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Tour del Salento – Puglia

Tour del Salento – Puglia

Raccontami, Salento, mentre cammino lungo le tue strade. Fammi incontrare un guerriero saraceno

Scendere un bracciante nei frantoi Parlare con un monaco del Millecinquecento.

Canta nelle orecchie con questo mare Non dirmi i fatti ma le storie. 

M.G.

Io e Stefania Oliveri del blog Cardamomo e co. siamo state invitate da Cucina Mancina la food community a cui apparteniamo a partecipare al tour Tour “Dai fari costieri alla luce dell’entroterra. Progetto patrocinato dalla provincia di Lecce, Upi e Anci, e a cui hanno partecipato giornalisti e Slow rider TV con i suoi riders.

Tour del Salento – Puglia

Andare alla scoperta del Salento più bello con Giusi Portaluri e Alessandra Ferramosca cuoca itinerante salentina   ambasciatrici dell’accademia dei volenterosi  nonché organizzatrici perfette è stato per noi entusiasmante.

Il tour ha toccato molte località partendo il 22 maggio dall’Abbazia di Cerrate patrimonio Fai per finire la giornata in piazza a Scorrano alla trattoria da Beniamino assaggiando le specialità salentine più autentiche.

Sono le persone che ci vivono che trasformano   e rendono unici i luoghi che si visitano.  Il Salento è bello da lasciare senza fiato, ma a fare la differenza e a renderlo indimenticabile sono stati i salentini.

A cominciare da Anna Presicce la guida che ci ha accompagnato con la sua passione indicibile ad ammirare il menhir  Cupa risalente al neolitico, eretto come simbolo di buon auspicio per le attività agricole e di caccia. Ancor oggi la Domenica delle Palme si legano attorno al menhir dei ramoscelli di olivo in segno di  pace.

Molto interessante e veramente inaspettato arrivare a  piedi ad una delle dieci entrate del Parco agricolo dei Paduli,  praticamente un museo all’aperto. Un parco agricolo multifunzionale dove anticamente si ergeva il bosco del belvedere con querce spinose e lecci. All’entrata ci ha accolto il referente di questo particolare laboratorio urbano. Un parco dove di sperimentano pratiche sociali innovative come turismo ecosostenibile con ospitalità diffusa e promozione di identità rurale andata persa.  

Le prime cose che si incontrano entrati nel parco, sono dei nidi giganteschi che lasciano a bocca aperta. Fanno parte del progetto, “nidificare i paduli” .Rifugi biodegradabili, fatti con gli scarti dei rami di ulivo che vengono potati.  Un idea contemplativa dell’uliveto, una vera ospitalità esperienziale. Vengono affittati per una notte. Impossibile non entrare  per vedere che emozioni potrebbe dare passare una notte d’estate  immersi veramente nella natura incontaminata e splendida del parco, tra il silenzio il fruscio degli ulivi e le stelle.

Nel parco, In alternativa è stato riadattato anche piccolo riparo agricolo e trasformato in casetta. La casa è costruita in architettura ecosostenibile, con pannelli solari, fitodepurazione di acque reflue. Un piccolo modello  che se fosse emulato dai tanti proprietari del parco per altri ripari agricoli porterebbe un turismo di qualità per il futuro. I Ituristi vengono infatti ospitati in questa casa vacanza completa di tutto. I ragazzi che gestiscono il parco, hanno anche cominciato a produrre un olio eccellente dagli olivi del parco con l’intento di infondere negli altri  “il  ricominciare a prendersi cura dei propri ulivi”

Anna ci porta poi a vedere il grande Pajaro Amari, del 1769 da non confondere con i trulli, i pajari servivano come riparo dal caldo e dai temporali estivi per i contadini. Probabilmente questo grande pajaro può essere stato anche abibito ad abitazione per l’estate visto le tracce d’intonaco alto due metri all’interno.

Un primo giorno di tour molto intenso che ci ha visti poi passare per l’Uliveto Castagna, così chiamato per un tipo di ghiande così grosse da assomigliare a castagne.

