Alla scoperta del pignoletto d’oro di Rettorgole De.Co.

Alla scoperta del pignoletto d’oro di Rettorgole De.Co.

Sabato 14 ottobre  è stata per me una giornata speciale, ve e avevo già accennato qualche giorno fa parlando di  grani antichi.  Le mie care amiche blogger Paola e Erica, con AIFB hanno organizzato una giornata alla scoperta di un prodotto dimenticato del mio territorio, il pignoletto d’oro di Rettorgole. Un mais antico, diventato prodotto DE.CO. vicentino, il padre del Mais Marano.

La mattina siamo stati ospiti a Villa Caldogno villa progettata da Andrea Palladio per assistere alla conferenza della Proloco e  Coldiretti “Semi antichi e biodiversità” in concomitanza con l’apertura della Mostra in Basilica Palladiana a Vicenza: Van Gogh Tra grano e cielo”  

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co.

Alla scoperta del pignoletto d’oro di Rettorgole De.Co.

Dopo l’introduzione della presidente Stefania Stefani di Proloco Caldogno, che ha ribadito lo sposalizio tra proloco e de.co, prodotti a denominazione comunale.  I prodotti De.Co per riscoprire il nostro territorio turistico ed enogastronomico e tornare alle nostre origini alimentari.

Hanno preso la parola poi   Cesare Bellò consigliere delegato di OPO Veneto  che ci ha illustrato il progetto Buona terra non mente , la campagna di comunicazione del progetto della Regione del Veneto per la caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione, realizzato dalla Regione su proposta delle Organizzazioni dei Produttori e dei Consorzi di Tutela dei prodotti ortofrutticoli veneti, in collaborazione con Veneto Agricoltura, le Università di Padova e di Verona, World Biodiversity Association e con la partecipazione di imprese orticole e frutticole.

Perché si parla sempre di biodiversità ma ma non si sa bene cosa sia. Ecco nel concreto invece cosa stiamo facendo in Veneto..
Un progetto mai intrapreso da nessun’altra regione italiana che, attraverso un esteso sistema di analisi scientifiche dei prodotti e degli ambienti, individua i fattori nutrizionali e ambientali distintivi della produzione ortofrutticola veneta.

Ha preso poi la parola Nicola Tormen di WBA Word Biodiversity Association onlus . 

Incredibile rendersi conto quanto importante è la sostenibilità ambientale e noi in Veneto siamo all’avanguardia  con un protocollo unico in Europa, in grado di valutare attraverso indicatori biologici la qualità dell’aria dell’ acqua e del suolo di una azienda agricola.

In Europa attualmente non esiste nulla di uguale ,  Biodiversity Friends è unico e innovativo  Essere biodiversi oggi è  per le aziende agricole Venete un’ enorme opportunità. Vuol dire  integrare  tecnologia e buone pratiche agricole con I’ mpegno dell’azienda agricola verso la sostenibilità ambientale.

Nicola Tormen ci ha fatto capire quanto è importante produrre qualità in territori di qualità. Vedere agricoltori che prendono consapevolezza di quanto sia importante per esempio trovare dei lombrichi nel terreno, gli stessi lombrichi che fino a poco tempo prima avevano combattuto fino ad allora.

Al giorno d’oggi si pensa al biologico come ad un agricoltura bucolica, ma dobbiamo essere in grado di garantire al consumatore che il territorio rispetta quel che il consumatore cerca.

Cesare Bellò ci ha poi raccontato i successi con vari prodotti IGP e di come sono riusciti a valorizzare il territorio, con pieno sostegno dei produttori che li hanno seguiti nel cambiamento con monitoraggio dell’ambiente naturalistico, della vegetazione acquatica, dei microorganismi presenti. I vari insetti presenti che garantivano l’impollinazione per un alto livello di biodiversità. dell’aria stessa.

Il messaggio importante: Non c’è più spazio per produrre commodity ma bisogna produrre speciality. Il consumatore europeo ci chiede lo sviluppo e la conservazione dell’ambiente

Ha preso poi la parola Marta Morini del Servizio fitopatologico “Strampelli” di Lonigo banca del germoplasma. La sostituzione delle varietà di varietà di mais e frumento con nuove più produttive ha fatto si che avvenisse un’erosione genetica, cioè  una semplificazione della variabilità della specie. Allo Strampelli da alcuni anni c’è un’attività di recupero, classificazione e riproduzione di vecchie varietà venete di mais e frumento tenero.

Con la convenzione di Rio del 2015 si è tutelato la valorizzazione e la biodiversità agraria e la conservazione delle specie. Un nuovo progetto BIONET 2017/22 della regione Veneto nato per conservare la biodiversità delle risorse genetiche locali di interesse agrario a rischio di estinzione e di erosione genetica oltre alla registrazione nei registri. In questo modo si è potuto realizzare una filiera  e commercializzare per esempio varietà Piave, Biancoperla, Canove, Marano, Sponcio e anche il Pignoletto d’oro.

