dove ci fermiamo per un Irish coffee.

Torniamo a Dublino poco prima delle 7 e, avendo voglia di assaggiare la mitica Guinness cake, ci fermiamo da Queen of Tarts, una delle migliori pasticcerie della città e ne prendiamo due porzioni take away, da mangiare in hotel.

La torta è soffice, cioccolatosa, ricoperta di panna.. un vero peccato di gola!

Per cena ci fermiamo da The Quays, un tipico pub a Temple Bar con musica dal vivo e ottime pie!!

 

 

Giorno 4: Castello di Malahide e Guinness Storehouse

Soddisfatti della torta acquistata la sera precedente, cominciamo la giornata con una colazione da Queen of Tarts.

Il mio compagno  sceglie la Irish breakfast (un piatto con salsicce, bacon, patate, uova, pomodori e toast), mentre io un paio di scones ai mirtilli e un pot con yogurt, frutta e granola.

Tutto buonissimo, locale carino e servizio impeccabile.

Super raccomandato!

Sazi, andiamo su Lower Abbey Street e prendiamo il bus 42 in direzione Talbot Street fino a Malahide, un pittoresco paesino costiero nella zona di Fingal.

Il tragitto dura circa 30 minuti.

NOnostante lo sviluppo economico, Malahide conserva tuttora l’atmosfera del villaggio di una volta: i portoni colorati, i cesti di fiori appesi alle insegne dei negozi, le stradine acciottolate, le botteghe di artigianato, ecc

Cio’ che rende famoso questo paese, è il Castello, uno dei più antichi della regione, residenza della famiglia dei Talbot fino al 1976.

L’ingresso al Castello costa 12,50€ ma noi, non essendo interessati, prendiamo il bus 42 e torniamo in città.

Ci fermiamo per un caffè da Starbucks poi andiamo al Guinness Storehouse.

Il biglietto per la visita al museo costa 18€ ma, prenotandolo online, pagherete 14€… un bel risparmio!

La storica fabbrica della birra è articolata su 7 piani in cui viene spiegata la lavorazione della birra, la storia del marchio, e viene data la possibilità di bere birre Guinness in tutte le varianti.

La parte cool? Il Gravity Bar all’ultimo piano, che regala una vista bellissima su Dublino.

Eccezionale!!

Non essendo particolarmente stanchi, arriviamo a piedi alla Statua di Molly Malone e ci tuffiamo nel fiume di gente che affolla la via dello shopping per eccellenza della città: Grafton Street.

Il cuore pulsante di Dublino, pieno di negozi tipici, caffetterie, artisti di strada che animano la città.

Entusiasti da una simile atmosfera, decidiamo di cenare nei dintorni e ci fermiamo da Bunsen, un fast food piccolissimo con un menu composto da 4 tipi di hamburger e 3 di patate.

Per 10€ a testa mangiamo un hamburger succulento e cotto alla perfezione accompagnato  da patatine fritte sticky, ketchup e maionese. Super consigliato!

 

 

Giorno 5: Belfast e Selciato del Gigante

Entusiasti dalle recensioni positive lette su Tripadvisor, andiamo a fare colazione da Lemon Jelly Cafe’, un piccolo locale molto carino e ben arredato sito lungo Millennium Bank.

Prendiamo la Irish breakfast (buona e abbondante), uno yogurt con mirtilli, un caffè e un succo, spendendo in totale circa15€. Perfetto!

Partiamo quindi per la gita in pullman diretti a Belfast e al Selciato del Gigante (costo gita 50€ a testa).

Arriviamo a Belfast, la capitale dell’ Irlanda del Nord e abbiamo 1 ora di tempo libero

Noi prendiamo due caffe e andiamo a gustarli al Parco inaugurato il 15 aprile 2012, in occasione del centenario dell’affondamento del Titanic.

Nel Parco ci sono 5 placche di bronzo con i nomi di tutte le 1.512 vittime del naufragio.

La commemorazione al Titanic è giustificata dal fatto che il transatlantico fu costruito nei cantieri navali di Belfast.

Usciti dal Parco, scattiamo qualche foto al Municipio, quindi raggiungiamo la guida e i nostri compagni di viaggio per andare alla scoperta del romantico viale degli alberi di faggio intrecciati, noto come “Dark Hedges“, piantati dalla famiglia Stuart nel XVIII secolo, usati anche nella serie “Il Trono di Spade”.

Proseguiamo poi per il Castello di Dunluce, che si narra abbia ispirato le “Cronache di Narnia” di C.S. Lewis.

Il tour continua con la visita al Selciato del Gigante, formato da circa 40.000 colonne basaltiche incastrate tra loro, considerate come “l’Ottava Meraviglia del Mondo”.

La leggenda narra che il guerriero gigante dell’Ulster Fionn Mc Cumhaill si fosse innamorato perdutamente di una gigantessa scozzese dell’isola di Staffa e per raggiungerla avesse costruito con le sue possenti mani una strada di pietra per poterla corteggiare ogni giorno.

Una meraviglia di Madre Natura … un’atmosfera leggendaria che regna  in un luogo da sogno…

Trascorriamo qualche momento al ponte di corda Carrick-a-Rede, lungo 18 metri e sospeso a 25 metri sopra il mare.

Fin dal 1784, il ponte collega la terraferma con un’isola rocciosa, una riserva di pesca del salmone.

 

L’attraversamento del ponte è un’esperienza unica, sospesi tra cielo e mare… un concentrato di adrenalina che dimenticherete difficilmente…

Dal ponte scorgiamo l’isola Rathlin verso la Scozia.

Concludiamo la visita a Cushendun, un piccolo villaggio a strapiombo sul mare, il punto più vicino tra l’Irlanda e la Scozia.

Torniamo a Dublino prima di cena e trascorriamo la nostra ultima serata irlandese da Lemon and duke, vicino Grafton Street.

Il locale e’ accogliente, ben arredato, con tavoli a lume di candela, servizio rapido, piatti buoni e abbondanti, prezzi medi.

Piatti consigliati: hamburger di manzo della casa e fudge al cioccolato bianco.

Week-end a Lisbona

Week-end a Lisbona
Week-end a Lisbona

Week-end a Lisbona

Lisbona, una città ricca di storia, cultura, arte, musica e buona cucina.

Trascorrere un Week-end a Lisbona è un ottimo modo per rilassarsi e scoprire la cultura portoghese.

 

Dall’aeroporto al centro

L’aeroporto di Lisbona si trova a 7 km dal centro città, raggiungibile con la metropolitana (linea rossa), con l’autobus (il n. 91 vi porta a Praça do Comercio e nel Rossio.

Il biglietto costa 3,50€) o con il taxi (il costo medio di una corsa fino al centro città è di 15€).

Noi, dovendo restare in città 3 giorni, acquistiamo subito la Lisboa Card (descritta di seguito) e andiamo in centro con la metro.

 

 

Lisboa Card

La Lisboa Card permette di usufruire di tutti i mezzi di trasporto pubblico (autobus, ascensori, tram, metro, ma anche treni con destinazione Sintra e Cascais) e l’accesso gratuito a 26 musei, tra cui la Torre de Bélem, il Monastero dos Jeronimos e il Museo delle Carrozze.

La card, con validità 24/48/72 ore, costa rispettivamente 18,50€/31,50€/39€.

Noi, restando in città 3 giorni, abbiamo acquistato la card nel formato 72 ore direttamente in aeroporto, usufruendo così subito della metro per arrivare in città.

 

Hotel

Complice l’aver trovato un’offerta strepitosa su Booking.com, abbiamo scelto il Brown’s Boutique Hotel, in Rua da Vittoria, vicino la fermata della metro Baixa-Chiado.

L’hotel si trova in una posizione strategica per visitare la città; le camere sono pulite, ben arredate, spaziose e dotate di tutti i comfort (wifi, macchinetta del caffè Nespresso, aria condizionata, bagno privato), persino una piccola cucina che però non abbiamo mai usato.

Il personale è cortese e molto disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie per ambientarci velocemente in città.

 

 

Shopping A Lisbona

Tra le zone migliori per gli acquisti c’è la Baixa, lo Chiado, in Avenida da Liberdade e al Bairro Alto.

Il martedì ed il sabato non perdete il mercato più importante della città, la Feira da Ladra, dove tra cianfrusaglie e veri pezzi da intenditori, passerete dei splendidi e divertenti momenti.