Una passeggiata nel parco per renderci conto con tristezza come muoiono questi ulivi secolari. La xilella ha fatto razzia qui in Salento, purtroppo nemmeno con gli innesti si riesce a salvare questi alberi. Bisognerà estirparli e piantare uliveti resistenti a questo insetto.

Ancora una volta il Salento dovrà reinventarsi dopo una crisi dell’olio. Prima della rivoluzione industriale l’olio lampante salentino era famoso in tutta Europa. Tutta la città di Londra era illuminata dall’olio di Gallipoli. Con la rivoluzione industriale e l’introduzione dell’energia elettrica, l’olio lampante entrò in crisi e venne sostituito dall’olio alimentare.

La lavorazione era completamente diversa, le olive per l’olio lampante andavano raccolte a terra e più acido era l’olio meno fumo produceva. Al contrario invece per l’olio alimentare, l’oliva va raccolta immediatamente proprio per evitarne l’acidità.

Arrivati per pranzo alla Masseria Le Pezzate di Supersano, tanta è stata la sorpresa perchè Antonella Ferramosca con un pranzo tradiozionale salentino ci ha fatto assaggiare  il meglio dei prodotti del suo territorio e si è prestata anche ad insegnarci come fare orecchiette e macaruni col ferro.

Se non conoscete le luminarie di Scorrano vi consigliamo di fare un giro in paese e scoprire la storia di Santa Domenica patrona del paese.

Narra infatti la leggenda che ne 600 Scorrano fosse decimata dalla peste.  Un giorno comparve alla porta di Scorrano Domenica da Tropea e che racconta di essere stata mandata da Gesù per salvare il paese dalla peste.  Domenica pregò per 20 giorni e il paese sconfisse la malattia, in cambio la giovane chiese che su ogni porta o finestra fosse posto un lume per ogni persona guarita. Da quel momento ogni anno, nove giorni prima della data del martirio di Santa Domenica e durante i tre giorni di festa tutta Scorrano si illumina. Dal 1600 alcune famiglie di Scorrano realizzano luminarie da generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Come la famiglia De Cagna che ci ha gentilmente aperto la sua azienda di luminarie. I colori e le luci di questo paese vengono così esportati in tutto il mondo.

Altra imperdibile scoperta di Scorrano è la casa dei preti proprio in centro paese con la sua incredibile storia.

Dieci anni fa il proprietario   dovendo ristrutturare fece una scoperta molto interessante, una stanza segreta nella casa. Questa nuova stanza era completamente intonacata a calce., scrostata la calce si scoprirono affreschi perfettamente conservati.

Molto probabilmente era abitata da un gruppo di sacerdoti italo greci. Gli affreschi ne raccontano la storia con il refettorio e figure religiose. Vedute paesaggistiche con colline toscane e cipressi. Tra tutti spicca un Gesù bambino di Praga, probabilmente qualche prete era arrivato di la.

La sera cena in un’altra masseria che lascia a bocca aperta per la bellezza: Le Stanzie.

Le Stanzie era posizionata su un incrocio di strade molto importanti. Stanziavano li sia i commercianti di olio che arrivavano da Gallipoli sia ii pellegrini che si recavano a Santa Maria di Leuca. Una cena ricchissima di piatti tradizionali ci ha visti alzarci in tarda serata satolli.

Il mattino seguente siamo arrivati fino a Castro Marina per imbarcarci sul peschereccio di Mare vivo e andare a conoscere gli allevamenti di cozze. Davanti a Castro Marina è preclusa la pesca e si estende per 4 ettari una nursery ecologica di cozze incontaminate  In un mare totalmente pulito l’allevamento di cozze viene esportato anche a Dubai.

Gli appuntamenti del tour sono tanti e tutti molto interessanti. Dopo aver conosciuto Salvatore di Swim liberi di nuotare comincia a farsi chiaro nella mente perché questo tour che ci vede ambasciatrici si dica educational tour.