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 1

L’intervento poi di Michela Cariolato, vicentina che  19 anni fa ha deciso di spostarsi a Gambellara per dare vita assieme al marito a Palazzetto Ardi, un’azienda agricola agrituristica In circa dove in  un ettaro di estensione sono seminate e raccolte antiche varietà di frumento Italiano il cui germoplasma è fornito dall‘Istituto di Genetica Sperimentale Strampelli di Lonigo e poi orto, frutteto con 30 alberi di mele antiche  e vigneto di garganega. Appena trasferita ha subito lasciato il terreno 3 anni in conversione per fare biologico. Una signora coltissima e che ci mette tanta passione e ama quello che fa, che ha preferito la terra al lavoro d’ufficio. Michela è una chef che fa cucinoterapia con tenacia e talento. Un giorno sicuramente andrò a trovarla, la sua passione mi ha contagiata, mi piacerebbe assistere ad una sua cooking class dall’orto alla cucina per condividere assieme, a tavola, il Salutismo di una cucina del Territorio e del Tempo, bella, buona e salutare.

Infine la nostra rappresentante regionale dell’Associazione italiana food blogger, Erica Zampieri ha ribadito l’importanza di fare squadra per valorizzare i prodotti de.co. del territorio attraverso i nostri blog di cucina, mettendoci come associati  a disposizione per un lavoro futuro.

Siamo poi passati a visitare la mostra dei semi antichi, dove abbiamo potuto ammirare il nuovo DE.CO vicentino, il pignoletto d’oro, padre del mais Marano.

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 4

Il tempo stringeva e dopo l’interessantissima mattinata ci siamo spostati alla Trattoria Molin Vecio, vecchio mulino dell’800 e rinomato ristorante a Cadogno dove ci attendeva uno show cooking di Amedeo Sandri  (cuoco operaio come si definisce) con piatti a base di pignoletto d’oro e di farro monococco.

Qui abbiamo trovato ad attenderci il Sig.Comberlato, il produttore del Mais Pignoletto d’oro di Rettorgole che ci ha raccontato la storia di questo mais antico dimenticato.  Un paio d’anni fa, fu interpellato da Antonio Filippi, socio dell’azienda Molino Filippi di Castelnuovo di Isola Vicentina, . che aveva voluto riprendere il seme crio-conservato da più di cinquant’anni allo Strampelli di Lonigo  per ricominciare la produzione di questa varietà autoctona, estremamente resistente e legata indissolubilmente al territorio. Una varietà antica di linea pura. E’ adatto per essere coltivato nella zona di Rettorgole, particolarmente umida e ricca di acqua. “

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 7

“Il Pignoletto è citato in alcuni documenti del ‘700 E’ stato oggetto di scambi nel Vicentino fino alla fine dell”800, quando fu ibridato con il mais nostrano da Antonio Fioretti nel 1890 per dar luogo al mais Marano, il “maranello”. Veniva coltivato nelle campagne umide a nord di Vicenza”.

Il pignoletto ci ha spiegato Comberlato, è un mais qualitativamente eccezionale per struttura, ha una sola spiga al massimo due spighe. A quel tempo questo era mais seminato dopo il primo raccolto di grano perché aveva un tempo di maturazione molto corto, venivano chiamati cinquantini, e utilizzato  solo per consumo personale. Con l’andar del tempo la quantità richiesta sempre maggiore, diete vita all’incrocio per rendere la pianta più resistente e forte, in quanto il pignoletto d’oro ha un gambo molto esile.  Il pignoletto essendo così resistente non subisce nessun tipo di trattamento, può soffrire visto il clima umido di novembre di muffe. Infatti l’umidità è un danno perché si infiltra nel cartoccio del mais. .Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 6

Il bussolà vicentino, per esempio, sarebbe nato proprio con il Pignoletto. Lo dimostrerebbero gli affreschi di villa Caldogno. “Nelle tavole imbandite si nota il bussolà  che pare sia stato realizzato con il pignoletto d’oro di Rettorgole, lo si capirebbe dal colore particolarmente giallo”. Infatti  la spiga si presenta allungata e piena, di colore arancio-dorato vivo traslucido con chicchi regolari e fitti di aspetto vetroso.

Con che cosa ci ha deliziato il mitico Amedeo Sandri?

  • Crema di zucca, farro monococco e per chi voleva rifinito con bacala mantecato
  • Tagliatelle di pignoletto d’oro con piselli in crema di patate e carote
  • Focaccine di patate e farina integrale con salsa di buccia di limone e yogurt
  • Frittelle dolci di polenta di pignoletto d’oro

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 8

 

Amedeo ci ha raccontato parecchi aneddoti della sua lunga vita da cuoco, il suo amore per la cucina degli avanzi, senza sprecare nulla perché il cibo è di tutti come ripete spesso. Ricordiamo che come dice Amedeo, il più grande cuoco è l’amore. Grazie Amedeo della lezione non solo di cucina ma anche di vita.

Ci è stato regalata poi della farina di Pignoletto d’oro di Rettorgole con la quale prepareremo prossimamente due ricette, una dolce e una salata per partecipare ad un contest

Ecco la prima ricetta: Polentina di pignoletto d’oro ai funghi e crema di zucca

Infine una splendida litografia di Galliano Rosset proprio sul Pignoletto d’oro di Rettorgole e la sua storia.

Alla scoperta del pignoletto d'oro di Rettorgole De.Co. 11

Alla prossima, Daniela.

Qui con le mie amiche blogger Serena del blog Chez Morandi, Marianna e Erica del blog Sapori e Dissapori e Paola del blog Prelibata

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