 

Week-end a Lisbona

 

Giorno 1: Baixa e Chiado

Cominciamo il nostro primo giorno a Lisbona con una fantastica colazione da Confeitaria Nacional, una delle pasticcerie storiche di Lisbona, consigliataci dal concierge.

Con meno di 4 euro, facciamo colazione con due café pingado (un mix tra un caffè macchiato e un marocchino) e due pasteis de nata.

Il pasteis è il più famoso pasticcino portoghese: friabile pasta frolla ripiena di crema pasticcera, servito caldo.

Una vera delizia!

Sazi, ci dirigiamo a Praça dos Restauradores e prendiamo il tram “da Gloria”, che ci conduce al Bairro Alto, uno dei quartieri più affascinanti del centro storico, amato dagli artisti, un tempo residenza dei ricchi borghesi e delle redazioni delle testate giornalistiche, ma oggi patria di locali perfetti per l’aperitivo o per la cena, nonché di negozi alla moda e boutique di lusso.

Scendiamo fino al quartiere Chiado, luogo di ritrovo di artisti, giovani e intellettuali, con locali storici come “A Brasileira”, la caffetteria storica frequentata da intellettuali del calibro di Fernando Pessoa e Jorge Luis Borges,  e una moltitudine di teatri e scuole dell’arte.

Imperdibili sono i grandi magazzini Armazéns do Chiado, tre piani di negozi ospitati in un edificio storico distrutto da un incendio nel 1988 e poi ricostruito.

Non aspettatevi l’Harrod’s portoghese ma piuttosto un John Lewis.

Raggiungiamo Santa Justa e decidiamo di salire sull’ Elevador di Santa Justa (il biglietto costa 2,80€).

L’ascensore, costruito nel 1902 da Raul Mesnier de Ponsard, conserva tutt’oggi le cabine in legno e ci offre una vista affascinante sul panorama circostante.

Partendo dalla funicolare di Santa Justa, passiamo per le rovine del Convento del Carmo, distrutto dal terremoto del 1755 e unico esempio di architettura gotica rimasto in città.

Ci immettiamo su Rua Garrett e, passeggiando, ammiriamo la Chiesa dei Martiri (costruita in memoria dei combattenti dell’assedio di Lisbona del 1147), il Teatro San Carlo, il Museo del Chiado (esponente opere d’arte contemporanea) fino ad arrivare alla Piazza del Municipio, in cui si trova il Municipio costruito nel 1774.

Proseguiamo la nostra passeggiata fino a Praça do Comercio, famosa per l’arco sulla cui sommità si erge la scultura della Gloria che incorona il Genio e il Valore.

Ci fermiamo per uno spuntino da Ministerium, dove mangiamo delle crocchette di baccalà (bolinhos de bacalhau) squisite, accompagnate da due bicchieri birra media, il tutto per circa 15 euro in due.

Il bacalhau è indubbiamente il piatto forte della cucina portoghese: pensate che ne esistono 336 ricette, una per ogni giorno dell’anno più una per il 29 febbraio degli anni bisestili.

A pancia piena, attraversiamo l’Arco della Vittoria e entriamo nel quartiere di Baixa, l’area dello shopping portoghese, che va da Rua Augusta a Praça do Rossio, passando per Avenida da Liberdade.

Qui troviamo boutique di lusso, negozi di abbigliamento vintage, botteghe di artigianato e il famoso bar “A ginjinha”, dove non potrete fare a meno di assaggiare il liquore alla ciliegia amatissimo dai portoghesi.

Girando tra i negozi, arriviamo a Praça Don Pedro IV, chiamata anche “Piazza del Rossio”.

La piazza è caratterizzata da una pavimentazione a mattonelle bianche e nere che ricreano un andamento ondulante.

Dal Medioevo al XVIII secolo, la piazza fu sede di corride e festival, e oggi ospita caffè, piccoli negozi e la statua di Pietro IV.

Essendo quasi ora di cena, torniamo dalle parti dell’Elevador di Santa Justa e ci fermiamo da Mar Ao Carmo, una crostaceria con pesce a vista.

Bel locale, menu molto ampio, staff cortese e ospitale.

I prezzi sono chiaramente leggermente alti ma assolutamente proporzionati alla qualità del cibo.

Piatto consigliato: brodetto di pesce e arrosto misto.

 

 

Giorno 2: Mouraria, Castelo e Alfama

Il nostro secondo giorno in città decidiamo di visitare i quartieri Mouraria, Castelo e Alfama.

Alfama è il più antico quartiere della città.

Dalla stazione della metropolitana Martin Moniz, imbocchiamo Rua da Moraria e raggiungiamo la Chiesa di Nostra Signora di Saude, caratterizzata da bellissimi azulejos.

Saliamo sul tram 28 (state attenti ai borseggiatori e ai venditori ambulanti) e scendiamo al Belvedere di Santa Lucia, un luogo un po’ caotico (per via dei turisti presenti), dal quale apprezziamo la vista sul Tago, sul porto e sui tetti rossi delle abitazioni del quartiere di Alfama.

Sul Belvedere si affaccia la Chiesa di Santa Lucia, costruita dai cavalieri dell’Ordine di Malta durante il regno di Alfonso Henriques, distrutta con il terremoto del 1755 e poi ricostruita.

Ci fermiamo per pranzo da Caminho do Castelo, un locale molto carino, accogliente, con cibo fresco e piatti molto sfiziosi.

Mangiamo un’insalata di polpo speziata e una tagliata di tonno morbidissima, il tutto accompagnato da due calici di Porto.

Considerate le porzioni piuttosto piccole, i prezzi sono leggermente elevati, ma uscirete più che soddisfatti, fidatevi!

Nel pomeriggio, saliamo fino al Castello di San Giorgio, eretto dai visigoti nel V secolo e conquistato da Alfonso Henriques nel 1147:

Dopo il periodo di gloria del XIII-XVI secolo con Manuel I, il Castello cadde nel dimenticatoio e venne trasformato in una prigione militare.

Il Castello si trova in una cittadella tutt’oggi abitata da un centinaio di persone; essendo l’ingresso al Castello a pagamento (7,50€), rinunciamo ad entrare.

Continuiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare al Museo del Fado, dedicato all’arte del fado, una musica malinconica e nostalgica.

In esso sono esposte fotografie, spartiti musicali, filmati attraverso i quali viene spiegato la sua evoluzione attraverso i diversi periodi storici.

L’ingresso al museo costa 5 euro e scegliamo di non visitarlo ma preferiamo andare a cena da O Faia, in Rua da Barraca, un ristorante scovato su Tripadvisor famoso per gli spettacoli di musica fado dal vivo.

Il locale è accogliente, romantico (si cena a lume di candela) e il menu è molto ampio.

Noi abbiamo preso il baccalà gratinato al forno, il polpo alla griglia e una bottiglia di Madera, spendendo circa 50 euro a testa.

Si, ok, vi sembrerà un prezzo eccessivo ma include lo spettacolo di Fado e quindi sono soldi ben spesi.

 

 

Giorno 3: Bélem

Trascorriamo il nostro ultimo giorno a Lisbona nel quartiere di Bélem, nella zona occidentale della città, ricca di musei, monumenti e angoli culturali.

Ci dirigiamo subito al Palazzo di Bélem, residenza del Presidente della Repubblica dal 1912, e da qui saliamo la Calçada do Galvao fino ad arrivare al Giardino-Museo Agricolo Tropicale.

Il Giardino è stato realizzato nei primi anni del ‘900 come laboratorio all’aperto per testare e far crescere piante, erbe e spezie provenienti dalle colonie dell’Impero portoghese (Brasile, Angola, Mozambico).

Dal Giardino, scendiamo su Rua Bélem e ci fermiamo da Pasteis de Bélem, la storica pasticceria che per prima produsse i pasteis de bélem.

Non fatichiamo a riconoscere la pasticceria: la fila per entrare comincia da fuori il locale, a qualsiasi ora del giorno ma, fidatevi: l’attesa ripagherà tutte le aspettative risposte del dolce!

A pancia piena, proseguiamo verso il Monastero dos Jeronimos, voluto dal Re Manuel I per festeggiare il ritorno in patria del navigatore Vasco de Gama dopo aver scoperto la rotta per l’India.

