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Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini

Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini

 

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Volevo partecipare alla giornata su Giacomo Puccini indetta dal calendario del cibo essendo Puccini uno dei compositori che più amo e che amava mia madre. In casa si sentivano spesso  le arie della Boheme, di Tosca e Madame Butterfly. Che tristezza, ogni volta che sentivo  Un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo dall’estremo confin del mare, mi mettevo a piangere e non mi lasciava nemmeno indifferente che gelida manina se la lasci riscaldar . Passano gli anni e ora assaporo la musica di Puccini in maniera molto diversa, è stato  piacevole scrivere questo post, lasciando in sottofondo le romantiche e tragiche ouverture delle sue opere.

Oggi nel calendario del cibo parla di Giacomo Puccini Antonella Marconi e questo è il suo interessante articolo., nessuno ne poteva parlare meglio di lei. Antonella infatti è diplomata in viola, in famiglia sono tutti musicisti. Oltre al suo articolo mi piacerebbe che andaste a dare un’occhiata alle sue tapas Pucciniane così vi rendete conto quanto ama la musica e Puccini

Antonella ci parla della prima opera di Puccini, Le Le Villi (o Willis) nome delle sirene di terraferma, apparentemente belle ragazze, ma quando di infuriano si trasformano con becchi e pelle squamosa. Ma vi lascio che sia Antonella molto più ferrata di me sull’argomento a parlarvi di questa opera prima del grande compositore.

Io invece da somara di Puccini conosco molto poco,per esempio non sapevo le sue  preferenze culinarie e mi sono documentata. Al primo momento visto che sono vegetariana, sono stata presa da sconforto vedendo quanto amasse la cacciagione, ma non volevo rinunciare. Qualcosa ho trovato 😉

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Quando era giovane e quando i quattrini glielo permettevano, a  Puccini piaceva molto concedersi qualche bella serata culinaria,  finito il lavoro con il suo grande amico Mascagni davanti ad una sostanziosa cena, ma quando invece i quattrini non c’erano, sentiamo cosa scriveva…

“… La sera, quando ho quattrini vado al caffé, ma passano moltissime sere che non ci vado, perchè un ponce costa 40 centesimi… Mangio maletto, ma mi riempio di minestroni…e la pancia è soddisfatta“.

Puccini di vegetariano amava i minestroni e i fagioli al fiasco, oltre alla cacciagione.  Visto che per i fagioli al fiasco ho in serbo un articolo per il calendario del cibo il 23 novembre, ho preparato in suo onore un bel minestrone alla milanese che gradiva  molto e di cui ne parla alla lettera che mandò a sua madre.

 

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Carissima Mamma,Ieri ho avuto la 2° lezione di Bazzini, e va benissimo. Per ora, ho quella sola; ma venerdì incomincerò l’estetica. Mi son fatto un orario così disposto: la mattina mi alzo alle otto e mezza; quando ci ho lezione, vado. In caso diverso, studio un po’ di pianoforte. Mi basta poco; ma bisogna che lo studi. Ora compro un « Metodo », ottimo, di Angeleri, che è uno di quei « Metodi » dove ognuno può imparare da se benissimo.

Seguito: alle dieci e mezza faccio colazione ; poi esco. All’una vado a casa e studio, per Bazzini, un paio d’ore; poi, dalle tre alle cinque, via, daccapo con il pianoforte, un po’ di lettura di musica classica. Anzi, mi vorrei abbuonare; ma ci sono pochi « bigei ». Per ora, passo il « Mefistofele » di Boito, che me lo ha imprestato un mio amico, certo Favara di Palermo.

Alle cinque vado al pasto frugale (ma molto di quel frugale!) e mangio un minestrone alla milanese, che, per dire la verità, è assai buono. Ne mangio tre scodelle, poi qualche altro empiastro, un pezzetto di cacio con i « bei » ed un mezzo litro di vino. Dopo accendo un sigaro e me ne vado in Galleria a fare una passeggiata, in su ed in giù, secondo il solito. Sto lì fino alle nove e torno a casa, spiedato morto.

Arrivato a casa, faccio un po’ di contrappunto; non suono, perchè la notte non si può suonare. Dopo infilo il letto e leggo sette od otto pagine d’ un romanzo. Ecco la mia vita!…

Caro Puccini, spero che ti piaccia anche il mio ;). Il minestrone alla milanese ha tra le sue caratteristiche il riso e i fagioli borlotti, naturalmente il mio è light senza uso di lardo, cotenne o qualsivoglia derivato animale. Preferisco servirlo con un filo d’olio, ma c’è chi dice che la tradizione lo vorrebbe con un filo di vino rosso. Fate voi 😉 Il minestrone alla milanese cambia i suoi ingredienti durante l’estate e l’inverno seguendo il corso della stagionalità, ingredienti fissi restano come dicevamo riso e borlotti.

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Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 150 g di riso arborio da minestre
  • 1 scalogno
  • 2 carote
  • 2 patate
  • 100 g di piselli surgelati o freschi se di stagione
  • 150 g di fagioli borlotti  lessati
  • un quarto di verza
  • vista la stagione una fetta di zucca
  • sedano, basilico, timo, salvia, q.b.
  • sale, pepe, olio extravergine q.b.
  • brodo di dado vegetale fatto in casa q.b.

Preparazione del Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini

  1. Preparate un battuto di sedano cipolla, carota, timo, salvia e lasciatelo stufare in una pentola capiente on un filo d’olio extravergine.
  2. Pelate carote, zucca e patate, fate a tocchetti, e metteteli in pentola con i piselli. Coprite di brodo vegetale fatto in casa e fate cuocere 30 minuti.
  3. Aggiungete poi il riso e la verza tagliata sottilissima e dopo cinque minuti anche i fagioli lessati. Fate cuocere altri dieci minuti finchè il riso risulta al dente. Spegnete, regolate di sale.
  4. Impiattate con una spolverata di pepe e un giro di olio extravergine di oliva.
  5. Io non uso formaggi, ma se vi fa piacere una spolverata di parmigiano ci sta.

PS. Molte ricette dicono di cuocere il minestrone per due ore, personalmente mi sembra eccessivo.

Vi è piaciuta la ricetta del Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini?  Venitemi a trovare allora anche su Facebook, in Timo e lenticchie, risponderò personalmente a tutte le vostre domande, oppure seguitemi su Twitter e Pinterest!

 

2 Risposte a “Minestrone alla milanese per Giacomo Puccini”

  1. Mi fa piacere che anche tu ami questo grande artista. Anche io ricordo le domeniche, scandite dalle pulizie di fino, la pasta fatta in casa, con il sottofondo delle opere, ovviamente sui dischi in vinile, con le arie che mia mamma cantava a memoria (ed è li forse che ho incominciato ad amare l’opera lirica e la musica classica?).
    Le lacrime che anche io ho versato, e verso, quando ascolto questi capolavori….se ti dico che ho pianto anche a vedere Le Villi….fai un po’ te!
    Vero, Puccini era un buongustaio “carnivoro”, ma non disdegnava i minestroni. E di sicuro avrebbe apprezzato questa versione piu’ leggera!
    Complimenti e grazie per aver partecipato alla mia giornata pucciniana! E…..buon ascolto!

    1. Che bello abbiamo delle domeniche d’infanzia molto simili 😉 pensa che come sfondo alla foto volevo mettere proprio i dischi in vinile di Puccini, ma non ho fatto a tempo a farmeli dare da mia sorella 😉 Un grande abbraccio e grazie per aver condiviso la tua conoscenza musicale con noi.

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