Il porro

Il porro, originario del Medio Oriente, appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed è conosciuto sin dall’antichità, tanto da essere utilizzato dagli Egizi e dagli Antichi Romani che lo consideravano altamente afrodisiaco e un ottimo alleato per la salute della gola e delle corde vocali, oltre ad essere un buon aiuto per il sonno.

La semina avviene a fine inverno in semenzaio o direttamente nell’orto, dove il seme germina in una decina di giorni. Si consiglia di seminare o trapiantare le piante a 40 cm l’una l’altra in modo da consentire il rincalzo del terreno che aiuta lo sviluppo della parte bianca della pianta.

Il porro può rimanere nell’orto finché non produce il fiore, di solito durante il mese di maggio successivo all’anno della semina. Solitamente ha un periodo di coltivazione abbastanza lungo, impegnando il terreno per circa 4-5 mesi molto dipende dalla semina diretta o in semenzaio.

Lo stelo, detto “falso bulbo” si presenta allungato e con forma cilindrica, può raggiungere una lunghezza compresa tra 20 e i 40 cm e un diametro di 2/4 cm.

Esistono diverse varietà di porro, tra cui:

 

  • Gigante d’inverno: stelo molto grosso e vigoroso
  • Grosso corto d’estate: rapido sviluppo e ciclo precoce
  • Invernale di Parigi: stelo molto lungo e bianco
  • Mostruoso di Carantan: stelo corto e grosso, tenero e molto saporito
  • Zampa di elefante: stelo molto grosso e perfettamente bianco

 

Proprietà:

Le sue proprietà sono molto simili a quelle della cipolla, ma ha un maggior quantitativo di vitamina A, C, E e K, oltre a contenere minerali come calcio, ferro, fosforo, magnesio, sodio e potassio

E’ un alimento disintossicante e drenante, con proprietà diuretiche e lassative, oltre ad essere un ottimo antiossidante naturale.

Alleato del sistema cardiovascolare e circolatorio, aiuta a combattere il colesterolo cattivo, oltre ad aiutare il sistema immunitario nel difendere l’organismo da funghi e batteri.

Grazie alle sue proprietà depurative, il porro è ideale per la salute del fegato e dell’intestino in quanto aiuta l’eliminazione delle scorie.

 

Curiosità:

Come già detto poco fa, era conosciuto già all’epoca dell’Antica Roma dove Nerone ne era talmente ghiotto da essere soprannominato il “porrofago”.

Fu l’esercizio romano a importare il porro nel Regno Unito e in Galles dove divenne simbolo nazionale.

Nel Medioevo, la Scuola Medica Salernitana confermò la capacità del porro di rendere feconde le fanciulle. Gli erboristi lo consigliarono ad uso interno per curare i polmoni e le vie respiratorie mentre a uso esterno per fermare le emorragie e combattere le punture d’insetto.