Visitiamo il Monastero (incluso nella Lisboa Card) e scopriamo che la leggenda narra che il monastero venne costruito dove in origine si ergeva la chiesa Ermida do Restelo, dove Vasco de Gama e il suo equipaggio trascorsero in preghiera la notte precedente la partenza del viaggio che li rese famosi.

All’interno del portale occidentale, si trovano le tombe di Vasco de Gama e del poeta Luis de Camoes, mentre nella cappella del chiostro sono custodite le spoglie di Fernando Pessoa.

Usciti dal Monastero, arriviamo a Praça do Império, dove si trovano il Planetario Calouste Gulbenkian (a pagamento, il biglietto costa 5€) e il Museo della Marina.

Ci fermiamo per pranzo da Oasis Vegetariano, su Rua Marques Sa Da Bandeira, un piccolo bistro.

Con meno di 10 euro a testa mangiamo due porzioni di lasagne di verdure e due centrifugati di verdura. Consigliato!

Nel pomeriggio, riprendiamo la nostra passeggiata arrivando al Monumento alle scoperte marittime, alto 52 metri, realizzato nel 1960 per celebrare i 500 anni dalla morte di Enrico il Navigatore, il navigatore portoghese che scoprì Madera, le Azzorre e Capo Verde.

Visitiamo il Monumento (il biglietto costa 4€) nella sua interezza, grazie alle scale e a un ascensore che ci portano fino al sesto piano, da dove ammiriamo i quartieri ad ovest della città, la costa del fiume e la regione di Bélem.

Ai piedi del monumento si trova un mosaico di marmo che raffigura la rosa dei venti con al centro un mappamondo.

La Rosa dei venti, disegnata da Cristino de Silva, fu un regalo della Repubblica Sudafricana.

Proseguiamo la passeggiata sul lungofiume e arriviamo alla famosa Torre di Bélem, patrimonio mondiale dell’UNESCO e simbolo del Portogallo.

La Torre, costruita tra il 1515 e il 1519, fu commissionata dal Re Giovanni II come strumento di difesa della città.

La Torre (che visitiamo perché inclusa nella Lisboa Card) ha cinque piani e termina con una terrazza.

I piani sono collegati fra di loro con una scala a chiocciola e ogni piano ha un nome: la Sala del Governatore, la Sala dei Re, la Sala delle Udienze, la Cappella e la Terrazza.

Concludiamo il nostro soggiorno a Lisbona con una cena nel più famoso ristorante della città, “The Independente” (Il Decadente), nel Bairro Alto.

Il ristorante è bellissimo, raffinato ed elegante.

Abbiamo assaggiato il baccalà caldeirado (servito con patate al forno e salsa caldeirada) e una bistecca di tonno, il tutto accompagnato da vino Porto.

Per concludere, abbiamo ordinato una mousse al cioccolato divina e una torta di mele servita con gelato al cardamomo squisita.

Conto finale?? Meno di 35€ a testa! Locale super consigliato!

 

Istanbul in 3 giorni

Istanbul in 3 giorni

Volete trascorrere un week-end immersi nell’arte, nella storia e nell’eleganza? Beh, Istanbul è di sicuro la metà che fa al caso vostro.

Una città ricca di storia, cultura, profondamente religiosa e assolutamente raffinata, un vero gioiello!

Visitare Istanbul in 3 giorni non è difficile, basta armarsi di scarpe comode e foulard (necessari alle donne per entrare nelle moschee).

 

 

DALL’AEROPORTO AL CENTRO CITTA’

Siamo arrivati all´aeroporto di Istanbul Ataturk all’ora di pranzo, con un volo diretto da Roma.

Ci sono due modi per raggiungere il centro città:

  • Prendere la metropolitana in direzione Aksaray e scendere a Zeytinburn, poi il tram fino a Sultanahmet;
  • Prendere i bus shuttle della compagnia Havatas con destinazione Taksim. Dalla piazza, potrete poi prendere un taxi fino a Sultanahmet.

Noi, per comodità, abbiamo scelto di prendere un bus shuttle al costo di circa 3 euro, e da lì siamo andati in hotel a piedi.

 

MUOVERSI A ISTANBUL

Essendo buoni camminatori, abbiamo deciso di non acquistare la tessera per i trasporti pubblici, preferendo scegliere scarpe comode e far ricorso occasionalmente ai taxi (soprattutto la sera).

 

 

CAMBIO EURO – LIRA TURCA

La moneta ufficiale della Turchia è la Lira Turca.

Chiaramente, non vi consiglio assolutamente di fare il cambio in aeroporto perché le commissioni sono più elevate.

Preferite gli uffici di cambio sparsi nella città o addirittura pagate con la carta di credito (soprattutto nei ristoranti e al gran bazar).

 

 

SISTEMAZIONE A ISTANBUL

Inizialmente avevamo scelto un hotel a Sultanahmet ma poi, leggendo blog di viaggio, abbiamo scelto un hotel lungo Boulevard Tarlabaçi, vicino Piazza Taksim.

Da questa piazza, infatti, si raggiunge facilmente il quartiere di Beyoglu, centro della vita notturna.

L’hotel è il Rixos Pera Istanbul, moderno ed elegante, situato nel cuore della città.

Le camere sono pulite, spaziose, silenziose e dotate di tutti i comfort (frigobar, wifi, bagno privato, aria condizionata).

La colazione a buffet viene servita in terrazza e comprende verdure (pomodori e cetrioli sono immancabili), pane, piadine, marmellate, miele, frutta secca, formaggio, burro, ecc. il tutto servito nelle solite “ciotoline”.

 

 

Istanbul in 3 giorni

 

 

Giorno 1: PONTE DI GALATA, SULTANAHMET, MOSCHEA BLU E IPPODROMO

Dopo aver lasciato i bagagli in hotel, usciamo subito alla volta di Sultanahmet, attraversando il Ponte di Galata,a Karakoy, dove rimaniamo qualche minuto a guardare i pescatori seduti sul ponte, intenti nella loro arte.

Sultanahmet è il cuore della città, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

I monumenti più belli di Istanbul si trovano nella zona di Sultanahmet: il Palazza Topkapi, la Basilica di Santa Sofia “Ayasofya”, l’Ippodromo centro della vita sociale e la Cisterna Yerebatan “Yerebatan Visir”.

La piazza dove si trova l’Ippodromo era il luogo in cui si tenevano i festival per la circoncisione del principe ereditario (Sehzade), che duravano 40 giorni e 40 notti.

Iniziamo il nostro tour in città partendo dalla visita della Moschea Blu, così chiamata per le maioliche di Iznik che rivestono le pareti interne: oltre 21.000 piastrelle in ceramiche delle tonalità di azzurro e blu.

Si tratta dell’unica Moschea al mondo ad avere 6 minareti e, in ogni minareto, ci sono ben 16 piccole cupole: questo perché la Moschea fu voluta dal Sultano Ahmet che era il 16° Sultano ottomano.

La tomba del Sultano Ahmet I che fece costruire la Moschea si trova vicino al cortile interno della moschea. Di fronte al mausoleo, si trova la Fontana Tedesca, dono dell’imperatore tedesco all’imperatore ottomano.

Le vetrate,  i mosaici, il grande lampadario, l’immenso tappeto, regalano un’emozione unica e ci affascinano immensamente, tanto da farci rimanere quasi senza parole.

L’ingresso alla Moschea è gratuito ma per entrare bisogna togliersi le scarpe e coprirsi le spalle, le ginocchia e il capo (soprattutto le donne).

Di fronte alla Moschea di Sultanahmet si trova l’Ippodromo, di cui solo tre monumenti sono arrivati ai nostri giorni: l’Obelisco di Teodosio Dikiltas, la Colonna Serpentina e Colonna Intrecciata (Orme Sutun).

L’Obelisco Teodosio Dikilitas è un monumento egiziano ricoperto di geroglifici relativi al Faraone Egiziano Tutmosi II e risalenti al 1550 a.C.

La Colonna Serpentina fu costruita sciogliendo armi, corazze e altri oggetti presi come bottino della guerra che nel V secolo a.C. fu vinta contro i Persiani.

La Colonna Intrecciata Orme Sutun fu fatta costruire da Costantino VII nel 944 intrecciando varie pietre e lastre in cui sono state descritte le battaglie di Basileus I.

Essendo quasi ora di cena, torniamo verso l’hotel soffermandoci nei negozi di souvenir lungo la strada, perdendoci tra spezie e bijou, poi ci fermiamo a cena al Babel Cafe Restaurant (consigliato dal concierge).

