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Biancomangiare

Uno dei budini più buoni e sani in assoluto è il biancomangiare.

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E’ un dolce al cucchiaio, un budino al latte di mandorla, si chiama così perchè viene fatto con ingredienti bianchi. La sua origini è  araba e arrivò in Sicilia nel XII secolo. Non era a quel tempo solo fatto di latte di mandorla, ma di molti altri ingredienti bianchi.  A volte veniva fatto con carni bianche, altre con lardo. Si ritiene che abbia avuto origine in Francia per la frequente presenza negli antichi ricettari di termini come blanche mangieri, balmagier, bramagére. Era già presente tra i piatti del celebre banchetto organizzato da Matilde di Canossa per la riappacificazione fra il Papa e l’Imperatore.  La ricetta più nota di epoca contemporanea venne proposta da Careme che finalmente 😉 preparò una gelatina fatta con latte di mandorle dolcificato.
Oggi il biancomangiare è una preparazione dolce e delicata, curiosamente tipica di tre regioni italiane: la Valle d’Aosta, Sardegna e Sicilia.
In Valle d’Aosta prende il nome di Blanc Manger e si prepara in due versioni, la prima è fatta con latte di mandorle, la seconda con quello di mucca. In Sardegna è un dolce chiamato Menjar blanc.
In Sicilia il biancomangiare è una crema preparata con mandorle tritate, zucchero, amido, buccia di limone, cannella, e messa a raffreddare in forme di terracotta.RICETTA VEGAN

Io lo preparo così

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Biancomangiare

 

Ingredienti:

 

  • 500 g di latte di mandorle autoprodotto QUI la ricetta
  •  70 g di zucchero di canna chiaro a velo
  •  45 g di maizena
  • un pizzico di cannella o semini di cardamomo o rapatura di limone

Preparazione:

  1. In un pentolino versate il latte di mandorle, mescolare con lo zucchero e la cannella o il cardamomo accendere il fuoco e a fiamma media  versare la maizena a pioggia.
  2. Sempre mescolando perchè non faccia i grumetti  portare ad ebollizione, abbassare mescolando sempre, fino a che la crema si addensa.
  3. Disporre in stampini monoporzione da budino, lasciare raffreddare e servire come dessert, anche con una spolverata di pistacchi.

 

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fonti: www.taccuinistorici.it

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