Swim liberi di nuotare si trova ad Andrano, un progetto esemplare di disponibilità per chi è diversamente abile. Swim liberi di nuotare è un lido accessibile a tutti, un progetto innovativo di psicomotricità funzionale dove  il volersi bene e la disponibilità sono  ingredienti fondamentali. Le persone vengono accompagnate in acqua, supporrtate e guidate nei momenti di difficoltà. Allo swim liberi di nuotare si trovano lettini galleggianti, percorsi sistemici in acqua con terapisti preparati. Si   è scelto di erogare gratuitamente questo servizio perché il desiderio di nuotare in un mare straordinario sia di tutti. 

Tornando riflettiamo, grande lezione di vita per noi tutti e ringraziamo gli organizzatori di averci fatto conoscere anche questa parte del Salento.

Sabato mattina è la volta del mercato di Maglie alla scoperta dei prodotti del territorio, accompagnati da Nunzio Pacella giornalista enogastronomico e grande conoscitore del suo Salento.

Con lui scopriamo lo sceblasti, una focaccia salentina che vede i suoi albori a Zollino e che racchiude tutti i sapori del Mediterraneo. Lo sceblasti in alcune zone prende il nome di cucuzzata.

Oltre allo sceblasti siamo incantati ad ascoltare Nunzio che ci racconta anche la storia del pane degli esseni, una setta ebraica. Il pane degli Esseni è un pane cotto al sole perché antichissimo. SI dice risalga al II sec. a.c. praticamente un precursore di un pane crudista. Per questo pane ancor oggi vengono usati i grani antichi come il senator cappelli.

Un assaggio di qui, un assaggio di li, tra formaggi salentini, caroselle (i fiori del finocchietto selvatico messi sotto aceto di mele) olive celline, melanzane secche e altri ortaggi tipicamente salentini dell’azienda agricola Sticchi Roberto di Maglie il brunch è fatto.

ur del Salento -scorrano dai fari costieri

Partiamo alla volta della La Cupa azienda fiore all’occhiello del Salento.

Peccato non sia Agosto perché alla nostra vista si sarebbe rivelato un mare rosso e profumato di 18 km. di telai zeppi di pomodori messi a seccare al sole di Puglia.  Si dice che il profumo si senta a ben 3 km. di distanza. La cupa è l’azienda più grande d’Italia ad essiccare ancora al sole i suoi pomodori. Il segreto perché non si posino insetti è semplicissimo, spolverare di sale i filetti di pomodoro appena tagliati e messi a seccare.

500 operatori a turni seguono il prodotto dall’inizio a quando viene messo nei barattoli per essere venduto in tutto il mondo.  I cupidi la nuova gamma di sott’oli come ricorda il nome ci ruba il cuore.

Con la promessa di ritornare a sentire il profumo di pomodoro, ci spostiamo su Cutrofiano dove ci accoglie Roberto Donno pluripremiato pasticcere e re del gelato salentino. Roberto nella sua pasticceria Dolce Arte è riuscito a congelare i profumi e i sapori della sua terra salentina in un gelato incredibilmente buono.

Molti gelati sono dedicati alle donne salentine, a quelle che lavoravano negli anni 50 il tabacco racchiuso in un delizioso gelato al cioccolato.  Impareggiabile il sorbetto preparato con la cucunedda che a Maglie diventa pupanedda  o melonella, cucumbarazzo,. Senza parlare del gusto capasa piccolo otre dove si tenevano le friselle.  Roberto ha creato anche il gusto frisella appunto dove le briciole (frizzuli) restavano in fondo alla capasa vuota.

Gelati vellutati preparati solo con panna e latte freschissimo legati con farina di semi di carruba. Impossibile non passare di qui per i gelati e sorbetti. Abbiamo assaggiato di tutto  e indecisissimi poi su quale bontà scegliere.

Lasciati i paesi limitrofi a Scorrano partiamo per Otranto e Santa Maria di Leuca. Con la preparatissima guida Deborah Bisci  giriamo tutta la terra d’Otranto con le sue bellezze fino a Porto Badisco per  spostarci a Punta Palascia con l’antica torre costiera  e il faro, occhi della Puglia nel Mar Mediterraneo. Punta Palascia o Capo D’Otranto il luogo più ad Est d’ Italia.
Giusi Portaluri ci racconta che ogni notte di San Silvestro richiama una moltitudine di persone in attesa dell’alba, Il capodanno ai piedi del faro per ammirare la prima alba del nuovo anno in Italia deve essere un’emozione indescrivibile.