Il locale è carino, accogliente, e mangiamo piatti tipici assolutamente squisiti pagando meno di 15 euro a testa.

Piatto consigliato: hummus e burek con carne, formaggio e verdure.

 

 

 

Giorno 2: PALAZZO TOPKAPI E CROCIERA SUL BOSFORO

Cominciamo il nostro secondo giorno in città con la visita al Complesso di Topkapi, un Palazzo storico la cui costruzione è iniziata nel XV secolo per volere di Maometto il Conquistatore, residenza dei sultani ottomani per oltre quattrocento anni.

Il Palazzo fu eretto nel 1446 per volere di Maometto il Conquistatore ed è un magnifico complesso costituito da una serie di edifici che si raccolgono intorno a 4 cortili.

La visita al Palazzo è a pagamento (il biglietto costa 30 lire turche e l’ingresso all’Harem 15 lire turche).

Varcando la porta di Mezzo, ci immettiamo nel primo cortile (Corte degli Alabardieri) e accediamo alla seconda corte, dove si trovano le cucine (Le cucine del Palazzo erano sia il luogo in cui si preparavano i pasti quotidianamente, sia per le feste importanti; i piatti destinati al Sultano venivano preparati da uno chef apposito in una cucina separata, chiamata “la cucina del Sultano”), la Sala de Consiglio Imperiale, la Sala del Tesoro (custode dei gioielli imperiali) e l’Harem, un insieme di circa 300 appartamenti riservati esclusivamente al sultano regnante, alla sua famiglie e alle sue concubine.

Anticamente potevano accedere all’Harem solo i membri della famiglia del Sultano e i suoi addetti; con il Sultano Selim Donemine, per la prima volta gli stranieri ebbero accesso all’Harem.

Alcune stanze dell’Harem portano il nome del Sultano che ne ha chiesto la realizzazione, come ad esempio la Stanza di Murat III.

Alcune delle stanze dell’Harem erano riservate ai sehzadelere, ossia ai principi ereditari, altre alle schiave e agli addetti dell’Harem.

La zona più importante era quella riservata alla persona più potente dell’Harem, la mamma del Sultano.

Oltrepassiamo la  Porta della Felicità e arriviamo al terzo cortile, dove troviamo la Sala delle Udienze, la Biblioteca di Ahmet III, la Scuola del palazzo e il Padiglione con le reliquie del Profeta Maometto.

La visita termina al quarto cortile, il giardino privato del sultano, da cui approfittiamo per scattare qualche foto al panorama della città sottostante.

Visitare il Palazzo ci permette di comprendere a pieno la grandezza del potere ottomano, nonché sostare in un luogo suggestivo e ricco di storia.

Essendo quasi ora di pranzo, ci fermiamo da Old Ottoman Cafe and Restaurant, un tipico ristorante di cucina turca, con un’atmosfera accogliente e camerieri gentili e disponibili.

La cucina è ottima, il menu molto ampio, le porzioni servite sono piuttosto abbondanti e i prezzi medi.

Piatti consigliati: Testi Kebap (kebap e verdure serviti in una casseruola) e dessert a base di semolino e gelato, una vera bontà!

Nel pomeriggio decidiamo di fare una Crociera sul Bosforo, un’esperienza che ci regala uno spettacolo meraviglioso prima della costa europea e poi di quella asiatica, arrivando fino al secondo ponte sul Bosforo.

Noi abbiamo fatto un tour della compagnia SEHIR HATLARI “Short Bosphorus Cruise”, con partenza alle ore 14.30 da Eminonu (vicino al Ponte di Galata), della durata di 2 ore e al costo di 10 lire turche.

La crociera ci mostra stupendi palazzi ottomani, moschee, ville lussuose costruite sulle due coste, ma anche siti esclusi dal nostro breve tour, come il Palazzo Dolmabahce e  il quartiere Beylerbeyi.

Tornati al porto di Eminonu, attraversiamo il Ponte di Galata e decidiamo di fare un peccato di gola fermandoci alla pasticceria Karakoy Gulluoglu.

Questa pasticceria è considerata la produttrice del miglior baklava della città: pensate che sforna più di 70.000 baklava al giorno!

Il paradiso del gusto!

Noi abbiamo assaggiato sia il baklava classico (con pistacchi di Antep) sia la variante al cioccolato, entrambe ottime! Il tutto accompagnato da due tazze di te, spendendo meno di 5 euro in totale! Un vero paradiso!

 

 

 

 

Passeggiamo lungo Istiklal Caddesi, la via dello shopping turca, lunga circa 3 km, piena di negozi, botteghe di artigianato, ristoranti e bar.

 

 

Per cena, decidiamo di restare su questa via e ci rechiamo da Marko Pasa.

Il ristorante propone cucina tipica e vi consiglio di assaggiare le mitiche piadine (preparate a mano da una signora in vetrina).

L’atmosfera è accogliente, lo staff simpatico e cortese, i prezzi medi. Locale super consigliato!

 

 

 

Giorno 3: BASILICA DI SANTA SOFIA “AYASOFYA”, CISTERNA DI YEREBATAN, GRAND BAZAR

Dopo aver fatto colazione in hotel, usciamo diretti alla Basilica di Santa Sofia Ayasofya, uno dei simboli della città, costruita tra il 532 e il 537 per volere di Giustiniano.

La Basilica è oggi un museo con entrata a pagamento (20 lire turche).

Per la sua costruzione furono usati marmi policromi, materiali, pietre preziose e colonne originari dei templi di Diana a Efeso e di Atene in Egitto.

Il punto forte della Basilica è indubbiamente la sua immensa cupola: 831 metri di diametro!

I mosaici risalgono ai periodi bizantino e cristiano, e raffigurano Cristo, i Santi, la Beata Vergine, gli imperatori e le imperatrici del regno ottomano.

Con la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi, Mehemet il Conquistatore volle trasformare la chiesa di Santa Sofia in Moschea, aggiungendo i nomi sacri musulmani alle pareti delle gallerie e sulla cupola.

Questo luogo di culto per i Cristiani divenne nel periodo degli Ottomani luogo di preghiera dell’Islam; per questo motivo, molti sultani ottomani fecero realizzare i loro Mausolei nel cortile della Basilica di Santa Sofia.

La fontana posta nel giardino di Ayasofya è stata costruita su commissione di Mahmud I nel 1740 e rivela influenze barocche oltre che bizantine.

Usciti dalla Basilica di Santa Sofia, ci troviamo di fronte alla Cisterna di Yerebatan, una struttura sotterranea costruita nel 532 d.C. come deposito d’acqua per l’approvvigionamento idrico della città.

La Cisterna è stata anche menzionata anche da Dan Brown nel suo romanzo “Inferno”.

Abbandonata e ridotta a discarica, nel 1987 dopo molti restauri è stata aperta al pubblico così decidiamo di visitarla pagando circa 5 euro a testa.

Scendendo una rampa di scale, ci ritroviamo in una sorta di tempio sommerso, un’enorme cisterna coperta da un soffitto sorretto da 336 colonne di stile classico.

Un’atmosfera suggestiva e seducente, un luogo che ci lascia a bocca aperta soprattutto grazie alla presenza dell’acqua che crea incantevoli giochi di luce e alla musica di sottofondo.

Percorrendo le piattaforme di legno poste al di sopra dell’acqua, arriviamo nel punto più attraente della cisterna: le teste di Medusa, della quale si credeva che chiunque la guardasse dritto negli occhi sarebbe rimasto pietrificato.

Usciti dalla Cisterna, ci fermiamo per uno spuntino da Massa Bistro Cafe & Restaurant, dove mangiamo un kebap vegetariano e un kebap di pollo a testa, spendendo circa 5 euro a testa.

Dopo pranzo, ci rechiamo al Grand Bazar per distrarci e acquistare qualche souvenir d’artigianato.

Il Grand Bazar di Istanbul è uno dei più grandi e antichi del mondo: un grande mercato coperto con più di 4.000 negozi realizzato intorno al 1400.

All’interno del bazar si può trovare qualsiasi tipo di negozio, da quello delle spezie ai tessuti, dai bar tipici ai venditori di lampade e oggetti di artigianato.

Noi, non volendo appesantire eccessivamente i nostri bagagli, abbiamo comprato infusi di te, delle pochette ricamate a mano e un paio di pashmine.

