Il tartufo, un diamante prelibato!

Il Tartufo è un fungo (ipogeo) appartenente alla famiglia delle Tuberaceae, che vive a stretto rapporto simbiotico con le radice di alcuni alberi, in particolare carpino, leccio, nocciolo, pioppo, quercia, roverella e tiglio.

La sua forma dipende dalle peculiarità del terreno, ad esempio un terreno duro e con pietre, dove possiamo trovare molte radici, favorirà la forma bitorzoluta, al contrario un terreno morbido favorirà la forma sferica.

E’ costituito da moltissima acqua, fibre e sali minerali ed assorbe le sostanze organiche dell’albero con cui vive in simbiosi.

Le varietà di tartufo che si possono trovare sono differenti una dall’altra, ad esempio le più famose sono:

– tartufo Bianco pregiato, meglio noto come tartufo “d’Alba” o “diamante grigio” (raccolto da settembre a gennaio). Lo si può trovare in Piemonte (Alba appunto), Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Molise e Abruzzo.

– tartufo Nero d’estate, noto come tartufo “Scorzone” (raccolto da maggio a dicembre), molto più comune, e lo si può trovare in Molise e Umbria.

– tartufo Nero pregiato, conosciuto con il nome di tartufo Nero “Invernale” (raccolto da novembre a marzo)

Una delle particolarità del tartufo, quando è maturo, è il suo odore penetrante, odore che ha lo scopo di attirare gli animali selvatici come cinghiali, ghiri, tassi e volpi, i quali, una volta attirati, scavano nel terreno alla ricerca di questo fungo, contribuendo così a spargerne le spore e propagarne la specie.

E’ ricco di antiossidanti, è un rimineralizzante, facilita la digestione e ha proprietà afrodisiache.

Controindicazioni: è sconsigliato l’uso ai soggetti affetti da renella o con problemi al fegato, in quanto potrebbe appesantirlo (si parla sempre di un uso eccessivo).

Curiosità: si ipotizza che il tartufo fosse conosciuto già dagli antichi Egizi ed utilizzato soprattutto dal faraone Cheope.

Molti pensano che il miglior animale per fiutare il tartufo sia il cane, in realtà il migliore è il maiale, con l’unica pecca che, una volta trovato il prezioso tubero, inizia a scavare con molta foga, rischiando così di danneggiarlo.

Per conservarlo al meglio è sufficiente collocarlo all’interno del frigorifero, in un barattolo di vetro ed avvolto in un foglio di carta che andrà sostituito ogni circa 2 giorni in quanto ne assorbe l’umidità. Talvolta all’interno dello stesso barattolo vengono posizionate delle uova intere che, attraverso la porosità del guscio, ne assorbiranno l’aroma.

Utilizzo: il miglior modo per pulire il tartufo consiste nel rimuovere il terreno in superficie, utilizzando uno spazzolino pulito o uno spilucchino. 

Per un buon abbinamento consigliamo la ricetta delle Pappardelle ai porcini e tartufo

Pappardelle funghi porcini e tartufo

 

Rubrica a cura di “l’Orto in tasca”: https://lortointasca.blogspot.com

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