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Grano saraceno peperoni e piselli ricetta semplice e svelta

I colori della nostra bandiera in questo piatto, oggi vi presento del grano saraceno peperoni e piselli ricetta semplice  e svelta.

Una frase di Confucio che ripeto spesso è:

Si può essere felici anche mangiando un cibo molto semplice, bevendo acqua pura e avendo come cuscino unicamente il proprio braccio ripiegato.
(Confucio)

Il cibo semplice preparato  con pochi ingredienti, come in questo caso, come piace a me.

  • Preparazione: 10
  • Cottura: 35
  • Difficoltà: Molto facile
  • Porzioni: 4 tortini
  • Costo: Basso

Ingredienti

  • 100 g Grano saraceno (bio integrale)
  • 150 g piselli (io di Baone)
  • 2 cucchiai Pesto alla Genovese
  • 100 g peperoni grigliati
  • q.b. Sale dell'Himalaya (rosa)
  • q.b. Pepe bianco
  • q.b. olio extra vergine
  • q.b. glassa di aceto bansamico (bio certif. vegan)

Preparazione

    1.  Sciacquate il grano saraceno in acqua fredda,  fatelo cuocere per assorbimento in 200 g di acqua salata  per circa 25 minuti in una pentola a fuoco dolce.
    2. Scolate e mettete da parte in una ciotola.
    3. Nel frattempo cuocete al vapore i pisellini freschi per 15 minuti circa.
    4. Tagliate a listarelle i peperoni grigliati.
    5. Nella ciotola del grano saraceno, unite i piselli e il pesto, regolate di sale e pepe e olio se serve.
    6. Montate i tortini con un coppapasta quadrato, alla base il grano saraceno con i piselli, e sopra i peperoni grigliati.
    7. Aggiungete qualche goccia di glassa al  balsamico e servite con insalatina.

    Molte altre ricette con il grano saraceno le trovate qui

Grano saraceno

Il grano saraceno arriva dal nord Europa e dall’ Asia, precisamente dalla Siberia e dalla Manciuria. Coltivato anche in Cina verso il decimo secolo e in Europa dal Medioevo.  Adatto ai climi freddi, resistente ai parassiti, viene coltivato d’estate per dare il giro quando sono pronte  le segale e l’orzo invernali.

Ci sono diverse teorie su come sarebbe avvenuta la sua diffusione, ma fra tutte le più accreditate risulterebbero due: per la prima furono i Turchi a portare la pianta in Grecia e nelle penisola balcanica, per la seconda sarebbero stati i popoli Mongoli ad introdurla in Polonia e Germania.

Abbiamo notizie circa la sua coltivazione nel Veronese agli inizi del ‘500, e nella seconda metà dello stesso secolo anche in Valtellina. Sull’argomento ci informa il medico e botanico senese Mattioli quando riferisce che ai suoi tempi i contadini, abitanti ai confini dell’Italia con la Germania, usavano la farina del grano saraceno per fare la polenta.

Riguardo al nome esistono diverse ipotesi, per la prima si chiamerebbe grano saraceno perché diffuso in Italia dai commercianti saraceni (arabi), per la seconda il termine sarebbe ispirato al colore dei chicchi scuri come i saraceni. (da Taccuini Storici)

Il grano saraceno non contiene glutine, contiene ferro, zinco e selenio.  Contiene inoltre amminoacidi come la  lisina, la treonina e il triptofano e antiossidanti come la rutina e tannini.

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