 

 

Tra il caos di colori e profumi, perdiamo la cognizione del tempo e arriva l’ora di cena.

Essendo la nostra ultima sera in città, andiamo a cena sulla via Istiklal Caddesi, uno dei luoghi che ci è più piaciuto in assoluto.

Ci fermiamo da Zubeyir Ocakbasi, sulla via principale, un ristorante con un barbecue in ottone posto al centro della sala da pranzo, dove vengono cotti kebab e verdure di ogni tipo.

I prezzi sono leggermente sopra la media (abbiamo speso poco meno di 50 euro in due) ma valgono la qualità del cibo .

Uno dei migliori ristoranti in cui siamo stati a Istanbul.

Piatto consigliato: kebab di agnello.

 

 

Considerazioni finali sul viaggio

Il luogo più bello e suggestivo? La Cisterna di Yerebetan

Il cibo più buono assaggiato? Le piadine turche (ma solo perché prediligo il salato al dolce)

Il luogo più “europeo”? La via Istiklal

Le 3 mete imperdibili: la Moschea Blu, il Gran Bazar, la Cisterna di Yerebetan

 

 

 

 

Tour Berlino Dresda Praga

Tour Berlino Dresda Praga

Tour Berlino Dresda Praga

Un tour tra storia, arte e cultura: 5 giorni in 3 città stupende, vittima degli orrori della Seconda Guerra Mondiale ma finemente  ricostruite nella seconda metà del ‘900.

 

GIORNO 1 : BERLINO

Arriviamo all’aeroporto di Berlino Schoenefeld in tarda mattinata con un volo diretto da Roma.

L’aeroporto dista circa 40 km dal centro città, che decidiamo di raggiungere con l’Airport Express, un treno che ci porta diretti alla Stazione centrale Hauptbahnhof in 30 minuti, al prezzo di 3,30€! Una vera svolta!

Andiamo subito in hotel per fare il check-in e lasciare le valigie.

Abbiamo scelto l’hotel Steigenberger Hotel Am Kanzleramt, vicino alla stazione, in posizione strategica per visitare facilmente la città.

Le camere sono ben arredate, pulite, accoglienti e spaziose, dotate di bollitore per te, macchina espresso De Longhi (un vero lusso), tv, aria condizionata e bagno privato.

La colazione servita è a buffet e c’è praticamente di tutto: biscotti, torte, cornetti, salumi, frutta, yogurt, succhi, ecc.

Affamati, usciamo in strada e ci fermiamo da una bancarella di street food dove acquistiamo pretzel e currywurst per pochi euro.

La nostra prima tappa è il Reichstag, la sede del Parlamento tedesco, simbolo della caduta del nazismo.

Costruito nel 1874 per ospitare le camere del Parlamento tedesco, fu soprannominato dall’imperatore Guglielmo II l’edificio “cima del cattivo gusto” e “Reichsaffenhaus” (casa delle scimmie).

Nel 1933 un incendio distrusse quasi interamente il palazzo e, durante la seconda guerra mondiale, fu usato come clinica per le nuove nascite.

Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, al suo interno venne celebrata la cerimonia della Germania riunificata; solo 9 anni dopo, l’edificio è tornato ad essere la sede ufficiale del Parlamento tedesco.

Scopriamo che è possibile visitare la stupenda cupola di vetro gratuitamente così, complice la scarsità di persone in fila, decidiamo di entrare e godere dello stupendo panorama berlinese.

Proseguiamo a piedi verso la Porta di Brandeburgo, commissionata nel 1788 da Guglielmo II come una delle 18 porte di accesso alla Città di Berlino; sulla cima dell’arco, svetta una quadriga raffigurante la Dea della Vittoria su un carro trainato da 4 cavalli.

Nel 1806, quando Napoleone conquistò Berlino, fece della Porta di Brandeburgo il suo bottino di guerra e fu presa e portata a Parigi, per poi tornare a Berlino solo nel 1814.

La Porta di Brandeburgo venne distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruita.

 

 

 

Dalla Porta, scendiamo su Cora-Berliner-Straße e ci soffermiamo al Memoriale dell’Olocausto di Berlino, un’area composta da 2711 blocchi di cemento di varia altezza, in ricordo dei 6 milioni di ebrei uccisi durante il periodo nazista.

In quanto stanchi e leggermente affamati, decidiamo di non visitare la mostra dedicata alle vittime dell’Olocausto ma ci rechiamo in Alexanderplatz, la piazza più famosa della città.

L’aspetto della piazza è sintomo dell’architettura socialista: interamente circondata da palazzoni come “La casa dell’insegnante”, “La casa del viaggio”, “La casa dell’elettronica” e, per finire, la mitica Torre della televisione che domina la città con i suoi 365 metri di altezza (un metro per ogni giorno dell’anno).

Paghiamo il biglietto (11€) e saliamo su un’ascensore che ci porta a 203 metri, godendo dello splendido panorama sottostante.

Ci fermiamo per cena in un pub “The pub” ricavato all’interno di un ponte vicino Alexanderplatz, accogliente e familiare, dove ci spilliamo la birra da soli, una figata!

I piatti sono buoni e abbondanti, i prezzi nella media e il servizio veloce.

Locale super consigliato!

 

GIORNO 2: BERLINO

Dopo aver fatto colazione, usciamo subito alla volta del Museo Pergamon (il biglietto costa 12€), situato sull’isola dei musei e ospitante il monumento dal quale prende il nome, l’altare di Pergamo risalente al II secolo a.C.

Usciti dal museo, proseguiamo fino al Duomo di Berlino (Berliner dom), un grandioso edificio in stile barocco eretto nel 1904.

Dopo il Duomo, scendiamo verso Mühlenstraße dove si trova l’unico kilometro di muro restante dei 170 che hanno diviso la città dal 1961 al 1989.

Nel 1990 migliaia di artisti arrivati in città hanno festeggiato la riunificazione della Germania colorando il muro con bombolette spray e creando opere famosissime come “The mortal kiss” e “Test the best”, raffigurante l’auto ufficiale della Germania Est che sfonda il Muro di Berlino.

Questi graffiti compongono quella che tutt’oggi viene chiamata East Side Gallery, una sorta di galleria d’arte all’aperto, tutelata dal governo tedesco.

 

 

Scattiamo qualche foto poi, leggermente affamati, ci fermiamo per un pranzo tardivo da Scheers Schnitzel, un fast food self service dove, per pochi euro, mangiamo un currywurst e un panino con la cotoletta.

Nel pomeriggio, ci dedichiamo allo shopping e così prendiamo la metro in direzione Berlino Ovest e scendiamo alla fermata Bahnhof Wittenbergplatz, dove rimaniamo subito a bocca aperta alla vista del KaDeWe, il grande magazzino più famoso del Paese (l’Harrod’s inglese, per intenderci).

 

 

All’entrata, veniamo accolti da un portiere con tanto di cilindro, che ci spiega l’articolazione dei 7 piani.

Dove ci siamo fiondati? Al sesto piano, il paradiso delle leccornie, dove oltre 150 cuochi si danno da fare per preparare delizie e prelibatezze provenienti da tutto il mondo!

A mio parere, la food hall del Kadewe può competere senza dubbio con quella di Selfridge’s ma non con quella di Harrod’s che è tutta un’altra cosa 🙂

 

 

Continuiamo la nostra passeggiata sul viale Kudamm, la meta per eccellenza dello shopping berlinese, sede di numerose boutique e negozi di fama internazionale.

Verso ora di cena, torniamo nei paraggi dell’albergo e facciamo a tappa a Karlplatz, dove ceniamo al ristorante HABEL am Reichstag, un locale alla moda, accogliente, dove vengono serviti piatti sia di cucina internazionale sia locale.

Noi abbiamo assaggiato la zuppa di zucca e la zuppa di rapa, entrambe buonissime e molto cremose.

Prezzi medi, servizio veloce, camerieri simpatici e molto disponibili. Locale raccomandato!

 

GIORNO 3 : BERLINO – DRESDA

Il terzo giorno salutiamo Berlino alla volta di Dresda.

Andiamo alla stazione centrale per prendere il treno che, in meno di 2 ore e al costo di 20€ circa, ci porta a Dresda.

Arriviamo a Dresda a metà mattinata e andiamo subito in Leonardo Hotel Dresden Altstadt, vicino la stazione di Dresden Mitte, per lasciare i bagagli.

