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Vellutata finferli e patate con nocciole

Mi sono state regalate tante tante tante nocciole dal Piemonte,  con gli ultimi funghi di stagione ho preparato questa vellutata finferli e patate con nocciole profumata di bosco e montagna 😉

vellutata di finferli e patate

 

Oggi nel calendario del cibo italiano si festeggia la nocciola tonda del Piemonte,  correte a leggere l’articolo, ambasciatrice fausta Lavagna del blog Caffè col cioccolato, un blog bellissimo che vi consiglio caldamente

E’ chiamata anche tonda regina d’Italia. La denominazione IGP «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto della cultivar di nocciolo “Tonda Gentile delle Langhe”, nome botanico della pianta “Corylus avellana”, coltivato nel territorio idoneo della Regione Piemonte, riservata ai frutti in guscio, sgusciati e semilavorati che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione

La nocciola è uno dei frutti selvatici apprezzati dall’uomo sin dall’antichità.
Apprezzata dai Greci, la cui coltivazione fu poi consigliata da Catone (234 a.c.-149 a.c.) negli orticelli cittadini dell’antica Roma.
Plinio (23 d.c.-79 d.c.), nella “Naturalis Historia” attribuiva loro la causa di emicranie e flatulenze oltre che ad un potere nutritivo tendente all’ingrassamento del corpo. Tostati, invece, costituivano il rimedio per il mal di gola.
Nei poeti classici è facile riscontrarne la citazione: “…i pastori vi sostavano sotto le frasche e le ninfe innalzavano canti d’amore seduti sotto la sua ombra”.

La storia della coltivazione va di pari passo con l’evoluzione dell’industria dolciaria e con la scoperta del gianduja (miscela tra cacao e nocciole). La sua creazione si attribuisce ai pasticceri torinesi che, a causa del blocco economico ordinato da Napoleone per i prodotti dell’industria britannica e delle sue colonie, cominciarono a miscelare il cacao con la più economica Nocciola Tonda Gentile delle Langhe.
Il chocolatier Michele Prochet, in società con Pier Paul Caffarel, perfezionò nel 1852 l’impasto tostando le nocciole e macinandole finemente. Secondo la leggenda, da un “colpo di cucchiaio” dato sapientemente a questo impasto soffice nasce il Gianduiotto (o Giandujot) con la sua tipica forma, che verrà presentato come primo cioccolatino incartato in occasione del Carnevale del 1865, distribuito dalla maschera popolare di Torino, Gianduja (da cui il cioccolatino prese definitivamente il nome).
Nel dicembre 1993 a seguito del riconoscimento dell’indicazione Geografica Protetta è stato costituito il Consorzio di tutela Nocciola Piemonte con lo scopo di promuovere e tutelare il prodotto, che ha ottenuto la certificazione europea definitiva nel marzo 2004. Tante notizie sulla nocciola del Piemonte  le trovate anche qui

Finferli:Della famiglia delle agaricacee, il suo nome latino è Cantharellus cibarius. È noto anche come gallinaccio, galletto o garritola. È un fungo commestibile, ricercato ed apprezzato ovunque. Un tempo era assai diffuso nei nostri boschi, ma a causa dell’inquinamento è diventato un po’ più raro. Predilige i boschi di abeti, dove cresce a gruppi tra il muschio, nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno. Insieme al porcino è uno dei funghi più amati perché si presta ad essere preparato in mille ricette. Il finferlo ha un caratteristico profumo di frutta fresca, come prugna, pesca o albicocca. Il sapore è dolciastro. Il colore del suo cappello è giallo, più o meno intenso, che tira al rosso una volta che è stato toccato. (da alimentipedia)

Vellutata finferli e patate con nocciole

 

Per 4 persone:

  • 200 g di finferli freschi
  • uno spicchio d’aglio
  • 2 patate medie
  • 600 g. brodo di dado vegetale fatto in casa
  • sale, pepe, olio extra vergine
  • nocciole tritate

Preparazione della Vellutata finferli e patate con nocciole ricetta veloce

  1. Pulite e lavate velocemente  i funghi  e tagliatea metà i più grandi.
  2. In una casseruola rosolate uno spicchio  d’aglio con un poco d’olio extravergine.
  3. Buttateci i funghi e fateli cuocere per 10 minuti. Togliete qualche finferlo per la decorazione
  4. Lavate e pelate le patate e fatele a tocchietti, mettetele in pentola con i funghi e aggiungete il brodo caldo.
  5. Cuocete a fuoco medio per una nezz’oretta. Regolate con sale e pepe.  Frullate tutto con il minipimer ad immersione.
  6. Servite in tazze spolverando con nocciole e decorando con i finferli messi da parte.

Finferlo cantarello

10 Risposte a “Vellutata finferli e patate con nocciole”

  1. mi piace moltissimo questo tuo post, per più motivi. Prima di tutto per la completezza delle informazioni sulla nocciola Piemonte; hai fatto delle ricerche accurate e si vede. Poi perché hai unito anche le informazioni circa i funghi da te utilizzati… e non è da tutti! Terzo per la ricetta, “semplice” e goduriosa, come piace a me; un piatto assolutamente da rifare, per coccolarsi in questa stagione in cui zuppe e vellutate diventano il comfort food per eccellenza. Quarto per la foto, che sa rendere perfettamente l’atmosfera autunnale e invita all’assaggio. Ti “devo” un GRAZIE, che a questo punto diventano 4, e te li lascio di cuore.

    1. Ma grazie Fausta sono proprio felice ti sia piaciuta la mia semplice ricetta. Le nocciole le uso spesso anche nel salato, nelle zuppe poi mi piacciono, anche nella pasta e fagioli, ne metto due o tre anche intere alla fine 😉 corro a leggere il tuo. Un abbracio grande

    1. Grazie anche per me, porcini numero uno finferli numero due 😉 quetsi però non li ho raccolti direttamente nel bosco ma acquistati al mercato, purtroppo in agosto non c’era traccia di funghi almeno nelle montagne qui intorno. Grazie per essere passata.

  2. E’ iniziata proprio la stagione delle zuppe con questi primi freddi e queste giornate uggiose. Una ricetta semplice, ma che colpisce all’ istante. La zuppa a me piace tantissimo. ….Bella ricetta!!

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