Carmignano, la docg da scoprire nella tenuta di Capezzana

Zona poco conosciuta dai più, ma ricca di storia. Il vino qui si produceva già dall’epoca etrusca e romana come testimoniano svariati vasi di vino ritrovati durante alcuni scavi. Qui nasce la prima “DOC” del mondo: a Carmignano. L’apertura della collina di Carmignano sulla pianura verso Firenze-Pistoia favorisce l’insolazione e la ventilazione ed una buona escursione termica, elementi fondamentali per una corretta maturazione dell’uva.

Capezzana nasce nei primi decenni del Novecento e ad oggi è una delle cantine che più si sta impegnando a portare avanti il nome della DOCG Carmignano. In quel weekend di metà novembre siamo stati accolti da Filippo Contini Bonacossi, un uomo veramente sensazionale che ha saputo fin da subito conquistarci con i suoi racconti riguardo la cantina che rappresenta. Capezzana utilizza il metodo biologico e in particolar modo il sovescio, una tecnica che migliora la fertilità del suolo usando favino, senape e orzo. Questa tecnica permette anche di gestire in maniera sostenibile i vigneti e permette di produrre azoto, senza quindi rendere necessario l’apporto di concimi chimici.

Capezzana non è solo un eccellente produttore di vino, ma anche di ottimo olio, utilizzando le varietà coltivate come moraiolo, frantoio, pendolino e leccino. Durante la visita ho potuto vivere sulla mia pelle la raccolta delle olive e la loro spremitura, non riesco a trovare le parole per descrivere il profumo dell’olio appena franto se non condensando il tutto in un unico vocabolo: “mediterraneo”. Nel locale regna un profumo intenso di casa e di terra. L’olio ottenuto viene poi lasciato riposare nell’orciaia in questi tipici contenitori datati 1850!

Ma torniamo al vino… da disciplinare il Carmignano DOCG deve essere ottenuto da almeno 50% Sangiovese, fino al 20% di Canaiolo nero, dal 10 al 20% di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%. Possono essere inserite anche uve di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana, fino ad un massimo del 10%.

La degustazione di sabato inizia con Barco Reale Carmignano DOC 75% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon, 5% Cabernet Franc e 5% Canaiolo che riposa circa 6-8 mesi in botti da 25 hl. Colore rubino con profumi fruttati, in bocca un tannino ben bilanciato alla freschezza.

Procediamo con Villa di Capezzana DOCG, degustiamo sia il 2015 che il 2008 per capirne l’evoluzione. 80% Sangiovese, 20% Cabernet. La vinificazione avviene in vasche di acciaio, fermentazione malolattica in tonneaux: il 70% rimane in tonneaux per almeno 12 mesi, il 30% in botte grande per 16 mesi. Un vino robusto, longevo, elegante e raffinato. Profumi di mora, vaniglia che nel 2008 si trasformano in sentori più complessi di frutta sotto spirito.

Passiamo ora alla riserva TREFIANO CARMIGNANO D.O.C.G. RISERVA 80% Sangiovese, 10% Cabernet e 10% Canaiolo con una sosta in tonneaux per 24 mesi. Un profumo ampio con sentori eterei ed un retrogusto speziato.

Finisce così la degustazione di sabato pomeriggio…. Per riprendere la domenica mattina.. con un bel WOW!

Verticale dei vini di Capezzana:

1930    –   1964  –   1981   –  2008

Devo ringraziare Filippo per avermi dato la possibilità di assaggiare un vino del 1930, anno in cui neanche la mia nonna era nata! Bottiglia di vetro soffiato tenuta orizzontale per decenni ed eccola stappata davanti a noi! Color granato, sintomo dell’invecchiamento… un naso ampio, sentori di etereo,profumi di sottobosco, funghi, pomodoro, affumicatura… un tannino quasi inesistente e una eleganza incantevole.

Passiamo al 1964, in una dimensione di bottiglia più piccola, un vino che secondo me ancora ha molto da dire, la trama del tannino qui è più presente.

Infine apriamo la bottiglia del 1981, vino paradisiaco, perfetto, un bevuta straordinaria…il migliore abbinamento? Un caminetto, un calice di questo nettare e un libro (o meglio una buona compagnia).

Non mi rimane che ringraziare Filippo per questa fantastica ed interessantissima degustazione, frutto della passione e dell’amore che mette nel suo lavoro.

Vorrei scrivere un piccolo approfondimento anche sulla Vinsantaia della cantina.

Per chi non lo sapesse, il Vin Santo fa parte della tradizione enologica toscana più antica, una “ricetta” che veniva tramandata da padre a figlio. Tenuta di Capezzana utilizza principalmente Trebbiano e San Colombano. Le uve vengono fatte appassire in stuoie di bambù in maniera naturale fino al mese di Febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, permettendo così una corretta concentrazione zuccherina. La vinificazione avviene in caratelli di castagno, ciliegio e rovere della capacità di 100 litri, dove il vino riposa per almeno 5 anni.

Quindi, se siete in zona, fermatevi da Filippo, anche per pranzo (nella Tenuta c’è un ristorantino con prodotti freschissimi del luogo, ottima la “ciccia”) o magari per un weekend e degustate tutti i suoi prodotti, dall’olio al vino, non ne rimarrete certo delusi.

 

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