L’hotel è situato in una posizione strategica, a pochi passi dalle zone da visitare. Le camere sono pulite, accoglienti, spaziose e ben arredate.

La colazione è a buffet, abbondante e con molta scelta.

Il personale è molto gentile e disponibile a fornire ogni informazione utile ad ambientarsi perfettamente nella città.

Dresda, anche detta “la Firenze dell’Elba”, è la capitale della Sassonia, una piccola cittadina di origine medievale resa celebre dal Canaletto.

La nostra prima meta è il Palazzo Reale (Zwinger) un meraviglioso edificio in stile barocco circondato da giardini ispirati a quelli della Reggia di Versailles.

Lo Zwinger non è stato costruito originariamente per ospitare la famiglia reale quanto giochi, tornei di caccia e feste.

Nonostante l’intero complesso sia stato distrutto dai bombardamenti del 1945, è stato in seguito ricostruito in maniera esemplare.

L’ingresso ai giardini è gratuito mentre il biglietto combo per i musei costa 12€.

 

Noi decidiamo di passeggiare lungo i giardini fino ad arrivare alla Nymphenbad, una deliziosa fontana composta da grotte, sculture di ninfe e tritoni tra giochi acquatici.
Usciti dai giardini, leggermente stanchi, acquistiamo il biglietto del bus turistico hop-on hop-off per soli 20€ a testa e saliamo a bordo.
Il tour ci permette di vedere le principali attrazioni della città comodamente seduti, passando dalla Cattedrale di Dresda (Hofkirche), realizzatas u volere di re Augusto il Forte a seguito della sua conversione al cattolicesimo, il Teatro dell’Opera (Semperoper), uno degli edifici più eleganti e raffinati della città, anch’esso distrutto durante i bombardamenti e ricostruito negli anni ’70, la chiesa protestante di Nostra Signora di Dresda (Fraukirche), in stile barocco, terminata nel 1743, l’Altstad e, infine, la Bruhlsche Terrasse.
Essendo quasi giunta l’ora del tramonto, andiamo  ad ammirarlo dalla Bruhlsche Terrasse, uno dei luoghi più panoramici e romantici della città.
Si tratta di una terrazza a picco sul fiume Elba, ribattezzata da Goethe “il Balcone d’Europa”, da cui si riesce a vedere la riva opposta, la Neustadt (la città nuova).
Complici la stanchezza e il turbinio di emozioni scatenate dai luoghi visitati (soprattutto la Bruhlsche Terrasse), decidiamo di riavvicinarci all’hotel per fare una doccia e poi andare a cena da Brennenesel, un ristorante vegetariano vicino al centro città.
I piatti sono buonissimi, le porzioni abbondanti e i prezzi medi.
Noi abbiamo assaggiato gli gnocchi con formaggio di capra e lebaked potatoes in padella con aromi e altre verdure, e le immancabili birre tedesche. Semplicemente squisito!
Locale super consigliato!

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Tour Madrid Granada Siviglia

Tour Madrid Granada Siviglia

Stavolta la nostra voglia di viaggiare ci ha portato in un tour dell’Andalusia fatto in soli 5 giorni, toccando le città più belle e accoglienti della bellissima Spagna: Madrid, Granada e Siviglia.

Un viaggio bellissimo, a ritmo di flamenco e accompagnato da buon cibo e buon vino.. Cosa si può volere di più?

 

 

Tour Madrid Granada Siviglia

GIORNO 1: MADRID

Arriviamo a Madrid con un volo diretto da Roma. Con la metro, arriviamo subito al centro città e ci dirigiamo presso l’hotel Vinci Via 66, sulla Gran Via, per il check-in.

L’hotel si trova in una posizione strategica per visitare la città: a pochi minuti a piedi a Plaza Espana, il Palazzo Reale, la Puerta del Sol e la Gran Via.

Si tratta di hotel nuovo, moderno, con una terrazza panoramica stupenda; le camere sono finemente arredate, pulite, accoglienti, spaziose, dotate di aria condizionata, tv, wifi e bagno privato.

Per pranzo, mangiamo un bocadillo con jamon serrano poi ci fiondiamo a visitare il Museo del Prado (il biglietto costa 15€).

Il Museo del Prado, inaugurato nel 1819 e inizialmente sovvenzionato da Maria Isabella di Braganza moglie di Ferdinando VII,  ospita la collezione di pittura spagnola più completa al mondo, più di 9.000 capolavori tra opere e sculture.

Se non siete appassionati di arte, vi consiglio di prendere un audio guida per evitare di buttare all’aria i soldi del biglietto e cercare comunque di apprezzare le meravigliose opere esposte, come “Le dame” di Velazquez, “Le fucilazioni del 3 maggio” di Goya, “L’Annunciazione” di Beato Angelico, “La morte della vergine” di Mantegna, ecc.

Ceniamo da “Arroceria Daniela”, vicino Plaza Mayor, prenotando con thefork e usufruendo di uno sconto del 30% sul totale della cena.

Il locale è accogliente, i camerieri gentili e simpatici; abbiamo mangiato una paella deliziosa di carne e pesce servita in porzioni super abbondanti. Ristorante consigliato!

 

GIORNO 2: MADRID – TOLEDO

Dopo aver fatto colazione in hotel (la colazione viene servita a buffet ed è di tipo continentale: latte, caffè, biscotti e torte di vario tipo, marmellate, frutta, yogurt, salumi, pane di vari tipi, pancakes, omelette e, dulcis in fundo, i mitici churros con salsa al cioccolato, gnammm!), a pancia piena, andiamo alla stazione ferroviaria di Atocha e prendiamo un treno della Renfe per Toledo.

Il biglietto costa 12,39€ e il tragitto dura circa 35 minuti.

Dalla stazione di Toledo, prendiamo l’autobus n. 5 che porta al centro storico, e scendiamo in piazza Zocodover, affiancata dal Museo di Santa Cruz, un complesso formato dall’ex Ospedale di Santa Cruz e il Convento di Santa Fe.

Scegliamo di non visitare il Museo e proseguiamo la nostra passeggiata verso l’Alcazar, la fortezza costruita dai romani nel III secolo e situata nella parte più alta della città.

Leggermente affamati, ci fermiamo per uno spuntino da Viandas de Salamanca, in Calle Comercio, posto scelto per via dei fantastici prosciutti esposti in vetrina.

Tentati, ordiniamo due panini con jamon serrano e pranziamo seduti su una panchina in piazza.

Dopo esserci rifocillati adeguatamente, usciamo dall’Alcazar e andiamo alla Cattedrale de Via Cardenal Cisneros, una chiesa cristiana eretta nel XIII secolo su una moschea musulmana.

Essendo a pagamento (il biglietto di ingresso costa 12,50€), scegliamo di non visitare la Cattedrale ma proseguiamo verso la piazza del Comune, dove si trovano gli edifici del palazzo Arcivescovile e del Comune.

Proseguiamo su Cuesta de la Ciudad e arriviamo alla chiesa dei Gesuiti, chiesa di San Ildefonso, in piazza Padre Juan de Mariana, il punto più alto della città e da cui cominciamo a scattare foto al panorama circostante.

Volgendo lo sguardo verso sud, ammiriamo la vegetazione del fiume Tajo e le magioni dei Cigarrales, le antiche proprietà usate come svago dalla borghesia della città e oggi diventate hotel di lusso.

Proseguiamo il nostro tour verso il quartiere della Juderia, arrivando a piedi a piazza del Salvador, dove si trova l’Archivio Municipale, e poi proseguire fino alla Sinagoga del Transito, sede del Museo Sefardita.

La visita al Museo (il biglietto costa 3€) ci consente di conoscere la storia del popolo ebraico residente in Spagna, dall’epoca romana fino all’espulsione ad opera dei Re Cattolici.

Tornando verso la stazione ferroviaria, ci fermiamo per un giro tra le boutique di artigianato locale, dove troviamo oggetti tipici di ceramica e pelle, oggetti damascati e ricamati.

Torniamo a Madrid per ora di cena e decidiamo di recarci alla Taberna del Chato per la nostra ultima serata madrilena a base di tapas.

 

 

GIORNO 3: MADRID – GRANADA

Dopo aver fatto il check-.out, andiamo alla stazione ferroviaria di Atocha e prendiamo un treno della Renfe per Granada.