Tour del Salento - Puglia Stefania Oliveri
Tour del Salento - Puglia gruppo

Il tramonto ci vede a Leuca e finiamo la serata alla Vineria Renna, dove Alessandra Ferramosca ci fa scoprire il Friscous di Petramare

Un mix di semole e farine di grano duro tra cui il Cappelli, con curcuma e lievitato con solo lievito madre . L’insalata di Alessandra è un grande successo, annaffiata da un primitivo e un rosato eccezionali presentatici da Chiara Renna.

In questo piccolo luogo pieno di cultura conosciamo anche Matteo Greco, giovane scrittore salentino. I suoi libri parlano di questa terra di mare, di sole, di vento. Muretti a secco, fichi d’india e ulivi millenari. Storie antiche quelle di Matteo, narrate in maniera esemplare, da leggere d’un fiato come il suo libro: C’era infinite volte il Sud, è un percorso narrativo alla scoperta del Salento.

Finisce la serata e lasciamo a malincuore i due ragazzi simpaticissimi.

Ancora sorprese ci attendono, come il giardino botanico de la Cutura, a Giuggianello immancabile sosta se capitate da quelle parti. Un’antica tenuta di campagna oggi giardino botanico di 35 ettari che ospita una delle più ricche raccolte di piante rare: grasse e tropicali

“C’è un giardino Botanico nato nella pietra, dove la meraviglia dell’esistenza abita da sempre”

Luogo magico tra 350 varietà di rose, il bosco dei lecci, il giardino all’italiana, la serra di piante grasse e tropicali, il giardino segreto, il giardino delle ninfee…

Si può passeggiare tra Messico e Guatemala tra Africa e Argentina.
Riuscire a girare il parco salentino con Salvatore Cezzi è un grande dono, la sua passione e amore per la natura e le varietà di esemplari di cui conosce ogni fiore e foglia è di grande insegnamento.

La serata finisce con gli amici di Slow Rider tv  in una trattoria tipica a Bagnolo  dove la signora Antonella ci fa assaggiare le sue specialità tra cui la famosa zuppa di pane.

Il mattino lasciando La corte dei Granai incantevole Relais a Maglie passiamo per Scorrano per la colazione all’ Arte del forno panificio De Micheli. Con sorpresa ci fanno mettere le mani in pasta e via di taralli frise pucce frizzoli e pastarelle.

Il tour è quasi agli sgoccioli ma posti indimenticabili ancora ci attendono, la visita alla Riserva Le Cesine Oasi WWF dove Giuseppe De Matteis responsabile RNS Oasi WWF Le Cesine ci accompagna in una visita guidata, parlandoci della storia dell’oasi,dell’habitat del bosco, macchia mediterranea, paludi. Conoscenza e rispetto per la natura per questo indescrivibile Salento.
Interessantissimo anche il progetto Bee Safe di WWf Italia con Conad per la tutela delle api all’interno delle oasi WWF, ,grazie a nidi speciali e a campi seminati appositamente per la loro nutrizione. Un’ altra bella pagina di educational tour.

Le care Giusi e Alessandra orgogliose della loro terra al ritorno decidono di farci ammirare ancora qualche scorcio. Ci riempiamo gli occhi e il cuore a Rocca li posti e ai laghi Alimini.

E’ ora di far ritorno a casa, di lasciare questa terra ospitale e incantevole dove la gente è cordiale, sorridente e disponible. Resta la voglia di tornare prestissimo, intanto la nostalgia sarà mitigata dal ben di Dio che ci siamo portate a casa, caroselle, melanzane secche, pucce, taralli, pastarelle  e frise. Le olive, le fave secche  e i pomodori. La valigia scoppia di Salento, anzi profuma proprio anche di cipollotti salentini.

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Daniela  Boscariolo

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