Il biglietto costa circa 23€ e il tragitto dura quasi 5 ore, facendoci arrivare in città nel primo pomeriggio.

Ci rechiamo subito all’hotel Casa Palacio Pilar del Toro, vicinissimo all’Alhambra, per il check-in.

L’hotel è situato in un palazzo del XVII secolo, con patio interno in pieno stile andaluso.

Le camere sono pulite, spaziose, dotate di aria condizionata, wifi, tv, minibar, cassaforte e bagno privato.

Espletate le formalità in hotel, andiamo a visitare l’Alhambra, il simbolo del dominio musulmano nella città di Granada, e i suoi splendidi giardini del Generalife, costruiti in epoca moresca.

Il castello dell’Alhambra, concepito originariamente come una cittadella militare e poi diventato residenza della famiglia reale nel XIII secolo, si erge su una collina rocciosa e si compone oggi di un’area militare (Alcazaba), la caserma della Guardia Reale, la Medina e le case di nobili e plebei che vi abitavano.

I giardini Generalife erano l’oasi di pace del re, eleganti, raffinati e dal tocco arabeggiante.

Per visitare l’Alhambra, vi consiglio di acquistare i biglietti online, prima di partire, poiché è previsto un numero massimo di visitatori giornaliero.

Il tour “Alhambra visita guidata” costa 36€ e vi permetterà di apprezzare l’unica città musulmana conservata al mondo, l’Alhambra, e i suoi Palazzi, nonché passeggiare nella Medina e nei Giardini.

Al termine della visita è quasi ora di cena, così ci rechiamo al ristorante Taberna a la pie de la torre, consigliato dal concierge, dove mangiamo una paella eccellente, saporita, ricca di pesce e verdure. Buon rapporto qualità-prezzo e porzioni abbondanti. Raccomandato!

 

GIORNO 4: GRANADA – SEVILLA

Usciamo dall’hotel a stomaco vuoto (non avevamo letto recensioni positive sulla colazione offerta dall’hotel pertanto, siccome non era inclusa nel prezzo della camera, abbiamo deciso di non farla in hotel) e andiamo da Pan y chocolate, una catena di fast food a Plaza Nueva, dove con meno di 5 euro prendiamo due cappuccini e tre donuts. Incredibile!

A pancia piena e con la cartina alla mano, decidiamo di visitare la Cattedrale di Granada e il Bagno Arabo.

La meravigliosa Cattedrale di Granada ospita nella sua cripta il mausoleo funerario dei “Sovrani cattolici” Isabella I di Castiglia e re Ferdinando V d’Aragona.

Usciti dalla Cattedrale, prendiamo la carrera del Darro per arrivare al Bagno Arabo (Banuelo), uno dei pochi sopravvissuti dopo la cacciata dei musulmani dal Paese.

Anticamente, il Banuelo era il luogo di riunione e svago dei mori ma i cattolici lo consideravano un luogo di prostituzione.

Pranziamo al bar La Buena Vida, dove con meno di 5 euro a testa prendiamo una birra e una tapas, veramente ottimo! Tapa consigliata: la tortilla di patate!

Subito dopo recuperiamo i bagagli in hotel e ci dirigiamo alla stazione per prendere il treno della Renfe in direzione di Siviglia.

Il biglietto costa circa 30€ e il tragitto dura circa 3 ore, facendoci arrivare in città per ora di cena.

Ci dirigiamo subito all’Hotel Boutique Casa del Poeta, dove facciamo il check-in e poi riusciamo per cena.

L’hotel è splendido e raffinato, arredato in maniera sublime; le camere sono pulite, spaziose e accoglienti, dotate di wifi, tv, aria condizionata e bagno privato.

La colazione servita è a buffet e spazia dal dolce (torte, biscotti, croissant, yogurt, marmellate) al salato (pane, uova, omelette, bacon, salmone), passando dalle verdure (insalate, pomodori freschi) e dalla frutta. Assolutamente raccomandato!

Il concierge ci ha consigliato il ristorante La Bartola, un locale accogliente con cibo squisito e camerieri gentili.

Noi abbiamo assaggiato il “pollo alla bartola”, servito con verdure saporite e deliziose. Consigliatissimo!

 

 

 

 

GIORNO 5: SEVILLA

Dopo aver fatto colazione, usciamo diretti alla Cattedrale di Siviglia, la più imponente chiesa cristiana dopo la Basilica di San Pietro.

In stile gotico, la Cattedrale è sorta sulle ceneri della Moschea Mayor distrutta nel XV secolo, e si compone di due cappelle e la famosa Giralda, la torre campanaria simbolo di Siviglia.

Alta 96 metri, la Giralda rispecchia pienamente lo stile degli Almohadi, e unisce in maniera impeccabile l’imponenza monumentale e una sublime semplicità.

La Giralda deve il suo nome alla statua della Fede (Giraldillo) che la sovrasta e che ruota su se stessa a seconda della direzione del vento.

Paghiamo il biglietto (9€) e saliamo in cima alla Giralda, da dove ammiriamo il panorama circostante e scattiamo una manciata di foto.

La tappa successiva del nostro tour è l’Alcazar, l’antica fortezza araba, un edificio esempio dell’architettura mudejar.

Accanto all’Alcazar sorge il Palazzo di Carlos V, che ospita una collezione di arazzi raffiguranti la conquista di Tunisi da parte del re; dal Palazzo si accede direttamente ai giardini dell’Alcazar.

Il biglietto di ingresso all’Alcazar costa 9,50€, così, complice anche la fame, decidiamo di non visitarlo e fermarci per la pausa pranzo da 100 montaditos, di fronte all’Università di Siviglia.

Nel pomeriggio, percorriamo il Paseo de Delicias fino ad arrivare al Puente de Isabel II e immergerci nel quartiere di Triana, abitato originariamente da marinai, operai, artigiani e ceramisti.

Ancora oggi il quartiere rappresenta la meta principale per chi vuole acquistare ceramiche e manufatti artigianali.

Oltrepassato il Puente de Isabel II arriviamo in Plaza del Altozano, una piazza circondata da palazzi di mattoni ed azulejos colorati, famosa per i suoi balconi in ferro battuto.

Proseguiamo lungo Calle San Jacinto, Calle del Alfareria, Calle Antillano Campos e le altre viuzze circostanti, tutte ricche di botteghe artigianali.

Acquistiamo gli ultimi souvenir da riportare a casa (io ho comprato tante nacchere e tamburini) e infine decidiamo di cenare a Las Golondrinas 2, in Pages del Corro.

Il locale, tipicamente sivigliano, offre tapas fantastiche a prezzi medio-bassi.

Consiglio: assaggiate il “solomillo”, una fettina di maiale arrostita e servita su una fetta di pane e patatine fritte. Una vera bomba!

 

Bruxelles in 3 giorni

Bruxelles in 3 giorni

Questa volta, la nostra voglia di viaggiare ci ha portato nella capitale europea: Bruxelles, la meravigliosa città olandese patria del cioccolato, del moules et frites, della birra e dell’arte surrealista.

Bruxelles in 3 giorni … è possibile?? Si, se “tagliate” qualche museo dal vostro itinerario e vi armate di scarpe comode!

 

 

ARRIVO A BRUXELLES

Siamo arrivati all’aeroporto di Bruxelles Zaventem con un volo Ryanair diretto da Roma Fiumicino. L’aeroporto si trova a 12 km dal centro città, raggiungibile in 3 modi:

  • Treno airport express. Dalla stazione dell’Aeroporto partono ogni 20 minuti treno che portano alle stazioni di Bruxelles Nord, Centrale e Midi. Il biglietto per Bruxelles Centrale costa 5€;
  • Autobus De Lijn. L’autobus vi condurrà alla stazione di Bruxelles Nord, alla Nato (linea 471) e alla fermata metro Roodebeek (linea 659). Il biglietto costa 2€ ed è acquistabile ai distributori in aeroporto o direttamente sull’autobus (con un piccolo sovrapprezzo);
  • Taxi. Il costo per il tragitto fino al centro di Bruxelles costa circa 45€.

Noi abbiamo scelto l’opzione treno e siamo scesi a Bruxelles Midi.

 

 

SISTEMAZIONE A BRUXELLES

Abbiamo scelto di pernottare al NH Collection Brussels Centre, un hotel moderno situato a meno di 1 km dalla Grand Place, una posizione strategica che vi consentirà di visitare la città a piedi.

Le camere sono pulite, luminose, ben arredate, climatizzate e con disponibilità di connessione wi-fi.

Il personale è cortese, accogliente e disponibile a fornire informazioni per permettervi di visitare comodamente la città.

Avendo scelto la formula senza colazione, abbiamo rimediato su caffetterie e pasticcerie vicine all’hotel (consiglio: la pasticceria Paul è eccezionale e fare colazione con un eclair al cioccolato o una tartelette framboise vi permetterà senz’altro di cominciare la giornata con il piede giusto!).

 

 

TRASPORTI

Bruxelles è una città non molto grande e quindi facilmente visitabile a piedi.

Tuttavia, qualora voleste usufruire dei mezzi pubblici, sappiate che il biglietto singolo bus/metro costa 2€, ma sono disponibili carnet da 5 viaggi (7,50€) e 10 viaggi (13€).

Noi, essendo buoni camminatori, abbiamo deciso di non fare alcun abbonamento e ci siamo spostati sempre a piedi.

 

 

DOVE MANGIARE

Per la colazione (o per la merenda) fate tappa da Exki (una catena di fast food bio), Paul (la famosa pasticceria francese) o da Maison Dandoy, un locale in rue au Beurre famoso per gli speculoos.

Voglia di cioccolato? Leonidas, Godiva, Pierre Marcolini, Neuhaus e Wittamer (fornitore ufficiale della casa reale) faranno al caso vostro!

Neuhaus è considerato il più antico artigiano del cioccolato belga nonché autore del cioccolatino ripieno di crema.

E se volete scoprire qualcosa di più sulla storia di questo alimento peccaminoso, fate tappa al Museo del cioccolato alla Gran Place, dove potrete assistere anche ad una dimostrazione live dei maitre chocolatier.

Per la pausa pranzo consiglio di fare sosta da La Mer du Nord, un chiosco che offre piatti di pesce take away (crocchette, zuppa di pesce, ecc.).

Happy hour a base di patatine fritte? Maison Antoine (in Place Jourdan) o Fritland (vicino la Grand Place) sono la soluzione!

Se volete provare la cucina belga, dirigetevi ad occhi chiusi da T Kelderke (piatti consigliati: cozze marinate e rognoni all’estragon), Chez Leon (il più antico ristorante della città) e A la morte subite (una storica brasserie ideale per mangiare piatti tipici e assaporare birre particolari come la Judas), C’est Bon, C’est Belge (un ristorante con un buon rapporto qualità/prezzo, che propone cucina tipica ed è presente anche su thefork).

Il tempio della birra? Delirium (consiglio: assaggiate la Lindemans kriek, la birra alla ciliegia!) e Moeder Lambic (storico locale di fama internazionale).

 

 

Bruxelles in 3 giorni

 

SHOPPING

Per un pomeriggio di shopping, dirigetevi lungo Avenue Louise, la via dello shopping belga, lunga circa 3 km e sede delle boutique di grandi nomi internazionali del design e della moda.

Se siete alla ricerca di souvenir “cioccolatosi”, recatevi in Place du Grand Sablon e fermatevi nella boutique del Maitre chocolatier Pierre Marcolini.

 

Bruxelles in 3 giorni

 

Primo giorno: Bourse de Bruxelles, Grand Place, Galerie Royale Saint Hubert, Manneken Pis, Grand Sablon

Cominciate il vostro primo giorno a Bruxelles da Place de la Bourse, dove troverete la sede della Borsa di Bruxelles.

Fondata nel 1801 da Napoleone, l’attuale sede della Borsa è stata costruita nel 1873 su progetto dell’architetto Léon Suys.

Nel 2000, insieme alla Borsa di Parigi e alla Borsa di Amsterdam ha creato l’Euronext, una borsa paneuropea a struttura federativa alla quale, anni dopo, ha aderito anche la Borsa di New York.

Proseguite andando verso la Grand Place, una delle più belle piazze del mondo e patrimonio dell’UNESCO dal 1998.

Il vostro occhio sarà sicuramente catturato da due edifici:

  • l’Hotel de Ville, il municipio, in stile gotico e con la torre a guglia sulla cui cima si trova la statua di San Michele Arcangelo, patrono della città;
  • la Maison du Roi, anticamente destinato alle mansioni amministrative del Duca di Brabante.

E’ arrivata quasi l’ora di pranzo e, per unire “l’utile al dilettevole”, andate verso Les Galeries Royale Saint-Hubert, inaugurate nel 1847, dove potrete sbizzarrirvi tra negozi di lusso, piccole boutique, caffetterie e ristoranti e appartamenti.

Non perdetevi assolutamente la Taverna du Passage, uno storico locale dove si riunivano Victor Hugo, Alexandre Dumas, Edgar Quinet, ecc. e la Galerie du Roi, ospitante il Museo di Lettere e Manoscritti.

Fermatevi per un pranzo veloce da Le Pain Quotidien o da Arcadi.

Nel pomeriggio, tornate verso la Grand Place per vedere il simbolo di Bruxelles, il Manneken Pis.

Si tratta di una statua alta circa 50 cm raffigurante un bambino nudo che urina dalla cima di una fontana.

Concludete la giornata a Place du Grand Sablon, dove potrete scattare qualche foto alla Cattedrale di Notre Dame du Sablon e sbizzarrirvi tra le migliori cioccolaterie della città: Pierre Marcolini, Wittamer, Patrick Roger, ecc.

 

 

Secondo giorno: Museo Magritte, Parc de Bruxelles, Palais Royale

Il Museo Magritte raccoglie non solo le opere del maestro ma anche quelle degli artisti del XX secolo.

Si tratta della più importante collezione al mondo dedicata all’artista surrealista, e proprio al prio piano troverete le sue opere più conosciute come “L’impero delle luci” e la “Sherazade”.

Dopo la visita al Museo, acquistate un tramezzino da Le Pain Quotidien o un cartoccio di patatine fritte e fermatevi a mangiare seduti su una panchina al Parc de Bruxelles.

Il Parco, situato nelle vicinanze del Palazzo Reale e altresì chiamato “Parco reale”, è il principale ruolo di svago degli abitanti della città.

Dal Medioevo fino alla seconda metà del ‘700, il Parco venne usato come riserva di caccia dai Duchi di Bramante e, successivamente, venne rinnovato e arricchito con fontane e sculture.

Nel pomeriggio visitate il Palazzo Reale (a sud del Parco), residenza ufficiale della Famiglia Reale belga (anche se questa vive nel castello reale di Laeken).

Il Palazzo, inaugurato nel 1934, è oggi usato per le attività ufficiali ed è visitabile gratuitamente in agosto e settembre.

Terzo giorno: Parlamento, Parc du Cinquantenaire, Cattedrale di Saint Michel e Gudule, ultimo giro a Grand Place

Iniziate l’ultimo giorno in città dal Quartiere del Parlamento, un’area moderna ricca di edifici in vetro e acciaio.

Visitate il Parlamento Europeo, uno dei due organi legislativi dell’Unione in cui membri sono direttamente eleggibile dai cittadini.

L’edificio principale ha un’enorme struttura a forma di cupola che prende il nome di “Le Caprice de Dieux“, il capriccio degli dei, e al suo interno si trova la camera parlamentare a forma di emiciclo dove si siedono gli eurodeputati.

Per pranzo, acquistate una baguette o un’omelette e gustatela seduti su una panchina al Parc du Cinquantenaire.

Il Parco si estende per 30 ettari e la maggior parte degli edifici al suo interno furono costruiti per l’esposizione nazionale del 1880, per festeggiare il 50esimo anniversario dell’indipendenza belga.

Se siete interessati, potete visitare i tre musei posti all’interno del Parco, come il Musée de l’armée, il Museo del Cinquantenario e il Museo Autoworld.

Nel pomeriggio, tornando verso Grand Place, fermatevi alla Chiesa di Saint Michel et Gudule, la cattedrale di Bruxelles.

La chiesa gotica, iniziata nel 1047 ma terminata nella metà del ‘400, si caratterizza per le due torri che ospitano ben 49 campane!

Concludete la giornata e il vostro soggiorno nella capitale belga con una cena da T Kelderke nella Grand Place, a base di moules et frites.

 

 

 

Biglietti:

Museo Magritte (Bruxelles) : 8€

Chiesa di Saint Michel et Gudule : 1€